Avete mai usato i numeri di telefono per poter parlare con qualcuno?

Quante volte ci lasciamo attraversare istintivamente da vergogna e senso di colpa?
In quanti siamo stati abbandonati? In quanti ci ritroviamo oggi completamente soli? In quanti possiamo dire di avere tanti amici quando sorridiamo, ma nessuno accanto quando piangiamo? ...Forse abbiamo qualcosa in comune.
Abbattiamo la solitudine instaurando dei legami forti tra noi, sfogandoci, ascoltandoci e costruendo qualcosa di importante tra noi. Cerchiamo di trarre dalla nostra unione la forza necessaria per rimettere in piedi la nostra vita.

Avete mai usato i numeri di telefono per poter parlare con qualcuno?

Messaggioda ClaudiaK » 01/05/2026, 14:59



Imothep ha scritto:Ragazzi vi faccio un esempio molto stupido di come siamo abituati a comportarci.
Guardate questo forum. Pochiessime persone, nonostante nei CSM ci sta la fila, dai privati ci sta la fila eppure qui siamo in pochi.


:mmm2: Come dice Dany, i forum spopolavano quando erano l'unica modalità di incontro e dialogo tra persone che non si frequentano nel reale; e venivano anche un po' fastidiosamente abusati da quella parte di utenza che in realtà non cercava dialogo tematico (quale che fosse la tematica del forum) nè contribuiva ad esso, perchè in realtà cercava compagnia e occasioni di allegria. (ricordo personalmente un forum a tematica professionale e anche molti forum a tematica psicologica che erano letteralmente infestati da nick che postavano solo per fare "i simpaticoni" e cercare nuove conoscenze da sviuppare nel reale e che erano poi l'anima dei famigerati "raduni").
Che piaccia o meno, i forum sono nati per essere tematici e per approfondire argomenti sulla tematica trattata, ed è questo che li ha sempre differenziati dalle chat.
POI, dopo, a partire da FB e proseguendo con le varie app social, ogni parte dell'utenza ha trovato la propria strada, e tutta quella (grande) parte di utenza che cercava "compagnia, occasioni di incontro nel reale, e chiacchiere disimpegnate" ha trovato che questi media fossero più consoni a soddisfare le loro aspettative, e c'è stato l'abbandono massivo dei forum.
(da notare, secondo me, che questa indubbia maggioranza di persone non è "stata creata" da app e social, bensì esisteva in natura e app e social non hanno fatto altro che soddisfare questa fascia di utenza, ma non è che l'abbiano creata).

Inoltre, come dice Ryan, penso che non tutte le problematiche in ambito psicologico siano di carattere psichiatrico o possano/debbano essere "medicalizzate". E ottimo l'esempio delle neurodivergenze portato da Ryan : moltissime neurodivergenze fondano addirittura su un QI notevolmente più alto della media! (Einstein potrebbe esserne un buon esempio) e "curarle" significherebbe stuprare una incantevole Sensibilità soggettiva in nome del forzoso (e criminale) appiattimento del genio nell'adattamento al comune (e più basso) "sentire" della massa.

In concreto: non trovo che l'utenza dei forum a sfondo psico sia sovrapponibile a quella dei Centri di Igiene Mentale e degli studi psichiatrici, se non in blanda percentuale.

Vero, poi, che "qui siamo in pochi", ma è anche vero che mantengano un buon successo altri forum a tema psico, in cui - però - l'interazione sulla tematica viene VALORIZZATA addirittura NON fornendo alcuna possibilità di contatto privato tra gli utenti, se non con l'avallo dell'amm.ne del forum, che così valuta il perchè si richieda il contatto diretto e fornisce il recapito dell'utente "cercato", che chiameremo Rosa, soltanto se Rosa vorrà avere contatto direttto con il richiedente contatto.
Può sembrare persino una vessazione, ma in realtà si rivela uno strumento efficacissimo per favorire che il forum assolva alla propria funzione di scambio tematico e non degeneri in "luogo di accalappiamento ad personam" (oltre ad evitare la famigerata creazione dei "branchi forumistici" che furono la prima causa di morte dei forum in cui questi prosperavano, e , soprattutto direi, ad evitare che la parte più sprovveduta dell'utenza possa cadere vittima dei pochi spregiudicati che vivono l'elenco dei nick come comoda "lista dei tonti" da poter manipolare dietro le quinte per propri scopi materiali e/o venali).
Il loro concetto è tanto semplice quanto limpido : se è vero che vuoi interloquire sul tema...lo puoi e lo devi fare SUL FORUM, che nasce proprio per permetterti di esporre le tue problematiche e per ragionare (se ti va) su quelle altrui. Tutto il resto è solo ad altissimo rischio di manipolazione personale di pochi a danno di tanti , e non porta alcun valore al forum (anzi ne sottrae tanto al forum).

