DanyDuck ha scritto: proprio il mese scorso ho partecipato ad una conferenza dove si discuteva del Cyber controllo e quindi anche della AI che serve a capire forse più di ogni altra cosa quello di cui abbiamo bisogno (questo perchè tutte le domande che gli facciamo vengono tracciate), la discussione poi si concludeva con un inquietante interrogativo, ovvero la prossima generazione di nativi che crescerà direttamente con l'AI di fatto potrebbe essere un'umanità abituata a non pensare perchè ci penserà direttamente l'Intelligenza Artificiale per loro, con poi naturalmente tutte le possibili conseguenze positive o negative del caso...
In effetti questo è uno dei pericoli più temuti.
Eppure (almeno per il mio grado di utilizzo attuale dell'AI) è uno dei pericoli che (certamente potendo sbagliare io) mi sembrano meno realistici.
Perchè? (Ditemi se sbaglio)
Perchè parto dal principio che qualunque interrogativo che ci poniamo funzioni, nello schema, come una "ricerca" scolastica o (meglio ancora) una tesi di laurea.
Anzi

la tesi di laurea di presta proprio benissimo, dal momento che è sempre esistito il pigro o incapace che la tesi la scopiazza da qualche altra vecchia tesi già discussa, oppure paga chi gliela fa.
Lo studente serio e capace, invece, la tesi la fa; e la fa nel perfetto spirito ed entusiasmo dell'intellettuale onesto che SA benissimo quanto sia essenziale conoscere ciò che è già acquisito nel percorso del Pensiero Umano, per ricavarne una propria lettura PERSONALE (e che auspicabilmente apporti un altro millimetro RIGOROSAMENTE PENSATO sulla scorta del già noto e acquisito).
In concreto: quale che sia il tema della ricerca o della tesi, O ci curiamo di
conoscere e riflettere quanto è già acquisito e su questa base maturiamo la nostra conclusione, OPPURE facciamo i "peracottari" del copia-incolla, caratteristici per avere le mitiche "poche idee ma confuse", solo fastidiose quando non involontariamente comiche.
EBBENE : l'AI, su qualunque tema, ci rende la sintesi e la "bibliografia" di rilievo sul nostro tema; poi ci evidenzia le sempre (e sempre più frequenti) divergenze tra "scuole di pensiero"; e inoltre ci stimola a chiedere a quali approfondimenti siamo particolarmente interessati, ancora una volta fornendoci la sintesi e la "bibliografia di riferimento".
In tutto questo, a mio sommesso modo di vedere, sarà pur vero che i suoi responsi si prestino al copia-incolla amebico dell'intellettualmente pigro CHE C'E' SEMPRE STATO, ma in parallelo quegli stessi strumenti sono PREZIOSI all'intellettuale VIVO E VERO perchè nello stesso tempo producono questi due effetti :
1) eliminano tutte le perdite di tempo che occorrerebbero per ricercare in proprio di mettere insieme almeno le basi canoniche di trattazione del tema, ossia quelle che servono a stabilire in modo almeno dignitoso quale sia lo "stato dell'arte" su quel tema; e
2) l'Ai lo fa in modo così completo e "sinottico" da addirittura
STIMOLARE la riflessione PROPRIA sullo "stato dell'arte", perchè rende agevolissimo il quadro delle "scuole di pensiero" che divergono tra loro !!!
Cioè : in questo senso e proprio in questo senso, io trovo che l'AI sia una risorsa magnificamente fertile e che AGEVOLA IMMENSAMENTE la Capacità di Pensiero di chi ce l'ha (la Capacità) e DESIDERA coltivarla.
Poi c'è sempre stato chi non ce l'ha o non intende coltivarla, ma...
questa è una magagna dell'umano, NON dell'AI ! Non a caso ...i mitici "Bignami" (o "Bigini") nacquero negli Anni '30, e prima non servivano solo perchè la maggior parte della popolazione era direttamente analfabeta...
Detta in altro modo : la "ricerca" ha un fascino enorme , MA...il Bello della ricerca non è perdere un mare di tempo per reperire le fonti, quanto piuttosto è poter dedicare tutto il tempo, appassionatamente, al loro studio e alla loro riflessione. E in questo l'AI è un supporto formidabile (per me, qui e ora).