-Entropia ha scritto:Perdona l'intrusione.
Penso che crescere con un fratello come il tuo (il mio presenta molti tratti analoghi) non si affatto un'esperienza facile. Secondo te è possibile che in qualche modo ci sia una sorta di "insofferenza" rispetto alla lamentela in generale?
Potrebbe essere che, in quelle persone che descrivi come:
vittime di una vita e di un prossimo schifoso, rapace, irriconoscente...e al cui confronto si sentono "perfetti e in odore di santità" essendo di una mediocrità (o anche meschinità) "autoriflessiva" che è talmente pregnante e pesante da inibire qualunque tentativo sororale di "aggiustare" il loro punto di vista, magari suggerendo un pizzichino di autocritica ONESTA.
Tu riveda molto di tuo fratello e perciò automaticamente si inneschi una risposta particolarmente repulsiva e angosciante?
Nessuna intrusione e grazie del tuo intervento e degli spunti di riflessione.

dunque, in tutta onestà : quando parlavo delle persone nel quotato pensavo alle non poche persone "spente" e negative per se stesse e per il prossimo che ho avuto in prossimità soprattutto per lavoro (molto più raramente nei giri amicali) che, appunto...hanno la piega di vivere se stesse come vittime della vita e del prossimo, che non hanno mai un guizzo di vitalità positiva e propositiva, am soprattutto che sembrano imprigionate in una bolla solipsistica entro la quale si sentono (del tutto arbitrariamente) portatrici loro di ogni virtù...(al contrario del resto del mondo, naturalmente) , mentre è del tutto istintivo nel prossimo, ma già in base ad una conoscenza superficiale, percepire la LORO negatività totale e irrimediabile.
Che poi, a dirla tutta, un po' di angoscia me la provocano, ma questa non determina una qualche mia repulsione. Anzi...da irrimediabile "speranzona" ho sempre dedicato loro molta attenzione e rispetto, nel tentativo di prospettare loro un punto di vista diverso dal loro.
La repulsione mi è scattata sempre e solo in due casi : quando si è trattato di uomini che (in questo stile!!!) mi corteggiavano in modo stalkerizzante; oppure quando si è trattato di donne che (non avendo evidentemente altre sponde d'ascolto amicale o sororale) ugualmente hanno finito per stalkerizzarmi in una ricerca
ossessiva di mio ascolto e compagnia. (io sono molto paziente, ma anche la mia pazienza ha i suoi limiti).
E poi, innegabilmente, in tutto questo c'è la gran mia parte di stupida speranzona, che - fino ad esplodere non potendone più - continua a raccontarsi "vabbè...ma gli aspetti respingenti del prossimo li vede anche dove non esistono, e quindi vuol dire che se ci lavoriamo insieme può anche riconoscere i propri lati respingenti, e limarli, e far pace con la vita e col prossimo!" .
Ecco: oggi so che questo è un mio atteggiamento da stupida speranzona, ogni volta che lo rivolgo e mi dedico a chi è talmente graniticizzato nella propria visione dall'interno della sua bolla, da essere assolutamente impermeabile a qualunque tentativo di - semplicemente - DIMOSTRAR LORO che oltre la loro bolla c'è tanta Vita.
Mio fratello, invece, lo pensavo esclusivamente in rapporto all'ipotesi suicidio, sicuramente in modo angosciante, e con angoscia elevata a potenza dalla mia impotenza.
Ma mio fratello è un caso molto particolare, e particolare è - di conseguenza - la mia relazione con lui di una vita intera.
In breve e solo per tentare di spiegarmi : mio fratello è diagnosticato come narcisista maligno.
La prima particolarità relazionale è che del suo tasso di narcisismo...sarebbe stato possibile rendersi conto già durante la sua adolescenza. Tanto quanto si sarebbe potuto intuire da sempre quale fosse il tasso di rancore del tutto lunare da lui vissuto nei confronti di mio padre e miei.
Sono sincerissima, Entropia : NESSUNO DI NOI DUE (mio padre ed io) abbiamo MAI letto la questione in questa folle declinazione. Semplicemente perchè per entrambi era IMPOSSIBILE il solo considerare che un figlio o un fratello potessero provare "rabbia" per il fatto che il familiare esista, soprattutto se questi familiari hanno sempre fatto squadra con lui e hanno cercto sempre di agevolarlo in ogni modo e maniera!
C'è una costellazione
agghiacciante , per quantità e qualità, di episodi surreali (e parlo a partire dai miei 16 anni) che solo da circa un anno trovano spiegazione coerente nel suo ODIO per mio padre e me.
Detto in una sola frase : fin da adolescente andava da nostra madre per inventare le peggio cose su nostro padre e me (dopo ha cercato di farlo persino con mio figlio fin da bambinetto!), nella perenne ricerca di una sua "valorizzazione" che - secondo la sua mente malata - doveva passare, chissà perchè, per la svalorizzazione più becera e INVENTATAAAAAA di mio padre e me!
Capisco che sia incredibile non averlo intuito prima. ma la verità è che non lo abbiamo mai intuito prima, perchè... questo modus operandi non era neanche IMMAGINABILE da mio padre e me!
