Infelicità e fallimento.

Questo forum di aiuto vuole essere una vera casetta della coccola.
"Mi sento troppo triste" quante volte lo hai detto o sentito dentro? Hai mai guardato in faccia il tuo dolore? Qual è la sua voce? Fallo parlare, qui.
Disturbo depressivo, bipolare, maniacale, e altri disturbi dell'umore.
La depressione in particolare è una sofferenza drammatica, dalla quale occorre uscire attraverso la pazienza e la dedizione a noi stessi; ma anche attraverso la fiducia e la vicinanza di chi sa bene come ci si sente. Questo forum è aperto anche a chi è semplicemente triste e ha voglia di sfogarsi.

Infelicità e fallimento.

Messaggioda kathellyna » 20/09/2022, 11:01



credo di aver capito qual è il problema. ok, l'ho già scritto in molte occasioni ma secondo me stavolta ho capito davvero. il problema è il più banale in assoluto e cioè che la vita, la mia vita in particolare, non ha senso. è una delle prime cose che ho scritto su questo forum e probabilmente sarà anche una delle ultime. io non ho, non ho mai avuto e non avrò mai una ragione per continuare ad andare avanti. la vita è caratterizzata soltanto da preoccupazioni, problemi di ogni tipo, obblighi e doveri, incombenze, circostanze sfortunate, stress, ansia, paura per ciò che accadrà stasera e domani e tra un mese, prove da superare, obiettivi da raggiungere e non certo per mia scelta, scadenze, aspettative altrui, sofferenza, brutti eventi di tutti i generi. questo è, non c'è mai stato nient'altro.

chi ha detto che la vita è un pendolo che oscilla tra dolore e noia con brevi attimi di felicità in mezzo era decisamente troppo ottimista perché il paragone più corretto sarebbe con un pendolo che oscilla tra dolore e altro dolore con "brevi" attimi di preoccupazione per l'avvicinarsi della disgrazia successiva.
non c'è un singolo giorno in cui io non abbia sperato di morire, né una singola notte che non sia trascorsa tra incubi e senso di soffocamento al pensiero di dover iniziare a breve un'ennesima giornata orribile.
sono assolutamente incapace di svolgere quelle attività che sono considerate necessarie per la sopravvivenza, tipo lo studio e il lavoro, e lo dico per esperienza diretta.

come già ho scritto da qualche parte: ma perché se qualcuno [=io] è chiaramente incapace di avere risultati nello studio, nel lavoro ecc. dovrebbe "continuare a provare"? ma dopo un po' la cosa è evidente, e che cazzо, serve davvero passare per altri fallimenti, altre umiliazioni, per tutta la vita? dopo un po' dovrebbero darti un foglio che conferma che sei effettivamente incapace di fare qualsiasi cosa, che raggiungerai meno degli altri [o più probabilmente nulla] mettendoci dieci volte il loro tempo, che sei uno sbaglio della natura, un errore dell'evoluzione umana, un fallimento del sistema di educazione scolastica e lavorativa, un individuo inadatto a contribuire allo sviluppo della società, un essere inutile, uno scarto di lavorazione, un intoppo sulla linea di produzione, un giocattolo difettoso, un frutto già marcito prima di maturare, un esperimento andato male, un prodotto danneggiato ritirato dal commercio, un bug che si presenta ancora prima di avviare il programma, un modello non funzionante da trasferire al più presto in discarica, un parassita in via di estinzione, un punto morto della realizzazione sociale, una scommessa persa in partenza, il prevedibile risultato di un gioco truccato dal principio, un monumento all'inettitudine, un capolavoro di incompetenza, un cumulo di insuccessi senza possibilità di redenzione, un inno alla sconfitta.
servirebbe una specie di documento che dichiara che sei un fallito completo e che non hai nulla da dare a questa società, a questo paese e pure a te stesso. e basta, la questione si chiuderebbe così, poi potrebbero pure decidere di mandarmi direttamente al forno crematorio in quanto soggetto inutile nonché parassita, poco mi importerebbe. non ho mai chiesto di partecipare a questa competizione assurda e priva di senso, non ho i mezzi né la speranza di ricavarci qualcosa e, se pure li avessi, niente di ciò che potrei ottenere mi interesserebbe al punto di farmi pensare che ne sia valsa la pena.

