Capodanno da solo in piena tristezza

Questo forum di aiuto vuole essere una vera casetta della coccola.
"Mi sento troppo triste" quante volte lo hai detto o sentito dentro? Hai mai guardato in faccia il tuo dolore? Qual è la sua voce? Fallo parlare, qui.
Disturbo depressivo, bipolare, maniacale, e altri disturbi dell'umore.
La depressione in particolare è una sofferenza drammatica, dalla quale occorre uscire attraverso la pazienza e la dedizione a noi stessi; ma anche attraverso la fiducia e la vicinanza di chi sa bene come ci si sente. Questo forum è aperto anche a chi è semplicemente triste e ha voglia di sfogarsi.

Capodanno da solo in piena tristezza

Messaggioda Imothep » 27/03/2026, 17:40



ClaudiaK ha scritto:
Imothep ha scritto:Anche questa sera una serata in piena tristezza. Ho cercato di cambiarla il più possibile è per 1 h sono uscito con una persona. Mi ha detto: " tu sei troppo legato al passato le persone più grandi fanno cose diverse ".
Io tipo amo girare lungo la piazza della mia città dove la gente passeggia perché siamo un posto di mare e guardare i sorrisi delle persone. Non amo chiudermi nei locali. Amo vedere nuove città e fare tantissime cose.
Voi che ne pensate?


Ciao Imothep.
Io non ho capito la tua domanda finale.

Ti riferisci alla frase di quella persona? O al gusto di passeggiare tra la gente?

Se alludi a quella frase, io penso sia impossibile darti opinioni.
A parte che il significato può essere molto diversamente leggibilie, a seconda che a dirtela sia stato un amico o, invece, una donna con cui vorresti approfondire la conoscenza; poi comunque quella persona ha commentato (penso) qualche tua apertura confidenziale, e diveta impossibile commentare la sua reazione, se non si sa quale fosse l'oggetto della tua apertura confidenziale.
Io posso dirti solo che se mi metto nei tuoi panni...comunque sia andata...anche a me avrebbe ferito una frase del tipo "le persone adulte fanno cose diverse", e ancor più se questa frase non ha avuto alcun seguito/approfodimento.
Poi...mi sarebbe passato presto quel dispiacere, sempliceente pensando che ho cercato di parlare (e perso tempo) con una persona con cui non ci capiremo mai. E...amen! ;)

Se invece parli del tuo gusto di andare a vedere posti nuovi e interessanti, a me (e certamente non solo a me) sembra una tua caratteristica del tutto Bella.
Anzi, devo dire che benchè io personalmente non ami per nulla i viaggi, il modo in cui ne parli tu (anche in altri 3D) mi lascia sempre ammirata, perchè proprio "arriva" l'entusiasmo vivace e vitale con cui ne parli. Quindi (secondo me) è un gusto di cii credo che tu possa e debba essere pienamente orgoglioso.

Giusto per "completezza", mi ha fatto invece un po' sorridere l'idea di passeggiare sulla piazza cittadina per "guardare i sorrisi delle persone".
Non prenderla a male, ti prego, ma ...io tutti 'sti sorrisi non li vedo! E non vedo neanche più le piazze che fanno da "salotto" cittadino.
O meglio : erano il salotto cittadino anche nei miei ricordi da ragazza, sebbene anche allora non è che fosse tutto un fiorire di sorrisi, giacchè c'erano i vari gruppi/comitive e ognuna di esse era anche abbastanza "chiusa".
Ma non so, forse complici gli anni di Pandemia insieme all'evolversi della tecnologia, io vedo che nella mia città (e anch'io vivo in una città di mare) le piazze sono desertificate e la media delle persone, a cominciare dai giovani, usa smartphone e social per organizzare i propri incontri, e in effetti si finisce per ritrovarsi in locali (o case private). e "lietamente" (più o meno) in giro di passeggiata ...si incrociano solo turisti o persone che devono portare fuori bambini piccoli e cagnolini... 8-)

