Tre morti pubbliche e quache riflessione

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A volte si pensa di non aver più nulla da perdere, nè più motivi di esistere.
E' facile pensarlo se non si ha qualcuno con cui confrontarsi. La vita è piena di insidie, ed è facile perdersi. Ma spesso basta una mano per rimettersi in piedi.
Ma questo è anche un forum sulla Morte, il più grande tabù nella storia dell'essere umano, la paura più grande.

Tre morti pubbliche e quache riflessione

Messaggioda ClaudiaK » 23/11/2025, 22:20



Parlo delle morti delle Signore Kessler e della Signora Ornella Vanoni.
Con tutto il rispetto possibile verso ciascuna di loro, io ho provato emozioni moltissimo diverse, e mi piacerebbe confrontarle con chi avrà voglia di farlo.

La scelta del suicidio assistito delle Kessler...sincera sincera... mi ha messo addosso una sorta di inquietudine che "sentivo" tutta e solo negativa.
Ne so, più o meno, quel che tutti abbiamo potuto sapere.
E mi turbava (mi turba) molto negativamente l'idea che due donne possano scegliere di porre fine alla loro esistenza senza avere particolari ragioni di ritenerla "finita".
Sapere che lo avevano deciso e pianificato già da un anno, mentre due giorni prima erano ancora al ristorante per consumare un loro pasto...con tutto il rispeto del mondo...a me (che posso fare?) fa orrore.
Mi fa l'orrore della tristezza infinita e senza scampo di chi sembra molto ragionare e poco o nulla sentire...
Ho letto anche articoli interessanti sul ruolo che in tutto ciò possa aver avuto l'essere gemelle e l'aver vissuto simbioticamente.
Però...non ce la faccio ad immedesimarmi... e lo confesso come mio limite.

La terza morte è quella della mitica Vanoni: morte naturale (tra l'altro, a quanto pare, intervenuta tra il primo piatto che stava consumando per cena...e il dolce che ugualmente aveva scelto per quella cena).
Ha quasi del pazzesco dirlo, lo so, ma quella della mitica Vanoni...diventa (almeno per me) una morte NATURALE che quasi quasi infonde allegria, rispetto al concetto ineludibile che ogni vita abbia una fine, e che la sua sia avvenuta, in età importante e mentre Lei continuava ad essere quella Grande che, in allegria, è sempre stata in Arte come nella Vita Vera.

Grazie a chi vorrà commentare. (Dove il tema vero penso sia "il coraggio di vivere") :)
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Messaggioda Riccardina » 23/11/2025, 22:50



Avevano 89 anni, una era malata. Cosa restava della loro vita ormai?
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Messaggioda Romoletto » 24/11/2025, 0:04



Non voglio giudicare e condannare la scelta delle gemelle Kessler che comunque rispetto, cercherò di dare una spiegazione in merito al loro gesto.
Sicuramente è una scelta presa da due persone che non erano credenti, forse sono state spinte dal fatto che una di loro era depressa e non voleva più andare avanti, mentre l'altra era spaventata di rimanere sola dopo una vita in simbiosi.
Le gemelle Kessler non si sono mai sposate, non hanno avuto figli e hanno diviso tutto dal lavoro alla convivenza, hanno vissuto come se fossero un unica persona e l'ipotesi che una potesse rimanere sola era un peso troppo grande con cui conviverci.
Ornella Vanoni ha vissuto una vita piena di successi e di stimoli con una buona salute fisica e mentale, veniva già da una buona famiglia il padre se non sbaglio era un industriale e anche in un periodo storico difficile ha vissuto serenamente.
È stata fortunata non ha avuto grossi problemi di salute fino all' ultimo ed è morta in un battito di cilia per un infarto a 91 anni mentre mangiava a tavola.
Sicuramente il suo percorso di vita è stato positivo, non ha passato periodi lunghi in particolare quando era anziana in Ospedale o malata in qualche struttura abbandonata a se stessa.
Le malattie ti provano e fortunatamente lei è stata risparmiata da questo tormento e da questa angoscia che piegano il morale e lo spirito.
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Messaggioda ClaudiaK » 24/11/2025, 1:11



Riccardina ha scritto:Avevano 89 anni, una era malata. Cosa restava della loro vita ormai?


