Quale è il vostro rapporto con voi stessi?

Questo forum di aiuto è dedicato a chi ha un temperamento timido e introverso. A chi si sottovaluta, a chi ancora non si ama, a chi avverte un costante vuoto interiore che ha bisogno di colmare. Non affrontiamo tutto da soli. Condividere questi disagi è un primo passo verso l'apertura. E' un nostro diritto! Lasciamoci colmare dal calore di chi ci sta vicino!

Quale è il vostro rapporto con voi stessi?

Messaggioda kathellyna » 17/02/2025, 18:31



eh infatti ho specificato anche "nel luogo sbagliato".
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kathellyna
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Quale è il vostro rapporto con voi stessi?

Messaggioda kathellyna » 17/06/2025, 17:44



kathellyna ha scritto:
kathellyna ha scritto:2 maggio: non so cosa voglio. non voglio essere qui e non voglio essere altrove. non mi interessa assolutamente di raggiungere tutti quei "traguardi" di merdа che sembrano essere necessari per vivere nella s o c i e t à ma non voglio nemmeno essere un fallimento come adesso.

dovrei trovare un buon lavoro? beh forse, ma non mi darebbe nessuna gioia. non capisco come faccia a piacere il lavoro se non per il fatto che dovrebbe toglierti il problema dei soldi. cioè, davvero c'è gente che si sente REALIZZATA perché va in ufficio dalle 9 di mattina alle 18 del pomeriggio? dei "successi" relativi alla vita sociale non ne parliamo proprio, mi risultano assolutamente incomprensibili e non mi importa di essere meno disadattata se non forse per le situazioni in cui è assolutamente necessario, tipo appunto sto cazzо di lavoro. che, ricordiamo, ha il solo e unico scopo di allontanare le preoccupazioni relative al denaro. vorrei avere meno preoccupazioni possibili e vivere come un vegetale ma sarebbe inutile, loro vengono sempre a cercarti, anche se potessi vivere sempre nella mia stanza e avessi sufficiente denaro da non doverci più pensare, se il cibo apparisse magicamente già pronto, la spazzatura si dissolvesse e i vestiti si lavassero da soli, troverei comunque un pensiero di qualche possibile disgrazia su cui fissarmi e mi sentirei di nuovo davanti al solito muro bianco senza uscita e senza possibilità di aggirarlo. qualsiasi difficoltà, qualsiasi attesa, qualsiasi evento non previsto, qualsiasi momento in cui dovrei sopportare la "pressione" [e mi rifiuto di credere che davvero siano condizioni "normali" in cui vivere] mi rende la vita impossibile.

sono troppo fragile per questo mondo e lo so che pare una frase raccattata da tumblr ma davvero non lo è, anche perché mi hanno bannata da più di sette anni ormai. non vedo niente di buono in me stessa e se pure lo vedessi non credo che mi importerebbe. ho un aspetto che non mi appartiene e una vita che non mi appartiene, sono brutta, incapace, sfortunata ecc. e non c'è alcun motivo per cui le cose sarebbero dovute andare così. mi sento come in una di quelle storie cretine in cui gli animali sono costretti a vivere appunto come bestie e non vorrebbero, tipo perché in realtà sono umani trasformati o perché boh, un giorno si svegliano e decidono di voler diventare persone, e ci pensano tutto il giorno mentre intanto devono svolgere i loro affari animaleschi tipo nascondersi dai predatori, cagarе senza pulirsi il culо, cercare di imitare comportamenti umani risultando ridicoli e finendo su un video di paperissima con le risate anni 90 appiccicate sopra. con la differenza che io so benissimo che questo gioco è già fottutо dal principio e se pure avessi la vita migliore possibile vorrei crepare comunque. e allora perché continuo a sentirmi così? c'è qualcosa di sbagliato in me? ho sempre pensato di no ma alla fine che cazzо ne so lol.