Ricapitolando : è possibile che tu abbia riposto eccessiva fiducia nel fatto che si rivelasse positiva l'uscita con la persona di cui parli.
Capita a tutti, sai? ;)
Pensavi di essere accolto e compreso nel tuo aprirti...e non è stato così, ma comunque non è accaduto nulla di drammatico!
Hai solo scoperto che i vostri modi di sentire la vita sono differenti, in una misura che a te non sulta piacevole.
Punto, fine.
Vale anche se si trattava di un conoscente che hai sempre considerato fidato, e magari lo è, ma per altri aspetti.
Per quel livello più intimo che tu volevi trasmettere stasera, invece, si è dimostrato su un piano così diverso che probabilmente non porta gratificazione a nessuno di voi due.
Senza giudizi di valore su di lui/lei, ma - mi raccomando - anche senza TUOI giudizi autolesionistici su di te!


Io mi riferivo al gusto di passeggiare tra la gente.
Mi fa piacere che senti la mia positività dai miei argomenti sui viaggi.
Ti dico è una cosa bellissima. Quando ho scoperto per la priva volta il lago di Garda e sono arrivato a Peschiera ti dico che sono rimasto senza parole. NOn vedevo la fine, era pura magia. Una città circondata dall'acqua. Che bello. Sai tu dici che non vedi i sorrisi. Ma non sempre si vede il sorriso, ma bisogna andare oltre. Ci sono molte persone che esprimono la loro felicità in altri modi. Mi ricordo ancora le persone che come me guardavano Sirmione quasi sbalordite e non avevano sorrisi, ma notavi degli atteggiamenti molto dolci, gradevoli, quasi quelle cose che vedi nelle favole. La magia di vivere alcuni posti o da solo o in compagnia sono una vera bellezza.
Purtroppo tornando all'argomento di quella persona, di certo non mi ha fatto bene che quel consocente (uomo) abbia risposto in quel modo. Ma purtroppo siamo diversi e ci sono persone che dicono : "non sono ugugale alla massa", ma invece fanno la stessa cosa: "la birra nel locale".
Sai quante cose belle ci sono da fare in una serata anche se tieni 40 anni?
Tipo fermarsi su un bel punto panoramico e guardare le stelle, godersi il panorama di un paesaggio. Ecco come la penso io. Grazie a te e a tutti delle risposte.
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Messaggioda Navigator63 » 27/03/2026, 20:20



Imothep ha scritto:Io mi riferivo al gusto di passeggiare tra la gente.

Concordo pienamente con te. :coolok:

Io patisco spesso la solitudine, specialmente dopo la fine della mia ultima relazione, durata una decina d'anni.
Allora a volte faccio un giro in centro e guardo le persone, i loro sorrisi, i loro sguardi, le coppie dolci... o i tanti immersi nei loro telefoni :D
Mi piace osservarli, cogliere le loro emozioni, immaginare le loro storie...
Ed in quel "bagno di folla" mi sento meno solo :)

Quando ho scoperto per la priva volta il lago di Garda e sono arrivato a Peschiera ti dico che sono rimasto senza parole. NOn vedevo la fine, era pura magia. Una città circondata dall'acqua. Che bello.

Che bella sensibilità che hai! La capacità di vedere la bellezza, anche dove altri non ne sarebbero capaci. :ave2:

Tipo fermarsi su un bel punto panoramico e guardare le stelle, godersi il panorama di un paesaggio.

Il mio soggiorno affaccia ad ovest, quindi spesso vedo dei bei tramonti sulla cintura montana piemontese.
Abito qui da quasi 30 anni, per cui potrei essermici abituato. Invece ogni volta che c'è un tramonto spettacolare, mi fermo ad ammirarlo, mi emoziono, mi sento fortunato a poterne godere. :)

La bellezza è ovunque. Però bisogna saperla riconoscere. :dunno:
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Messaggioda Imothep » 30/03/2026, 23:33



Grazie Navigator della tua risposta. Purtroppo però sto provando di tutto ma questo periodo di solitudine non passa. Il carattere fa molto ma non riesco a cambiarlo. Nel senso la gente nota la mia insicurezza su alcune cose.
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Messaggioda Navigator63 » 31/03/2026, 21:35



Imothep ha scritto:Nel senso la gente nota la mia insicurezza su alcune cose.

L'insicurezza nasce da una qualche paura. Tu sai di che cosa hai davvero paura?