Sì per carità... tutto molto razionale.
E da persona molto razionale io stessa, lo capivo.
Ma lo trovavo orribile e non capivo perchè.
Pensavo di essere condizionata da mia madre, che benchè 93enne e allettata (ma perfettamente in sè) ...non slo non sceglierebbe mai di morire, ma è assolutamente presente alla vita e lieta di esserlo. Perchè? Semplicemente perchè vorrebbe esserci come sempre e ancora godendo di una buona novità per se stessa, o per un figlio, ma anche molto più semplicemente godendo di una gentilezza o solo di un pasto che le è particolarmente gradito... E' la vita...
Ma l'aspetto che nelle Kessler mi faceva angoscia era l'idea di una pianificazione concordata addirittura dall'anno prima, che a propria volta presuppone assai meste riflessioni condivise e ancor più risalenti nel tempo.
Trovo che sia una cosa atroce...un negarsi alla vita che semnra peerfettamente razionale, e poi non lo è per niente...

Ripeto: sembra blasfemo e non vuole esserlo, anzi mi sento sicura che la grande Vanoni ne sarebbe lieta: muore Lei, del tutto naturalmente, in un'ora qualunque di un giorno qualunque dei suoi 91...e persino la sua morte sembra avere quel Saper Vivere che è sempre stato suo, ne "la voglia, la pazzia, la coscienza e l'allegria" che cantò e visse.
Meravigliosa. :love:
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Messaggioda ClaudiaK » 24/11/2025, 1:27



Romoletto ha scritto:Ornella Vanoni ha vissuto una vita piena di successi e di stimoli con una buona salute fisica e mentale, veniva già da una buona famiglia il padre se non sbaglio era un industriale e anche in un periodo storico difficile ha vissuto serenamente.
È stata fortunata non ha avuto grossi problemi di salute fino all' ultimo ed è morta in un battito di cilia per un infarto a 91 anni mentre mangiava a tavola.
Sicuramente il suo percorso di vita è stato positivo, non ha passato periodi lunghi in particolare quando era anziana in Ospedale o malata in qualche struttura abbandonata a se stessa.
Le malattie ti provano e fortunatamente lei è stata risparmiata da questo tormento e da questa angoscia che piegano il morale e lo spirito.


Tutto vero, non discuto.
Ma neanche le Kessler avevano problemi di salute gravemente invalidanti. Fino a due giorni prima hanno pranzato insieme al ristorante...
E poi pare avessero già pianificato tutto già dal loro 88esimo compleanno. Il che, come già detto in risposta a Riccardina, presuppone una serie di riflessioni tra loro condivise da chissà quanto tempo ancora prima...
Per me è di una tristezza angosciante.
Avrei preferito non saperlo mai, delle Kessler.
La Vanoni, con tre anni più di loro, è mancata avendo un'agenda piena che ha spiazzato anche qualche palinsesto... Loro, invece, sembrano essersi autosepolte mooolto prima che morte le cogliesse, e pensando da chissà quanto tempo che la vita non potesse avere più senso. E trovo che questo sia solo angosciante, e che potrebbe anche insegnarci qualcosina. :bye:
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Messaggioda -Entropia » 24/11/2025, 10:20



Io sinceramente non ho avuto queste impressioni negative. Più che la scelta in sé di morire insieme, programmando data e modalità, quello che mi fa un po' inquietudine è pensare al rapporto di profonda simbiosi che le sorelle avevano. So che a volte capita nelle coppie di gemelli...

Ho fatto anche una piccola ricerca su di loro, ho letto che sono cresciute con un padre violento, con problemi di alcol che picchiava spesso la madre. In quest'ottica ha già più senso questo profondo attaccamento. Senza contare che anche lavorativamente parlando, il fatto di essere un duo di gemelle avrà parecchio spinto...
Non avranno avuto figli, ma relazioni sì, anche se non durature.
Ho letto che una delle due aveva visto la salute peggiorare per un ictus. Non mi riesce difficile pensare, a questo punto, che essendo state nel tempo l'una la roccia dell'altra, abbiano voluto programmare insieme il momento della loro dipartita. Più che inquietante a me sembra una dimostrazione di profondo affetto e lealtà, oltre che coerente con molte delle loro precedenti scelte di vita.

