Navigator63 ha scritto:alcune persone sembrano aspettarsi che
"il mondo" (in senso ampio: il genere umano, la società, lo Stato, la Natura)
si occupi della loro felicità.
E quando ciò non accade, costoro reagiscono delusi, amareggiati e rabbiosi.

Mi chiedo se chi ha questo tipo di aspettative sia diventato realmente
adulto... o sia ancora psicologicamente un
bambino, che quindi si aspetta di venire accudito come se fosse ancora in famiglia.

Sai, una volta facevo così anch'io (durante l'infanzia e la prima adolescenza, la mia cosiddetta "epoca fiabesca"): mi immaginavo che sarei stato accolto, rispettato, coinvolto, incoraggiato, amato, qualunque strada avrei preso e qualunque persona sarei diventato. Poi ho imparato che dal mondo non ci si può aspettare proprio nulla, che è una realtà ostile, agguerrita, egoista, indifferente, nel quale ci si deve arrangiare, adattare, sottostare, volenti o nolenti; si deve sopravvivere, insomma. Tuttora sono molto deluso, inoltre mi sento sempre più disconnesso dalla società, e forse ciò vuol dire che in fondo sono ancora un bambino, e probabilmente rimarrò tale.
Navigator63 ha scritto:Alla fin fine, la propria felicità individuale è una responsabilità personale. Cioè tocca a me occuparmi della mia; nessun altro ha questo compito.
Il mio bisogno d'amore o di compagnia è un bisogno di cui mi devo occupare io; non posso delegarlo (a meno che io sia un bambino).
Certamente, sono d'accordo, infatti è da tempo immemore che mi sto impegnando a cercare la mia felicità, ma ancora non l'ho trovata. Alcune persone purtroppo, per un motivo o per un altro, non riescono a trovarla, per quanto lo desiderino e si sforzino.
Navigator63 ha scritto:Posso chiedere aiuto, certo, ma non posso aspettarmi che altri se ne occupino per me.
Parlando secondo l'esperienza mia e di tanti altri, a volte, anche se chiedi aiuto, o te ne viene dato in modo insufficiente/inadeguato ai tuoi bisogni o vieni totalmente ignorato, e sì, ciò accade persino nell'ambito dei servizi pubblici offerti al cittadino, incluso quello psicologico. Perciò torniamo al punto di prima, che ce la si deve cavare da soli, e a chi purtroppo non ci riesce non si prospetta un destino molto luminoso: per dirlo senza girarci intorno, o finisce per strada, o in un istituto psichiatrico oppure direttamente al cimitero.
Navigator63 ha scritto:Certo, in un mondo ideale ogni sofferenza verrebbe attenuata e lenita in qualche modo... ma ciò mi appare utopico.
Nonostante gli
enormi progressi fatti dalla società, il nostro non è un mondo ideale - e dubito possa mai esserlo (non è nella nostra natura, né nella Natura).
Già, hai proprio centrato il punto.
Navigator63 ha scritto:mi sembra un confondere la società con la famiglia.
Approfitto di questo per rivolgermi in generale a tutti gli utenti di questo forum: io, ad essere sincero, mi aspettavo di trovare una famiglia qui (come tra l'altro è trascritto anche nella descrizione), invece ciò che ho trovato è un ambiente debole, confuso, non ben definito, frequentato perlopiù da persone che partecipano molto poco, hanno una scarsa voglia di conversare, non possiedono spirito di gruppo, di alleanza, e che magari si limitano ad esprimere il proprio dolore, a raccontare tutte le cose spiacevoli che accadono loro e a pretendere ascolto e conforto quando loro stesse non lo offrono agli altri (tranne coloro che fanno eccezione ovviamente).
Il/i moderatore/i ci sono e non ci sono, prendono parte molto raramente ai thread aperti, e quando lo fanno, rispondono una sola volta al diretto interessato per poi non farsi più sentire, lasciando il suo messaggio lì, in sospeso, e inoltre, non introducono mai degli argomenti di propria iniziativa, non cercano in alcun modo di rendere gli iscritti partecipi, di invogliarli ad esprimersi, mettersi a confronto, dare il proprio contributo.
Probabilmente qualcuno ne rimarrà infastidito, ma di fatto ho detto la verità, e ci tenevo particolarmente a condividere ciò perché non mi sembra corretto che questo forum passi per quello che in pratica non è, e non vorrei nemmeno che qualcuno che vi approda per la prima volta si crei false aspettative e speranze vane.
Mi piacerebbe che questo messaggio passasse, e sia chiaro: non nutro rancore per nessuno né questa è una provocazione nei confronti della comunità degli iscritti.
Detto ciò, vogliate perdonarmi, vado a disintossicarmi da tutto il veleno che ho respirato quest'oggi e a cercare di godermi la stagione invernale (a mio parere uno dei periodi migliori dell'anno), almeno per quanto mi è possibile. Spero che potrete farlo anche voi.