Mi riprometto di aprire un 3D nell'apposita sezione del Forum per narrare di questi spaccati osceni.
Comunque e per concludere sul punto : con la morte di mio padre...lui si è fatto due decenni completi di vita da narci-maligno, con ovvi danni per tutti e soprattutto per mia madre che però lo copriva; e per una infermità solo motoria ma grave di mia madre...che ha comportato (da poco più di due anni) il suo non poter più fare quel che gli pare con mia madre e le sue rendite...nel più turpe e devastante dei modi si è disvelato quello che nei confronti di mio padre e miei era stato sempre e solo ODIO PURO, vivendoci lui come suoi ostacoli a poter manipolare e sfruttare mia madre e le sue fragilità caratteriali a solo proprio vantaggio.
Morale della favola: io ormai da oltre un anno non ho con lui nessunissimo contatto, avendo fondatissime ragioni di poterci rimettere la mia pelle.
MA , importante a riguardo della riflessione che mi hai proposto e di cui ti ringrazio : mio fratello non è mai stato un "piagnone lamentoso" . Tutt'altro!
Era un bellissimo ragazzo; culturista e sempre allestito da superfigo; di loquela facile e forbita.
La sua specialità? Fare "il brillante sempre". Il simpaticone, il fascinatore indomabile (totalmente incapace di affetto vero verso chiunque).
I suoi limiti? E che vuoi che siano, per lui?
Lui ha sfasciato tre auto di famiglia e non ha mai preso la patente, lui ha finito tutti gli esami di giurisprudenza ma non ha mai preso la laurea (sebbene io e mio padre fossimo disposti a fargli la tesi), lui non ha PROVATO a lavorare neanche per un quarto d'ora della sua vita, MAI (sebbene di opportunità gliene siano tate offerte su piatti d'argento).
Questi sarebbero limiti pesantini ed esposti per qualunque normopensante.
NON per lui, che ...tra fascinazioni e manipolazioni da "gabbatonti"...con la sua loquela forbita li trasformava in pregi quasi stoici di una personalità SUPERIORE e troppo superiore per poter essere capita dai "comuni mortali".
Quindi: tutto è. mio fratello, piuttosto che un lamentoso.
Incommensurabile paraculo PROFITTATORE SENZA SCRUPOLI, strenuamente deciso da sempre a prendersi quel che vuole alla faccia del prossimo più prossimo (perchè è anche vigliacco e certamente non ruberebbe mai fuori dalla famiglia), abilissimo nell'estorcere di tutto e di più con la manipolazione affabulatoria finchè ha potuto, e prontissimo (ne sono certissima e ne ho avuto saggi) ad usare violenza anche esiziale e brutalissima quando la manipolazione NON funziona più.
-Entropia ha scritto:Io penso che possano esserci anche delle vie di mezzo. Non tutti abbiamo la stessa storia, la stessa sensibilità, le stesse risorse, le stesse occasioni.
La vita stessa porta con sé alti e bassi. Ci sono persone che si "innamorano della vita", soltanto dopo aver rischiato di perderla, alcune che non ci riescono mai, altre che hanno imparato molto presto a farlo.
Lo sguardo spento, la tendenza alla lamentela e all'auto-rimprovero, non sempre sono sinonimo di una persona che si crogiola nell'autocompatimento, talvolta sono un anche un sintomo stesso del disagio che vive. Anche questo merita spazio e rispetto, così come - a tempo debito ed in maniera cauta e attenta - contenimento e lucidità.
Non posso che concordare su questo, assolutamente.
Nel frattempo pare che anche Diego Dalla Palma (estetista di rango) abbia preannunciato con un certo clamore gossipparo il proprio proposito di farla finita al suo 80esimo compleanno...
Tutto il rispetto del mondo da parte mia.
Poi c'è che rispetto non sia sinonimo di condivisione, e infatti non condivido (sebbene, credo di averlo già detto, io stessa, nei panni di DJ Fabo avrei scelto di farla finita).
Può essere senz'altro che io sbagli su tutta la linea, però in totale buona fede mi verrebbe da dire "è proprio perchè rispetto la tua vita che mi sembra assurdo che tu voglia gettarla via così!".
In parallelo mi rendo conto, certo, che ognuno possa trarre le conclusioni che gli derivano dalla SUA vita e dai SUOI "valori" (termine che mi è assai odioso in applicativi come questo, ma non ne trovo di migliori) .
Ma il senso di angoscia verso queste scelte mi nasce davvero e soltanto dal fatto che PER ME è inconcepibile non provare più interesse alla vita ...sol perchè non puoi più vivere la vita e determinati apici dei tuoi 30 anni.
La Vita (per me) può essere TANTO e fino all'ultimo respiro, come lo è stato per la Regina Elisabetta che (con tutti i dolori immensi a lei procurati dalla sua famiglia) viveva immutato il piacere di accarezzare i suoi cavalli o essere brillante e scherzosa in società , e come lo è per tutti i centenari anche molto semplici che restano entusiasti di coltivarsi l'orticello e due galline...
