mi sa che dovro andare dallo psicologo...

Quante volte ci lasciamo attraversare istintivamente da vergogna e senso di colpa?
In quanti siamo stati abbandonati? In quanti ci ritroviamo oggi completamente soli? In quanti possiamo dire di avere tanti amici quando sorridiamo, ma nessuno accanto quando piangiamo? ...Forse abbiamo qualcosa in comune.
Abbattiamo la solitudine instaurando dei legami forti tra noi, sfogandoci, ascoltandoci e costruendo qualcosa di importante tra noi. Cerchiamo di trarre dalla nostra unione la forza necessaria per rimettere in piedi la nostra vita.

mi sa che dovro andare dallo psicologo...

Messaggioda oltrepo » 05/01/2026, 12:10



Ciao, ormai sono quasi tre anni che ho perso mia madre,dopo svariati anni di cure,le feste per me sono un incubo,si sente ancor di piu la loro mancanza,in questo periodo tutte le volte che devo pranzare e cenare piango,non mi sembra ancora vero di non vederla piu,e poi tutte le volte che vedo un ambulanza passare con la sirena scoppio a piangere,mi ricorda tutte le volte che la chiamavo per le crisi respiratorie,la perita di mia madre e stato un trauma per me,oltre a ritrovarmi solo,mi sono toccate tutte le spese, funerale, tomba successione ed altro ho perso ben 25kg,le persone che mi vedevano non mi riconoscevano piu pensavano male,adesso mi sto riprendendo un po ma e dura
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oltrepo
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Messaggioda oltrepo » 05/01/2026, 12:46



sono stato pure abbandonato dai parenti nessuno si e fatto vedere sotto le feste............
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oltrepo
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Messaggioda VeraVita » 05/01/2026, 12:57



Se pensi che lo psicologo ti risolva in problemi ok.
Però, una cosa mi chiedo: come mai non ti costruisci qualcosa?
Come mai non partecipi al volontariato? O, cose del genere?
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Messaggioda Navigator63 » 05/01/2026, 20:42



oltrepo ha scritto:Ciao, ormai sono quasi tre anni che ho perso mia madre,dopo svariati anni di cure,le feste per me sono un incubo,si sente ancor di piu la loro mancanza,in questo periodo tutte le volte che devo pranzare e cenare piango

Caro Oltrepo, ti esorto a fare qualsiasi cosa possa farti sentire meglio. :)

Ma se davvero decidi di provare un percorso di terapia, personalmente ti suggerirei uno psico-terapeuta o psico-analista, piuttosto di un generico psicologo.
Questo perché i tuoi problemi mi sembrano così profondi e complessi, che c'è il rischio che lo psicologo possa darti solo suggerimenti o consolazioni superficiali; mentre un terapeuta potrebbe comprendere più a fondo l'origine delle tue difficoltà ed individuare magari soluzioni più efficaci.
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Messaggioda oltrepo » 06/01/2026, 8:13



Ciao questa notte ho dormito pochissimo,troppi pensieri,la mia paura piu grande e che essendo solo se dovessi ammalarmi non ce nessuno che mi puo aiutare,dopo la morte di mia madre non si fanno sentire neanche piu i parenti,pensate un po che se dovessi morire la mia casa viene ereditata dal mio parente piu stretto,che oltre a fegarsene di me non passa neanche a dirmi come sto, si ritroverebbe la casa in eredita
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oltrepo
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Messaggioda ClaudiaK » 06/01/2026, 12:27



oltrepo ha scritto: la mia paura piu grande e che essendo solo se dovessi ammalarmi non ce nessuno che mi puo aiutare,dopo la morte di mia madre non si fanno sentire neanche piu i parenti,pensate un po che se dovessi morire la mia casa viene ereditata dal mio parente piu stretto,che oltre a fegarsene di me non passa neanche a dirmi come sto, si ritroverebbe la casa in eredita


