Navigator63 ha scritto:Questo è un classico caso in cui si confonde la bontà con la debolezza.
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Quest'uomo sembra agire con amore verso gli altri, ma manca dell'amore - e del rispetto - verso se stesso (tipico da "bravo ragazzo").
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Questo non ha nulla a che fare con la bontà. Ha a che fare con l'essere "pecora".
La "vera forza" di cui parlo è quella di chi è totalmente libero di scegliere come reagire. In chi è davvero forte, la stessa mano che fa una carezza è capace di tirare un sonoro ceffone, quando è il caso. Ma in entrambi i casi lo fa per scelta, e con un motivo.
L'uomo di cui parli pare invece capace solo di dare carezze ma non di difendersi.
In termini psicologici, non sembra aver sviluppato una personalità adulta.
Qui emettevi "diagnosi" sul mio conoscente e brava persona di cui ho parlato.
Avrei da obiettare che: chi davvero mancasse di amore e rispetto verso se stesso, molto verosimilmente non riuscirebbe neanche a registrare le altrui mancanze di rispetto nei propri confronti.
Questo tizio, invece, le registra eccome!
Non reagisce "per le rime" perchè A) è e pacioso e bonaccione per indole; e B) la fede cattolica, da lui abbracciata in modo integralista, lo induce a canalizzare/convertire la vessazione in termini di accettazione puttosto che in termini di reazione.
(Stiamo parlando di uno che è moto seriamente impegnato nella catechesi cattolica, e che - mi spiace che sono io a non conoscere i vari livelli istituzionali del catechismo cattolico - ha conseguito (da laico e coniugato con figli) livelli ragguardevoli in quella gerarchia cattolica,)
Poi credo di non essermi spiegata io a sufficienza : non è che questo tizio sia incline, pur nella necessità, a "rubare ai poveri"!
E' che lui (forse un po' bambinone solo in questo) tende molto a contare sull'aspetto genitoriale o fraterno di quel prossimo con cui sa di avere ottimi rapporti di fiducia e di cui sa che vive in un benessere economico superiore al suo.
Esempio : posta una prestazione professionale che sul mercato vale 1.000, lui la pratica normalmente a 800; ma se gliela chiede una persona che non ha problemi economici e con cui lui ha ottimo rapporto di fiducia, e ancor più se quella prestazione rappresenta un "lusso"...ecco che gli scappa il piede e puà accadere che la fatturi a 1.300...come il ragazzino che ha sempre fatto "il bravo" e si aspetti di avere una "paghetta speciale" dal genitore o fratello maggiore che può e gli vuol bene...
(ti dico : l'ha fatto anche con me! Eppure mi dovrebbe un bel po' di riconoscenza! ...Ovviamente l'ho fatto correre, ma SO che è stato più forte di lui quel "sentirmi sorella privilegiata rispetto a lui" e che avrebbe chiuso un occhio dinanzi ad una prestazione del tutto voluttuaria. Poi ha fatto male questo conto, e ora gli è molto presente che non deve fare questo tipo di conti, ma questo è un altro discorso).
Insomma, Navi, da qualunque parte la si guardi, a me sembra che tu abbia una notevole propensione a "schematizzare" in modo molto dogmatico e in base a pochi "assiomi di partenza". Come se tutto degli uomini e della vita potesse/dovesse rispondere al semplicissimo schema "vero/falso" o "bianco/nero" o ...rientrare nelle due colonne "dare/avere" dei mastrini della partita doppia in ragioneria.
Per me, invece, è tutto inmmensamente più composito: non esistono verità/falsità assolute, e men che mai di stampo dogmatico; non esistono bianchi o neri, ma infinite sfumare di grigio o meglio di tutti i colori del mondo; non esistono spese che siano solo "perdite o capitalizzazione", come non esitono entrate che siano solo ricavi...
E quanti saggi e pensatori, nei millenni, si sono spesi per significare che persino i più gravi dolori potranno produrre una crescita della propria Umanità o, invece, della propria durezza ...a seconda dell'indole e della capacità di elaborazione di chi li vive!
