È passato un anno ma non il dolore

MyHelp: Forum di mutuo aiuto, di prevenzione del suicidio e di gestione delle crisi.
A volte si pensa di non aver più nulla da perdere, nè più motivi di esistere.
E' facile pensarlo se non si ha qualcuno con cui confrontarsi. La vita è piena di insidie, ed è facile perdersi. Ma spesso basta una mano per rimettersi in piedi.
Ma questo è anche un forum sulla Morte, il più grande tabù nella storia dell'essere umano, la paura più grande.

È passato un anno ma non il dolore

Messaggioda Ennon » 30/01/2020, 11:55



Cosette ha scritto:No ragazzi, forse mi sono spiegata male. Non intendevo sminuire la tua sofferenza con "c'è chi soffre di più", non mi permetterei mai. Il mio discorso era improntato solo al fatto che tu dici di sentire la tua vita inutile, e quindi avevo semplicemente proposto di provare ad aiutare altri con altri problemi in modo da risultare a tutti gli effetti ed innegabilmente perfino a te stesso, utile per qualcuno. Ma era solo un esempio tra tanti, quello di aiutare il prossimo, come specificato nella mia risposta.



Cosette infatti l'utente in questione ha detto anche a me cose che non mi riguardano. Nessuno di noi due ha parlato di certe situazioni che tra l'altro meritano particolare rispetto. Avrà male interpretato però vedo da parte sua una chiusura verso la vita. Ovviamente non c'è l'ho con te, anzi... Che poi mantenersi impegnati nell'aiutare gli altri fa bene.

È passato un anno ma, topolino, non prenderla a male, con questa chiusura mentale verso il pensiero altrui non andrai lontano.
Mostrati più incentivato verso la vita e il sorriso te lo farai venire da solo. Tanto i problemi lo stesso non se ne vanno e tu lo stesso stai vivendo la tua vita. Vale la pena continuare come lo stai facendo tu? Pensaci.



Cosette ha scritto:Certo, e poi non bisogna sottovalutare che a volte anche chi aiuta già spesso si annulla come persona donando tutto se stesso ma tralasciando di chiedere aiuto per sé, ed anche quello sarebbe sbagliato (vissuto sulla mia pelle).


Chi è che non ha bisogno degli altri? Perciò concordo :) È da persone importanti tenersi tutti i problemi per se per aiutare gli altri ma poi sai che ti dico? Ma perché io non esisto? Allora se tutto si riduce ad aiutare senza essere considerati proprio, a quel punto ti devi chiedere fino a che punto è il caso di aiutare una persona del genere. In certe situazioni che si aiutassero da soli visto che lo sanno anche fare e che a volte vengono anche assistiti da molte persone. Credo che concorderai anche :) altrimenti non fa niente.
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Messaggioda rosablu85 » 01/02/2020, 17:49



Perché non ci parli un po' di cosa ti fa soffrire? Così possiamo consigliarti meglio...
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Messaggioda topolino78 » 10/02/2020, 20:00



Mi fanno soffrire tante cose, soprattutto cosa sono io e i lati oscuri che nascondo. Dopo il tentato suicidio mi sembra da quel momento on poi di vivere una vita che non ho voluto e mi è stata imposta. A volte maledico la persona che mi ha salvato, non doveva farlo, ero arrivato finalmente a fare i conti con me stesso e a darmi la giusta punizione. Ora vivo si, ma con un piede nell’al di là, sempre col pensiero fisso di farla finita... magari sotto la metro, magari lanciandomi dalla finestra. Non riesco più a vivere come prima, col tentato suicidio ho rotto qualcosa.
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Messaggioda rosablu85 » 14/02/2020, 21:41



Non c'è una piccola cosa che ti piace fare su questa terra? Magari dedicarti a questa piccola cosa può aiutarti pian piano a vedere il mondo un po' più roseo...
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Messaggioda topolino78 » 16/09/2020, 8:21



Dopo settimane di tranquillità ecco che è tornato. Cosa? Il pensiero forte, ossessivo del suicidio. Non pensavo che anche la più piccola cosa potesse scatenare con violenza questo pensiero e invece eccolo: urgente ed impellente. Sto valutando il da farsi, la modalità. Solo, non voglio soffrire, voglio una morte dolce e indolore, come quella a cui stavo per andare in contro quando feci overdose di farmaci. Fu facile e bello addormentarsi quasi per sempre. Credo che dopo la morte non ci sia nulla perché io non ho visto niente. Ultimamente mi sto convincendo che dopo la morte avremo un percorso tranquillo con le fantasie che desideravamo fare da vivi. Non lo so. Ma piuttosto che affrontare i problemi preferisco rinunciarci. Odio la vita perché mi fa stare in ansia, qualsiasi confronto/contatto con l’altro mi mette ansia. Si può mai vivere con l’ansia addosso per qualsiasi sciocchezza? Stare sul chi va là per ogni minima cosa? Voglio solo abbandonarmi all’oblio. Ho un po’ paura, si, ma non ho altra scelta. Oggi sto male, sto proprio male. Mi sono alzato con un fortissimo desiderio anticonservativo e la vocina in continuazione mi dice: fallo. Non so se ho la forza o il coraggio di resisterle.
Perché scrivo questo e qui? Non per farmi salvare, ma è una sorta di dialogo con me stesso per mettere un po’ di ordine nella mia mente.
Magari supero la crisi non lo so. Ho paura, ho tanta paura.
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Messaggioda Robinson » 16/09/2020, 9:17



Mi ha colpito questa tua frase : "Perché scrivo questo e qui? Non per farmi salvare".

E penso che ci sia del vero. Ma in questo senso: tu forse sei già salvo. Solo che si tende a pensare la salvezza come "una volta per tutte". E se non fosse così? Se la salvezza fosse non per sempre ma da rinnovare ogni giorno? Si vorrebbe morire, di morte naturale o indotta. Ma poi, inutile girarci attorno, ci si accorge che per la morte bisogna essere pronti. In pochi lo sono, eppure ci riguarda tutti, questa è l'unica certezza. Che beffa vero? Il tabù, come notavi giustamente tu mesi fa. Se ci pensi, iniziamo a morire dal primo istante in cui vediamo la luce, il profumo fresco del neonato svanisce presto.... Indissolubile è la morte dalla vita, come se volessimo concepire il vuoto senza il pieno, l'alto dal basso. Impossibile. Eppure, facciamo finta di nulla. Ci comportiamo come se fossimo immortali, come se la morte riguardasse qualcun altro, possibilmente qualcuno che non conosciamo. Eppure la morte potrebbe arrivare da noi oggi stesso. E noi cosa abbiamo fatto per essere pronti?
Sono d'accordo con Camus: che questa vita valga la pena o meno di essere vissuta è forse l'unico interrogativo filosofico davvero importante. Il resto sono dettagli.
Oggi siamo invece arrivati ad una parvenza inconsapevole di vita, che rende vano anche il suicidio. Va bene, vogliamo ucciderci, questa vita è un'offesa? Va bene, abbiamo ragione. Ma non ci rimane che rimandare, questo è il fatto.
E allora, nel frattempo,se vuoi io sono qui.
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Messaggioda Mezzouomo97 » 17/09/2020, 12:24



Non so quale sia il tuo problema,ma non so chi è peggio tra chi dice che bisogna pensare ai.bambini che muoiono,o chi dice "non so cosa si prova per volersi suicidare".Comunque ti capisco,io voglio solo morire,ma io sono malato di mente :(
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