Posso dirti qual è la più grande differenza che trovo tra questo Forum e tutti gli altri che ho frequentato?
E' che in tutti gli altri l'utente PARTE dalla spontanea descrizione di quello che ritiene essere il proprio problema e dalla descrizione della propria postura. Il che mi sembra il minimo sindacale per tentare un dialogo che speri di essere costruttivo.
Qui, invece, sono in pochissimissimi a farlo.
La media prevalente sembra esordire con un'autodiagnosi del tipo "sono tanto infelice perchè io sono molto sensibile e nella vita non incontro chi è come me o almeno mi capisce".
E già questo modo di esprimersi ha dentro la "diagnosi" inconsapevole della maggior parte del problema, che sarebbe "embè certo, se nel reale interagisci con la pretesa che siano gli altri a capire te le tue aspetattive e non sei MAI tu a cercare di leggere le aspettative altrui...pacifico che non possa instaurarsi nessun dialogo durevole!".
Se, poi e per schiantare definitivamente il dialogo già malposto, le risposte sono del tipo "ehhh...hai proprio ragione...anch'io lo vivo su di me...quanto siamo infelici!....! , O PEGGIO "certamente hai qualche trauma che ti porta a questo, e dovresti vederlo con l'aiuto di un "esperto"..."....scusate tutti, ma io mi chiedo a che cosa servirebbe un forum!

Ti faccio un esempio concreto, Imothep : tu hai recentemente descritto la tua amara delusione per un pomeriggio trascorso con un tuo conoscente/amico, in cui ti sei sentito non compreso, e quindi ancora più solo.
Dicevi soltanto che quell'amico ti avesse liquidato con una frase tipo "sì vabbè, ma tra adulti contano altre cose" e che anche lui ti sembrasse il tipo che non apprezza una passeggiata e che è tra i tanti che preferiscono andare in un locale per fare una chiacchierata davanti a un aperitivo o a una birra.
ORA : per se stesso questo tuo riassunto , in piena tua buona fede, sembra dire "tutto", ma in realtà non dice assolutamente NIENTE.
Forse sarebbe stato utile che qualcuno ti chiedesse di raccontare quel pomeriggio, del perchè è stato organizzato, del chi ha scelto di fare la passeggiata piuttosto che un altro intrattenimento, del cosa e perchè ci si è trovati a parlare tra voi, delle tue e sue azioni e reazioni nel corso di quel piccolo tempo passato insieme.
Solo in questo modo sarebbero potute emergere tanto le eventuali inadeguatezze del tuo accompagnatore, QUANTO tuoi eventuali limiti che possano aver reso poco interessante a lui la tua compagnia.
Non credi?
Ma direi del tutto pacifico che se tu riassumi come hai riassunto, e le uniche risposte cge ricevi sono del tipo "come ti capisco, anch'io soffro così" oppure "dovresti approfondire con un "esperto".... ovvio che il discorso si chiuda lì, e con un cosmico nulla di fatto, che oltretutto è dannoso per se stesso, fomentando solo il concetto che "vedi? è proprio così! lo dicono anche altri! E IO NON CI POSSO FARE NIENTE!"
Dove quella in maiuscolo è la conclusione (sconclusionata) che addirittura fa lievitare la solitudine e il senso di impotenza, e che NON ha nulla di vero.


Imothep ha scritto:Questo potrebbe essere un forum dove si potrebbero creare cose fantastiche.
I tipici gruppi dove si riuniscono le persone con lo stesso disturbo e se ne parla, cosa che fa molto bene.


Cose fantastiche dai forum io le ho viste fare, in effetti.
Sono accadute in tutti i forum in cui (anche grazie all'anonimato) hanno potuto incontrarsi NELLA SOSTANZA persone intellettualmente ONESTE e disponibili ad analizzare la propria realtà e a confrontarla con quella altrui. E tutto all'INTERNO dei forum.

Certo che fa molto bene analizzare il proprio problema (non necessariamente "disturbo" in senso psichiatrico) all'interno di un gruppo, ed è appunto quello che stavo dicendo appena sopra : i Forum nascerebbero proprio per questa funzione.
E' solo qui che io l'ho trovata ridotta ai minimi termini , e che poi, probabilmente, rende anche meno interessante il forum per le possibili new entries. Ma questo non dipende dal Forum, bensì dall'utenza e dalla sua vera voglia di mettersi in discussione, e non solo di cercare conferme pseudo consolatorie delle proprie mestizie.
Voglio dire : se si ha voglia di stabilire confronto-analisi-dialogo...il Forum basta e avanza; e se poi è l'utenza prevalente a seguire lo schemino in cui la richiesta è del tipo "mi sento giù perchè il mondo non mi capisce" e la risposta (del problema in alcun modo esposto e analizzato), è subito quella del tipo "quanto hai ragione! vita triste per chi è come noi!" (che poi, non essendosi esposti in alcun modo, non si capirebbe neanche dove poggi il "come noi") o PEGGIO del tipo "certo certo, ma dovresti approfondire privatamente con un "esperto"...e certo che non dipende nè dalla formula "forum" e nè dalla gestione di questo o quel forum in particolare.
Il gruppo di auto-aiuto è per sua natura il forum. E' parte dell'utenza che sembra non coltivarla (se non addirittura boicottarla)!

