Secondo voi per quale motivo l'autolesionismo è così sottovalutato?

L'autolesionismo non è spaventoso. È l'affinità al dolore. E' dar voce ai sentimenti che non riescono a uscire, per sentire il dolore che si ha dentro.
Spesso mosso dal senso di colpa e spesso da parte di chi è troppo duro con se stesso: "Finalmente posso punirmi".
Autolesionismo e masochismo, un immenso dolore che non riesce a uscire se non col sangue!
La sezione è nata per trovare, col dibattito, lo sfogo, e il proprio sentire, il problema alla radice o semplicemente per poter parlare di questo problema è sentirsi meno soli.

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Secondo voi per quale motivo l'autolesionismo è così sottovalutato?

Messaggioda yami » 27/12/2020, 16:13



In generale, parlando con le persone, ci sono patologie e disturbi a cui si è smisuratamente più attenti, dei quali si parla con estrema delicatezza e riguardo. Perché, invece, quando viene tirato in ballo l'autolesionismo viene sminuito e trattato come una turba adolescenziale da niente?
C'è sempre di mezzo il poco maturo appellativo "emo", come fossimo rimasti indietro di decenni, viene sempre associato a contesti infantili.
C'è anche da aggiungere che spesso, quando si cerca di sensibilizzare al riguardo lo si fa in modo superficiale, ma continuo a non capire il motivo nemmeno di questo.
Avete esperienze al riguardo?
Che ne pensate?
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Secondo voi per quale motivo l'autolesionismo è così sottovalutato?

Messaggioda SVeritas » 27/12/2020, 16:48



Sai che ci pensavo proprio ieri sera a questa cosa? Nessuno se lo fila l’autolesionismo, viene visto come un comportamento infantile e appartenente soltanto agli adolescenti. Ma non è affatto così. Io sono autolesionista da quando ero adolescente, e lo sono ancora. Non l’ho mai fatto tanto spesso, mi capita solamente quando sto veramente ma veramente male, allora mi taglio e sto un po’ meglio. Ma poi mi sento subito in colpa e penso a come poter nascondere i tagli. Tendenzialmente lo faccio sulle braccia, ma ho diverse cicatrici in altri posti. Le cicatrici che ho derivano dal fatto che mi sono procurata alcuni tagli troppo profondamente, perché per esempio sulle braccia non si vede nulla, siccome mi taglio sempre superficialmente, proprio per evitare la permanenza di cicatrici. Mi fanno stare male e mi ricordano ciò che ho fatto. Spero di riuscire a smettere completamente. Ora sarà da un mesetto che non lo faccio più... comunque conosco solo una persona che lo fa, un mio amico, per il resto non lo dico a nessuno perché si viene subito presi per pazzi, masochisti ed auto-sabotatori. Peccato che conosco tantissime persone che si sfondano di alcol di continuo, e loro non si definiscono autolesionisti, ma lo sono eccome. Perché questo è farsi del male esattamente come tagliarsi, ma in una maniera più socialmente accettata. A me bere fa schifo, e chi non beve, si sa, fra i giovani viene considerato uno sfigato, però se dico che a volte mi taglio, sono una pazza.
Forse c’è qualcosa che non va nella nostra società...
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Secondo voi per quale motivo l'autolesionismo è così sottovalutato?

