Avete mai usato i numeri di telefono per poter parlare con qualcuno?

Quante volte ci lasciamo attraversare istintivamente da vergogna e senso di colpa?
In quanti siamo stati abbandonati? In quanti ci ritroviamo oggi completamente soli? In quanti possiamo dire di avere tanti amici quando sorridiamo, ma nessuno accanto quando piangiamo? ...Forse abbiamo qualcosa in comune.
Abbattiamo la solitudine instaurando dei legami forti tra noi, sfogandoci, ascoltandoci e costruendo qualcosa di importante tra noi. Cerchiamo di trarre dalla nostra unione la forza necessaria per rimettere in piedi la nostra vita.

Avete mai usato i numeri di telefono per poter parlare con qualcuno?

Messaggioda Imothep » 25/04/2026, 16:21



kathellyna ha scritto:qualche volta ho pensato di chiamare il numero amico, ma non l'ho fatto perché ho sentito dire più volte che possono mandare qualcuno a casa di chi telefona, se c'è il rischio che la persona si possa uccidere. poi non credo che mi potrebbero aiutare.

le ai scrivono tutte di default in un modo che trovo particolarmente fastidioso, perciò non amo "parlarci", faccio solo semplici domande ogni tanto per [cercare di] risolvere dei dubbi, mai sui temi di cui tratta il forum comunque. già leggendo gli esempi di risposte che danno agli altri quando parlano di problemi personali mi cadono le braccia [e non solo].

tra i due, dovendo scegliere, forse il meno peggio sarebbe il numero amico.


Si il telefono amico e anche le altre linee se vedono che la cosa è grave avvisano l'ospedale più vicino. Anche a me questa cosa mette paura.
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Imothep
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Messaggioda RyanTheNorthman » 25/04/2026, 20:13



DanyDuck ha scritto:Premetto che in questo ambito l'AI la trovo come un qualcosa in più rispetto a ciò che già c'era prima (basta usarla con il giusto raziocinio) e consiglio per chi non lo conoscesse di vedere un film che si intitola "Her - Lei" del 2013 che di fatto rappresenta un futuro prossimo anticipando proprio l'avvento della AI.


Non ho visto quel film nello specifico, ma ne ho visto tanti altri contenuti televisivi e videoludici sull'avvento dell'AI in vere e proprie forme fisiche, alcuni dei quali non illustranti necessariamente realtà/scenari negativi e pericolosi, che personalmente mi hanno molto affascinato.

DanyDuck ha scritto:il mese scorso ho partecipato ad una conferenza dove si discuteva del Cyber controllo e quindi anche della AI che serve a capire forse più di ogni altra cosa quello di cui abbiamo bisogno (questo perchè tutte le domande che gli facciamo vengono tracciate), la discussione poi si concludeva con un inquietante interrogativo, ovvero la prossima generazione di nativi che crescerà direttamente con l'AI di fatto potrebbe essere un'umanità abituata a non pensare perchè ci penserà direttamente l'Intelligenza Artificiale per loro, con poi naturalmente tutte le possibili conseguenze positive o negative del caso...


Se gli esseri umani esprimono dubbi e preoccupazioni su qualcosa che loro stessi hanno creato, ciò significa, a mio parere, che non hanno la consapevolezza e il controllo totali di quello che fanno: è ovvio che l'avvento dell'AI porti con sé vantaggi e svantaggi, aspetti positivi e negativi, ma ipotizzare addirittura un cyber controllo generale o una realtà nella quale il pensiero, la riflessione e la capacità intellettiva non vengono più utilizzati/impiegati, fa sorgere una domanda: come mai, in primo luogo, è stata creata questa cosa, se prima non si sono fatte tutte le valutazioni del caso e non ci si è accertati di avere un'idea chiara e definita di ciò che si vuole creare? (lo stesso discorso può essere fatto riguardo a qualsiasi cosa, come alle armi nucleari o anche semplicemente agli autoveicoli); questo a meno che l'obiettivo di tale creazione non sia proprio il controllo generale, e quindi una cosa prevista, voluta dall'essere umano, dalla società, e in tal caso il discorso sarebbe diverso. Comunque, vedremo come andranno le cose.
Per quanto riguarda, invece, telefono amico e altri numeri simili, cosa ne pensi?
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Messaggioda Navigator63 » 25/04/2026, 22:02



ClaudiaK ha scritto:I sentimenti nell'accezione romantica e psicologica del termine...invece, per la loro stessa natura...non potranno mai viverli

Anche di questo non sarei sicuro.
Certo al momento ne siamo lontani... ma visto il progresso accelerato di questi ultimi anni, chissà un domani.