Buongiorno Oltrepo.
Non è una grande consolazione, lo so, ma ricorda che pensieri funesti circa un fine vita di solitudine che diventa disperante nella malaugurata infermità...prima o poi attraversano la mente di tutti. Compreso chi nella vita ha avuto un grande successo sia sociale che economico e ha figli e ricchezze tali da potersi pagare ogni cura e assistenza (penso spesso , con tanta tristezza, a Maradona).
Ma cosa risolviamo se ce ossessioniamo con questi pessimi pensieri, anzichè cambiare subito pagina e - magari - pensare al presente per migliorarlo?
Tu hai portato l'esempio della casa.
Ottimo!
A parte che la casa di proprietà è comunque una risorsa basilare per se stessa, ma nel tuo incubo anch'essa sembra qualcosa che tu subisci anzichè godere, fino al punto che ti turba (giustamente) che possa andare in eredità a persone che non hanno alcun rapporto con te.
In realtà non è così, e la casa potrai lasciarla a chi vorrai TU, anche con un semplice testamento scritto di tuo pugno su un foglio di blocknotes. Magari, però, 50 anni sono pochini per pensare già a questo, no?
E allora (solo un esempio) perchè non pensare alla tua casa come fattore di sicurezza e propositività nell'OGGI?
E' solo la prima cosa che mi viene in mente, ma non potrebbe essere rallegrante renderla più carina e accogliente possibile (e di questo già godresti in prima persona) e poi magari pensare di affittarne una stanza, anche per brevi periodi? Questa potrebbe anche essere una base per sviluppare nuove conoscenze, e magari legare con persone nuove. Preciso che non sogno e non favoleggio, ma se affittassi una stanza , che so, ad un tuo coetaneo lavoratore fuori sede, potrebbe nascerne una frequentazione con cui convidere qualche giro o serata fuori casa, o qualche ulteriore nuova conoscenza.
Ripeto che è solo un esempiuccio, ma dispiace leggere che tu sembri vivere tutte le cose come se fossi destinato a subirle, e senza mai considerare che - al contrario - della tua vita e delle tue cose sei l'unico "padrone" che può farne quel che vuole. ;)
Hai parlato tante volte della tua timidezza.
Ti assicuro che personalmente so cosa sia, per averla vissuta in modo preoccupante.
Ma da quella si esce! E può essere determinante affrontare il mondo esterno nella buona compagnia di qualche "amico", dove la parola amico è virgolettata perchè non è necessario che sia una persona con cui hai spartito l'infanzia. Parlo di persone che abbiano più o meno la tua età e lo stesso interesse a fare nuove conoscenze. Una di quelle persone, per capirci, che un uomo può incontrare anche nel bar del quartiere... se solo lancia o raccoglie un commento scherzoso sulla qualità del caffè! Tanto quanto potresti incontrarla in un circolo di volontariato o (per i credenti) in una parrocchia... :)
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ClaudiaK
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Messaggioda oltrepo » 06/01/2026, 18:25



ciao a proposito di casa,altre alle spese di successione come ho detto,ho anche le spese per sistemarla, il cambio serramenti ed altre cose,purtroppo con mia madre qualsiasi cosa che si rompeva non la voleva riparare,non so quanti soldi ho speso e sto spendendo in riscaldamento per le finestre vecchie che non isolato e il freddo che ho patito non posso neanche invitare una donna a casa mi scappa subito
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oltrepo
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Messaggioda ClaudiaK » 06/01/2026, 19:56



oltrepo ha scritto:ciao a proposito di casa,altre alle spese di successione come ho detto,ho anche le spese per sistemarla, il cambio serramenti ed altre cose,purtroppo con mia madre qualsiasi cosa che si rompeva non la voleva riparare,non so quanti soldi ho speso e sto spendendo in riscaldamento per le finestre vecchie che non isolato e il freddo che ho patito non posso neanche invitare una donna a casa mi scappa subito


:mmm2: Ok, ma un po' alla volta puoi cominciare a sistemare le varie cose.
E tanti interventi sono anche a portata di hobbysta.
Ma intanto sono piccole cose che risultano gratificanti, perchè chiunque "sta meglio" in una casa che va risistemando a proprio gusto.
Io non so come si svolge la tua giornata, ma immagino che lavori e hai dei colleghi.
Avere una casa in ordine rende semplice invitare anche solo qualche collega per farsi una spaghettata e due chiacchiere... e intanto è un giretto di socialità che riprende a muoversi, come lo è misurarsi con la cucina per mangiare bene, e magari scoprire una ricetta che ti viene così bene da invitare amici per gustarla insieme.
Ma poi sono proprio terapeutiche le attività creative, e cioè tutte quelle che (senza essere il Caravaggio) ti permettono di essere soddisfatto di te stesso perchè hai sistemato una stanza nel modo che ti piace di più, o sei riuscito a cucinare qualcosa di cui puoi essere fiero.
Sono piccolezze alla portata di chiunque, e fanno tantissimo bene all'umore! ;)
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Messaggioda oltrepo » 11/01/2026, 17:23



