BDSM e dolore

Quando il dolore acquista un significato

L'autolesionismo non è spaventoso. È l'affinità al dolore. E' dar voce ai sentimenti che non riescono a uscire, per sentire il dolore che si ha dentro.
Spesso mosso dal senso di colpa e spesso da parte di chi è troppo duro con se stesso: "Finalmente posso punirmi".
Autolesionismo e masochismo, un immenso dolore che non riesce a uscire se non col sangue!
La sezione è nata per trovare, col dibattito, lo sfogo, e il proprio sentire, il problema alla radice o semplicemente per poter parlare di questo problema è sentirsi meno soli.

Moderatore: elle8n

BDSM e dolore

Messaggioda Mustafà » 29/03/2018, 19:50



Devo dissentire con tutti quelli che danno una possibile interpretazione positiva del masochismo. Farsi male è odio per se stessi,punto.
Il fatto che poi prova una sensazione di pace non significa nulla se non il fatto che punendosi in quel modo evita di punirsi in un'altro.
Chi lo fa deve indagare quale altro. La cosa può anche essere molto inconscia ovviamente.
Vi faccio il mio esempio, ma vale per tutti perchè la dinamica è semplice ed elementare: dipendenza>rabbia/odio(di ribellione alla prima)>senso di colpa(autolesionismo come sfogo).
L'autolesionismo può essere tagliarsi, fumare,distruggersi con le droghe. Ognuna di queste cose altro non è che il trasferimento di un mix di dipendenza/colpa dal piano interiore,emotivo e psicologico, a quello fisico. Una scappatoia,a volte veramente distruttiva.
Ecco il mio esempio io mi rendo conto che dipendo dall'approvazione della mia famiglia nonchè dal dover servire e compiacere mia madre. Da quando me ne sono reso conto e sto cercando di smarcarmi ho avuto episodi autolesionistici e la dinamica è palese: quando sto per tagliarmi e riesco ad evitarlo mi chiedo:cosa sarei costretto a fare ora se non mi tagliassi? La risposta è: andare da mia madre! A volte riesco a fermarmi e a non fare ne una ne l'altra cosa, a volte no. Per me essere asservito a mia madre sarebbe una punizione infertaa me stesso,tagliarmi altrettanto,la mente dirige quell'impulso dove può.
Chi si soddisfa nel farsi male e dopo averlo fatto sente solo piacere e pace è messo male, il suo problema è parecchi radicato e grave.
Se poi uno vuole trasferire la cosain ambito sessuale e "liberarsi" così faccia pure per carità, ma è una liberazione illusoria da un problema che li è e li resta. E se poi un giorno si innamora di qualcuno che di masochismo non vuol sentir parlare? Che fa?
Poi ognuno ha diritto a tenersi i suoi problemi e disturbi, ci mancherebbe:il primo diritto umano è il diritto ai propri disturbi!

PS:Io per diverse cose sto usando i fiori di bach(l'effetto è innegabile, ma la soluzione totale è difficile da raggiungere,comunque funzionano), chi fosse interessato può contattarmi in privato così posso dargli due dritte su quali testi leggere(se vuole fare da solo) o a quali terapeuti rivolgersi.
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Messaggioda Navigator63 » 30/03/2018, 3:45



Disperso ha scritto:Devo dissentire con tutti quelli che danno una possibile interpretazione positiva del masochismo. Farsi male è odio per se stessi,punto.
[...]
Vi faccio il mio esempio, ma vale per tutti perchè la dinamica è semplice ed elementare: dipendenza>rabbia/odio(di ribellione alla prima)>senso di colpa(autolesionismo come sfogo).

Disperso, la tua posizione è la classica dell'ignorante che sentenzia :rolleyes:
Tanto è vero che confondi masochismo con autolesionismo, attitudini ben diverse (che possono a volte sovrapporsi, ma non è certo la norma).
(inoltre credi che la tua dinamica sia rappresentativa di tutti - ma ognuno ha una storia a sé)

- Credo che qui nessuno abbia negato che l'autolesionismo sia un'attitudine patologica. Certo non io.
- Invece il masochismo (che di rado arriva al livello di lasciare segni fisici permanenti, e questa è già una bella differenza) può avere come motivazione sia delle problematiche psicologiche, che essere una delle tante inclinazioni erotiche possibili.
- Inoltre l'autolesionismo è un'attitudine privata, solitaria, di cui la persona si vergogna; mentre il masochismo è un'attività di relazione, che il masochista ha piacere di condividere con un partner disponibile.
- Infine, l'autolesionista non sta MAI bene con se stesso (piuttosto il contrario); mentre il masochista può essere anche una persona che sta bene con se stessa.