Messaggioda yami » 27/12/2020, 18:47



SVeritas ha scritto:Sai che ci pensavo proprio ieri sera a questa cosa? Nessuno se lo fila l’autolesionismo, viene visto come un comportamento infantile e appartenente soltanto agli adolescenti. Ma non è affatto così. Io sono autolesionista da quando ero adolescente, e lo sono ancora. Non l’ho mai fatto tanto spesso, mi capita solamente quando sto veramente ma veramente male, allora mi taglio e sto un po’ meglio. Ma poi mi sento subito in colpa e penso a come poter nascondere i tagli. Tendenzialmente lo faccio sulle braccia, ma ho diverse cicatrici in altri posti. Le cicatrici che ho derivano dal fatto che mi sono procurata alcuni tagli troppo profondamente, perché per esempio sulle braccia non si vede nulla, siccome mi taglio sempre superficialmente, proprio per evitare la permanenza di cicatrici. Mi fanno stare male e mi ricordano ciò che ho fatto. Spero di riuscire a smettere completamente. Ora sarà da un mesetto che non lo faccio più... comunque conosco solo una persona che lo fa, un mio amico, per il resto non lo dico a nessuno perché si viene subito presi per pazzi, masochisti ed auto-sabotatori. Peccato che conosco tantissime persone che si sfondano di alcol di continuo, e loro non si definiscono autolesionisti, ma lo sono eccome. Perché questo è farsi del male esattamente come tagliarsi, ma in una maniera più socialmente accettata. A me bere fa schifo, e chi non beve, si sa, fra i giovani viene considerato uno sfigato, però se dico che a volte mi taglio, sono una pazza.
Forse c’è qualcosa che non va nella nostra società...


Sono d'accordo.
Io in passato mi tagliavo, anche dopo aver smesso ho cercato mille modi per nascondere il braccio perché purtroppo le cicatrici sono davvero evidenti, poi ho smesso ed ho cominciato a fregarmene, così come ho cominciato a fregarmene dell'infantilismo dei commenti altrui quando vedevano, appunto, il braccio. Ci ho messo davvero tanto ad accettare le cicatrici, provavo senso di colpa esattamente nello stesso modo in cui lo descrivi tu, ma ti assicuro che un giorno, i segni che ti sono rimasti, li guarderai con occhi diversi e non ti faranno più sentire in colpa. Purtroppo è un passo lungo e difficile, così come lo è smettere, ma non è impossibile.
Il consiglio più spassionato che posso darti è quello di non lasciarti andare e di combattere ogni volta che senti il bisogno di farlo, facendolo sempre più spesso vedrai che diventerà possibile fermarsi in tempo, e volta per volta sarà anche sempre più facile.
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Secondo voi per quale motivo l'autolesionismo è così sottovalutato?

Messaggioda Misantropa88 » 28/12/2020, 15:34



Purtroppo ci sono problemi e disturbi di serie A e di serie B. Anche la fobia sociale e il disturbo evitante vengono minimizzati, e non immagini quante volte mi sono sentita dire "basta uscire un po' di più e vedrai che passa tutto", "con l'età la timidezza va via", "buttati un po' e vedrai che ti passa" e altre stronzate simili. Se ci fai caso, non si parla mai di questi disturbi, e spesso si pensa solo che sia una semplice timidezza del tutto superabile. Chi ne soffre gravemente sa bene che non è così. Per l'autolesionismo vale un po' lo stesso discorso. Viene visto come un problema adolescenziale a cui ricorre chi cerca di attirare l'attenzione. E anche la timidezza viene vista come qualcosa di infantile e facilmente superabile maturando e facendo esperienze. La gente non sa di cosa parla, e farebbe bene a stare zitta e a tacere se non sa le cose.
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Secondo voi per quale motivo l'autolesionismo è così sottovalutato?

Messaggioda yami » 28/12/2020, 23:19



Misantropa88 ha scritto:Purtroppo ci sono problemi e disturbi di serie A e di serie B. Anche la fobia sociale e il disturbo evitante vengono minimizzati, e non immagini quante volte mi sono sentita dire "basta uscire un po' di più e vedrai che passa tutto", "con l'età la timidezza va via", "buttati un po' e vedrai che ti passa" e altre stronzate simili. Se ci fai caso, non si parla mai di questi disturbi, e spesso si pensa solo che sia una semplice timidezza del tutto superabile. Chi ne soffre gravemente sa bene che non è così. Per l'autolesionismo vale un po' lo stesso discorso. Viene visto come un problema adolescenziale a cui ricorre chi cerca di attirare l'attenzione. E anche la timidezza viene vista come qualcosa di infantile e facilmente superabile maturando e facendo esperienze. La gente non sa di cosa parla, e farebbe bene a stare zitta e a tacere se non sa le cose.