Se poi parli dei famigerati "raduni" dei tempi andati...bah...io dico solo che il fatto che non se ne organizzino praticamente più in nessun forum...qualcosa dovrà pur significare, o no?
  • 1

Odio le citazioni. Dimmi quello che hai capito TU.
ClaudiaK
Amico level sixteen
 
Stato:
Messaggi: 763
Iscritto il: 11/05/2024, 20:42
Località: italia
Genere: Femminile

Avete mai usato i numeri di telefono per poter parlare con qualcuno?

Messaggioda Senz'Ali » 04/05/2026, 9:10



Qualcuno non sa cosa siano i CSM?
Buon per lui.
Sono i centri di salute mentale.
Quelli pubblici gestiti dall'ASL di competenza.
È vero c'è la fila sono seguita anch'io siamo in tanti. Ma non siamo gente allegra che non vede l'ora di mangiarsi un gelato tutti insieme.
  • 1

Senz'Ali
Amico level one
 
Stato:
Messaggi: 24
Iscritto il: 29/04/2026, 16:00
Località: Italia
Genere: Femminile

Avete mai usato i numeri di telefono per poter parlare con qualcuno?

Messaggioda Imothep » 05/05/2026, 0:00



ORA : per se stesso questo tuo riassunto , in piena tua buona fede, sembra dire "tutto", ma in realtà non dice assolutamente NIENTE.
Forse sarebbe stato utile che qualcuno ti chiedesse di raccontare quel pomeriggio, del perchè è stato organizzato, del chi ha scelto di fare la passeggiata piuttosto che un altro intrattenimento, del cosa e perchè ci si è trovati a parlare tra voi, delle tue e sue azioni e reazioni nel corso di quel piccolo tempo passato insieme.

Ti posso rispondere che avevo chiesto io a lui di uscire per fare una passeggiata. Lui sa bene che odio i locali ma per far piacere anche a lui una volta si e una volta no ci vado. Voglio aggiungere che quando non mi prendo l'alcolico perché tengo problemi intestinali, mi devo pur sentir dire che porta sfiga fare il brindisi senza un altro alcolico.
  • 0

Imothep
Amico level nine
 
Stato:
Messaggi: 431
Iscritto il: 26/11/2020, 0:50
Località: Abruzzo
Citazione: Non lasciar mai nessuno da solo.
Genere: Maschile

Avete mai usato i numeri di telefono per poter parlare con qualcuno?

Messaggioda RyanTheNorthman » 05/05/2026, 11:43



Navigator63 ha scritto:da una parte ha senso ed è utile classificare sintomi e disturbi in un manuale di riferimento come il DSM, sia per gli specialisti (la scienza deve essere definita e classificata, altrimenti è aria fritta) che per un individuo che vuole capirsi meglio.


Certamente, ma un individuo può capirsi meglio anche senza che i suoi sentimenti, emozioni, modi di agire, pensare ecc. vengano considerati una malattia e quindi inseriti nel DSM; d'altra parte, una persona adhd, ad esempio, quando, con l'aiuto di un professionista, scopre di avere tale condizione, non viene indicata come malata mentale, mentre ciò accade a persone aventi altre condizioni (e non capirò mai il motivo di questo metodo "discriminatorio" e mai lo accetterò). Perciò sì, la scienza deve essere definita e classificata, ma non è necessario mettere tutto sul patologico.

Navigator63 ha scritto:La persona dovrebbe sempre essere tenuta al centro dello sguardo, ed il resto come ausilio. Se alcuni specialisti non lo fanno ed applicano il DSM rigidamente, è colpa loro e non del DSM.


Io direi che molti professionisti, soprattutto nella sanità pubblica, non lo fanno e tendono ad attenersi al DSM; il CPS (servizio territoriale italiano di salute mentale rivolto agli adulti che offre visite psichiatriche, psicoterapie, riabilitazione e supporto sociale) ne è un esempio lampante, oltre al fatto che chi, come me, ci è stato, può constatare la pessima qualità ed efficienza del servizio offerto.

Navigator63 ha scritto:Ma, d'altra parte, disturbi e malattie mentali esistono, per cui vanno riconosciute e definite. Altrimenti sarebbe il caos - per dottori e pazienti.


Aldilà del fatto che reputo il concetto di "malattia mentale" piuttosto impegnativo, complesso da definire con precisione, nonché mal interpretato e abusato da molti, ripeto, tante delle condizioni elencate nel DSM (sempre secondo il mio punto di vista) non sono patologie/disturbi/malattie, bensì dei modi di essere, delle personalità a sé stanti.
Come ho detto, non entrerò nei dettagli di questo argomento, poiché vorrei evitare di creare un ulteriore dibattito (o anche provocare eventuali scontri), oltretutto su una cosa non collegata all’argomento del thread.