Per il resto penso che abbiamo accesso ad informazioni assai ristrette circa le vite altrui. E' così per chi conosciamo, figuriamoci per le persone sconosciute.
Non possiamo sapere come le due sorelle siano effettivamente arrivate a quella riflessione.

Sulla dipartita della Vanoni anche a me personalmente è tanto dispiaciuto, perché la trovavo una persona acuta e brillante, oltre che piacevolmente fuori dagli schemi. Penso che comunque abbia saputo trasmettere molto e, nel complesso, abbia fatto del suo meglio per sfruttare al massimo la sua "permanenza terrena".
Forse la sua allegria e leggerezza hanno stemperato di riflesso anche il contraccolpo della sua morte, anche se si tratta di circostanze estremamente diverse.

Penso che tutte le persone coinvolte abbiano, in qualche modo, chiuso il loro cerchio. Non penso che in questo caso di possa parlare di "coraggio di vivere", ma di esistenze e soggettività diverse.
Magari per qualcuno fa più paura perdere una persona importante, la propria autonomia, o qualsiasi altra caratteristica che renda la vita degna di essere vissuta, che non la morte stessa.

Io per esempio, se potessi scegliere di morire prima di perdere la mia lucidità mentale e/o autonomia, non ci penserei due volte a staccare la spina.
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E quando è sicura, si leva sulla creatura, solleva su di lei le braccia, e prende a cantare. Allora le costole e le ossa delle gambe cominciano a ricoprirsi di carne e le creature si ricoprono di pelo. La Lupa canta ancora, e quasi tutte le creature tornano in vita, con la coda ispida e forte che si rizza.

E ancora La Loba canta e il lupo comincia a respirare.

E ancora La Loba canta così profondamente che il fondo del deserto si scuote, e mentre lei canta il lupo apre gli occhi, balza in piedi e corre lontano giù per il canyon.

In un momento della corsa, per la velocità della corsa medesima, o perché finisce in un fiume, o perché un raggio di sole o di luna lo colpisce alla schiena, il lupo è d’un tratto trasformato in una donna che ride e corre libera verso l’orizzonte.

- La storia della Loba, tratta dal libro "Donne che corrono coi lupi" di Clarissa Pinkola Estés.
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-Charles Baudelaire
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Messaggioda VeraVita » 25/11/2025, 6:52



Sai, anche a me mettono tristezza queste morti. Perché mi ricordano che la vita più che breve
vola.. un giorno sei bambina/o e poi sei adulto e anziano. Per finire muori..
Viene spontaneo chiedersi: "chi sono? Cosa voglio? Cosa voglio lasciare agli altri? Ai
prossimi" e via discorrendo. Tutte queste persone ci hanno insegnato qualcosa.
Ognuno ha la propria interpretazione. Sono tutte e 3 morte ad un'età importante ed erano,
secondo me, persone realizzate che hanno avuto di tutto e di più nella vita.
Sul tema dell'eutanasia io, personalmente, non mi sento di dare risposta a temi così delicati ma
mi sento di capirle profondamente queste persone. Se soffrono così tanto e si sentono
pronte per questa nuova avventura perché negarglielo? Erano donne che hanno avuto tutto.
Magari non i figli ma sicuramente hanno trovato una famiglia nei loro fan.
La Vannoni è stata una donna che mi ha insegnato molto non conoscendola personalmente
che è morta ad un'età importante anche lei.
Mi fa pensare a come il tempo voli, che non bisogna buttarlo facendo un lavoro che non piace,
frequentare persone che ci fanno stare male e ci mortificano e umiliano, che ci dicono cosa
fare e non fare nella vita, che ti fanno pesare tutto.. non si vive solo per lavorare..
Bisogna fare un lavoro che ci piace, stare con gente che ci apprezza e valorizza..
Io non lo so, se un giorno ci rivedremo, se ci sono vite oltre questa..
So solo che queste donne straordinarie mi hanno insegnato tanto pur non avendole mai conosciute.
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VeraVita
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Messaggioda Navigator63 » 26/11/2025, 0:52



ClaudiaK ha scritto:La scelta del suicidio assistito delle Kessler...sincera sincera... mi ha messo addosso una sorta di inquietudine che "sentivo" tutta e solo negativa.