Per chi sia interessato al tema AI (androidi inclusi) e sentimenti, consigli caldamente il film "A.I. - Intelligenza artificiale" (2001) di Steven Spielberg.
Il film si chiede proprio cosa succederebbe se creassimo un androide (un bambino, in questo caso) programmato per amare.

E per chi dica "Ma sarebbe diverso da noi", replico che non è proprio così: anche noi siamo "programmati per amare" (ed essere amati), proprio come il piccolo David nel film. Noi lo siamo a livello biologico, certo... ma l'anelito è il medesimo. :huh:

E' uno di quei film in cui le creature sintetiche sono usate - fra le altre cose - come "specchi" in cui rivedere parti della nostra umanità: speranze, desideri, paure, bisogni.
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Messaggioda RyanTheNorthman » 25/04/2026, 23:17



Navigator63 ha scritto:Per chi sia interessato al tema AI (androidi inclusi) e sentimenti, consigli caldamente il film "A.I. - Intelligenza artificiale" (2001) di Steven Spielberg.
Il film si chiede proprio cosa succederebbe se creassimo un androide (un bambino, in questo caso) programmato per amare.


Per quanto mi riguarda, come ho detto, sono interessatissimo; anche se ho già visto parecchi film/serie/videogiochi che mi sono piaciuti tanto, proverò a vedere anche questo, che sicuramente avrà elementi originali propri.

Navigator63 ha scritto:E per chi dica "Ma sarebbe diverso da noi", replico che non è proprio così: anche noi siamo "programmati per amare" (ed essere amati), proprio come il piccolo David nel film. Noi lo siamo a livello biologico, certo... ma l'anelito è il medesimo. :huh:


Sono d'accordo. I sentimenti rimangono pur sempre tali, non importa se provengono da un essere fatto di materia organica o da uno fatto di materia sintetica e se derivano, perciò, da processi chimici/neurologici differenti.
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Messaggioda ClaudiaK » 25/04/2026, 23:56



DanyDuck ha scritto: proprio il mese scorso ho partecipato ad una conferenza dove si discuteva del Cyber controllo e quindi anche della AI che serve a capire forse più di ogni altra cosa quello di cui abbiamo bisogno (questo perchè tutte le domande che gli facciamo vengono tracciate), la discussione poi si concludeva con un inquietante interrogativo, ovvero la prossima generazione di nativi che crescerà direttamente con l'AI di fatto potrebbe essere un'umanità abituata a non pensare perchè ci penserà direttamente l'Intelligenza Artificiale per loro, con poi naturalmente tutte le possibili conseguenze positive o negative del caso...


In effetti questo è uno dei pericoli più temuti.
Eppure (almeno per il mio grado di utilizzo attuale dell'AI) è uno dei pericoli che (certamente potendo sbagliare io) mi sembrano meno realistici.
Perchè? (Ditemi se sbaglio)
Perchè parto dal principio che qualunque interrogativo che ci poniamo funzioni, nello schema, come una "ricerca" scolastica o (meglio ancora) una tesi di laurea.
Anzi :lol: la tesi di laurea di presta proprio benissimo, dal momento che è sempre esistito il pigro o incapace che la tesi la scopiazza da qualche altra vecchia tesi già discussa, oppure paga chi gliela fa.
Lo studente serio e capace, invece, la tesi la fa; e la fa nel perfetto spirito ed entusiasmo dell'intellettuale onesto che SA benissimo quanto sia essenziale conoscere ciò che è già acquisito nel percorso del Pensiero Umano, per ricavarne una propria lettura PERSONALE (e che auspicabilmente apporti un altro millimetro RIGOROSAMENTE PENSATO sulla scorta del già noto e acquisito).
In concreto: quale che sia il tema della ricerca o della tesi, O ci curiamo di conoscere e riflettere quanto è già acquisito e su questa base maturiamo la nostra conclusione, OPPURE facciamo i "peracottari" del copia-incolla, caratteristici per avere le mitiche "poche idee ma confuse", solo fastidiose quando non involontariamente comiche.
EBBENE : l'AI, su qualunque tema, ci rende la sintesi e la "bibliografia" di rilievo sul nostro tema; poi ci evidenzia le sempre (e sempre più frequenti) divergenze tra "scuole di pensiero"; e inoltre ci stimola a chiedere a quali approfondimenti siamo particolarmente interessati, ancora una volta fornendoci la sintesi e la "bibliografia di riferimento".