Navigator63 ha scritto:E non dimentichiamo che il DSM è sempre in evoluzione.


Io infatti spero che evolva, in un futuro non troppo lontano.

Navigator63 ha scritto:Si tendeva anche a curare con le sanguisughe o con l'elettroshock. Non prenderei il passato come esempio di "alta medicina" :rolleyes:
Semplicemente le patologie mentali non erano ancora ben comprese.


Perdonami, forse non mi sono spiegato bene. Intendevo che proprio dal XIX secolo, in concomitanza con i primi grandi progressi in scienza e medicina, è iniziato questo fenomeno di patologizzazione generale; prima di allora, non era diffuso.

Navigator63 ha scritto:hai considerato che forse la tua visione dell'argomento è influenzata dalle tue paure...? :) (la paura è umana ma annebbia la mente :dunno: )


Riguardo questo tema, non ho affatto paura (e non vedo perché dovrei averne). Ho una terapeuta che non tende a fare molto affidamento sul DSM né è alla costante ricerca di patologie; se così non fosse stata, avrei prontamente interrotto il percorso senza alcun problema o senso di colpa.
  • 1

Avatar utente
RyanTheNorthman
Amico level eight
 
Stato:
Messaggi: 389
Iscritto il: 15/01/2025, 23:26
Località: Lombardia
Citazione: “Tutti conosciamo la versione di Cappuccetto Rosso e nessuno conosce quella del lupo. Forse ci parlerebbe di solitudine e di orgoglio, di lune favolose e di boschi cancellati dagli uomini”
Genere: Maschile

Avete mai usato i numeri di telefono per poter parlare con qualcuno?

Messaggioda Navigator63 » 05/05/2026, 17:59



RyanTheNorthman ha scritto:un individuo può capirsi meglio anche senza che i suoi sentimenti, emozioni, modi di agire, pensare ecc. vengano considerati una malattia e quindi inseriti nel DSM

Io direi che alcuni sì, altri no (non prenderti a modello; siamo tutti diversi :) ).
Quindi per alcuni una classificazione stile DSM potrebbe essere utile.

Conosco anche persone che traggono sollievo dal poter definire il proprio stato come malattia :???:
Probabilmente gli funziona come spiegazione / giustificazione / riconoscimento.

Perciò sì, la scienza deve essere definita e classificata, ma non è necessario mettere tutto sul patologico.

Assolutamente :coolok:
Ma alcune cose SONO patologiche (p.es. le psicosi). Poi è chiaro che le definizioni possono variare nel tempo; non stiamo parlando di molecole.

Io infatti spero che evolva, in un futuro non troppo lontano.

Siamo al DSM V... evidentemente si è già evoluto parecchio (*), e continuerà a farlo.
Questo è uno dei punti di forza della scienza; col tempo, riconosce i suoi errori e si evolve.

(*) L'omosessualità era considerata malattia mentale fino al DSM II. Questo è cessato nel 1987 col DSM III-R.

Intendevo che proprio dal XIX secolo, in concomitanza con i primi grandi progressi in scienza e medicina, è iniziato questo fenomeno di patologizzazione generale; prima di allora, non era diffuso.

Ok.
Ma forse prima di allora non lo facevano semplicemente perché... di malattie (mentali) ci capivano poco o niente. :rolleyes:
(poi sono d'accordo che la patologizzazione è un errore)

Riguardo questo tema, non ho affatto paura

Mi è parso - magari sbagliando - che tu abbia paura di non essere capito, o di essere giudicato a sproposito, o di venire incompreso / non riconosciuto per come sei. Cioè di non essere "visto" nella tua identità. :dunno:
  • 0

Il mio Blog "Psicofelicità": https://psicofelicita.blogspot.com/

Winners find a way, losers find an excuse.
Avatar utente
Navigator63
Amico Top Level
 
Stato:
Messaggi: 1721
Iscritto il: 21/07/2014, 1:29
Località: Torino
Citazione: Non possiamo scegliere cosa ci accade, ma possiamo sempre scegliere come reagire a ciò che ci accade.
Genere: Maschile

Avete mai usato i numeri di telefono per poter parlare con qualcuno?

Messaggioda ClaudiaK » 06/05/2026, 8:07



Imothep ha scritto:Ti posso rispondere che avevo chiesto io a lui di uscire per fare una passeggiata. Lui sa bene che odio i locali ma per far piacere anche a lui una volta si e una volta no ci vado. Voglio aggiungere che quando non mi prendo l'alcolico perché tengo problemi intestinali, mi devo pur sentir dire che porta sfiga fare il brindisi senza un altro alcolico.


Ecco, vedi? Basta qualche dettaglio in più, e già si delineano le prime verosimili criticità di questa compagnia.
Criticità a cui si può ovviare , se le si focalizza.

Mi permetto di esporre quel che ci vedo io, ok?