Capisco benissimo di cosa parli soffrendo anche io di ansia sociale. Sai quante volte mi sono state dette le medesime parole ed ho potuto solo alzare gli occhi al cielo.

Il punto però è che non dovrebbero esistere disturbi di serie A o B, e niente dovrebbe essere visto come un qualcosa di infantile.
Anzi, per me è molto più ignorante ed infantile pensare che chi si taglia lo faccia per cercare attenzioni, poi boh...
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Secondo voi per quale motivo l'autolesionismo è così sottovalutato?

Messaggioda Misantropa88 » 29/12/2020, 15:50



Non dovrebbe essere così, ma di fatto lo è. Anche la depressione viene sminuita e sottovalutata. Anche in quel caso, viene vista come una fase adolescenziale, si dà spesso la colpa a chi ne soffre perché viene visto come pigro o come uno che fa la vittima, e danno consigli come "ridi che la vita ti sorride", come se fosse così facile, oppure "esci con qualcuno che ti passa", quando c'è gente tipo me che è depressa da una vita (quindi, chiaramente non è solo una fase adolescenziale, visto che l'adolescenza l'ho superata da tempo) e a cui stare con la gente peggiora solo la depressione. Gli infantili sono solo loro che danno consigli inutili e nocivi senza sapere e facendo più danni che altro.
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Secondo voi per quale motivo l'autolesionismo è così sottovalutato?

Messaggioda kathellyna » 29/12/2020, 17:24



qualsiasi problema che non abbia pesanti cause esterne, ad esempio una grave malattia fisica, è sottovalutato e spesso a chi lo ha è implicitamente fatto capire che in qualche modo è colpa sua, ha sbagliato, ha fatto in modo che accadesse o è troppo debole/immaturo/sfaticato per reagire a ciò che gli è accaduto e preferisce "fare la vittima". oppure viene detto che si lamenta per niente, perché ci sono problemi peggiori.

è sicuramente il caso dell'autolesionismo ["roba da ragazzini in cerca di attenzione"] e di molte altre forme di sofferenza. da ciò che ho notato le uniche accettate sono lutti pesanti [ma solo genitori, fratelli, figli e marito/moglie, già per un altro parente o un amico ti guardano strano, e solo per qualche giorno, poi iniziano a dirti che non devi lagnarti più e devi andare avanti] e problemi gravissimi in famiglia tipo uno dei parenti menzionati prima in punto di morte [es. i nonni no, "perché quello succede a tutti"] o roba da intervento diretto dei servizi sociali o della polizia. l'unica altra eccezione è per quei problemi per cui in un certo periodo va "di moda" essere [anche in modo assolutamente esagerato] sensibili, non scrivo altro perché non ho né la voglia né la pazienza di vedere polemiche ma si sa quali sono i temi a cui mi riferisco.

tutto il resto è sottovalutato, se tenti il suicidio è perché sei egoista, se non hai soldi è perché sei un fallito, se passi la giornata a piangere sei sfaticato, se subisci bullismo è perché "non sai integrarti", se sei solo è perché non hai niente da offrire, se ti accade qualche disgrazia ti diranno che a loro è successo di peggio, se ti impegni in qualcosa e fallisci è perché non ci hai provato abbastanza, se qualcuno si comporta male con te è perché "gliel'hai permesso", se hai problemi con il cibo stai sputando sulla fortuna che hai avuto di nascere in una parte del mondo dove c'è la possibilità di mangiare, se dici di avere problemi [non gravissimi] in famiglia sei viziato, se sei depresso è perché "te lo puoi permettere" ecc. ecc.
l'autolesionismo poi è uno di quei problemi per cui la gente pensa "è qualcosa che ti sei provocato da solo, quindi perché ti lagni?", come pure le dipendenze o anche "semplicemente" aver perso degli anni di vita, di studio, di lavoro ecc.

cose che purtroppo non vanno neppure nominate se non si vogliono ricevere pessime risposte.
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Secondo voi per quale motivo l'autolesionismo è così sottovalutato?