non ho mai conosciuto qualcuno che abbia fatto scelte di vita peggiori delle mie e non è affatto vero che basta "la forza di volontà" per riuscire a migliorare la propria condizione, per una persona che ce l'ha fatta ce ne sono mille che dopo avere sbagliato ripetutamente probabilmente sono andate a comprare corda e sgabello e "la forza di volontà" l'hanno usata per saltare. qualche volta ho visto persone felici comprensive con chi era infelice, persone speranzose che provavano a capire chi aveva perso la speranza... ma da parte di chi ha successo ho sempre e solo visto disgusto e presunzione nei confronti dei falliti. e io dovrei convivere con gente entusiasta perché ha "nuove sfide da affrontare"? o con chi riesce a concludere con facilità qualcosa che ho provato per anni e che tuttora più volte al giorno mi torna in mente e mi getta in uno stato di disperazione infinita? ma per favore. invidio molto chi ha poco da vivere e sinceramente spero che mi accada una malattia o comunque un evento per cui nessuno possa darmi la colpa che provochi la mia morte o almeno l'esclusione temporanea o permanente dalle aspettative altrui per quanto riguarda qualsiasi tema di "realizzazione personale".

credo di avere cercato da sempre uno scopo per la mia vita ma senza il minimo risultato, forse sarei dovuta nascere in qualche epoca del cazzо in cui la gente se ne andava felicemente a crepare per conto della religione o di qualche idea ormai obsoleta e putrefatta. non mi interessa di fare esperienze, di conoscere persone, di provare emozioni, non l'ho mai voluto. mi sembra che qualsiasi attività non sia altro che un misero tentativo di distrarsi per un attimo da quello che in realtà è la vita, cioè il succitato cumulo di preoccupazioni, stress e quant'altro. non so perché ma con me non funziona. la vita è pessima oppure è accettabile, non entrambe le cose, e mettere una ciliegina candita su una merdа non la farà diventare una torta al cioccolato. sono stufa, non volevo svegliarmi oggi e certo non vorrò svegliarmi domani. non ne posso più.
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kathellyna
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Infelicità e fallimento.

Messaggioda Cordis » 20/09/2022, 11:15



Ferma ferma ferma, è tempo che ti prendi una vacanza, una vacanza dal tuo modo di sentirti.
Non bisogna per forza sentirsi cosi, si può stare meglio, voglio dire che è possibile, le possibilità ci sono.
Poi non conosco la natura dei tuoi problemi, ma staccare a volte è necessario, che si tratti di terapia propriamente detta, o di mollare tutto e andarsene in vacanza, o darsi malati e restarsene a dormire fino a tardi.
Diciamo che una terapia vera e propria può offrire vantaggi a lungo termine.
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Cordis
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Infelicità e fallimento.

Messaggioda VeraVita » 20/09/2022, 13:57



kathellyna ha scritto:credo di aver capito qual è il problema. ok, l'ho già scritto in molte occasioni ma secondo me stavolta ho capito davvero. il problema è il più banale in assoluto e cioè che la vita, la mia vita in particolare, non ha senso. è una delle prime cose che ho scritto su questo forum e probabilmente sarà anche una delle ultime. io non ho, non ho mai avuto e non avrò mai una ragione per continuare ad andare avanti. la vita è caratterizzata soltanto da preoccupazioni, problemi di ogni tipo, obblighi e doveri, incombenze, circostanze sfortunate, stress, ansia, paura per ciò che accadrà stasera e domani e tra un mese, prove da superare, obiettivi da raggiungere e non certo per mia scelta, scadenze, aspettative altrui, sofferenza, brutti eventi di tutti i generi. questo è, non c'è mai stato nient'altro.

