Disperazione, il mio migliore amico mi ha abbandonato

Quante volte ci lasciamo attraversare istintivamente da vergogna e senso di colpa?
In quanti siamo stati abbandonati? In quanti ci ritroviamo oggi completamente soli? In quanti possiamo dire di avere tanti amici quando sorridiamo, ma nessuno accanto quando piangiamo? ...Forse abbiamo qualcosa in comune.
Abbattiamo la solitudine instaurando dei legami forti tra noi, sfogandoci, ascoltandoci e costruendo qualcosa di importante tra noi. Cerchiamo di trarre dalla nostra unione la forza necessaria per rimettere in piedi la nostra vita.

Disperazione, il mio migliore amico mi ha abbandonato

Messaggioda J_din » 18/10/2020, 0:40



Buonasera, prima di tutto mi scuso per eventuali errori ortografici e di battitura o per una forma incomprensibile o anche per la lunghezza del post, è l'una di notte e sento la necessità di parlare di quello che mi sta succedendo a qualcuno, ma è la prima volta che scrivo su un forum pubblico.
Cercherò di dire tutto ciò che sento in maniera onesta, quindi vi chiedo di non giudicarmi.
Sono un ragazzo di 21 anni che studia all'università, sono uno dei migliori studenti lì (non prendetelo come un'affermazione arrogante, cerco solo di essere oggettivo nei pregi e nei difetti) ma a parte questo non ho molte altre abilità.
La mia più grande mancanza (o almeno così percepisco) è tutto ciò che ha a che fare con lo sport (non so giocare a nessuno sport, ho una massa muscolare misera e poca forza) e questa situazione mi attanaglia da qualche anno.
Non sono bravo a farmi degli amici, dato che, pur essendo una persona socievole, sono anche molto introverso e selettivo, dunque rimangono davvero poche le persone con cui poter instaurare un rapporto di amicizia.

All'università ho conosciuto un ragazzo, con cui mi sono trovato davvero benissimo e sono riuscito a instaurare un bellissimo rapporto e percepivo che per lui era lo stesso. A un certo punto abbiamo deciso di prendere casa insieme, così il nostro rapporto si è stretto ulteriormente. Nei primi tempi io gli sono stato molto vicino (insieme ad un'altra ragazza che faceva parte del nostro gruppo di amici) dato che lui aveva seri problemi con la sua fidanzata, che si era comportata in maniera scorretta con lui e non riusciva a superarla.
Lui mi ha ringraziato numerose volte di quello che hp fatto, ma per me è stato davvero un piacere, ho sempre fatto tutto solo per amicizia.

Con il passare del tempo, ho iniziato a confidare a questo mio amico (d'ora in poi mi riferirò a lui come X per essere più breve) tutte le mie insicurezze sul mio fisico e sulla mia sportività e lui ha cercato di aiutarmi, ma io all'inizio non volevo farmi trascinare perché credevo che avrei fallito a priori e che sarei stato ancora più male.
Quest'anno ero finalmente riuscito a iniziare un percorso in palestra (la quale si trova nel garage della casa in affitto) e una dieta e lui mi avrebbe aiutato in tutto questo, dato che non potevo ricorrere a un personal trainer per via del Covid.

Tuttavia la situazione è crollata quando ho avuto una discussione con il proprietario di casa, generata da una diversa visione delle cose riguardo all'impatto che il Covid ha sulla salute (non entro nel merito, perché perderei troppo tempo) in cui lui ha lanciato provocazioni che mi hanno indotto ad alzare i toni e così lui ha deciso di cacciarmi di casa.
X ha autonomamente deciso di lasciare casa con me se il proprietario non avesse cambiato idea.

Dopo che X ha comunicato al proprietario la sua idea, lui ha deciso che si poteva tentare con una doppia (in modo da non perdere X, ma sperando che non avremmo accettato).
All'inizio lui sembrava entusiasta all'idea, mentre io ero scettico sapendo che ciascuno di noi acrevve avuto bisogno dei propri spazi, ma il giorno dopo (sarebbe a dire oggi) mi scrive un messaggio in cui comunica di aver passato una notte insonne con l'idea di suicidarsi causata dal troppo impegno nel risolvere i miei problemi e dopo un'analisi attenta è giunto alla conclusione che forse ha fatto tutto questo perché provava pietà per me e non per un sincero sentimento di amicizia, affermando che questa non è una chiusura definitava del rapporto, ma che sarà improbabile la ricostruzione e condizione necessaria sarà la risoluzione dei miei problemi.