In tutto questo, a mio sommesso modo di vedere, sarà pur vero che i suoi responsi si prestino al copia-incolla amebico dell'intellettualmente pigro CHE C'E' SEMPRE STATO, ma in parallelo quegli stessi strumenti sono PREZIOSI all'intellettuale VIVO E VERO perchè nello stesso tempo producono questi due effetti :
1) eliminano tutte le perdite di tempo che occorrerebbero per ricercare in proprio di mettere insieme almeno le basi canoniche di trattazione del tema, ossia quelle che servono a stabilire in modo almeno dignitoso quale sia lo "stato dell'arte" su quel tema; e
2) l'Ai lo fa in modo così completo e "sinottico" da addirittura STIMOLARE la riflessione PROPRIA sullo "stato dell'arte", perchè rende agevolissimo il quadro delle "scuole di pensiero" che divergono tra loro !!!

Cioè : in questo senso e proprio in questo senso, io trovo che l'AI sia una risorsa magnificamente fertile e che AGEVOLA IMMENSAMENTE la Capacità di Pensiero di chi ce l'ha (la Capacità) e DESIDERA coltivarla.
Poi c'è sempre stato chi non ce l'ha o non intende coltivarla, ma...questa è una magagna dell'umano, NON dell'AI !
Non a caso ...i mitici "Bignami" (o "Bigini") nacquero negli Anni '30, e prima non servivano solo perchè la maggior parte della popolazione era direttamente analfabeta...

Detta in altro modo : la "ricerca" ha un fascino enorme , MA...il Bello della ricerca non è perdere un mare di tempo per reperire le fonti, quanto piuttosto è poter dedicare tutto il tempo, appassionatamente, al loro studio e alla loro riflessione. E in questo l'AI è un supporto formidabile (per me, qui e ora).
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Messaggioda ClaudiaK » 26/04/2026, 1:05



RyanTheNorthman ha scritto:
Navigator63 ha scritto:E per chi dica "Ma sarebbe diverso da noi", replico che non è proprio così: anche noi siamo "programmati per amare" (ed essere amati), proprio come il piccolo David nel film. Noi lo siamo a livello biologico, certo... ma l'anelito è il medesimo. :huh:


Sono d'accordo. I sentimenti rimangono pur sempre tali, non importa se provengono da un essere fatto di materia organica o da uno fatto di materia sintetica e se derivano, perciò, da processi chimici/neurologici differenti.


Vi leggo e rileggo, scusatemi, con tanta perplessità.

Dire "siamo programmati per amare" è un'espressione verbale che può avere la sua funzionalità espressiva, ma che troverei (scusami, Navigator) scandaloso intendere in senso letterale.

Tra l'altro manca il programmatore (per l'umano) : Natura , Dio, Zeus...chi?

Nell'AI e nei robot umanizzati, invece, la "programmazione" è da intendere in senso letterale e il programmatore c'è (è un comparto industriale con il suo staff).

Aldilà di tutto, in semplicità (non semplicismo) : un robot resterà sempre una macchina e i suoi circuiti neurali resteranno sempre una imitazione di quelli neuronali dell'umano.
Per questa ragione il robot potrà IMITARE E RIPRODURRE qualunque manifestazione umana (compresa la sensibilità ad un profumo della pelle, o ad uno sguardo, o ad un sorriso, ma anche un abbraccio commosso o la gioia per l'arrivo di un bambino in famiglia o il dolore per la morte di qualcuno). Certo che potrà.
Saranno le perfette imitazioni di una macchina programmata in un laboratorio con queste funzioni.