chi ha detto che la vita è un pendolo che oscilla tra dolore e noia con brevi attimi di felicità in mezzo era decisamente troppo ottimista perché il paragone più corretto sarebbe con un pendolo che oscilla tra dolore e altro dolore con "brevi" attimi di preoccupazione per l'avvicinarsi della disgrazia successiva.
non c'è un singolo giorno in cui io non abbia sperato di morire, né una singola notte che non sia trascorsa tra incubi e senso di soffocamento al pensiero di dover iniziare a breve un'ennesima giornata orribile.
sono assolutamente incapace di svolgere quelle attività che sono considerate necessarie per la sopravvivenza, tipo lo studio e il lavoro, e lo dico per esperienza diretta.

come già ho scritto da qualche parte: ma perché se qualcuno [=io] è chiaramente incapace di avere risultati nello studio, nel lavoro ecc. dovrebbe "continuare a provare"? ma dopo un po' la cosa è evidente, e che cazzо, serve davvero passare per altri fallimenti, altre umiliazioni, per tutta la vita? dopo un po' dovrebbero darti un foglio che conferma che sei effettivamente incapace di fare qualsiasi cosa, che raggiungerai meno degli altri [o più probabilmente nulla] mettendoci dieci volte il loro tempo, che sei uno sbaglio della natura, un errore dell'evoluzione umana, un fallimento del sistema di educazione scolastica e lavorativa, un individuo inadatto a contribuire allo sviluppo della società, un essere inutile, uno scarto di lavorazione, un intoppo sulla linea di produzione, un giocattolo difettoso, un frutto già marcito prima di maturare, un esperimento andato male, un prodotto danneggiato ritirato dal commercio, un bug che si presenta ancora prima di avviare il programma, un modello non funzionante da trasferire al più presto in discarica, un parassita in via di estinzione, un punto morto della realizzazione sociale, una scommessa persa in partenza, il prevedibile risultato di un gioco truccato dal principio, un monumento all'inettitudine, un capolavoro di incompetenza, un cumulo di insuccessi senza possibilità di redenzione, un inno alla sconfitta.
servirebbe una specie di documento che dichiara che sei un fallito completo e che non hai nulla da dare a questa società, a questo paese e pure a te stesso. e basta, la questione si chiuderebbe così, poi potrebbero pure decidere di mandarmi direttamente al forno crematorio in quanto soggetto inutile nonché parassita, poco mi importerebbe. non ho mai chiesto di partecipare a questa competizione assurda e priva di senso, non ho i mezzi né la speranza di ricavarci qualcosa e, se pure li avessi, niente di ciò che potrei ottenere mi interesserebbe al punto di farmi pensare che ne sia valsa la pena.

non ho mai conosciuto qualcuno che abbia fatto scelte di vita peggiori delle mie e non è affatto vero che basta "la forza di volontà" per riuscire a migliorare la propria condizione, per una persona che ce l'ha fatta ce ne sono mille che dopo avere sbagliato ripetutamente probabilmente sono andate a comprare corda e sgabello e "la forza di volontà" l'hanno usata per saltare. qualche volta ho visto persone felici comprensive con chi era infelice, persone speranzose che provavano a capire chi aveva perso la speranza... ma da parte di chi ha successo ho sempre e solo visto disgusto e presunzione nei confronti dei falliti. e io dovrei convivere con gente entusiasta perché ha "nuove sfide da affrontare"? o con chi riesce a concludere con facilità qualcosa che ho provato per anni e che tuttora più volte al giorno mi torna in mente e mi getta in uno stato di disperazione infinita? ma per favore. invidio molto chi ha poco da vivere e sinceramente spero che mi accada una malattia o comunque un evento per cui nessuno possa darmi la colpa che provochi la mia morte o almeno l'esclusione temporanea o permanente dalle aspettative altrui per quanto riguarda qualsiasi tema di "realizzazione personale".

