Caos, solitudine e malinconia :o

In questa sezione possiamo parlare dei traumi del passato, di psicologia e dei problemi in genere.
Questo è anche il forum sullo sfogo dei propri sensi di colpa.

Caos, solitudine e malinconia :o

Messaggioda Anna93tiri » 06/08/2019, 23:18



Ciao a tutti sono nuova, mi sono iscritta perchè come voi ho bisogno di sfogarmi senza vergognarmi. Non saprei come iniziare, ma forse non c'è mai un modo perfetto per farlo. Beh, sono una ragazza di 26 anni che si porto dietro da praticamente una vita insicurezze dovute a un'esperienza di bullismo da piccola (potratta per cinque anni e poco più) e al fatto che penso troppo. SUona stupido ma si, penso troppo e questo è un bel problema. Penso a tante cose, ad esempio se in me c'è qualcosa di sbagliato, se riuscirò mai a realizzare qualcosa nella mia vita, se incontrerò mai qualcuno giusto per me e tanto altro.
Non so se è stato effettivamente il periodo del bullismo a farmi diventare quel che sono adesso, però ho passato anni bruttissimi : i miei compagni di scuola mi prendevano sempre in giro e nessuno stava mai dalla mia parte (le professoresse stesse secondo me, visto che non hanno mai effettivamente fatto nulla per appianare la cosa). E' assurdo che già alle elementari succedono cose simili, quando provo a raccontarlo la gente non si sorprende e anzi dicono che è normale del bullismo a scuola o comunque che sono cose che capitano. Una delle cose che odio che mi si dice è proprio "devi dimenticare il passato, ormai è successo anni fa e sei grande" o comunque fanno frasi simili. Okay, non è del tutto sbagliato come ragionamento ma loro hanno idea di quel che ho passato ? Ho fatto cinque anni d'inferno, che tornavo a casa piangendo, a scuola non ero mai lasciata in pace e vedevo l'omertà da parte delle professoresse e il volta spalle di tutti i miei compagni come fossi una pestosa. CHi non ha passato tutto questo non può capire che scordarlo è dura, in fin dei conti sono ferite che ti rimarranno per sempre e quello che fa rabbia è che poi non si sono mai e poi mai sentiti in colpa. Tutt'altro, mi ignorano tutt'ora certi e altri mi parlano come fossimo amici (no che cerco la loro amicizia, ovvio), alché mi chiedo se si ricordano quanto di merda mi hanno fatto sentire. Si rendono conto che io per colpa loro mi chiedevo se ero io il problema, che mi sentivo inutile, emarginata al massimo. La gente dice "ignora e vai avanti", ma certe cose purtroppo non riesci a ignorarlo specie se sei una persona sensibile. Ho provato a dimenticare, ma certi episodi, certe emozioni mi bussano regolarmente e mi sento di merda.
Per colpa di tutto questo, sono sempre stata insicura, fatico addirittura a relazionarmi perchè probabilmente temo mi prendono per il c*lo. Temo sempre che quelle persone mi possano prendere in giro, emarginare e trattarmi di merda. Ho pochissimi amici, mi vanno benissimo perchè so che di loro posso fidarmi, ma non nego che molto spesso vengo ombreggiata dalla malinconia, dalla sensazione di vuoto, da pessimi pensieri su me stessa e riguardo il mio futuro, spesso mi viene da piangere così senza preavviso. Non so se a voi capita di sentirsi così : estranei in mezzo alla gente, più soli che mai. Fatico pure a scriverlo cosa sento spesso, ma ci provo. A volte osservo la gente, che riesce a fare le cose più banali della vita : socializzare, fidanzarsi, andare a feste con altrettante persone, essere fighi e quant'altro ancora. Io purtroppo non ci riesco, non mi viene naturale...
Non so, poi crescendo mi rendevo sempre più conto di quanto questo mondo faccia schifo, delle persone che seguono uno schema sociale che mi fa venire la pelle d'oca (cresci, studia, trova lavoro, fidanzati, sposati, fai figli, muori). Ho un tale casino in testa che mi sembra di impazzire.
Poi negli ultimi anni mi vedevo cadere sempre più nel buco nero della depressione : dopo il diploma (di una scuola che oltrettutto mi faceva schifo) ho iniziavo a lavorare come cameriera e mi sono resa conto subito che odiavo quel lavoro (e per di più lavoravo pochissimo e immaginate). Siccome non mi sentivo già abbastanza di merda per il fatto che temevo per il mio futuro, mia sorella metteva il coltello nella piaga dicendomi "devi trovare un lavoro vero, non ti possono mantenere mamma e papà a vita". Lei intanto stava iniziando l'università, quindi mi chiedo che cosa ne poteva sapere lei !?
