È passato un anno ma non il dolore

MyHelp: Forum di mutuo aiuto, di prevenzione del suicidio e di gestione delle crisi.
A volte si pensa di non aver più nulla da perdere, nè più motivi di esistere.
E' facile pensarlo se non si ha qualcuno con cui confrontarsi. La vita è piena di insidie, ed è facile perdersi. Ma spesso basta una mano per rimettersi in piedi.
Ma questo è anche un forum sulla Morte, il più grande tabù nella storia dell'essere umano, la paura più grande.

È passato un anno ma non il dolore

Messaggioda topolino78 » 29/01/2020, 11:20



Un anno fa ho tentato il suicidio. Era un giorno freddissimo, mi sentivo roso dai sensi di colpa e senza via uscita da una vita fallimentare. Il mio tentativo si è rivelato infruttuoso perché sono stato trovato e portato al pronto soccorso. Quando mi sono risvegliato dopo molte ore volevo solo uscire da lì e riassaporare la vita. È stato uno sprazzo di speranza perché non sono uscito mai dai miei incubi. Anzi, quando ora qualcosa mi va male vedo il suicidio come unica soluzione. Non ho sofferto quando mi sono abbandonato verso la morte e non ho provato nulla. Non c’è agonia, dolore, paura, terrore. Dopo c’è un rasserenante nulla. C’è solo l’oblio. C’è solo il silenzio.
Prendo farmaci, faccio psicoterapia una volta a settimana, vado dallo psichiatra ma sto ancora male. Oggi è un giorno no, in cui vedo che la mia vita è inutile e vorrei solo porre fine a tutto questo. Tanto tutti prima o poi dobbiamo morire, magari mi capiterà un cancro e avrò sofferenze atroci, mentre ora scelgo io il dove e il come.
Chi mi sta vicino non capisce quante profonde siamo le mia sofferenze, hanno radici antiche. È vero che ora apparentemente ho una vita normale, ma in realtà sto male dentro. La cosa difficile è che non posso parlarne. C’è un forte tabù su questo argomento. A lavoro ovviamente non lo sa nessuno e solo i miei familiari ne sono a conoscenza, per gli altri è stato un malore. Vorrei invece parlarne con chi lo ha tentato come me e può capire il mio dolore.
Oggi come dicevo sto male e sto fantasticando su come farlo stasera stessa. Se non oggi prima o poi lo rifarò, è l’unica possibilità che mi rimane per essere al sicuro dal dolore. Sto male.
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Messaggioda Joker » 29/01/2020, 11:30



Mi dispiace tanto per te... Non capisco e forse (spero) non capirò mai quanto soffre una persona che arriva a tentare il suicidio, e proprio per questo non dirò nulla, solo che mi dispiace tanto per te...
Quando vuoi io ci sono.
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Messaggioda Cosette » 29/01/2020, 12:19



La mia risposta ti farà arrabbiare e forse la salterai a prescindere perché in realtà non risponde alla tua domanda. Voglio risponderti a nome non di chi ha tentato, ma di chi è riuscito a farlo. Il fratello del mio migliore amico, aveva 27 anni, e tutte le ragioni possibili che l'hanno spinto a fare questo gesto come te avrai le tue. Mi sono ritrovata tante volte a chiedermi dove sia ora... Come stia... Se effettivamente ancora esista, in qualche dimensione, in qualche forma... Ma le domande che mi pongo non sono nulla rispetto a quelle che preferisco non farmi, perché il solo pensare a quell'episodio è come torchiare con un ferro rovente i miei ricordi. I visi di chi lo amava, le lacrime, le parole, tutte impresse nella memoria indelebilmente. Il dolore certo non sarà tuo, ma di chi resterà. Non posso giudicarti e non voglio sminuire la tua sofferenza, ma lasceresti davvero così le persone che ti vogliono bene? Ti abbraccio per ora, e se hai bisogno di parlare ci sono. Se ritieni di avere commesso qualcosa di brutto, il modo per espiare non è annullarti. Anzi, aggiungeresti una tragedia su un'altra. Piuttosto, se questa colpa con cui convivi non ti dà tregua, e dal momento che comunque ne hai preso atto, non c'è qualcosa che tu possa fare per rimediare a questa mancanza? Anche fare del bene ad altri, a terzi, ho fatto il primo esempio che mi veniva in mente. Magari sul momento non sembrerà aiutarti, ma a lungo andare avrai fatto e portato del bene dove non c'era. E questo farebbe di te una persona sicuramente indispensabile e utile per qualcun altro.
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Messaggioda Ennon » 29/01/2020, 14:56



Cosette ha scritto:
Piuttosto, se questa colpa con cui convivi non ti dà tregua, e dal momento che comunque ne hai preso atto, non c'è qualcosa che tu possa fare per rimediare a questa mancanza? Anche fare del bene ad altri, a terzi, ho fatto il primo esempio che mi veniva in mente. Magari sul momento non sembrerà aiutarti, ma a lungo andare avrai fatto e portato del bene dove non c'era. E questo farebbe di te una persona sicuramente indispensabile e utile per qualcun altro.


