Imothep ha scritto:Mi chiedo cosa sia il genere umano per fare tutto ciò ad alcune persone?
Approfitto di questa osservazione per notare un fenomeno che mi lascia perplesso...
E cioè che alcune persone sembrano aspettarsi che
"il mondo" (in senso ampio: il genere umano, la società, lo Stato, la Natura)
si occupi della loro felicità.
E quando ciò non accade, costoro reagiscono delusi, amareggiati e rabbiosi.
Ma secondo me questa è un'aspettativa illusoria.
E mi sembra un confondere la società con la famiglia. Mi spiego meglio:
- Dalla
famiglia ci si aspetta che essa si occupi del nostro
benessere sia fisico che emotivo / affettivo (poi spesso ciò non accade, ma l'aspettativa è comunque legittima).
- Mentro la
società (o lo Stato) ha il compito di occuparsi del nostro
benessere fisico concreto (in modi limitati), ma NON di quello emotivo / affettivo.
P.es. lo Stato si occupa dei cittadini con le leggi e le forze dell'ordine, o il SSN, o le pensioni. Ma non si può occupare di fornire amore a chi non lo trova, o sesso a chi ne ha bisogno, o compagnia per chi si sente solo.
La società prova a fare qualcosa magari attraverso il volontariato, o le persone di buona volontà, ma non può fare miracoli.
Il suo scopo non è rendere tutti felici.
Alla fin fine, la propria felicità individuale è una
responsabilità personale. Cioè tocca a me occuparmi della mia; nessun altro ha questo compito.
Il mio bisogno d'amore o di compagnia è un bisogno di cui mi devo occupare io; non posso delegarlo (a meno che io sia un bambino). Posso chiedere aiuto, certo, ma non posso aspettarmi che altri se ne occupino per me.
Certo, in un mondo ideale ogni sofferenza verrebbe attenuata e lenita in qualche modo... ma ciò mi appare utopico.
Nonostante gli
enormi progressi fatti dalla società, il nostro non è un mondo ideale - e dubito possa mai esserlo (non è nella nostra natura, né nella Natura).
Mi chiedo se chi ha questo tipo di aspettative sia diventato realmente
adulto... o sia ancora psicologicamente un
bambino, che quindi si aspetta di venire accudito come se fosse ancora in famiglia.