essendo poi che una vita perfetta [in cui comunque vorrei crepare] è quasi impossibile da realizzare [nella prossima vita vedrete eheh], qualsiasi cosa raggiungibile risulta modesta, inferiore alle aspettative [che una persona brutta sfortunata incapace ecc. come me NON dovrebbe avere, e forse non le ho davvero e mi sto semplicemente lagnando senza alcuno scopo] e di conseguenza umiliante. riprendendo l'esempio di prima, se improvvisamente ti ritrovassi ad essere un ratto di fogna e cercassi di pulirti il culо probabilmente a furia di impegnarsi un po' di sporcizia verrebbe via, sarebbe un grande risultato per un topo che accetta di esserlo ma uno misero per chi aspira alla pulizia propria dei сuli umani.

tutto ciò che ottengo non può essere altro che miserabile e incompleto per me, questo mi fa stare peggio e non vedo perciò alcun motivo per provare a cambiare la mia esistenza. gli unici tipi di vita accettabili sono perfezione oppure vegetale [e in entrambi vorrei comunque crepare], tutto ciò che è in mezzo è uno spreco di tempo, di impegno e di denaro. questo post non ha senso, niente di ciò che faccio ha senso o può portarmi da qualche parte, ma se anche fosse non saprei che farmene e continuerei a soffrire per sempre.

so che non voglio vivere ma se mi sento costretta a morire sto terribilmente male e vorrei solo vivere come un vegetale senza preoccupazioni, ma il vegetale non mi basta e vorrei una vita perfetta, ma neanche quella mi basta e vorrei solo distruggere me stessa e tutto ciò che ho attorno, ma neanche quello mi va bene perché una volta iniziato non posso fermarmi neanche volendo e sono costretta a morire e vorrei fare di nuovo il vegetale e così via in un ciclo infinito e del tutto inutile. non so cosa voglio e dubito che qualcun altro saprebbe dirmelo. non so perché sto scrivendo questo messaggio.

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p. la mia v. è c.?
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Messaggioda kathellyna » 28/06/2025, 0:03



kathellyna ha scritto:secondo me sono nata nell'epoca sbagliata, nel luogo sbagliato o entrambe le cose.

nel mondo sbagliato.
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Messaggioda Cordis » 28/06/2025, 17:00



forse il "professionista" ti può aiutare quando desideri effettivamente ...


no, il "professionista" ti può aiutare quando ti fa sentire meglio dentro, quando non provi più sempre e solo emozioni devastanti che ti tolgono la voglia di vivere.
Ti può aiutare con i farmaci e con le parole, meglio tutti e due.
Guarda me, io ne sono là prova vivente, vivente nel senso che ora avrei potuto essere morto da un pezzo.
Certo, non a tutti fila tutto liscio, ci sono anche persone che ci provano a curarsi ma, per un motivo o per l'altro, con risultati insufficienti.
Comunque questo è, devi cominciare ad usare ciò che ESISTE, poi si vedrà.
Peggio non starai.
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Messaggioda RyanTheNorthman » 28/06/2025, 18:08



kathellyna ha scritto:i "professionisti" che servirebbero a me probabilmente non li hanno ancora inventati. la vita, e ancora di più la vita "normale", non è compatibile con la mia persona. ciò che rende felici gli altri non funziona con me. tutto è umiliante, stressante e deprimente. secondo me sono nata nell'epoca sbagliata, nel luogo sbagliato o entrambe le cose. come ho già scritto altrove, sarei dovuta nascere in qualche epoca del cazzо in cui la gente se ne andava felicemente a crepare giovanissima per conto della religione o di qualche idea ormai obsoleta e putrefatta. per il bene o per il male del mondo, mi sarebbe cambiato poco. credo che sarebbe stato quello il destino più adatto per me.
forse il "professionista" ti può aiutare quando desideri effettivamente la vita in società ma non riesci ad ottenerla, ma nel mio caso sarebbe come cercare di infilare la celebre formina cubica nel buco rotondo, una perdita di tempo [e di denaro].