Poiché ti stimo :) e so che ti piace comprendere, mi permetto di suggerirti qualche spunto di riflessione - oltre a dare la mia opinione sul tema.

Quando un evento ci colpisce profondamente, visceralmente, quasi sempre la nostra reazione riguarda noi stessi. L'altra persona, quella a cui è accaduto l'evento, ci fa solo da "specchio" che ci riflette qualcosa che ci turba.
Questo accade di frequente con persone famose, su cui "proiettiamo" emozioni che in realtà abitano nel nostro intimo.

Quindi in quei casi ci possiamo chiedere: "Questa emozione cosa rivela di me? Cosa mi spaventa, o mi turba? Quale evento o possibilità tendo ad ignorare, che però visto nella vita dell'altro mi smuove le viscere? E perché - se applico l'evento a me stesso/a?".

Non ti conosco, quindi non so quali siano le paure o prospettive che ti turbano.
- L'idea di rinunciare alla vita?
- Il violare un fondamentale precetto religioso?
- L'assumere su di sé, e solo su di sé, il potere di decidere della propria vita?
- La possibilità che qualcuno vicino a te possa decidere di fare lo stesso?
- O, semplicemente, l'atto di scegliere la morte - qualcosa che ci sembra andare contro tutto ciò che ci insegnano?

Sono domande di cui ciascuno può dare solo risposte a se stesso. Non ci sono risposte universali. :dunno:

E mi turbava (mi turba) molto negativamente l'idea che due donne possano scegliere di porre fine alla loro esistenza senza avere particolari ragioni di ritenerla "finita".

Ricorda che noi non sappiamo mai le ragioni dell'altro. Specialmente degli sconosciuti, ma non solo. Spesso anche di chi abbiamo vicino.
L'Altro resta per noi un mistero.

a me (che posso fare?) fa orrore.

In quell'orrore c'è nascosto un pezzo di te che ancora non conosci. 8-)

Ed il fatto di riconoscere il tuo orrore, e di parlarne, è già un atto di coraggio.

Però...non ce la faccio ad immedesimarmi... e lo confesso come mio limite.

A volte non siamo in grandi di comprendere l'Altro... proprio perché non abbiamo vissuto la sua vita, e non conosciamo cosa ha dentro.
Chi pensa di capire tutto e tutti... di solito capisce ben poco. ;) :D

In quei casi, il mio atteggiamento è di umiltà e rispetto: "Non capisco il tuo dramma, e ammetto di non poterlo capire. Ma rispetto il tuo diritto a fare della TUA vita ciò che TU vuoi".
Poiché ho un enorme apprezzamento per la libertà - mia e altrui - credo profondamente che ognuno sia padrone della sua vita. E ciò include anche il diritto a decidere se e quando terminarla.

Diffido e disprezzo di chi pretende di decidere della vita altrui. :rabbia1:
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Messaggioda ClaudiaK » 26/11/2025, 14:23



@ Navigator63

Al momento posso solo ringraziarti del bellissimo intervento :coolok:

Mi riprometto di rispondere non appena mi sarà materialmente possibile. :cincin:
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ClaudiaK
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Messaggioda ClaudiaK » 27/11/2025, 1:36



Navigator63 ha scritto:
Non ti conosco, quindi non so quali siano le paure o prospettive che ti turbano.
- L'idea di rinunciare alla vita?
- Il violare un fondamentale precetto religioso?
- L'assumere su di sé, e solo su di sé, il potere di decidere della propria vita?
- La possibilità che qualcuno vicino a te possa decidere di fare lo stesso?
- O, semplicemente, l'atto di scegliere la morte - qualcosa che ci sembra andare contro tutto ciò che ci insegnano?