credo di avere cercato da sempre uno scopo per la mia vita ma senza il minimo risultato, forse sarei dovuta nascere in qualche epoca del cazzо in cui la gente se ne andava felicemente a crepare per conto della religione o di qualche idea ormai obsoleta e putrefatta. non mi interessa di fare esperienze, di conoscere persone, di provare emozioni, non l'ho mai voluto. mi sembra che qualsiasi attività non sia altro che un misero tentativo di distrarsi per un attimo da quello che in realtà è la vita, cioè il succitato cumulo di preoccupazioni, stress e quant'altro. non so perché ma con me non funziona. la vita è pessima oppure è accettabile, non entrambe le cose, e mettere una ciliegina candita su una merdа non la farà diventare una torta al cioccolato. sono stufa, non volevo svegliarmi oggi e certo non vorrò svegliarmi domani. non ne posso più.


Ciao Kathellyna,

Spesso, ho letto dei tuoi post o delle tue risposte simili a queste domande.
Purtroppo, le mie risposte non ti sono mai piaciute. Per carità, lecito. Spero, però, che non ti dispiaccia se provo sempre a darti un'ulteriore risposta seppur simile alla tua domanda.
Per me, nè un bravo terapista o nè qualcos'altro risolverà i tuoi problemi se non un lavoro interno, che ti piaccia o no, dovrai farlo tu. Ora, non fraintendere, è vero che ci sono a volte nella vita, forze più forti di noi, e un minimo di destino esiste. Però, penso anche che se uno non si mette il paraocchi ma vede anche tutti gli altri doni che la vita gli offre, incomincia, non dico ad essere felice all'ennesima potenza ma un po' meglio, sta. Insomma, è un lavoro che dura tutta la vita. Per me, sbagli a porti limiti, a vedere tutto nero e a non trovare neanche un lato positivo della faccenda. Per carità. Uno è libero di vederla come vuole. Però, non puoi dire che è proprio tutto nero nella vita. Esistono così tanti altri colori. Per me, è come le si vivono le situazioni e dal senso che le vogliamo dare. Cambia metafora, per esempio, su come consideri la vita.
Ma se tu non vuoi cambiare, è inutile. Devi volerlo tu, per prima. Devi chiederti cosa ti piace e cosa vuoi tu, dalla vita. Purtroppo, non potrà farlo nessun'altro al tuo posto. Per carità. Io non dico che tutto questo che dici e che senti, sia sbagliato. Chi nella vita non si è sentito come te? Almeno, una volta.. penso che in molti si sono identificati nelle tue parole, soprattutto prima di noi. Pensa a chi ha vissuto ad esempio il fascismo o le guerre. Penso davvero che fosse estremamente difficile vedere un lato positivo. Però, perché alcuni ce l'hanno fatta e altri, no?
Non dirmi che era destino. Non penso che per tutti fosse così. Penso di più che sia stata più una scelta seppur inconsapevolmente di voler vivere.
Io dalle tue parole trovo della rassegnazione. Ma non devi viverla così, per me. Devi pensare che è tutto per qualcosa di migliore e di più bello. Tu hai già demolito in partenza molte delle mie parole.
Ma ti domando se stai veramente bene, pensadola così come hai scritto. Se ti piacerebbe qualcos'altro di più.
Buone cose
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VeraVita
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Infelicità e fallimento.

Messaggioda SunflowerLilith » 20/09/2022, 14:58



VeraVita ha scritto:
kathellyna ha scritto:credo di aver capito qual è il problema. ok, l'ho già scritto in molte occasioni ma secondo me stavolta ho capito davvero. il problema è il più banale in assoluto e cioè che la vita, la mia vita in particolare, non ha senso. è una delle prime cose che ho scritto su questo forum e probabilmente sarà anche una delle ultime. io non ho, non ho mai avuto e non avrò mai una ragione per continuare ad andare avanti. la vita è caratterizzata soltanto da preoccupazioni, problemi di ogni tipo, obblighi e doveri, incombenze, circostanze sfortunate, stress, ansia, paura per ciò che accadrà stasera e domani e tra un mese, prove da superare, obiettivi da raggiungere e non certo per mia scelta, scadenze, aspettative altrui, sofferenza, brutti eventi di tutti i generi. questo è, non c'è mai stato nient'altro.