Ciao Kathellyna. Se può esserti di conforto, anch'io con le terapie psicologiche non ho avuto molta fortuna, sono sempre state tutte pressoché inutili, tranne l'ultima che ho seguito, la quale è andata un po' meglio, ma che ho dovuto lasciare per vari motivi. Inoltre, la mia esperienza con i farmaci non è stata per nulla positiva: anni fa assumevo un antidepressivo, ma a parte eliminare inizialmente gli sbalzi d'umore repentini dei quali soffrivo all'epoca, non aveva fatto nient'altro, le mie sofferenze rimanevano, e inoltre mi provocava momenti di apatia, durante i quali mi sentivo vuoto, estraniato, non più me stesso; in più, aveva contribuito a complicare il mio disturbo della pelle, che poi avevo dovuto trattare abbastanza a lungo e con fatica. Questo è il motivo per il quale non mi piace il fatto che molte persone affermino che i farmaci siano la soluzione, sempre e comunque; ecco, secondo me invece dipende molto dalla persona e dalle sue difficoltà, non siamo tutti uguali.
Comunque, a breve dovrei iniziare un altro percorso, sperando che vada nel modo migliore, ma di farmaci non ne prenderò mai più, questo è certo.
Non so quali scelte farai tu, ma ti auguro il meglio e ti esorto a non arrenderti.
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Messaggioda Cordis » 28/06/2025, 18:28



Questo è il motivo per il quale non mi piace il fatto che molte persone affermino che i farmaci siano la soluzione, sempre e comunque; ecco, secondo me invece dipende molto dalla persona e dalle sue difficoltà, non siamo tutti uguali.


Niente da dire, ma rispetto ai farmaci, il punto è che non c'è niente "di più".
Se c'è sarei proprio curioso di conoscerlo.

Riguardo il fatto che non siamo tutti uguali, questo è poco ma sicuro. Farmaci efficaci per altri, per me non lo sono, farmaci efficacissimi per me... uhm, in effetti del farmaco a cui penso non ho mai sentito parlar male da nessuno.
Comunque è una terapia in divenire, si comincia, si torna per un controllo, si fanno dei cambiamenti, si continua, si fanno altri controlli, altri cambiamenti, spesso occorre tempo per stabilizzarsi.
Poi c'è il problema (grave) che alcune persone non seguono la cura, o la seguono male...
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Messaggioda Insert Coin » 06/07/2025, 16:56



Massimiliano89 ha scritto: Siete fieri di essere ciò che siete?


Qualche volta si' e qualche volta no..
Sono una persona perbene, sono onesto, questi sono già due ottimi motivi per esserlo.
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Messaggioda kathellyna » 05/10/2025, 23:47



kathellyna ha scritto:
kathellyna ha scritto:2 maggio: non so cosa voglio. non voglio essere qui e non voglio essere altrove. non mi interessa assolutamente di raggiungere tutti quei "traguardi" di merdа che sembrano essere necessari per vivere nella s o c i e t à ma non voglio nemmeno essere un fallimento come adesso.

dovrei trovare un buon lavoro? beh forse, ma non mi darebbe nessuna gioia. non capisco come faccia a piacere il lavoro se non per il fatto che dovrebbe toglierti il problema dei soldi. cioè, davvero c'è gente che si sente REALIZZATA perché va in ufficio dalle 9 di mattina alle 18 del pomeriggio? dei "successi" relativi alla vita sociale non ne parliamo proprio, mi risultano assolutamente incomprensibili e non mi importa di essere meno disadattata se non forse per le situazioni in cui è assolutamente necessario, tipo appunto sto cazzо di lavoro. che, ricordiamo, ha il solo e unico scopo di allontanare le preoccupazioni relative al denaro. vorrei avere meno preoccupazioni possibili e vivere come un vegetale ma sarebbe inutile, loro vengono sempre a cercarti, anche se potessi vivere sempre nella mia stanza e avessi sufficiente denaro da non doverci più pensare, se il cibo apparisse magicamente già pronto, la spazzatura si dissolvesse e i vestiti si lavassero da soli, troverei comunque un pensiero di qualche possibile disgrazia su cui fissarmi e mi sentirei di nuovo davanti al solito muro bianco senza uscita e senza possibilità di aggirarlo. qualsiasi difficoltà, qualsiasi attesa, qualsiasi evento non previsto, qualsiasi momento in cui dovrei sopportare la "pressione" [e mi rifiuto di credere che davvero siano condizioni "normali" in cui vivere] mi rende la vita impossibile.

