da Asmodeo » 22/08/2025, 14:49
Ciao amica mia.
Ti dico brevemente chi sono ma non voglio che tu creda che io cerchi di fare un paragone. Le sofferenze sono personali e vengono vissute in modo personale.
Io sono diagnosticato Bipolare di tipo 1, ADHD, Autistico di tipo 1, Dislessico (ma questo è marginale) e ho subito un abuso sessuale a 3 anni da una maestra, forse più di una volta, i miei ricordi in questo caso sono più confusi, ma non sul fatto che sia successo.
A 19 anni ho avuto un delirio religioso dove ero convinto di essere il messia, poi sono caduto in una depressione terrificante, mi buttavo per terra pregando Dio di farmi morire. Nel frattempo frequentavo un gruppo di chiesa, sono cattolico. Io non sapevo di essere bipolare, le persone pensavano che io fossi pazzo e mi trattavano da pazzo ma io continuavo ad andare perché lo facevo per la mia fede. La cosa mi distruggeva perché a molte di quelle persone io volevo bene ma è doloroso vedere negli occhi persone il giudizio.
Anche io credevo di essere pazzo e quando sono arrivate le voci nella mia testa o creduto di essere indemoniato.
Subito dopo ho deciso di farmi ricoverare ed è arrivata la diagnosi di disturbo bipolare. 5 anni senza saperlo.
L'ho confidato ai miei compagni di fede, la maggior parte di loro non sapeva cosa fosse il disturbo bipolare ma con il tempo hanno iniziato a capirmi e a capire i miei sbalzi di umore e a sostenermi.
Nella mia carriera scolastica sono stato messo sempre da parte perché la mia difficoltà dovuta alle mie neurodiversità mi rendevano difficile relazionarmi con le persone e di avere un rendimento scolastico decente. Sono stato bullizzato fisicamente, psicologicamente (da compagni e insegnanti che mi hanno umiliato davanti a tutti) e isolato.
Un medico al quale ho confidato l'abuso sessuale subito, posso garantirti che confidare una cosa del genere è estremamente dolorosa da raccontare, mi ha detto che non era un vero abuso, che un abuso sessuale è solo quando un uomo adulto abusa su un ragazzo, non quando lo fa una donna su un ragazzo.
L'unica cosa che realmente mi ha tenuto in piedi e che tutt'ora mi tiene in piedi nonostante questo masso in gola e calabroni nello stomaco è la fede.
Perché io per il mio autismo non riesco a relazionarmi, ci provo con tutto me stesso ma non ci riesco.
Grazie alle varie diagnosi ho accettato molte cose di me capendo che non sono dipese da me ma da ciò che ho. Io non sono quello che ho.
Nel corso del tempo io sono arrivato a una conclusione.
Non è tanto il "Le persone impareranno ad amarti" o "Devi imparare ad amarti", l'ultima è vera, la prima vale per poche persone.
Le persone non capiscono, non mi capiscono e non mi capiranno mai. Perché nessuno può entrare dentro di me e vedere il mio vero dolore. Possono sapere solo quello che vedono, che sentono e che capiscono.
Ma che il primo a non capire me stesso sono io stesso.
Non posso capirlo con i libri, con i guru, con gli psichiatri, gli psicologi o con quello che vogliamo.
Devo solo accettare il fatto che io non capisco me stesso e l'unica barriera è che io NON voglio capire me stesso, perché ho paura di conoscermi.
Perché per capire me stesso ho bisogno degli altri.
Gli altri mi fanno vedere chi sono io.
Se mi fanno arrabbiare capisco che sono uno che si arrabbia.
Se mi portano a invidiare, capisco che sono uno che invidia,
Se li giudico sono uno che giudica.
Tutte queste cose non sono causate dalle persone ma escono da me stesso. Non sono gli altri a causarmi il disprezzo, il disprezzo non l'ho imparato da nessuno, è già dentro di me.
Sono queste le cose che devo amare di me stesso, non che sono bravo nella matematica o che ho preso una laurea in fisica. Sono cose belle, ma apprezzare quelle è troppo facile e quel tipo di felicità dura poco.
Lo so che ho scritto molto. Questo è uno dei miei difetti.
Spero che possa esserti di aiuto. Io sono come te. Io ho sempre, costantemente, la paura che nessuno mi capisca, che nessuno mi capirà mai e che resterò sempre solo. Ma la battaglia è ogni giorno e ogni giorno si può vincere perché se queste cose fanno parte di noi significa che noi possiamo accettarci per come siamo. Sono nostre esattamente come le nostre manie e i nostri capelli, solo che sono molto più in profondità. Il giudizio degli altri diventa irrilevante e anzi, potremmo pure iniziare a vedere le piccolezze degli altri come semplici fragilità umane, esattamente come le nostre.
Se ho scritto qualcosa che ti ha turbato scusami, non è mia intenzione. Io vorrei solo che le cose che scrivo rendano felici gli altri, dire qualcosa di intelligente e forse saggio che sia utile anche solo per una singola, piccola cosa. Una piccola verità condivisa.