la timidezza mi sta distruggendo

Questo forum di aiuto è dedicato a chi ha un temperamento timido e introverso. A chi si sottovaluta, a chi ancora non si ama, a chi avverte un costante vuoto interiore che ha bisogno di colmare. Non affrontiamo tutto da soli. Condividere questi disagi è un primo passo verso l'apertura. E' un nostro diritto! Lasciamoci colmare dal calore di chi ci sta vicino!

la timidezza mi sta distruggendo

Messaggioda _dreamer._ » 09/06/2021, 0:50



ciao a tutti non so se lo leggerete mai ma ho bisogno di sfogarmi a causa della mia timidezza non sono mai riuscita a farmi degli amici. ma la cosa che sinceramente mi fa ridere e che quando ero piccola non ho mai avuto questi tipi di problemi. tutto è incominciato nella prima media pero fortunatamente ho trovato persone che hanno voluto conoscermi anche se ci stavano alcuni compagni che mi prendevano in giro.Ora sto in seconda superiore e ieri e stato l'ultimo giorno di scuola purtroppo a causa del covid e soprattutto per la mia maledetta timidezza e perche anche in prima superiore ho dovuto cambiare scuola, non sono riuscita a legare con nessuno solo con una compagna ma si come la nostra classe è stata divisa in due gruppi abbiamo perso i contati non ci siamo più parlate, a volte capita ma non sempre. ero triste oggi perché andando su Instagram vedo tutti i miei coetanei uscire ridere festeggiare l'Ultimo giorno di scuola mentre io mi sono ritrovata di nuovo da sola tutto perché sono una persona insicura e non riesco ad aprirmi ,ci provo ad aprirmi? certo che ci provo ma alla fine va sempre tutto male perche se incomincio un discorso non saprei come continuarlo e finisco in una situazione di disagio. pero ammetto che ho legato con delle persone che stanno in quinto persone carinissime ma poi ripenso che il prossimo anno non ci saranno e quindi mi ritroverò di nuovo da sola. vorrei tanto essere una di quelle persone estroverse o una persona che se ne frega dei giudizi degli altri.
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_dreamer._
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la timidezza mi sta distruggendo

Messaggioda Navigator63 » 09/06/2021, 20:46



_dreamer._ ha scritto:ciao a tutti non so se lo leggerete mai ma ho bisogno di sfogarmi

Ciao Dreamer, e benvenuta :)
Anche se magari non molti risponderanno, ce ne saranno sicuramente alcuni che ti leggeranno. Questo è uno degli ambienti più accoglienti che io abbia mai visto in Rete.

Mi permetto di darti qualche suggerimento (con link a scritti sugli argomenti), perché sono un ex "timido patologico" e ricordo ancora quanto fosse devastante... :'(

quando ero piccola non ho mai avuto questi tipi di problemi.

Questo è sia un buon segno (perché vuol dire che la tua vera natura è socievole, quindi puoi recuperarla), che un possibile indizio che qualcosa è successo ad un certo punto, che ti ha segnata e ti ha indotto verso la timidezza.
E' importante capire che la timidezza non è un tipo di carattere, bensì una forma di difesa: in pratica, essere timidi ci "difende" da eventuali pericoli sociali (essere giudicati, essere respinti, essere feriti...).

Quindi ogni timidezza nasce da qualche paura: quando identifichiamo di cosa abbiamo paura, possiamo cercare di superarla.

ero triste oggi perché andando su Instagram vedo tutti i miei coetanei uscire ridere festeggiare

Attenzione che le vite mostrate sui social network spesso non corrispondono alla vita reale: ci si mostra al meglio, nascondendo i propri "lati oscuri".
Molti di quelli che vedi sorridere sui social, in privato hanno paure, difficoltà e sofferenze simili alle tue.

ci provo ad aprirmi? certo che ci provo ma alla fine va sempre tutto male

E' normale, perché la persona timida ha sviluppato quei meccanismi di difesa inconsci, che la sabotano e le mettono i bastoni tra le ruote.
E' un po' come un'auto con il freno a mano tirato: anche se premi l'acceleratore e guidi bene, viaggerà sempre con fatica e in modo stentato.

E' bene provare ad aprirsi e ad andare incontro agli altri (piuttosto di chiudersi in casa), ma va ricordato che per uscirne davvero bisogna "andare a fondo": identificare le ferite e le paure che ci condizionano, e risolvere quelle. Non basta "provare e buttarsi" (come spesso ci consigliano).
Per esempio se sono paralizzato dalla paura del giudizio (molto comune), devo prima diventare consapevole di quella paura, guardarla in faccia, vedere come mi manovra (come filli di un burattino), e poi imparare a non dare più peso ai giudizi altrui.
E' un lavoro complesso, che richiede tempo, pazienza, e fare tanti piccoli passi.

pero ammetto che ho legato con delle persone che stanno in quinto persone carinissime ma poi ripenso che il prossimo anno non ci saranno e quindi mi ritroverò di nuovo da sola.

Beh, al giorno d'oggi è facile restare in contatto anche con persone che non frequentano lo stesso ambiente. Quello non dovrebbe essere un ostacolo.
Non sarà che, sotto sotto, hai paura di valere poco (altra paura molto comune), e che quindi loro non avranno interesse a frequentarti... per cui non ti viene nemmeno da restare in contatto?

vorrei tanto essere una di quelle persone estroverse

Beh, potresti partire pensando che puoi diventarlo :)
E' un po' come dire che se ami la musica, ma non sai suonare il piano, puoi impegnarti ed imparare a suonarlo! :coolok:
Ogni cosa a cui teniamo davvero possiamo impararla; basta essere disposti a "pagarne il prezzo".