Se conosciamo di cosa abbiamo paura, possiamo ragionarci e magari farci qualcosa (p.es. potremmo scoprire che è una paura immaginaria, o poco realistica).
Ma se non sappiamo di cosa abbiamo paura... quella paura ci manovrerà come i fili di una marionetta. Ne saremo vittime impotenti.

Il primo passo per liberarsi di qualcosa che ci affligge, è capire - a fondo, non solo superficialmente - di cosa si tratta. :coolok:
E' uno di quei casi in cui "sapere è potere" (che non vuol dire "poter fare qualsiasi cosa", ma quantomeno "poter provare a farci qualcosa").

Il carattere fa molto ma non riesco a cambiarlo.

Sai, in questo senso c'è una distinzione che i più non conoscono:
- Il carattere è innato, è la tua natura, il "centro" di chi sei.
- Invece la personalità si sviluppa come risposta all'ambiente ed agli eventi. E' un po' come un "abito" che ci copre e protegge, che ci abituiamo a indossare, ma che potremmo anche toglierci.
(questa definizione è relativa e arbitraria, ma è tanto per capirci)

A volte la personalità prevale sul carattere, e ci soffoca. Magari sviluppo una personalità timida, in reazione all'essere stato molto criticato e disprezzato... e credo di essere quello. Ma non sono io: è solo un "abito mentale" che ho fabbricato per adattarmi e sopravvivere.
Magari quello di cui parli non è il tuo vero carattere (la tua natura profonda), ma solo una personalità che hai sviluppato in passato ma ora ti è solo d'ostacolo. :mmm2:

Il primo passo in questi casi, è considerare l'ipotesi che quelle parti di te che ti risultano d'ostacolo o di zavorra, non siano parte del tuo carattere bensì aspetti della tua personalità; ed in questo caso è possibile liberarsene, se non ti servono (più).

Di nuovo, per esempio la timidezza non è un carattere (nessuno nasce timido!); di solito è una "personalità protettiva" che ci serve ad evitare i rischi sociali (tipo evitare di essere giudicato, respinto o abbandonato).
Se ad uno "sta stretta" la propria timidezza, può lavorarci sopra per "lasciarla andare"; come spogliarsi di un abito ormai stretto e soffocante.

In queste situazioni, il pensiero creativo è: "Io non sono questo. Non sono nato insicuro. Qualcosa mi ha fatto diventare così - come un 'virus' che mi ha contaminato. Ma io non sono quel virus. E proprio come un virus, posso provare a liberarmene". :boxe:
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Messaggioda Imothep » 31/03/2026, 22:59



Purtroppo guarda a me è diventata cosa fissa la mia insicurezza su tutto. Il mio aspetto fisico, il mio sapere fare le cose, ecc.
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Messaggioda Navigator63 » 01/04/2026, 20:14



Imothep ha scritto:Purtroppo guarda a me è diventata cosa fissa la mia insicurezza su tutto. Il mio aspetto fisico, il mio sapere fare le cose, ecc.

Una cosa che potresti fare, se vuoi, è scegliere un solo elemento che ti crea difficoltà (un aspetto di te che non ti piace o ti crea sofferenza), e provare pian pianino a lavorare su quello, a cambiarlo a piccoli passi. A volte anche solo un minimo cambiamento ci porta sollievo. :)

Se guardiamo ai nostri problemi tutti insieme, ci sembrano insormontabili. Come potrei superare quell'enorme montagna?!? :(
Ma se comincio a fare un passettino... e poi un altro... forse forse... 8-)

"Come si mangia un elefante? Tagliandolo a fettine."
(Proverbio africano)

Se vuoi provarci ma senti il bisogno di una "guida", un buon libro su questo tipo di cambiamenti è "Le vostre zone erronee" di Wayne Dyer. Un classico.
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Messaggioda Ledem » 03/04/2026, 12:04



A Capodanno la cosa migliore da fare è andare a dormire alle 21, è un giorno come un altro, mai dare tanto peso alle festività...sono fondamentalmente delle balle per rendere delle giornate speciali quando di fatto non lo sono.
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Capodanno da solo in piena tristezza

Messaggioda Navigator63 » 03/04/2026, 21:09



Ledem ha scritto:sono fondamentalmente delle balle per rendere delle giornate speciali quando di fatto non lo sono.