chi ha detto che la vita è un pendolo che oscilla tra dolore e noia con brevi attimi di felicità in mezzo era decisamente troppo ottimista perché il paragone più corretto sarebbe con un pendolo che oscilla tra dolore e altro dolore con "brevi" attimi di preoccupazione per l'avvicinarsi della disgrazia successiva.
non c'è un singolo giorno in cui io non abbia sperato di morire, né una singola notte che non sia trascorsa tra incubi e senso di soffocamento al pensiero di dover iniziare a breve un'ennesima giornata orribile.
sono assolutamente incapace di svolgere quelle attività che sono considerate necessarie per la sopravvivenza, tipo lo studio e il lavoro, e lo dico per esperienza diretta.


come già ho scritto da qualche parte: ma perché se qualcuno [=io] è chiaramente incapace di avere risultati nello studio, nel lavoro ecc. dovrebbe "continuare a provare"? ma dopo un po' la cosa è evidente, e che cazzо, serve davvero passare per altri fallimenti, altre umiliazioni, per tutta la vita? dopo un po' dovrebbero darti un foglio che conferma che sei effettivamente incapace di fare qualsiasi cosa, che raggiungerai meno degli altri [o più probabilmente nulla] mettendoci dieci volte il loro tempo, che sei uno sbaglio della natura, un errore dell'evoluzione umana, un fallimento del sistema di educazione scolastica e lavorativa, un individuo inadatto a contribuire allo sviluppo della società, un essere inutile, uno scarto di lavorazione, un intoppo sulla linea di produzione, un giocattolo difettoso, un frutto già marcito prima di maturare, un esperimento andato male, un prodotto danneggiato ritirato dal commercio, un bug che si presenta ancora prima di avviare il programma, un modello non funzionante da trasferire al più presto in discarica, un parassita in via di estinzione, un punto morto della realizzazione sociale, una scommessa persa in partenza, il prevedibile risultato di un gioco truccato dal principio, un monumento all'inettitudine, un capolavoro di incompetenza, un cumulo di insuccessi senza possibilità di redenzione, un inno alla sconfitta.
servirebbe una specie di documento che dichiara che sei un fallito completo e che non hai nulla da dare a questa società, a questo paese e pure a te stesso. e basta, la questione si chiuderebbe così, poi potrebbero pure decidere di mandarmi direttamente al forno crematorio in quanto soggetto inutile nonché parassita, poco mi importerebbe. non ho mai chiesto di partecipare a questa competizione assurda e priva di senso, non ho i mezzi né la speranza di ricavarci qualcosa e, se pure li avessi, niente di ciò che potrei ottenere mi interesserebbe al punto di farmi pensare che ne sia valsa la pena.

non ho mai conosciuto qualcuno che abbia fatto scelte di vita peggiori delle mie e non è affatto vero che basta "la forza di volontà" per riuscire a migliorare la propria condizione, per una persona che ce l'ha fatta ce ne sono mille che dopo avere sbagliato ripetutamente probabilmente sono andate a comprare corda e sgabello e "la forza di volontà" l'hanno usata per saltare. qualche volta ho visto persone felici comprensive con chi era infelice, persone speranzose che provavano a capire chi aveva perso la speranza... ma da parte di chi ha successo ho sempre e solo visto disgusto e presunzione nei confronti dei falliti. e io dovrei convivere con gente entusiasta perché ha "nuove sfide da affrontare"? o con chi riesce a concludere con facilità qualcosa che ho provato per anni e che tuttora più volte al giorno mi torna in mente e mi getta in uno stato di disperazione infinita? ma per favore. invidio molto chi ha poco da vivere e sinceramente spero che mi accada una malattia o comunque un evento per cui nessuno possa darmi la colpa che provochi la mia morte o almeno l'esclusione temporanea o permanente dalle aspettative altrui per quanto riguarda qualsiasi tema di "realizzazione personale".