Io ci vedo due uomini soli che, nel tentativo di darsi manforte per uscire dalla solitudine, finiscono per viverla ancora più acutamente, perchè... restano soli anche quando sono insieme; anzi : restano ancora più soli di prima, dal momento che insieme sperimentano la non-comunicazione e la reciproca "sopportazione".

Tu che a volte tolleri i suoi locali, lui che a volte tollera le tue passeggiate, te che te la prendi seria per una battuta classica quanto banale, come quella che brindare senza alcol porti sfiga... E ancora mancano gli argomenti di dialogo e il modo di affrontarli, che però non è difficilissimo immaginare fossero nel segno della rassegnata mestizia.

Il primo aspetto che a me dà all'occhio è una sorta di rigidità mentale di ognuno dei due, che già si manifesta nella scelta del cosa fare insieme.
Intendo dire che le cose da poter fare insieme sono un'infinità (andare a vedersi un bel film in un multisala; magari anche tipo Zalone, che non fa mai male; andare a vedersi una fiera, una mostra d'arte o merceologica, uno spettacolo teatrale, una sagra di paese, un concerto, la presentazione di un libro, l'inaugutazione di una nuova attività commerciale; andare a farsi un giro in un outlet , andare a seguire una manifestazione sportiva; andare ad informarsi per un "corso veloce" da valutare a scopo prettamente ludico , dal corso di cucina giurmet a quello di ballo; e si potrebbe continuare a lungo, valutando le varie iniziative che si offrono già solo tra il proprio luogo di residenza e la città più vicina. Questo solo per dire che, con un briciolo di curiosità rivolto a quanto ci circonda, sicuramente è possibile svariare in modo simpatico e pur senza vivere il "sacro fuoco" di nessuna passione in particolare.

Chiaro che se il ventaglio si riduce a "andiamo in un pub" oppure "andiamo a farci una passeggiata" ...le possibilità di scarso entusiasmo dinanzi alla proposta (quale che sia delle due) diventa molto elevata.
Che poi...(solo mio punto di vista, per carità) lo "andiamo in un locale" quasi sempre risponde a due speranze classiche, che sono quella di poter chiacchierare comodamente con una persona che troviamo piacevole, oppure (o anche) quella di trovarsi in un ambiente in cui è anche possibile fare nuove conoscenze in semplicità e leggerezza.
Quella che io (limite mio grandissimo?) non capisco proprio è "la passeggiata" soprattutto da adulti; qui sono rigidissima io, senza dubbio, ma...a meno che non si tratti di fare insieme una camminata sportiva/fitness o la camminata finalizzata a vedere cose insieme (tipo l'andar per vetrine in centro) ...trovo che se la passeggiata è a scopo meditativo/contemplativo si fa meglio da soli, e se, invece, è a scopo di dialogo...sia la forma più scomoda e surreale con cui tentarlo. Come già dicevo in altro 3D...boh...l'idea che due camminino fianco a fianco per "parlare" senza guardarsi in faccia...a me fa ridere.

In secundis : quale che sia la forma dell'incontro con l'altro...scusa Imothep, ma...neanche si può vivere come "attentato alla propria personalità" una battuta popolare e classica come "brindare senza alcol porta sfiga".

Sintesi (mia) : con un pizzico di fantasia in più e uno di permalosità in meno...forse forse è molto più semplice riuscire a passare insieme un pomeriggio piacevole per entrambi. E si tratta di "elasticità" a livelli basic, che però è la stessa che...meno frequenti gente e più si atrofizza.
  • 0

Odio le citazioni. Dimmi quello che hai capito TU.
ClaudiaK
Amico level sixteen
 
Stato:
Messaggi: 763
Iscritto il: 11/05/2024, 20:42
Località: italia
Genere: Femminile

Avete mai usato i numeri di telefono per poter parlare con qualcuno?

Messaggioda ClaudiaK » 06/05/2026, 12:15



RyanTheNorthman ha scritto:dal XIX secolo, in concomitanza con i primi grandi progressi in scienza e medicina, è iniziato questo fenomeno di patologizzazione generale; prima di allora, non era diffuso.


:bookread: Sì e anche no.
I manuali di diagnostica e terapia sono sempre esistiti in ambito medico (il sacro "Roversi" dagli Anni 40, ma c'erano precedenti).
In Psichiatria cambia un po' tutto, ma ciò deriva proprio dall'evoluzione della Psichiatria come specialità MEDICA che...non solo vede istituita la prima Catteedria di Psichiatria, in Italia, solo a fine 800...,ma soprattutto vede la Psichiatria nascere come scienza applicata all'organo meno conosciuto del corpo umano (cervello e sistema nervoso).