Eh... certamente le festività sono riti arbitrari, non oggettivi. Non c'è alcuna differenza oggettiva tra il 31/12 e l'1/01. :rolleyes:

Però... le feste sono dei "pretesti" per dare alle persone l'occasione di riunirsi, allietarsi, festeggiare o magari anche dimenticare le proprie tristezze.
Quindi non è questione di fatti, ma di umane emozioni. :)

Tieni anche presente che quando sono state istituite, i tempi erano assai più duri di oggi; per cui c'era un forte bisogno di accantonare per qualche ora l'asprezza ed il tedio quotidiani. :mmm2:
Secoli fa, un matrimonio, la festa del paese o la celebrazione del raccolto erano magari l'unica opportunità di riunirsi e festeggiare in svariati mesi. Tutti gli altri giorni erano duro lavoro, lotta contro la natura, malattie e morte. :???:
Secondo me, è questo che ha reso le festività così importanti nel nostro immaginario.
Oggi la vita è meno crudele, ma spesso è comunque dura e triste; per cui c'è ancora il bisogno di svagarsi e ritrovare il calore del gruppo.

Certo, per chi si sente escluso la festa non fa che accentuare il proprio triste stato: p.es. a San Valentino, chi non ha un partner vede rimarcata la propria solitudine. :(
Per costoro, concordo col tuo suggerimento: ricordarsi che la festa è solo un rito, e non farsene abbattere.
Sperando che arrivino giorni migliori. :coolok:
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Messaggioda Imothep » 14/04/2026, 1:01



Sapete questa sera guardando una serie televeisiva con cui ho passato la mia gioventù che è Dawson's Crwwk, ho capito quanto a me siano mancate tante cose. Se la guardavo allora era per colmare quelle cose. Adesso la guardo forse per farmi del male.
Mi è mancato avere amici come quelli che vedi li, perché a me sono arrivati a 17 anni grazie ad una persona che mi ha fatto un invito. Da allora è iniziata una vita nuova per me, tutta alla scoperta di nuove cose.
Mi sono mancate le prime fidanzate. La prima a 20 anni se non erro.
Mi sono mancati i campeggi, le gite, la famiglia e tutto quello che vedi in quel telefilm.
Allora mi accorgo solo oggi e mi chiedo: costa sto facendo adesso?
Sono caduto in depressione e stati d'ansia molto forti?
Posso recuperare quelle cose? No non si può, non tengo più 15 anni o 20. Non ne tengo 80 ma nemmeno per fare alcune cose.
Le sento mancare dentro di me.
Sento che anche la voglia di cercare un nuovo lavoro è sempre più bassa.
I miei stati d'animo sono sempre più negativi.
Anche lo sport mi va sempre peggio, perché io mi sento sempre fuori posto.
Le cure farmacologiche, mi hanno bloccato gli attacchi di ansia ma non la depressione.
Come qualcuno si ricorda io sono iperattivo.
Ma questa sera con quasi le lacrime agli occhi, mi chiedo cosa sarà di me? Passo la mattina a dormire fino alle 12 e poi non faccio in tempo a mandare le domande per il lavoro, perché quei siti delle agenzie interinali sono peggio dei siti della Nasa.
Non so più che dire...
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Imothep
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Messaggioda RyanTheNorthman » 15/04/2026, 20:46