sono troppo fragile per questo mondo e lo so che pare una frase raccattata da tumblr ma davvero non lo è, anche perché mi hanno bannata da più di sette anni ormai. non vedo niente di buono in me stessa e se pure lo vedessi non credo che mi importerebbe. ho un aspetto che non mi appartiene e una vita che non mi appartiene, sono brutta, incapace, sfortunata ecc. e non c'è alcun motivo per cui le cose sarebbero dovute andare così. mi sento come in una di quelle storie cretine in cui gli animali sono costretti a vivere appunto come bestie e non vorrebbero, tipo perché in realtà sono umani trasformati o perché boh, un giorno si svegliano e decidono di voler diventare persone, e ci pensano tutto il giorno mentre intanto devono svolgere i loro affari animaleschi tipo nascondersi dai predatori, cagarе senza pulirsi il culо, cercare di imitare comportamenti umani risultando ridicoli e finendo su un video di paperissima con le risate anni 90 appiccicate sopra. con la differenza che io so benissimo che questo gioco è già fottutо dal principio e se pure avessi la vita migliore possibile vorrei crepare comunque. e allora perché continuo a sentirmi così? c'è qualcosa di sbagliato in me? ho sempre pensato di no ma alla fine che cazzо ne so lol.

essendo poi che una vita perfetta [in cui comunque vorrei crepare] è quasi impossibile da realizzare [nella prossima vita vedrete eheh], qualsiasi cosa raggiungibile risulta modesta, inferiore alle aspettative [che una persona brutta sfortunata incapace ecc. come me NON dovrebbe avere, e forse non le ho davvero e mi sto semplicemente lagnando senza alcuno scopo] e di conseguenza umiliante. riprendendo l'esempio di prima, se improvvisamente ti ritrovassi ad essere un ratto di fogna e cercassi di pulirti il culо probabilmente a furia di impegnarsi un po' di sporcizia verrebbe via, sarebbe un grande risultato per un topo che accetta di esserlo ma uno misero per chi aspira alla pulizia propria dei сuli umani.

tutto ciò che ottengo non può essere altro che miserabile e incompleto per me, questo mi fa stare peggio e non vedo perciò alcun motivo per provare a cambiare la mia esistenza. gli unici tipi di vita accettabili sono perfezione oppure vegetale [e in entrambi vorrei comunque crepare], tutto ciò che è in mezzo è uno spreco di tempo, di impegno e di denaro. questo post non ha senso, niente di ciò che faccio ha senso o può portarmi da qualche parte, ma se anche fosse non saprei che farmene e continuerei a soffrire per sempre.

so che non voglio vivere ma se mi sento costretta a morire sto terribilmente male e vorrei solo vivere come un vegetale senza preoccupazioni, ma il vegetale non mi basta e vorrei una vita perfetta, ma neanche quella mi basta e vorrei solo distruggere me stessa e tutto ciò che ho attorno, ma neanche quello mi va bene perché una volta iniziato non posso fermarmi neanche volendo e sono costretta a morire e vorrei fare di nuovo il vegetale e così via in un ciclo infinito e del tutto inutile. non so cosa voglio e dubito che qualcun altro saprebbe dirmelo. non so perché sto scrivendo questo messaggio.

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kathellyna ha scritto:i "professionisti" che servirebbero a me probabilmente non li hanno ancora inventati. la vita, e ancora di più la vita "normale", non è compatibile con la mia persona. ciò che rende felici gli altri non funziona con me. tutto è umiliante, stressante e deprimente. secondo me sono nata nell'epoca sbagliata, nel luogo sbagliato o entrambe le cose. come ho già scritto altrove, sarei dovuta nascere in qualche epoca del cazzо in cui la gente se ne andava felicemente a crepare giovanissima per conto della religione o di qualche idea ormai obsoleta e putrefatta. per il bene o per il male del mondo, mi sarebbe cambiato poco. credo che sarebbe stato quello il destino più adatto per me.
forse il "professionista" ti può aiutare quando desideri effettivamente la vita in società ma non riesci ad ottenerla, ma nel mio caso sarebbe come cercare di infilare la celebre formina cubica nel buco rotondo, una perdita di tempo [e di denaro].

non ce la faccio proprio più, veramente non ne posso più di questa vita.
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