Capodanno da solo in piena tristezza
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Imothep
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Capodanno da solo in piena tristezza
Ciao a tutti è tanto che non scrivo qualcosa qui. Comunque quest'anno passo il 31 da solo senza ne lavorare (perché purtroppo un raccomandato mi ha preso il posto) e ne fare nulla. Potrei andare in qualche città d'arte anche da solo perché comunque li non smetti mai di vedere e ci sta tanta gente, ma purtroppo l'ansia è troppo forte. Quindi se devo viaggiare di pomeriggio lo faccio ma di mattina mi è quasi impossibile.
Voi che farete? Siete soli e se si cosa fate per non esserlo? Se ci sta qualcuno da solo senza problemi si può unire viaggio ovunque!
Voi che farete? Siete soli e se si cosa fate per non esserlo? Se ci sta qualcuno da solo senza problemi si può unire viaggio ovunque!
- DanyDuck
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Capodanno da solo in piena tristezza
Ciao, per la serie "Mal comune mezzo gaudio" pure io questo capodanno lo passo in solitudine (come anche quello passato), al massimo se le temperature non saranno troppo gelide farò due passi in centro prima dello scoccare della mezzanotte.
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oltrepo
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Capodanno da solo in piena tristezza
anch,io faro il capodanno solo
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Imothep
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Capodanno da solo in piena tristezza
Mi chiedo cosa sia il genere umano per fare tutto ciò ad alcune persone?
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oltrepo
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Capodanno da solo in piena tristezza
mettero un po dei miei peggiori capodanni
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ClaudiaK
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Capodanno da solo in piena tristezza
Ciao e Auguri di Buon Anno a tutti.oltrepo ha scritto:mettero un po dei miei peggiori capodanni
Oltrepo, ho letto il tuo nuovo 3D (molto carino, anche se l'argomento non è allegro); e siccome non voglio invaderlo, ti lancio la scommessa che ci può essere anche di peggio, come posso dirti qui.
Capodanno del primo anno da separata (con figlio bambino). Avevo un po' di febbre e spossatezza (influenzina) e in famiglia lo sapevano tutti, tant'è che mio padre al mattino mi aveva portato una busta di arance per farmi spremute.
Mio figlio era di là dai miei, proprio per non stare troppo a contattto con me, e io ero convintissima che stessero preparando per fare Fine Anno in famiglia.
Arrivano le 20.30 e nessuno mi dice nulla, quindi chiamo.
E' una di quelle cose (piccole, per carità) che esprimono un universo intero di sintonie mancate (e quest, invece. è pesante). In breve : mia madre, molto amante delle cene fuori, aveva prenotato il "veglione" in uno di quei posti improponibili in cui si mangia <così-così> e poi si "abballa"
Il bello è che aveva prenotato (pure!) per 4, e cioè lei, mio padre, mio fratello...e persino mio figlio.
Poi ebbe la fulminazione di dirmi "vabbè ma vieni anche tu!"... No comment.
Sarò fatta male io, ma se un pazzo mi avesse dato un pugno nello stomaco...p quasi sicuro che mi avrebbe fatto meno male.
E siccome almeno con mio figlio VOLEVO festeggiare...con tanto di febbre addosso mi unii iper-scazzata a questa serata penosa, in cui vissi esattamente tutto quello che sapevo benissimo si possa vivere.
Ne traggo una morale piccola piccola: è una delle tante circostanze in cui ci si può sentire glacialmente SOLI anche tra la gente e persino IN famiglia...
Senza pipponi: il mio augurio a tutti i forumisti è imparare sempre meglio a volersi sempre più bene.
P.s. : anch'io sto passando questa serata da sola.
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Quasi un racconto dell'orroreClaudiaK ha scritto:Ne traggo una morale piccola piccola: è una delle tante circostanze in cui ci si può sentire glacialmente SOLI anche tra la gente e persino IN famiglia...![]()
Io non ho mai sentito il senso della famiglia (probabilmente perché la mia di origine è stata così scadente, che non me l'ha trasmesso)...
e dopo la lettura di racconti come il tuo, mi vien da dire che non averla non è necessariamente una gran perdita.
E aggiungerei che una comunità online come MyHelp, dove le persone ti ascoltano, ti accolgono e ti capiscono (o almeno ci provano), in qualche modo è meglio di certe famiglie.
Consoliamoci.
PS: Buon anno a tutti
Il mio Blog "Psicofelicità": https://psicofelicita.blogspot.com/
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Non so quanto ti possa consolare, ma anch'io l'ho passato da solo.Imothep ha scritto:Comunque quest'anno passo il 31 da solo senza ne lavorare (perché purtroppo un raccomandato mi ha preso il posto) e ne fare nulla.
Mi sono preparato un bel piatto di lenticchie con cipolle (slurp!) e mi sono visto un bel film. Poi a nanna.Voi che farete? Siete soli e se si cosa fate per non esserlo?