Infatti è proprio questo che io ultimamente ho pensato: ci sono tante persone che si lamentano di non ricevere niente nella vita, ma loro cosa danno agli altri? Ci si dovrebbe chiedere a livello personale se si prova gioia o meno nel dare agli altri perché questo è importante. Comunque anche io do un abbraccio all'amico di turno perché giudicare gli altri non è facile.
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Messaggioda Cosette » 29/01/2020, 15:24



Certo, e poi non bisogna sottovalutare che a volte anche chi aiuta già spesso si annulla come persona donando tutto se stesso ma tralasciando di chiedere aiuto per sé, ed anche quello sarebbe sbagliato (vissuto sulla mia pelle). Tutto starebbe a trovare il giusto compromesso con se stessi sul dare e avere, sempre se fa piacere ovviamente
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Messaggioda topolino78 » 29/01/2020, 18:32



Ennon ha scritto:
Cosette ha scritto:
Piuttosto, se questa colpa con cui convivi non ti dà tregua, e dal momento che comunque ne hai preso atto, non c'è qualcosa che tu possa fare per rimediare a questa mancanza? Anche fare del bene ad altri, a terzi, ho fatto il primo esempio che mi veniva in mente. Magari sul momento non sembrerà aiutarti, ma a lungo andare avrai fatto e portato del bene dove non c'era. E questo farebbe di te una persona sicuramente indispensabile e utile per qualcun altro.


Infatti è proprio questo che io ultimamente ho pensato: ci sono tante persone che si lamentano di non ricevere niente nella vita, ma loro cosa danno agli altri? Ci si dovrebbe chiedere a livello personale se si prova gioia o meno nel dare agli altri perché questo è importante. Comunque anche io do un abbraccio all'amico di turno perché giudicare gli altri non è facile.

E' una constatazione che spesso molti, ingenuamente, fanno. Ma come? Tu dici che stai male? Non vedi che c'è gente che sta peggio di te? I senza tetto? Gli affamati? I bambini in Africa che muoiono di fame? Fosse il volontariato la chiave di volta allora non ci sarebbero più suicidi. Sono discorsi che mi faccio anche io, ma pur essendo consapevole di quelle situazioni non è che la mia cambia di una virgola. Tra l'altro faccio pure una di quelle "helping profession" considerate a rischio burnt-out e tante volte a casa ho portato preoccupazioni altrui e mi sono sentito impotente nell'aiutare come volevo. Ecco, forse proprio questo mettere gli altri davanti a me stesso ha contribuito ad alimentare lo stress che già avevo, mandandomi in corto circuito. La mia è una situazione che ha radici passate, anni e anni in cui ho accumulato frustrazioni e sofferenze e non è che uno può rifarsi una nuova vita dall'oggi al domani. Lo scorso anno ho visto fallimenti su tutti i fronti: affettivo, familiare, professionale e il pensiero dei bambini in africa malati e moribondi non mi ha impedito di tentare il suicidio. Ad un anno dal gesto dico che forse dovrei ripeterlo perché i miei problemi non si sono né risolti né attenuati. La cosa brutta è che un tempo li avevo ma andavo avanti lo stesso, ora li ho ma vedo come luce dal tunnel solo il suicidio. Oggi mentre arrivava la metro mi ha sfiorato l'idea di buttarmici sotto. Un attimo e tutto finisce. Oggi ho resistito, domani chissà. Se ho già superato quel limite una volta sono capace eccome di rifarlo, ho pensato a vari modi. Farmaci e terapia non mi hanno aiutato, ho ancora forti picchi depressivi. Non ancora riesco a condividere con nessuno del mio tentato suicidio perché posso mai raccontarlo al lavoro? Sarei licenziato. Ai familiari? Fanno finta di nulla. Ai conoscenti? In chi mi ha salvato leggo paura, quando è con me è come se si sentisse in pericolo. Forse ho fatto male a rifiutare il ricovero in qualche struttura seria.
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Messaggioda stefano71 » 29/01/2020, 19:42