Il DSM, infatti, nasce come primo manuale diagnostico negli Anni '50 del secolo scorso, e non solo nasce su una anatomia e fisiologia organiche che sono ai primi albori, ma soprattutto - questa è storia, non mia opinione - nasce sulla scorta delle classificazioni utilizzate dai Militari durante la seconda guerra mondiale.
Agevolmente immaginabile, quindi, che quasi tutto ciò che si discostasse rispetto al contegno del "soldato modello" rischiasse di essere considerato psichiatricamente deviante nel senso di "malato".
Inoltre c'è che, in mancanza di sufficiente conoscenza di anatomia e fisiologia del cervello...ebbe campo sterminato la psicoanalisi con le sue teorie mai dimostrate scientificamente, e che tutto pretendeva di leggere in chiave di "mal-adattamento psichico da presunti traumi o condizionamenti pregressi".

L'attuale DSM...si potrebbe dire che non è neanche lontano parente del primo.
Beneficia, solo grazie alle Neuroscienze, di una conoscenza sempre più approfondita del cervello, del sistema nervoso, e delle loro interazioni con l'intero organismo umano (ma anche animale).
Beneficia, grazie a libertà e democrazia, della consapevolezza che si può essere diversi senza per questo essere "disturbati mentali".
Ha del tutto abbandonato l'approccio teorico, insieme al culto della psicoanalisi.
E fonda la classificazione sul rilievo di precisi sintomi , mentre si avvale della valutazione dei parametri organici quanto meno per fare corretta diagnosi differenziale rispetto a patologie organiche che possano produrre effetti simili a quelli di disturbi psichiatrici.
  • 1

Odio le citazioni. Dimmi quello che hai capito TU.
ClaudiaK
Amico level sixteen
 
Stato:
Messaggi: 763
Iscritto il: 11/05/2024, 20:42
Località: italia
Genere: Femminile

Avete mai usato i numeri di telefono per poter parlare con qualcuno?

Messaggioda Imothep » 09/05/2026, 13:49



ClaudiaK ha scritto:
Imothep ha scritto:Ti posso rispondere che avevo chiesto io a lui di uscire per fare una passeggiata. Lui sa bene che odio i locali ma per far piacere anche a lui una volta si e una volta no ci vado. Voglio aggiungere che quando non mi prendo l'alcolico perché tengo problemi intestinali, mi devo pur sentir dire che porta sfiga fare il brindisi senza un altro alcolico.


Ecco, vedi? Basta qualche dettaglio in più, e già si delineano le prime verosimili criticità di questa compagnia.
Criticità a cui si può ovviare , se le si focalizza.

Mi permetto di esporre quel che ci vedo io, ok?

Io ci vedo due uomini soli che, nel tentativo di darsi manforte per uscire dalla solitudine, finiscono per viverla ancora più acutamente, perchè... restano soli anche quando sono insieme; anzi : restano ancora più soli di prima, dal momento che insieme sperimentano la non-comunicazione e la reciproca "sopportazione".

Tu che a volte tolleri i suoi locali, lui che a volte tollera le tue passeggiate, te che te la prendi seria per una battuta classica quanto banale, come quella che brindare senza alcol porti sfiga... E ancora mancano gli argomenti di dialogo e il modo di affrontarli, che però non è difficilissimo immaginare fossero nel segno della rassegnata mestizia.

Il primo aspetto che a me dà all'occhio è una sorta di rigidità mentale di ognuno dei due, che già si manifesta nella scelta del cosa fare insieme.
Intendo dire che le cose da poter fare insieme sono un'infinità (andare a vedersi un bel film in un multisala; magari anche tipo Zalone, che non fa mai male; andare a vedersi una fiera, una mostra d'arte o merceologica, uno spettacolo teatrale, una sagra di paese, un concerto, la presentazione di un libro, l'inaugutazione di una nuova attività commerciale; andare a farsi un giro in un outlet , andare a seguire una manifestazione sportiva; andare ad informarsi per un "corso veloce" da valutare a scopo prettamente ludico , dal corso di cucina giurmet a quello di ballo; e si potrebbe continuare a lungo, valutando le varie iniziative che si offrono già solo tra il proprio luogo di residenza e la città più vicina. Questo solo per dire che, con un briciolo di curiosità rivolto a quanto ci circonda, sicuramente è possibile svariare in modo simpatico e pur senza vivere il "sacro fuoco" di nessuna passione in particolare.

Chiaro che se il ventaglio si riduce a "andiamo in un pub" oppure "andiamo a farci una passeggiata" ...le possibilità di scarso entusiasmo dinanzi alla proposta (quale che sia delle due) diventa molto elevata.
Che poi...(solo mio punto di vista, per carità) lo "andiamo in un locale" quasi sempre risponde a due speranze classiche, che sono quella di poter chiacchierare comodamente con una persona che troviamo piacevole, oppure (o anche) quella di trovarsi in un ambiente in cui è anche possibile fare nuove conoscenze in semplicità e leggerezza.
Quella che io (limite mio grandissimo?) non capisco proprio è "la passeggiata" soprattutto da adulti; qui sono rigidissima io, senza dubbio, ma...a meno che non si tratti di fare insieme una camminata sportiva/fitness o la camminata finalizzata a vedere cose insieme (tipo l'andar per vetrine in centro) ...trovo che se la passeggiata è a scopo meditativo/contemplativo si fa meglio da soli, e se, invece, è a scopo di dialogo...sia la forma più scomoda e surreale con cui tentarlo. Come già dicevo in altro 3D...boh...l'idea che due camminino fianco a fianco per "parlare" senza guardarsi in faccia...a me fa ridere.