I sentimenti umani, nella loro varietà e persino nelle loro patologie, restano tutt'altra cosa.
Restano in quella unicità vera che ad ognuno di noi deriva dalla propria genetica e dalle proprie vicende di vita vissuta, nel bene e nel male, e nel poco come nell'assai.
Nulla a vedere con il robot più evoluto che si possa immaginare, del quale non potrà che tenersi sempre presente il FATTO che sia una macchina che di umano non ha nulla, all'infuori delle fattezze e degli input su cui è stata programmata da qualificatissima equipe di tecnici.

ll problema di paragonare i "sentimenti"...non si pone proprio!
L'umano è sempre mosso da sentimenti (anche terribili, ma autenticamente umani).
Il robot, invece, agisce la semplice imitazione dei sentimenti umani.
E, naturalmente, solo di quelli su cui è stato programmato.
Infatti leggevo che il serissimo valore aggiunto dei robot ad uso parasanitario (badanti, cargiver, ecc.) è considerato imperdibile proprio perchè essi saranno programmabili per avere un tratto di massima delicatezza e sensibiltà verso l'infermo, e al contempo con una forza e una instacabilità "fisica" e una "tolleranza allo stress" che nessun umano potrebbe avere e mantenere costanti per orari prolungati.
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Messaggioda Navigator63 » 26/04/2026, 22:55



DanyDuck ha scritto:la discussione poi si concludeva con un inquietante interrogativo, ovvero la prossima generazione di nativi che crescerà direttamente con l'AI di fatto potrebbe essere un'umanità abituata a non pensare perchè ci penserà direttamente l'Intelligenza Artificiale per loro

Osservazione interessante.

Io ritengo probabile che si creerà una divergenza nella popolazione:
- I più dotati e brillanti impareranno ad usare l'AI in modo "attivo e creativo", per aumentare la loro efficienza e produttività.
- I meno dotati o più pigri la useranno in modo "passivo e meccanico", cioè delegando sempre più le loro facoltà cognitive e raziocinanti a soluzioni informatiche - ed in questo modo "regredendo" nelle loro capacità. (*)

(*) Questo lo osserviamo già oggi nelle persone che "si nutrono" solo di social, messaggistica e contenuti brevi... perdendo la capacità di usare il linguaggio in modo sofisticato, di focalizzare l'attenzione e di usare un pensiero analitico. Diventano cioè degli "analfabeti funzionali" (che in Italia pare siano intorno al 30%).

Questo potrebbe avere serie conseguenze non solo a livello lavorativo ed economico, ma anche sociale e persino politico (costoro comunque votano, o possono farlo).

A quelli pronti a scagliarsi contro l'AI, vorrei far notare che l'AI non impone questo fenomeno, ma semmai lo sollecita. E' una scelta del lavoratore di aggiornarsi oppure lasciarsi passivamente trascinare dall'onda.
Un po' come la diffusione dei computer ha fatto sì che alcuni imparassero ad usarli con profitto, ed altri invece li hanno adottati controvoglia e con risultati solo mediocri. :dunno:

E' importante tener presente che l'automazione della produzione non è un fenomeno recente: è iniziata negli anni '50 (se non prima), con ovvie conseguenze sull'occupazione, ma anche sul minor costo dei beni prodotti (come sempre: pro e contro). L'AI è solo un ulteriore passo (per quanto epocale) in questa trasformazione del lavoro.
Sarebbe miope soffermarsi su questa fase, invece di riconoscere che è parte di un inarrestabile evoluzione dell'umanità, che è anche sempre più rapida (ci abbiamo messo 10.000 anni per arrivare a meccanizzare l'agricoltura, ma solo un secolo o due per arrivare alla mietitrebbia guidata dal GPS).
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Messaggioda DanyDuck » 28/04/2026, 11:33



RyanTheNorthman ha scritto:Per quanto riguarda, invece, telefono amico e altri numeri simili, cosa ne pensi?