A dir la verità ho patito di più il Natale da solo; Capodanno non mi ha mai coinvolto granché.
La solitudine l'accetto; preferisco la mia compagnia che dover "per forza" stare con qualcuno che non mi interessa.
Certo che mi manca moltissimo una compagna con cui condividere attività e coccole.
Purtroppo l'AI non è ancora arrivata a quei livelli...
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ClaudiaK
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Grazie del commento e concordo su tutta la lineaNavigator63 ha scritto:Quasi un racconto dell'orroreClaudiaK ha scritto:Ne traggo una morale piccola piccola: è una delle tante circostanze in cui ci si può sentire glacialmente SOLI anche tra la gente e persino IN famiglia...![]()
![]()
Io non ho mai sentito il senso della famiglia (probabilmente perché la mia di origine è stata così scadente, che non me l'ha trasmesso)...
e dopo la lettura di racconti come il tuo, mi vien da dire che non averla non è necessariamente una gran perdita.
E aggiungerei che una comunità online come MyHelp, dove le persone ti ascoltano, ti accolgono e ti capiscono (o almeno ci provano), in qualche modo è meglio di certe famiglie.
Consoliamoci.![]()
(unica osservazione : io il senso della famiglia l'avrei molto forte : un po' forse è per indole, e tanto altro è sicuramente perchè ne godei davvero, grazie a mia nonna materna e mio padre. Ma non ci sono più da qualche decennio...
Visione (e pratica) assolutamente identica alla mia, decisamente nel segno della NON-mestizia (tutt'altro, anzi!)Navigator63 ha scritto:Mi sono preparato un bel piatto di lenticchie con cipolle (slurp!) e mi sono visto un bel film. Poi a nanna.
A dir la verità ho patito di più il Natale da solo; Capodanno non mi ha mai coinvolto granché.
La solitudine l'accetto; preferisco la mia compagnia che dover "per forza" stare con qualcuno che non mi interessa.
Però penso che Imothep abbia una parte di fondatissime ragioni, quando dice :
In pillola: in realtà è facilissimo e persino liberatorio "schivare" , per chi le ha vissute, una serie di situazioni (comprese quelle familiari) di cui si sono toccate con mano tanto le illusioni che le amarissime disillusioni: mentre invece, mi sembra umanissimo che resti l'idea di un "paradiso negato" per chi non ha proprio vissuto quelle stesse esperienze, e quindi continua ad immaginarle , appunto, come "paradisi negati /preclusi".Imothep ha scritto:Mi chiedo cosa sia il genere umano per fare tutto ciò ad alcune persone?
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Approfitto di questa osservazione per notare un fenomeno che mi lascia perplesso...Imothep ha scritto:Mi chiedo cosa sia il genere umano per fare tutto ciò ad alcune persone?
E cioè che alcune persone sembrano aspettarsi che "il mondo" (in senso ampio: il genere umano, la società, lo Stato, la Natura) si occupi della loro felicità.
E quando ciò non accade, costoro reagiscono delusi, amareggiati e rabbiosi.
Ma secondo me questa è un'aspettativa illusoria. E mi sembra un confondere la società con la famiglia. Mi spiego meglio:
- Dalla famiglia ci si aspetta che essa si occupi del nostro benessere sia fisico che emotivo / affettivo (poi spesso ciò non accade, ma l'aspettativa è comunque legittima).
- Mentro la società (o lo Stato) ha il compito di occuparsi del nostro benessere fisico concreto (in modi limitati), ma NON di quello emotivo / affettivo.
P.es. lo Stato si occupa dei cittadini con le leggi e le forze dell'ordine, o il SSN, o le pensioni. Ma non si può occupare di fornire amore a chi non lo trova, o sesso a chi ne ha bisogno, o compagnia per chi si sente solo.
La società prova a fare qualcosa magari attraverso il volontariato, o le persone di buona volontà, ma non può fare miracoli. Il suo scopo non è rendere tutti felici.
Alla fin fine, la propria felicità individuale è una responsabilità personale. Cioè tocca a me occuparmi della mia; nessun altro ha questo compito.
Il mio bisogno d'amore o di compagnia è un bisogno di cui mi devo occupare io; non posso delegarlo (a meno che io sia un bambino). Posso chiedere aiuto, certo, ma non posso aspettarmi che altri se ne occupino per me.
Certo, in un mondo ideale ogni sofferenza verrebbe attenuata e lenita in qualche modo... ma ciò mi appare utopico.
Nonostante gli enormi progressi fatti dalla società, il nostro non è un mondo ideale - e dubito possa mai esserlo (non è nella nostra natura, né nella Natura).
Mi chiedo se chi ha questo tipo di aspettative sia diventato realmente adulto... o sia ancora psicologicamente un bambino, che quindi si aspetta di venire accudito come se fosse ancora in famiglia.
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