In qualche modo, ho trovato dei lavoretti : prima come aiuto in una mensa scolastica e successivamente come pulizie. Ovvio, non amavo quei lavori ma lo preferivo in parte al cameriere. Tuttavia, nonostante facevo quelle mie ore seppure per uno stipendio misero, mia sorella mi faceva sentire più di merda. Faceva sempre frasi del tipo "non puoi lavorare così poco, devi avere un lavoro minimo di 8 ore con uno stupendio da 1.400 euro". Come se la mia felicità si basasse su un lavoro qualunque con un salario standard. Essendo una persona che pensa troppo, ovviamente non riesco a vedermi nei criteri che la massa sociale ritiene sia giusto : lavoro con una retribuzione buona. Io penso che prima di tutto devi fare ciò che ti fa sentire bene dentro, no solo per avere una buona busta paga. Ho fatto molte litigate in casa mia per questo eppure non riuscivano a capire il mio punto di vista. Poi a farmi sentire di merda era il fatto che mia sorella era sempre messa su un piedistallo perchè lei studiava all'università e alla fine si è laureata, ha deciso di sposarmi col suo attuale marito, ha avuto pure la fortuna che dopo la laurea ha trovato subito lavoro. Vedevo che lei si stava realizzando (seppure seguisse la massa sociale, perchè lei è un po' come tutti : schematica) mentre io mi sentivo in stallo, ferma in una realtà che non sentivo mia... mi sentivo un automa che guarda la sua vita come uno spettatore e come tale vedevo tutti felici. Mi sentivo messa in un angolo buio, dimenticata, inutile. Non nego che sono addirittura andava vicino a volermi uccidere, ma un anno fa ho deciso che era il caso di cambiare in qualche modo prima di farmi affossare da tutto questo schifo. Ho fatto diverse ricerche e ovviamente spesso ero vinta dallo sconforto, finché non ho trovato l'occasione buona per cambiare : fare l'au pair negli Stati Uniti per un anno. Dopo tanti dibattiti in famiglia riguardo la mia scelta di andarmene, alla fine ce l'ho fatta e attualmente sono qui, negli USA. Sono felice da una parte, perchè sono salita più su dal buco nero in cu stavo cadendo. Eppure... la cosa che ancora mi rende giù è il fatto che non riesco a farmi tanti amici, qualcosa mi arena al mio passato temo. E' da una settimana e mezza che mi è ritornata quella sensazione che non sentivo da tanto : malinconia, solitudine, voglia di piangere, desiderio a volte di sparire. NOn so come fare per scacciare quei demoni interiori, per togliermi di dosso il senso di fallita che sono. A volte mi sento stupida a dire che sto bene persino ai miei amici quando so che in realtà non è così. Non mi sento di merda per la mia scelta di essere qui negli Stati Uniti, ma è solo una cosa che riguarda me stessa. Sono spaventata dal fatto che tutto questo non se ne andrà mai, che mi perseguiterà a vita. Io vorrei cambiare, diventare uno scrittore e riuscire a essere un po' più aperta con le persone e smetterla di bloccarmi e rovinare già dall'inizio un probabile rapporto con le persone.
Chiedo perdono se tutto ciò che ho scritto è un casino, ma ho scritto d'impulso e spero che in qualche modo capiate qualcosa e soprattutto che qualcuno riesca a capire ciò che provo.

Anna
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Anna93tiri
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Caos, solitudine e malinconia :o

Messaggioda Sting » 18/08/2019, 17:00



Ciao Anna.

Senti il discorso è semplice. Al di là di qualche tuo ipotizzabile errore perché nessuno è perfetto, oggi ci troviamo in un mondo squallido dove è quantomeno difficile vivere, forse a volte anche impossibile.

A te come chiunque i problemi possono seguirti in qualunque posto vai e forse si ripresentano anche peggio di prima.

A volte più che risolvere il problema devi arginarlo per quanto possibile e per il resto cercare di sopportarlo. E poi la gente in generale fa schifo, iniziando dai genitori, quindi se possibile vanno isolati come si fa con i criminali accusati di omicidio, tanto certe cose le hai dette tu e quindi almeno in parte sai come funzionano le cose.

Perciò io ti posso solo consigliare di non affliggerti troppo, tanto ai giorni d'oggi non si viene a capo di niente.

Buona giornata :)
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