Ciao, questa primavera faro a fare qualche preventivo per cambiare i serramenti, cerchero pian piano di sistemare la casa anche in altre cose, ma una cosa che ci penso che mia madre e morta senza avere il piacere di godersi una casa bella calda in inverno,senza la gioia di poter diventare nonna e vedermi con una famiglia
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oltrepo
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Messaggioda ClaudiaK » 11/01/2026, 18:55



oltrepo ha scritto:Ciao, questa primavera faro a fare qualche preventivo per cambiare i serramenti, cerchero pian piano di sistemare la casa anche in altre cose, ma una cosa che ci penso che mia madre e morta senza avere il piacere di godersi una casa bella calda in inverno,senza la gioia di poter diventare nonna e vedermi con una famiglia


Bene! :coolok:
Intanto è bello leggere che ti proponi di prenderti cura della tua casa. :cincin:

La questione di tua madre (e cioè il modo in cui vivi rcordi e rimpianti che la riguardano), perdonami la schiettezza, ma mi rimanda al tuo titolo scelto per questo 3D.
E' soltanto la mia opinione, ma se fossi in te affronterei con uno psicoterapeuta questo "nodo" che ti lega a tua madre in modo così particolare e pervasivo.

Nell'immediato, e molto banalmente, mi verrebbe solo da ricordarti che tua mamma - sicuramente amorevole nei tuoi confronti - ha avuto dalla tua condizione di single il vantaggio di poter avere la tua altrettanto amorevole presenza e compagnia sino al suo ultimo respiro; e che molto probabilmente oggi potrebbe patire soltanto del tuo senso di solitudine e di isolamento. Per cui, immaginando che lei sia ancora a gioire o patire con te...avrebbe molto più da gioire se ti vedesse soddisfatto e padrone della tua vita, piuttosto che malinconico e solitario nel pensiero costante di ciò che secondo te avresti fatto mancare a lei.

Più in generale c'è che il rapporto genitori/figli resta il più complesso ginepraio pensabile, e che spessissimo è la prima causa o concausa di disagi nei figli.
E' soltanto un esempio astratto, dal momento che non conosco assolutamente il vissuto fra tua mamma e te, ma il dialogo con un bravo Psicoterapeuta potrebbe - ad esempio, ripeto - dimostrarti che tua madre abbia esercitato in perfettissima buona fede un ruolo (iper)protettivo nei tuoi confronti, senza rendersi conto di aver così favorito la tua timidezza e il tuo trovare rifugio solo in lei...
Non si tratta di cercare "colpe" genitoriali e ribaltare la tua visione di tua madre.
Resta pacifico, per come ne parli, che tua madre abbia fatto del suo meglio per te. Solo che "genitori non si nasce" , e si possono commettere errori importanti anche nella certezza di stare agendo per il meglio possibile.
Sta di fatto che - se guardiamo il risultato - c'è qualcosa che non torna nel fatto che per te sia costante il riferimento a lei e il dolore per quello che può esserle mancato, e che invece di guardare al tuo oggi...sembri guardare sempre indietro, ai tuoi tempi di bambino in famiglia...
Senza tanti giri di parole: nel tuo atteggiamento attuale ha sicuramente avuto un ruolo tua madre (o entrambi i genitori).
Visto da fuori, questo è un nodo scorsoio che strangola il tuo oggi e il tuo domani.
Individuare quel nodo NON significa cercare "colpe" di tua madre o dei tuoi, e tantomeno rinnegarla/i.
Significa soltanto trovarlo e finalmente scioglierlo, CAPENDO da adulto i come e i perchè puoi essere scivolato in questo senso di solitudine/isolamento, e - per la parte che dovesse dipendere da tua madre o dai tuoi - CAPIRLI ED ASSOLVERLI DA ADULTO, amandoli forse più di prima perchè DA ADULTO hai finalmente accolto e assolto quei limiti umani, che possono aver avuto loro, proprio come ognuno di noi. ;)
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ClaudiaK
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