Inoltre c'è un aspetto che soffoco diplomaticamente da tempo.
E' nel tuo (ennesimo) dogma secondo cui l'esperienza personale non conti o sia addirittura depistante.
Proporrei un cauto : CALMA!
Intanto c'è esperienza personale ed esperienza personale, e tra quella del quindicenne con difficoltà cognitive e quella del cinquantenne arguto e di mondo...non ci sono neanche punti di possibile contatto, nè alcuna paragonabilità di valenze.
Dopodichè...ottima cosa (sempre) confrontare le proprie idee con quelle degli Studiosi di settore.
Il problema, oggi, è di individuare quali siano i veri Studiosi del settore, perchè ...mentre nessuno legge...tutti "scrivono" (dalle edizioni storiche e sacre, sino a quelle minori e alle auto-edizioni e persino ai blog). E non è che "pubblicare" qualcosa equivalga di per sè a stabilire qualche "verità".
(Immagino con orrore quante "pubblicazioni e autopubblicazioni " esistano, ad esempio, sul terrapiattismo!
)E disgraziatamente ...non è neanche la potenza della casa editrice ad illuminare sulla valenza dei contenuti di un testo. Basti pensare all'ormai vecchio "The Secret" per rendersi conto del come e quanto ...PURE FAVOLE...possano conseguire successo PLANETARIO, sol perchè illudono (sapendo di illudere) lo "speranzone" che alberga in ognuno di noi, e in tanti e troppi in misura autolesionistica addirittura.
E infine, anche restando al Vero Gotha delle pubblicazioni Scientifiche...il Covid è stata la più plateale e mondiale dimostrazione del come, nella foga di "dire ognuno la propria", si siano aperte DIATRIBE non ancora placate PERSINO TRA I VERI SCIENZIATI !!!!!!!
E dunque: dall'informazione alla sua dogmatizzazione acritica...ce ne corre!
E, dal mio punto di vista, la propria capacità critica e logica, corroborata dall'esperienza personale che non sia quella del tredicenne con difficoltà cognitive, è sempre il miglior viatico per non ridursi a "ratti al seguito del primo pifferaio magico" (pro domo sua).
Qui e nel 3d sul "mondo che va migliorando" ti abbiamo risposto in diversi: ognuno di noi ha riflettuto sul tuo assunto, nessuno di noi è un tredicenne con difficoltà cognitive, e ciascuno di noi ha già avuto tempo e modo di confrontarsi tanto con la realtà planetaria che con quella personal-esperienziale.
Non mi sembra intellettualmente CORRETTO liquidare il nostro dire con un sommarissimo "la tua esperienza non conta, perchè quello che dico io l'ha detto il tale che è più famoso di te, e poi l'ho pubblicato anch'io sul mio blog".
Navi...ma SCHERZIAMO?
Ma per una persona di buona cultura e buona testa, la risposta più LOGICA e spontanea sarebbe "e chi se ne frega? pensalo e pensatelo, se vi piace, ma a me non torna e punto, e ci perdo pure tempo a speigarti perchè non mi torna quel che tu e tizio somministrate con tanta sicumera, mentre non risulta affatto spiegato UN solo esempio di vero incontro con vera brava persona !"
Chi è un pochino più smagatello potrebbe anche aggiungere, con molto realismo, che...è notissimo che SPARGERE FALSE SPERANZE POSSA RENDERE ECONOMICAMENTE (più o meno, ma sempre qualcosina rende) .
Non a caso l'autrice di The Secret è diventata, grazie alla sua favola per adulti solo anagrafici, una delle autrici più ricche al mondo. Ma questa dinamica è nota da sempre, come ben sanno tutti i magari, santoni, fattucchieri e guaritori che storia umana annoveri...
Per cui : dal mio MOTIVATO punto di vista, osanna all'informazione e allo studio degli espertii (quelli VERI), e poi doppia osanna alla capacità critica e alle riflessioni sull'esperienza concreta, che restano l'antidoto fondamentale alla "magìa" dei TROPPI pifferai nel mondo...

Semplicemente dare spazio alle proprie piccole felicità. 