Concordo pienamente con l'impostazione che hai dato al tema, e mi sembra che la griglia di quesiti in quotato sia un'ottima base di partenza.
Rispondo ad ogni punto:
- L'idea di rinunciare alla vita? ...un po' sì. Ma per me vale solo fin quando si parli di una vita che sia degna di essere vissuta dal punto di vista di chi la vive.
- Il violare un fondamentale precetto religioso? ...no categorico; questo non mi appartiene proprio.
- L'assumere su di sé, e solo su di sé, il potere di decidere della propria vita? ... No: questo lo considero un diritto, sempre e comunque. Certo mi destabilizza quando la scelta del fine-vita non avrebbe senso secondo i miei schemi.
- La possibilità che qualcuno vicino a te possa decidere di fare lo stesso?...Colpita e affondata Sì, questo incide sicuramente (a angosciantemente) sulle mie consdierazioni.
- O, semplicemente, l'atto di scegliere la morte - qualcosa che ci sembra andare contro tutto ciò che ci insegnano? ,,, No questo mi è del tutto indifferente/estraneo.

Tornando al tema, però, io focalizzavo sul fatto che, morte per morte, quella della Vanoni , in un qualche senso che non vuole assolutamente essere irrispettoso della sua morte, mi infonde persino Allegria Vitale proprio nel più sentito rispetto di quella che da sempre considero una grandissima Artista e Donna a tutto spessore. Nel senso: posto che morire si deve anche senza sceglierlo, e allora...morire DA VIViSSIMA, e addirittura tra pasto e dessert, è qualcosa di così BELLO che ...sarebbe potuto entrare in Poesia in uno dei bellissimi testi di canzoni che lei ha reso Unici con la sua interpretazione ...
Per contro : vero che per me le Signore Kessler erano solo un opaco ricordo d'infanzia, di tanto in tanto riesumato in TV col "dadaumpa", e che quindi (come per Pippo Baudo) posso assolutamente riconoscere la professionalità, ma poi (onestamente) nulla di più, e comunque nulla che mi risultasse emotivamente coinvolgente. (QUESTO E' UN PUNTO NODALE, dal mio punto di vista) .

In breve (e qui torno anche al punto in cui mi hai effettivamente "colpita e affondata") è che la loro scelta di morte, ancor più perchè pianificata da TANTO prima, mi rimanda all'idea angosciante (spero sbagiata, ma comunque sincera) che in realtà possano aver vissuto SEMPRE una vita "a metà" , Una vita nella quale non avviano trovato spazio Emozioni e Coinvolgimenti (che per me sono quelli che danno senso e colore e sapore alla Vita), magari sacrificati alla (sola) professionalità e(o al perbenismo e/o alla simbiiosi.

E anche grazie al ragionamento a cui mi hai indotta, realizzo che l'effetto diametralmente opposto che mi hanno prodotto le tre morti è proprio sul fronte di quello che per me è vivere appieno, sapendo che finirà.
A costo di fungere da sonnifero; la Vanoni ha vissuto intensissimamente quella che io considero Vita (e non parlo di successi e denari, parlo di Emozioni, parlo del sentirsi vivi nella vita che viva E').
Mentre le Signore Kessler , detta breve, mi infondono l'idea angosciante di chi ha scelto un fine vita...così tanto ragionato e pianificato nel tempo, da farmi quasi "sentiire" in questa scelta il senso di una vita che le abbia sempre e da sempre coinvolte con tanti di quei freni e tabù..da non poter essere mai trascinate (individualmente) tra quegli Apici e Abissi che per me sono la Meraviglia della Vita.

Naturalmente non cè alcun "giudizio" in questo.
Trovo pacifico che ognuno di noi, nel bene e nel male, sia anche il prodotto del proprio vissuto oggettivo e soggettivamente percepito ed elaborato. Pacifico.
Ma non riesco a non angosciarmi (e qui mi riferisco al punto su cui mi hai colpita e affondata, e che certamente hai capito quale sia) dinanzi a vite umane che mi sembrano vissute "a metà o anche meno", sino al punto che, quando si opacizza quel fulgore fisico giovanile che decretò "il successo"...non trovano più ragione di vivere. :turned:
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