Ti lascio con un ultimo suggerimento su alcuni metodi per piacere agli altri: a volte bastano piccole cose, piccole attenzioni, per suscitare negli altri un'impressione positiva ed essere benvoluti.

Se sai dove vuoi arrivare, ogni passo ti porterà in quella direzione. L'importante è non smettere di camminare :)
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la timidezza mi sta distruggendo

Messaggioda Malky » 10/06/2021, 2:36



Direi che Navigator63 ha dato veramente una ottima risposta!

Avevo una conoscente. Certe volte non serviva parlare, sapevo che aveva bisogno di un abbraccio. Altre volte mi guardava ridendo, perché sapeva che mi sarei girato con una faccia demenziale. Sembrava bello, ma non è che le amicizie nascono perché si parla o ci si frequenta, ma perché si condivide qualcosa.
Se le persone di quinta ti piacciono non smettere di sentirli. Anche se potrebbero avere impegni diversi non significa che non potete più parlare a causa del salto scolastico (è una cosa che ho capito solo dopo). L'insicurezza deriva da qualcosa, e non per forza di traumatico. Magari potresti cercare il percorso che ti ha portata lì per poi sconfiggerlo, ma c'è anche la possibilità che tu non abbia trovato persone del tutto compatibili.

Ci sono "starter" che fanno conoscenza come niente, magari hanno un quantitativo considerevole di amici, ma svolazzano (senza nulla togliere allo svolazzamento) da una amicizia ad una altra. Magari si trovano meglio a settorializzare le conoscenze (gestire tanti dati è faticoso). Altri cercano un "tutto". Magari non hai trovato molte persone che la pensano come te, ma con piccoli passi puoi riuscirci.
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Messaggioda germano » 10/06/2021, 8:19



Navigator63 ha scritto:Ogni cosa a cui teniamo davvero possiamo impararla; basta essere disposti a "pagarne il prezzo".

Ma per quanto riguarda il combattere la timidezza, quale sarebbe il prezzo?
Forse è solo in termini di... fatica emotiva, o secondo te c'è sempre (anche in questo) un rovescio della medaglia? (chiedo, come spunto di riflessione).

Navigator63 ha scritto:Ti lascio con un ultimo suggerimento su alcuni metodi per piacere agli altri

Fantastico.
Non c'avevo mai pensato.
Io mi comporto istintivamente e fortunatamente funziona, ma conoscere questi..."trucchetti" non è male.

In particolare mi fa riflettere il "fai parlare l'altro", nello specifico la frase "se invece non li conosci, informati facendo domande".
Di recente sto frequentando gruppi di amici nuovi e noto che qualcuno mi fa domande "che lavoro fai? Dove lavori?" ecc fino anche a entrare (delicatamente e quando c'è maggiore confidenza) anche in cose più personali, per esempio il divorzio ecc.
A me fa piacere rispondere, però io non farei mai queste domande agli altri perchè ho paura di sembrare quello che non si fa i fatto suoi.
E' timidezza, lo so.
Ma non del tutto: il confine tra interessarsi dell'altro e apparire impiccione è molto pericoloso.

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Messaggioda Navigator63 » 10/06/2021, 21:03



germano ha scritto:Ma per quanto riguarda il combattere la timidezza, quale sarebbe il prezzo?

Dipende sempre dalla persona. Ognuno ha il suo percorso.

Quando parlo di "pagare il prezzo", intendo che ogni conquista significativa ha un "costo" in termini di impegno, tempo, energia, e a volte anche denaro.
- Vuoi laurearti?
- Vuoi saper suonare la chitarra?
- Vuoi imparare una certa professione, o migliorare nel tuo campo?
- Vuoi diventare una persona migliore, o più realizzata, o più attraente?

Non accadrà per caso o per magia, ma solo se investi quanto necessario.
Il costo varia a seconda della persona di partenza e dell'obiettivo, ma c'è sempre.

Ed io lo sottolineo perché alcuni vogliono arrivare all'obiettivo senza percorrere la strada necessaria (cioè senza pagarne il prezzo); ma questo non può succedere.
Molti provano qualcosa senza impegnarsi o appena appena, falliscono, si arrendono e dicono che è "impossibile". Ma non è vero: è che hanno investito troppo poco.

Invece il mio discorso è: fare o diventare X è possibile ma costa un tot. Se sei disposto a pagare quel prezzo, allora puoi arrivarci. Se invece no, amen.

Forse è solo in termini di... fatica emotiva, o secondo te c'è sempre (anche in questo) un rovescio della medaglia?

Non necessariamente c'è un rovescio della medaglia. Però a volte sì, ed è meglio prevederlo.
- Per esempio, se io vivo in un ambiente repressivo e divento una persona più evoluta, alcuni potrebbero non volermi più vicino. Certe relazioni si reggono su limitazione reciproche, e se "spezzi il patto", non funzionano più.
- Se migliori la tua autostima, potresti poi accorgerti che certi aspetti della tua vita (che prima tolleravi) non ti vanno più bene. Quindi ti sentirai spinto a migliorare anche quelli.

Ma non del tutto: il confine tra interessarsi dell'altro e apparire impiccione è molto pericoloso.

Giusta osservazione.
A questo riguardo è importante la calibrazione, cioè sapere fino a che punto spingersi. Come pure ascoltare i segnali dell'altro (che ci dice, spesso non verbalmente, quando stiamo esagerando).

Ma un altro aspetto importante è l'intenzione. E' molto diverso se ti chiedo di te per ficcanasare, o perché ho un'animo aperto e curioso. Le persone lo percepiscono.
Io sono molto curioso e non ho paura a chiedere... e quasi sempre le persone si fidano di me e si raccontano, perché il mio intento è sincero e pulito, non manipolatorio e non giudicante :)
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