Imothep ha scritto:Sapete questa sera guardando una serie televeisiva con cui ho passato la mia gioventù che è Dawson's Crwwk, ho capito quanto a me siano mancate tante cose. Se la guardavo allora era per colmare quelle cose. Adesso la guardo forse per farmi del male.
Mi è mancato avere amici come quelli che vedi li, perché a me sono arrivati a 17 anni grazie ad una persona che mi ha fatto un invito. Da allora è iniziata una vita nuova per me, tutta alla scoperta di nuove cose.
Mi sono mancate le prime fidanzate. La prima a 20 anni se non erro.
Mi sono mancati i campeggi, le gite, la famiglia e tutto quello che vedi in quel telefilm.
Allora mi accorgo solo oggi e mi chiedo: costa sto facendo adesso?
Sono caduto in depressione e stati d'ansia molto forti?
Posso recuperare quelle cose? No non si può, non tengo più 15 anni o 20. Non ne tengo 80 ma nemmeno per fare alcune cose.
Le sento mancare dentro di me.
Sento che anche la voglia di cercare un nuovo lavoro è sempre più bassa.
I miei stati d'animo sono sempre più negativi.
Anche lo sport mi va sempre peggio, perché io mi sento sempre fuori posto.
Le cure farmacologiche, mi hanno bloccato gli attacchi di ansia ma non la depressione.
Come qualcuno si ricorda io sono iperattivo.
Ma questa sera con quasi le lacrime agli occhi, mi chiedo cosa sarà di me? Passo la mattina a dormire fino alle 12 e poi non faccio in tempo a mandare le domande per il lavoro, perché quei siti delle agenzie interinali sono peggio dei siti della Nasa.
Non so più che dire...


Ciao Imothep. Sai, mi ritrovo in ciò che hai espresso, e sono d'accordo con te sul fatto che certe cose non possono essere recuperate e che, soprattutto, gli anni dell'adolescenza non ritornano, a prescindere dal fatto che li si abbia vissuti bene o no. Ho avuto una famiglia divisa e conflittuale, un padre assente, due nonni molto duri e severi. Ho lasciato un'attività sportiva che adoravo, l'equitazione, dopo sei anni passati a sopportare l'ansia, il fastidio e l'irritazione derivanti dalle lezioni fatte di frenesia, urla e lamentele quasi costanti; ad un certo punto, non era più una passione, un passatempo per potermi svagare, rilassare e divertire, ma era diventata un'ulteriore fonte di stress (come se non bastasse, quando mi sono confidato, non ho ricevuto alcuna comprensione, mi è stato solo detto che sono troppo sensibile e permaloso). Inoltre io, a differenza di te, non ho mai avuto amici (al di là dei contesti scolastici e/o sportivi) né qualcuno al quale essere legato sentimentalmente, sono cose che non ho proprio mai avuto modo di provare, nonostante l'impegno e la dedizione che ci ho messo per tantissimo tempo, cose che perciò non so nemmeno cosa significhino; in alcuni post avevo accennato al fatto di avere una diversità complessiva rispetto agli altri in generale, e la terapeuta che mi sta seguendo nel mio percorso psicologico (molto preparata su tematiche che mi riguardano) l'ha confermata, dicendomi che è inoltre un fattore molto rilevante nei vari ambiti sociali e determinante nella capacità di fare determinate cose, cosa che da una parte mi ha sollevato, tolto un dubbio, dall'altra mi ha sconvolto e mi ha trasmesso altra ansia e insicurezza (perdonami ma, almeno per il momento, trattandosi di una situazione piuttosto delicata, non mi va di andare nello specifico). Con gli psicofarmaci, invece, ho chiuso per sempre.
Per quanto riguarda il trovare lavoro, è vero, non è facile. Da quel che ho potuto dedurre, le agenzie interinali tendono a prediligere quei curriculum che fanno una certa scena, che spiccano rispetto ad altri, perciò non è proprio vero il fatto che chi è giovane riesce ad inserirsi agevolmente, anzi, spesso molte aziende pretendono che si abbia già una certa esperienza (nonostante il fatto che una persona sotto i 30 anni non possa avere esperienza consolidata in un determinato settore, per ovvi motivi), poiché quasi nessuna è disponibile ad offrire una formazione interna; e se non si è raccomandati né si hanno conoscenze dirette, ciò è un ulteriore svantaggio. Perciò, in molti si ritrovano costretti ad accettare lavori che non amano affatto, per i quali non hanno attitudine e predisposizione, e nei quali spesso vengono sfruttati e/o sottopagati.
Ti capisco Imothep, anch'io mi pongo molte domande simili alla tua, e ho paura del futuro, proprio perché non ho certezze, una base dalla quale partire, nulla sul quale potermi basare. Ti auguro, nonostante le difficoltà, di riuscire a trovare la tua strada.
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