Avreste dovuto parlare con la mia migliore amica Mojca. Lei 10 anni fa aveva tentato il suicidio ma era stata soccorsa. Ha vissuto 10 anni con questa cosa mitica del suicidio ah che bello e quando andavamo a spasso nei paesi voleva sempre vedere il cimitero, sebbene quando eravamo insieme (brevi periodi purtroppo perché abitavamo molto lontani) in realtà fosse di buon umore. Però non ci puoi parlare perché alla fine è riuscita a morire. Adesso il problema è mio.
Anche io sono stato depresso ma mi ha "salvato" la chimica. Ti consiglio di insistere perché è normale doverne provare molti di farmaci. Non è una scienza esatta.
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Messaggioda Cosette » 29/01/2020, 19:45



No ragazzi, forse mi sono spiegata male. Non intendevo sminuire la tua sofferenza con "c'è chi soffre di più", non mi permetterei mai. Il mio discorso era improntato solo al fatto che tu dici di sentire la tua vita inutile, e quindi avevo semplicemente proposto di provare ad aiutare altri con altri problemi in modo da risultare a tutti gli effetti ed innegabilmente perfino a te stesso, utile per qualcuno. Ma era solo un esempio tra tanti, quello di aiutare il prossimo, come specificato nella mia risposta.
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Messaggioda Joker » 29/01/2020, 21:21



stefano71 ha scritto:Avreste dovuto parlare con la mia migliore amica Mojca. Lei 10 anni fa aveva tentato il suicidio ma era stata soccorsa. Ha vissuto 10 anni con questa cosa mitica del suicidio ah che bello e quando andavamo a spasso nei paesi voleva sempre vedere il cimitero, sebbene quando eravamo insieme (brevi periodi purtroppo perché abitavamo molto lontani) in realtà fosse di buon umore. Però non ci puoi parlare perché alla fine è riuscita a morire. Adesso il problema è mio.
Anche io sono stato depresso ma mi ha "salvato" la chimica. Ti consiglio di insistere perché è normale doverne provare molti di farmaci. Non è una scienza esatta.


Se la consideravi veramente tua amica, se le volevi bene, allora non dovresti dire queste cose. Certo il problema ora è tuo, ma non é niente rispetto a quanto soffriva lei, perché se si è suicidata perfino vivere le era insopportabile. È vero che alcune persone pensano alla morte prima ancora di considerare tutte le possibilità, io stesso sono contrario al suicidio, ma sono ben lungi dal costringere una persona a vivere. La vita è nostra non degli altri ed è giusto che siamo noi a decidere se continuarla o no. Mi dispiace per te e per la tua amica, sono sicuro che sia dura anche per te..
Per quanto riguarda i farmaci, se per te hanno funzionato non è detto che funzionino per tutti, quindi non puoi dire che sia la soluzione a tutto.

Io credo che qui in pochi capiamo quello che topolino stia provando, perciò non giudichiamolo.
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Messaggioda Gionata » 29/01/2020, 22:13



Io non posso sapere cosa si prova dopo avere tentato il suicidio, o addirittura a fantasticare a come farlo, non ho superato quella linea per cui penso che per te sia peggio; semplicemente io l'ho bloccato sul nascere negli anni passati (anch'io ho avuto la tentazione di buttarmi sotto un treno improvvisamente), ma qualche giorno fa durante stavo male, diciamo in modo ordinario (e per questo mi è sembrato strano) ho smesso di tormentarmi all'improvviso e ho provato una grande gioia, una sensazione così piacevole che mai avevo provato prima, è una voglia di non vivere banalissima, semplicissima, è il cuore mi batteva così forte e più velocemente che penso mi sarei tagliato il polso fino all'osso; mi ci sono abbandonato a quella sensazione, ma è finita prima che cominciassi; dopo qualche ora che non la provavo più ho ricominciata a provarla quella sensazione lontana nel petto e fino a poco fa, ma penso che sia assurdo quello che sto pensando adesso. Mi sono preso un po di tempo e sto cominciando a combatterla. Io me la sono spiegata come 'soffrì cosi tanto? Allora non vivere più', un ragionamento fatto chissà dove dentro di me dove non esistono Dio, famiglia, morale, chiunque altro; li esisto solo io.
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