credo di avere cercato da sempre uno scopo per la mia vita ma senza il minimo risultato, forse sarei dovuta nascere in qualche epoca del cazzо in cui la gente se ne andava felicemente a crepare per conto della religione o di qualche idea ormai obsoleta e putrefatta. non mi interessa di fare esperienze, di conoscere persone, di provare emozioni, non l'ho mai voluto. mi sembra che qualsiasi attività non sia altro che un misero tentativo di distrarsi per un attimo da quello che in realtà è la vita, cioè il succitato cumulo di preoccupazioni, stress e quant'altro. non so perché ma con me non funziona. la vita è pessima oppure è accettabile, non entrambe le cose, e mettere una ciliegina candita su una merdа non la farà diventare una torta al cioccolato. sono stufa, non volevo svegliarmi oggi e certo non vorrò svegliarmi domani. non ne posso più.


Ciao Kathellyna,

Spesso, ho letto dei tuoi post o delle tue risposte simili a queste domande.
Purtroppo, le mie risposte non ti sono mai piaciute. Per carità, lecito. Spero, però, che non ti dispiaccia se provo sempre a darti un'ulteriore risposta seppur simile alla tua domanda.
Per me, nè un bravo terapista o nè qualcos'altro risolverà i tuoi problemi se non un lavoro interno, che ti piaccia o no, dovrai farlo tu. Ora, non fraintendere, è vero che ci sono a volte nella vita, forze più forti di noi, e un minimo di destino esiste. Però, penso anche che se uno non si mette il paraocchi ma vede anche tutti gli altri doni che la vita gli offre, incomincia, non dico ad essere felice all'ennesima potenza ma un po' meglio, sta. Insomma, è un lavoro che dura tutta la vita. Per me, sbagli a porti limiti, a vedere tutto nero e a non trovare neanche un lato positivo della faccenda. Per carità. Uno è libero di vederla come vuole. Però, non puoi dire che è proprio tutto nero nella vita. Esistono così tanti altri colori. Per me, è come le si vivono le situazioni e dal senso che le vogliamo dare. Cambia metafora, per esempio, su come consideri la vita.
Ma se tu non vuoi cambiare, è inutile. Devi volerlo tu, per prima. Devi chiederti cosa ti piace e cosa vuoi tu, dalla vita. Purtroppo, non potrà farlo nessun'altro al tuo posto. Per carità. Io non dico che tutto questo che dici e che senti, sia sbagliato. Chi nella vita non si è sentito come te? Almeno, una volta.. penso che in molti si sono identificati nelle tue parole, soprattutto prima di noi. Pensa a chi ha vissuto ad esempio il fascismo o le guerre. Penso davvero che fosse estremamente difficile vedere un lato positivo. Però, perché alcuni ce l'hanno fatta e altri, no?
Non dirmi che era destino. Non penso che per tutti fosse così. Penso di più che sia stata più una scelta seppur inconsapevolmente di voler vivere.
Io dalle tue parole trovo della rassegnazione. Ma non devi viverla così, per me. Devi pensare che è tutto per qualcosa di migliore e di più bello. Tu hai già demolito in partenza molte delle mie parole.
Ma ti domando se stai veramente bene, pensadola così come hai scritto. Se ti piacerebbe qualcos'altro di più.
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Che caro/cara che ti sei messo/a lì a rispondere anche ad altri interventi e che ci tieni! è questo ciò di cui abbiamo bisogno ogni tanto, che qualcuno noti i nostri dilemmi e in modo civile e senza imporsi, provi a darci un punto di vista. :clapclap:
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Infelicità e fallimento.

Messaggioda DareDevil » 25/09/2022, 8:54



Capisco come ti senti. Soffro di depressione e quello che non capisce chi non ha mai vissuto questa malattia, è che fa più male sentirsi dire "devi reagire" e robe così. Sarebbe come dire ad una persona in sedia a rotelle "alzati". Se mai volessi parlare, io ci sono.
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