In secundis : quale che sia la forma dell'incontro con l'altro...scusa Imothep, ma...neanche si può vivere come "attentato alla propria personalità" una battuta popolare e classica come "brindare senza alcol porta sfiga".

Sintesi (mia) : con un pizzico di fantasia in più e uno di permalosità in meno...forse forse è molto più semplice riuscire a passare insieme un pomeriggio piacevole per entrambi. E si tratta di "elasticità" a livelli basic, che però è la stessa che...meno frequenti gente e più si atrofizza.


Io sono il tipo che ama fare tutto e lo si può decidere anche un minuto prima. Ferragosto deciso in 30 minuti e a 4 ore di macchina.
Sul fatto della passeggiata, ti dico che da noi è tradizione perché siamo gente che abbiamo il mare e la sera anche l'operaio che torna dalla fabbrica si fa la passeggiata. Vedi sempre gente in giro. Non come al nord che ci si chiude nei locali e solo il fine settimana vedi la gente fuori che sempre sta davanti ai locali.
Sai per me mancano molti valori e più si va su in Italia e più peggiorano. Perché almeno da noi ci sono persone che anche in gruppo le vedi passeggiare per il corso e chiacchierare ma quando vado già a Bologna la gente esce per fare da un locale all'altro.
  • 0

Imothep
Amico level nine
 
Stato:
Messaggi: 431
Iscritto il: 26/11/2020, 0:50
Località: Abruzzo
Citazione: Non lasciar mai nessuno da solo.
Genere: Maschile

Avete mai usato i numeri di telefono per poter parlare con qualcuno?

Messaggioda ClaudiaK » 09/05/2026, 17:47



Imothep ha scritto:Io sono il tipo che ama fare tutto e lo si può decidere anche un minuto prima. Ferragosto deciso in 30 minuti e a 4 ore di macchina.


Ami fare tutto...eppure una cosa che piace a quasi tutti (andare per locali) tu la detesti.

Imothep ha scritto: Sul fatto della passeggiata, ti dico che da noi è tradizione perché siamo gente che abbiamo il mare e la sera anche l'operaio che torna dalla fabbrica si fa la passeggiata. Vedi sempre gente in giro. Non come al nord che ci si chiude nei locali e solo il fine settimana vedi la gente fuori che sempre sta davanti ai locali.
Sai per me mancano molti valori e più si va su in Italia e più peggiorano. Perché almeno da noi ci sono persone che anche in gruppo le vedi passeggiare per il corso e chiacchierare ma quando vado già a Bologna la gente esce per fare da un locale all'altro.


Imothep... :) ...se tu vivi in Abruzzo sulla costa, considerando che la costa abruzzzese è lunga 133 km, è sicuro che io vivo in una cittadina che non si può trovare a più di 150 km dalla tua, e come sai...tutte le città e cittadine che si trovano su questa costa , a partire da Villa Rosa di Martinsicuro e per finire a San Salvo Marina, hanno caratteristiche pressochè identiche tra loro e anche molto simili a quelle delle cittadine costiere delle Marche, almeno fino al Conero, e di quelle costiere di Molise e Puglia, almeno fino al Gargano.
Questo per dirti che vivo anche su di me la bellezza di una riviera baciata dal clima temperato e allietata dalla eterna magìa del mare, ma è pur vero che non c'è riviera di cittadina costiera che non pulluli di locali (anche molto belli) che quando io ero bambina erano solo stabilimenti balneari aperti soltanto da giugno a settembre; così come è vero che tutti questi locali sono stati la risposta al gradimento della "movida" (anche nel senso più tranquillo del termine) da parte di un pubblico di ogni età che si è accresciuto di anno in anno. E poi...a dirla tutta...meravigliosa la riviera sempre e anche godibilissima nelle belle mattinate d'inverno, ma insomma...malgrado il clima temperato...l'inverno resta inverno e la tramontana resta tramontana, per cui...prima che ci fossero locali aperti tutto l'anno...le riviere d'inverno risultavano desertificate dal freddo.
Ma, a parte i fattori climatici, quello che sto cercando di dirti è che tu, secondo me, sottovaluti enormemente il "portato relazionale" di quella che per brevità chiamo "movida" , e cioè che un mare di persone amano i luoghi di ritrovo non solo per degustare comodamente una bevanda o un cibo, ma soprattutto perchè sono sempre luoghi di possibile aggregazione, in cui magari si entra da soli o in due amici, e poi ci si ritrovano per caso persone che già si conoscevano e con si può riprendere contatto, o anche perfetti sconosciuti con cui un nuovo contatto simpatico può nascere anche dallo scambio di battute sulla qualità del caffè servito...
E dunque, sempre secondo me, questo tuo detestare i locali è molto più significativo e molto più determinante di quanto sembri considerarlo tu.
  • 1

Odio le citazioni. Dimmi quello che hai capito TU.
ClaudiaK
Amico level sixteen
 
Stato:
Messaggi: 763
Iscritto il: 11/05/2024, 20:42
Località: italia
Genere: Femminile

Avete mai usato i numeri di telefono per poter parlare con qualcuno?