Messaggioda Loris89 » 29/12/2020, 18:17



Kathellina ho ritagliato una parte del tuo messaggio (ovviamente oscurando nome, forum ecc) e l'Ho messo come stato di whatsapp.

Giusto per farti capire che condivido al 101% tutto quello che hai scritto.
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Secondo voi per quale motivo l'autolesionismo è così sottovalutato?

Messaggioda yami » 30/12/2020, 23:31



kathellyna ha scritto:qualsiasi problema che non abbia pesanti cause esterne, ad esempio una grave malattia fisica, è sottovalutato e spesso a chi lo ha è implicitamente fatto capire che in qualche modo è colpa sua, ha sbagliato, ha fatto in modo che accadesse o è troppo debole/immaturo/sfaticato per reagire a ciò che gli è accaduto e preferisce "fare la vittima". oppure viene detto che si lamenta per niente, perché ci sono problemi peggiori.

è sicuramente il caso dell'autolesionismo ["roba da ragazzini in cerca di attenzione"] e di molte altre forme di sofferenza. da ciò che ho notato le uniche accettate sono lutti pesanti [ma solo genitori, fratelli, figli e marito/moglie, già per un altro parente o un amico ti guardano strano, e solo per qualche giorno, poi iniziano a dirti che non devi lagnarti più e devi andare avanti] e problemi gravissimi in famiglia tipo uno dei parenti menzionati prima in punto di morte [es. i nonni no, "perché quello succede a tutti"] o roba da intervento diretto dei servizi sociali o della polizia. l'unica altra eccezione è per quei problemi per cui in un certo periodo va "di moda" essere [anche in modo assolutamente esagerato] sensibili, non scrivo altro perché non ho né la voglia né la pazienza di vedere polemiche ma si sa quali sono i temi a cui mi riferisco.

tutto il resto è sottovalutato, se tenti il suicidio è perché sei egoista, se non hai soldi è perché sei un fallito, se passi la giornata a piangere sei sfaticato, se subisci bullismo è perché "non sai integrarti", se sei solo è perché non hai niente da offrire, se ti accade qualche disgrazia ti diranno che a loro è successo di peggio, se ti impegni in qualcosa e fallisci è perché non ci hai provato abbastanza, se qualcuno si comporta male con te è perché "gliel'hai permesso", se hai problemi con il cibo stai sputando sulla fortuna che hai avuto di nascere in una parte del mondo dove c'è la possibilità di mangiare, se dici di avere problemi [non gravissimi] in famiglia sei viziato, se sei depresso è perché "te lo puoi permettere" ecc. ecc.
l'autolesionismo poi è uno di quei problemi per cui la gente pensa "è qualcosa che ti sei provocato da solo, quindi perché ti lagni?", come pure le dipendenze o anche "semplicemente" aver perso degli anni di vita, di studio, di lavoro ecc.

cose che purtroppo non vanno neppure nominate se non si vogliono ricevere pessime risposte.


Condivido tutto pienamente, in particolare la seconda parte del tuo messaggio.
Ma la mia domanda era sorta da certi fatti: tutte le patologie non visibili sono certamente sottovalutate, ma in qualche modo c'è sempre qualcuno che ne parla (mi riferisco a piccole percentuali, è chiaro. Può essere un video su youtube come un post su un forum), che possa essere di depressione, attacchi di panico, disturbi dell'umore, ecc.
Il punto è che una minoranza, al riguardo, cerca di sensibilizzare mentre con l'autolesionismo questo non accade mai.
Era questo in particolare che mi chiedevo: come mai le poche persone che sensibilizzano su determinati problemi, l'autolesionismo non se lo cagano nemmeno per sbaglio? Davvero è considerato talmente infantile, "di serie B", come detto prima, da non ricevere attenzioni nemmeno dalle poche persone attente alle patologie mentali?

Diciamo che parlavo di una percentuale in un'ulteriore piccola percentuale.
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