In questo periodo io stavo cominciando a vedere dei progressi in palestra e stavo finalmente iniziando a sentirmi un pochino più sicuro sulla questione, così ho provato a parlargliene, dicendogli anche che per me non era necessario che continuasse ad aiutarmi (nonostante lo avesse promesso) ma in questo periodo avevo bisogno solo drlla sua presenza.
Lui ha insistito che dopo la riflessione della notte precedente, è arrivato a delle conclusioni che renderanno tutto difficile, ecc...
Dopo molti giri di parole (lui si rende molto teatrale in questi casi) ho preferito arrivare al nocciolo della questione e chiedere qual è il vero problema.
Lui afferma che ha paura che non ci sia mai stato un vero sentimento di amicizia da parte sua, ma solo un impulso di aiuto.
Al che mi sono mostrato risoluto (e forse lo ero davvero in quel momento) e gli ho detto che se è così poteva avere ragione e doveva chiudere i rapporti, provocandogli una reazione di pianto.
Lì non ho capito più nulla, perché per come la vedo io se non tieni a una persona non hai lo stimolo di pianto nel momento in cui la abbandoni e lui ha risposto dicendo che sarebbe stato del tutto tranquillo se fossi stato io a tagliare i rapporti e se a me non fosse fregato nulla.

Lui ha sottolineato che non è una vera chiusura dei rapporti, perché non me lo merito, anzi mi meriterei di risolvere tutti i miei problemi, ma che non sarà facile ricostruirli e che l'unica soluzione possibile è un allontanamento a tempo indeterminato, soluzione che non sono disposto ad accettare.

Alla fine della chiamata mi sono sentito tranquillo, convinto che sarebbe passata e che avrei potuto dedicarmi alle poche persone rimaste (la mia famiglia e la mia migliore amica), ma ora sto tremando, non riesco a dormire e non so come farò a studiare nei prossimi giorni, non posso accettare che questo rapporto finisca in questo modo, proprio ora che avevo iniziato a superare i miei scogli. Magari un giorno penserò a tutta questa storia come una stupidaggine e mi sentirò un idiota per aver perso tempo dietro a una persona che afferma di non tenere a me in modo onesto, ma ora non so come farò a superare un abbandono simile, dovro tornare a seguire le lezioni nella mia città natale (didattica a distanza) e non potrò nemmeno continuare con il percorso in palestra, quindi ho perso tutto ciò che di più contava nella mia università e solo a causa di incompatibilità con il proprietario.

Non ho alcuna intenzione di ricorrere al suicidio, perché implicherebbe far soffrire delle persone che non lo meritano (non mi riferisco a X chiaramente), ma allo stesso tempo mi sembra che sia l'unica soluzione e che non riuscirò mai ad avere altri rapporti di amicizia appaganti con persone che hanno cose in comune con me; so che non ne varrebbe la pena e che dovrei accettare la decisione e cercare altri amici in futuro, magari alla magistrale, ma è una situazione davvero dolorosa anche per tutto il contorno dato che mi sono ritrovato ad essere sfrattato solo per una discussione accesa.

So che il mio post può essere pieno di buchi (per chiarimenti chiedete pure, ho cercato di sintetizzare al massimo), so di non essere bravo con le parole, ma spero che voi possiate darmi un'opinione onesta di come dovrei reagire, se cercare di chiarire di persona o dimenticare totalmente questa storia.

Ho davvero bisogno del vostro aiuto, ogni commento è ben accetto.

Ora proverò ad andare a dormire

Buonanotte
J_din
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Disperazione, il mio migliore amico mi ha abbandonato

Messaggioda crociato » 18/10/2020, 10:10



Sarà anche per lui un periodo di stress
Dimostragli ma soprattutto dimostra a te stesso di saper camminare con le tue gambe: continua il percorso e continua a prendere sicurezza
Nel frattempo dagli spazio e tempo senza insistere
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Messaggioda germano » 18/10/2020, 17:38



J_din ha scritto:Lui afferma che ha paura che non ci sia mai stato un vero sentimento di amicizia da parte sua, ma solo un impulso di aiuto.

Beh.... insomma, dai.... anche tu hai le tue colpe: hai un po' esagerato a trattarlo come uno psicologo!
Da una parte è giusto che ci si supporti moralmente nei momenti di bisogno, ma dall'altra nemmeno bisogna trasformare l'amicizia in un rapporto "psichiatra-paziente".
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Messaggioda Adamas » 18/10/2020, 19:38



Ciao, leggendo il tuo intervento ho avuto la sensazione che il tuo amico possa essere stato influenzato nella sua decisione. Pensi sia possibile che qualcuno lo abbia fatto riflettere che stava sacrificandosi troppo per te e che lui sia combattuto al riguardo?
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