Messaggioda Imothep » 11/05/2026, 20:36



ClaudiaK ha scritto:
Imothep ha scritto:Io sono il tipo che ama fare tutto e lo si può decidere anche un minuto prima. Ferragosto deciso in 30 minuti e a 4 ore di macchina.


Ami fare tutto...eppure una cosa che piace a quasi tutti (andare per locali) tu la detesti.

Imothep ha scritto: Sul fatto della passeggiata, ti dico che da noi è tradizione perché siamo gente che abbiamo il mare e la sera anche l'operaio che torna dalla fabbrica si fa la passeggiata. Vedi sempre gente in giro. Non come al nord che ci si chiude nei locali e solo il fine settimana vedi la gente fuori che sempre sta davanti ai locali.
Sai per me mancano molti valori e più si va su in Italia e più peggiorano. Perché almeno da noi ci sono persone che anche in gruppo le vedi passeggiare per il corso e chiacchierare ma quando vado già a Bologna la gente esce per fare da un locale all'altro.


Imothep... :) ...se tu vivi in Abruzzo sulla costa, considerando che la costa abruzzzese è lunga 133 km, è sicuro che io vivo in una cittadina che non si può trovare a più di 150 km dalla tua, e come sai...tutte le città e cittadine che si trovano su questa costa , a partire da Villa Rosa di Martinsicuro e per finire a San Salvo Marina, hanno caratteristiche pressochè identiche tra loro e anche molto simili a quelle delle cittadine costiere delle Marche, almeno fino al Conero, e di quelle costiere di Molise e Puglia, almeno fino al Gargano.
Questo per dirti che vivo anche su di me la bellezza di una riviera baciata dal clima temperato e allietata dalla eterna magìa del mare, ma è pur vero che non c'è riviera di cittadina costiera che non pulluli di locali (anche molto belli) che quando io ero bambina erano solo stabilimenti balneari aperti soltanto da giugno a settembre; così come è vero che tutti questi locali sono stati la risposta al gradimento della "movida" (anche nel senso più tranquillo del termine) da parte di un pubblico di ogni età che si è accresciuto di anno in anno. E poi...a dirla tutta...meravigliosa la riviera sempre e anche godibilissima nelle belle mattinate d'inverno, ma insomma...malgrado il clima temperato...l'inverno resta inverno e la tramontana resta tramontana, per cui...prima che ci fossero locali aperti tutto l'anno...le riviere d'inverno risultavano desertificate dal freddo.
Ma, a parte i fattori climatici, quello che sto cercando di dirti è che tu, secondo me, sottovaluti enormemente il "portato relazionale" di quella che per brevità chiamo "movida" , e cioè che un mare di persone amano i luoghi di ritrovo non solo per degustare comodamente una bevanda o un cibo, ma soprattutto perchè sono sempre luoghi di possibile aggregazione, in cui magari si entra da soli o in due amici, e poi ci si ritrovano per caso persone che già si conoscevano e con si può riprendere contatto, o anche perfetti sconosciuti con cui un nuovo contatto simpatico può nascere anche dallo scambio di battute sulla qualità del caffè servito...
E dunque, sempre secondo me, questo tuo detestare i locali è molto più significativo e molto più determinante di quanto sembri considerarlo tu.


Adesso riusciamo che siamo pure vicini.
Guarda io nei locali ci lavoro pure e non mi piacciono per andare a bere. Se mi dici di andare a mangiare una pizza ci sto. Il bere l'alcolico la vedo una cosa malinconica. Io per 6 anni con la mia ex invece di chiuderci nei locali e spendere li i soldi, abbiamo girato in lungo e largo.
In più ci sta la mia tanta insicurezza, che quando entri in un locale si attiva ancora di più.
Calcola che io lavoro con le persone. Molti dicono che la tecnica dell'esposizione all'ansia può guarire, ma con me non ha effetto.
  • 1

Imothep
Amico level nine
 
Stato:
Messaggi: 431
Iscritto il: 26/11/2020, 0:50
Località: Abruzzo
Citazione: Non lasciar mai nessuno da solo.
Genere: Maschile

PrecedenteProssimo

Torna a Forum di aiuto sulla Solitudine, Abbandono, Vergogna e Senso di Colpa

Chi c’è in linea in questo momento?

Visitano il forum: Nessuno e 6 ospiti

Reputation System ©'