Annamia8 ha scritto:Non so se avete notato anche a voi .... sembra quasi che siamo arrivati a un punto che abbiamo paura a fare discorsi profondi e riflessivi , la maggior parte delle persone viaggia su tematiche molto banali e ripetitive e se non stai in quegli schemi ti guardano strano
Sinceramente no, non noto questo.
Devo premettere che non amo le generalizzazioni (e anzi trovo che siano la madre di tutte le banalizzazioni). Ma, se dovessi forzosamente generalizzare sul tema proposto, direi che tutto dipende dai singoli contesti socio-culturali, e dal modo di porsi
di ognuno di noi all'interno degli stessi.
Per spiegarmi porto un esempio che in qualche modo ha necessariamente toccato tutti, di recente, e parlo del "dibattito" tra singoli su Pandemia e Vaccini.
In breve : non tutti siamo scienziati nè giuristi, ma non c'era pulce che non avesse la propria rumorosa tosse sull'argomento.
Venivano evocati DA CHIUNQUE concetti altissimi, che sono oggetto di serissime riflessioni in ambito di Filosofia della Scienza e di Filosofia del Diritto, e questi non sono ambiti improvvisabili : o ne sei dentro o è meglio tacere, per evitare di assolvere al solo povero ruolo del "pappagallo".
E invece, nel popolo, era tutto uno scontro viralissimo tra "ciangottamenti" a cui i no-vax erano stati ammaestrati via web dalla propaganda Qanonista, e (tragicomico) davano (loro!!!!

) dei "lobotomizzati" a chi seguiva l'informazione ufficiale a livello planetario, da essi stessi ciangottosamente liquidata con "main stream" (e dove per informazione ufficiale si intendeva semplicemente l'informazione diramata dal gotha mondiale di professionalità comprovate, e certo non di chi giocava con i kiwi nello studiolo di casa sua...per avere il proprio quarto d'ora di notorietà via web).
Risultato: ogni tentativo di pseudo-dialogo, nel popolo, vedeva chiudersi radicalmente e all'stante ogni ipotesi di confronto, da parte di chi aveva più cultura generale, verso chi pronunciava ciangottamenti del tipo "col vaccino inoculano il microchip per controllarci" oppure "la mascherina è una museruola per non consentire di esprimere dissenso" (quest'ultima , che è davvero tragi-comica, ebbe anche "testimonial" tipo Vittorio Sgarbi. Che oggi non commento più, essendo penosamente conclamate le devastanti conseguenze cliniche di un suo disturbo molto serio di personalità).
Ebbene: questa "negazione al confronto" da parte dei più colti...aveva una sola VERA causa : rendersi conto di avere nel no-vax un potenziale interlocutore che...non solo era privo della più elementare capacità critica e autocritica, ma era addirittura BLINDATO nella sicumera autosabotante di pochi slogan privi di senso , ma saldamente interiorizzati e graniticizzati dall'ignoranza del "recipiente acritico e ostinato diffusore".
E questo, a mio vedere, accade ogni giorno, tra singoli, anche su argomenti molto meno divisivi.
Non taccio che, a semplice livello mio personale, perdo ogni gusto di relazionarmi con quelle persone (come ne conosco in abbondanza nel reale) che OGGETTIVAMENTE non riescono a coltivare relazioni sociali a causa di una LORO spigolosità urticante che arriva a tutti, e che al contempo cercano di autoconsolarsi con l'idea stranina che "gli altri sono brutti e cattivi".
Del tutto dimentichi , in questo, di almeno due di quei grani di saggezza popolare che non sono la mia passione ma che qualche volta servono a farsi intendere, e cioè dimentichi che : "gli altri siamo noi" e che "la bellezza è negli occhi di chi guarda".
Romoletto ha scritto:Ho sempre apprezzato le persone più grandi di me, quando andavo nella casa di montagna mi confrontavo spesso con gli anziani del paese, erano persone semplici ma molto profonde, con una grande umanità e tanta esperienza, vissuta soprattutto in un periodo storico dove hanno subito il Fascismo e la Guerra.
Con loro nascevano sempre discorsi interessanti spesso intersecati con la natura che li circondava.
Oggi le persone sono continuamente manipolate dal pensiero che passa in tv o sui mezzi di divulgazione, un pensiero spesso artefatto a dovere per indirizzare i consensi elettorali, le persone non sanno più giudicare, sono tutti molto superficiali.
Per affrontare certe tematiche serve una base culturale e emotiva profonda, o il frutto dell' esperienza di vita che ti ha fatto comprendere certi temi.
Oggi la povertà è una colpa e la disonestà un merito, è una società che apprezza i furbi, i disonesti, i bugiardi.
Io con queste persone non mi ci ritrovo, rimpiango le conversazioni con i vecchi del paese che nella loro umiltà sapevano darmi molto di più di certi personaggi di oggi giorno.
Collegato a quanto già detto sopra : ti chiedo scusa per la franchezza, ma anche questo tuo mi sembra un concentrato di luoghi comuni ultra banali.
In altro 3D mi pare fossi tu (e ti chiedo ancora scusa se ricordo male) a dire "scendo sotto casa e non trovo nessuno con cui dialogare delle cose che mi interessano".
Forse la pretesa è un momentino eccessiva, direi.
Poi io non escludo affatto che si possano creare sintonie anche nel patio del condominio o nel bar sotto casa : dico solo che il saperle generare dipende fifty/fifty DA NOI e da chi incontriamo.
Al netto di questo : i benedetti "vecchi di una volta, delle piccole comunità"...ci sta tuttissima che risultino suggestivi nel loro modus vivendi al ragazzino cresciuto in città. Lo capisco e l'ho vissuto anch'io in occasioni analoghe alle tue.
Solo che...lo stesso ragazzino/a , crescendo, realizza molto facilmente che in quei contesti non vi fosse nè più Armonia nè più Riflessione di quanta ce ne sia oggi, e caso mai c'era il contrario !
C'era - nella media - il puro e semplice (magari funzionale ma non affatto entusiasmante sul piano speculativo) vivere da ignoranti sotto l'egida di quei "dictat" che erano tutti dettati da proverbi* (saggezza popolare sostituiva della riflessione in proprio) e precetti religiosi (variamente interiorizzati anche dagli atei per via di "timor dell'ignoto").
* A proposito dei proverbi ho sempre trovato divertente constatare come ogni proverbio veda esistere un altro proverbio che stigmatizza l'esatto contrario, come è anche ovvio che sia, atteso che la vita ha molta più fantasia di noi, ma all'ignorante fa sempre comodo trovare una "certezza" nella rispondenza a qualcosa di consolidato nell'esperienza comune.
Esempiuccio : l'insicuro troverà "legittimante" del proprio essere guardingo e cauto e lento il "chi va piano va sano e va lontano", mentre il "sicuro di sè" troverà conforto nel parallelo "la fortuna aiuta gli audaci".