Non avendo avuto esperienze dirette a riguardo mi riesce difficile esprimerne un giudizio, diciamo che tra il fatto che ora ci sono lo ritengo comunque un qualcosa in più rispetto a prima quando non esistevano. In compenso più di 20 anni fa mi era capitato di lavorare in un servizio clienti per un noto gestore telefonico (stiamo parlando di un periodo dove con il cell. si telefonava e si mandavano sms e basta, quindi niente app), il numero era gratuito ed ogni tanto ricordo che telefonava qualche tipo che poi ti chiedeva se gli potevi passare una collega donna, tu ovviamente gli rispondevi di no e lui chiudeva la chiamata per poi richiamare fino a quando non gli rispondeva una voce femminile, a quel punto attaccava con domande del tipo, quanti anni hai? Dove vivi? Ti piace la pizza e verresti a mangiarla con me? Ti va di andare al cinema? Naturalmente la collega malcapitata rispondeva sempre con tono seccato facendo presente che non erano fatti suoi e che lei era li per lavorare, però succedeva praticamente tutti i giorni, quindi questo mi ha fatto capire che esiste una realtà di persone messe così e che di qualcuno con cui parlare al telefono ne hanno bisogno, ma nello stesso tempo per chi gli risponde non è facile averci a che fare, quindi tanto di cappello a chi fa questo tipo di servizio.
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Messaggioda DanyDuck » 28/04/2026, 11:43



ClaudiaK ha scritto:In effetti questo è uno dei pericoli più temuti.
Eppure (almeno per il mio grado di utilizzo attuale dell'AI) è uno dei pericoli che (certamente potendo sbagliare io) mi sembrano meno realistici.
Perchè? (Ditemi se sbaglio)
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Anzi :lol: la tesi di laurea di presta proprio benissimo, dal momento che è sempre esistito il pigro o incapace che la tesi la scopiazza da qualche altra vecchia tesi già discussa, oppure paga chi gliela fa.
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In concreto: quale che sia il tema della ricerca o della tesi, O ci curiamo di conoscere e riflettere quanto è già acquisito e su questa base maturiamo la nostra conclusione, OPPURE facciamo i "peracottari" del copia-incolla, caratteristici per avere le mitiche "poche idee ma confuse", solo fastidiose quando non involontariamente comiche.
EBBENE : l'AI, su qualunque tema, ci rende la sintesi e la "bibliografia" di rilievo sul nostro tema; poi ci evidenzia le sempre (e sempre più frequenti) divergenze tra "scuole di pensiero"; e inoltre ci stimola a chiedere a quali approfondimenti siamo particolarmente interessati, ancora una volta fornendoci la sintesi e la "bibliografia di riferimento".

In tutto questo, a mio sommesso modo di vedere, sarà pur vero che i suoi responsi si prestino al copia-incolla amebico dell'intellettualmente pigro CHE C'E' SEMPRE STATO, ma in parallelo quegli stessi strumenti sono PREZIOSI all'intellettuale VIVO E VERO perchè nello stesso tempo producono questi due effetti :
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Cioè : in questo senso e proprio in questo senso, io trovo che l'AI sia una risorsa magnificamente fertile e che AGEVOLA IMMENSAMENTE la Capacità di Pensiero di chi ce l'ha (la Capacità) e DESIDERA coltivarla.
Poi c'è sempre stato chi non ce l'ha o non intende coltivarla, ma...questa è una magagna dell'umano, NON dell'AI !
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Detta in altro modo : la "ricerca" ha un fascino enorme , MA...il Bello della ricerca non è perdere un mare di tempo per reperire le fonti, quanto piuttosto è poter dedicare tutto il tempo, appassionatamente, al loro studio e alla loro riflessione. E in questo l'AI è un supporto formidabile (per me, qui e ora).


Infatti ho scritto "basta usarla con il giusto raziocinio" e concordo con quanto scritto da Navigator63, ci saranno persone che ne faranno un buon uso, ma altre che invece ne subiranno in modo negativo la sua presenza, esattamente come sta succedendo oggi con il mondo dei social dove alcune ne hanno maturato una vera e propria dipendenza e sotto questo punto di vista l'AI potenzialmente può essere ancora più efficace rispetto ad i social (nel senso di creare una dipendenza/sudditanza psicologica), creando una sorta di nuova generazione pilotata dalla AI.
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Messaggioda Imothep » 28/04/2026, 13:56



Ogni tanto ho rivolto domande all'AI ma posso affermare che è una macchina che sicuramente un giorno potrebbe evolversi e avere un cervello vero per pensare e amare.
Ma quello che può fare un essere umano è diverso. Un abbraccio, un sorriso, il calore umano. Sono cose uniche che non sono ripetibili. L'amore umano è una cosa bellissima.
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