Vedi bene che la similitudine è solo superficiale. :dunno:

Ricordiamo che per secoli l'omosessualità è stata considerata una malattia, anche dalla comunità scientifica, ed è solo da qualche decennio che non lo è più; il masochismo può essere considerato su un piano simile: è un'inclinazione innata che ha solo una minoranza, ma a quella minoranza piace così 8-)
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Messaggioda Eco » 30/03/2018, 7:56



Disperso, non ssiamo tutti uguali e sopratutto non ho parlato che voglio fare masochismo o roba simile, ti consiglio di guardare l'altro topic per capire meglio la mia situazione, apprezzo la tua critica costruttiva anche se non la condivido a pieno.. buona giornata
ps: ho scritto qua perchè avevo visto "dolore=piacere" <~ detto stretto ovviamente non fraintendete.
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Messaggioda Mustafà » 30/03/2018, 11:19



Navigator63 ha scritto:
Disperso ha scritto:Devo dissentire con tutti quelli che danno una possibile interpretazione positiva del masochismo. Farsi male è odio per se stessi,punto.
[...]
Vi faccio il mio esempio, ma vale per tutti perchè la dinamica è semplice ed elementare: dipendenza>rabbia/odio(di ribellione alla prima)>senso di colpa(autolesionismo come sfogo).

Disperso, la tua posizione è la classica dell'ignorante che sentenzia :rolleyes:
Tanto è vero che confondi masochismo con autolesionismo, attitudini ben diverse (che possono a volte sovrapporsi, ma non è certo la norma).
(inoltre credi che la tua dinamica sia rappresentativa di tutti - ma ognuno ha una storia a sé)



No, mi sono espresso male, quella dinamica che ho esposto con quella sequenza in modo astratto non è relativa al mio esempio(anche se ovviamente calza su esso), che ho poi esposto sotto, è una dinamica intrinsecha in ogni natura umana che abbia un qualsiasi problema di dipendenza.



Navigator63 ha scritto:- Inoltre l'autolesionismo è un'attitudine privata, solitaria, di cui la persona si vergogna; mentre il masochismo è un'attività di relazione, che il masochista ha piacere di condividere con un partner disponibile.
- Infine, l'autolesionista non sta MAI bene con se stesso (piuttosto il contrario); mentre il masochista può essere anche una persona che sta bene con se stessa.


Dipende, c'è una differenza tra l'esplorazione di un gioco erotico e l'esserne dipendenti. Tra lo sperimentare una pratica che può piacere(ad entrambi) ed essere schiavi di un rituale compulsivo in tal senso, fino ad avere un certo tipo di pratica come mezzo indispensabile all'ottenimento del piacere.
La sperimentazione è una cosa, la necessità di una pratica è un'altra. La prima è libertà, la seconda è patologia.
Ripropongo il quesito: se una persona che ha necessità di masochismo sessuale si innamora di una che invece non ne vuole sapere, è libera di portare avanti quel rapporto? O dovrà utilizzare il partner in una pratica che non riguarda la coppia ma solo la persona in sè, in una sorta di "masturbazione per interposta persona", nel quale l'altro è soltanto oggetto e non soggetto? E se l'altro rifiuta sarà in grado quell'individuo di portare avanti il rapporto o lo dovrà interrompere? Metterà quell'individuo il suo rituale sessuale personale coatto davanti al vero rapporto personale?Sarà dominato dal suo rituale nella scelta del partner? Cercherà quindi una persona che "fa qualcosa" prima che una persona che "sia qualcuno"?
Tu parli di attitudine privata, ma l'attitudine privata la può si avere anche in due.
Ed ecco che torna in gioco la dipendenza: la persona che attua una certa pratica è da essa dipendente? Questa è la domanda di fondo. Se la risposta è si la persona ha un problema. La dipendenza o meno dalla pratica è la chiave del quesito.
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Messaggioda Mustafà » 30/03/2018, 11:33



Eco ha scritto:Disperso, non ssiamo tutti uguali e sopratutto non ho parlato che voglio fare masochismo o roba simile, ti consiglio di guardare l'altro topic per capire meglio la mia situazione, apprezzo la tua critica costruttiva anche se non la condivido a pieno.. buona giornata
ps: ho scritto qua perchè avevo visto "dolore=piacere" <~ detto stretto ovviamente non fraintendete.


Ho visto l'altro tuo topic, e visto che hai problemi sia di droga che di autolesionismo credo che proprio a te si applichi la dinamica autodistruttiva della dipendenza e del masochismo inteso come sfogo della colpa.
Lasciamo fuori il piacere,anche se la droga in un certo senso è piacevole,giusto?(Ne ho esperienza anche se non di eroina.)O comunque dà "pace", quella pace che trovi anche nel tagliarti.
Mi permetto di consigliarti la lettura del lavoro di Ghezzani al riguardo, un genio tutto italiano, a partire dal suo "Volersi male"http://nicolaghezzani.altervista.org/libri-volersi_male.html e poi delle parti della sua opera che ti interessano.
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Messaggioda Navigator63 » 30/03/2018, 16:32



Disperso ha scritto:è una dinamica intrinsecha in ogni natura umana che abbia un qualsiasi problema di dipendenza.

Se la problematica su cui ti concentri è la dipendenza (piuttosto che il masochismo), allora il discorso è diverso.

Secondo me la questione è ambigua.
Perché è vero, da una parte, che una dipendenza è in genere un segno di squilibrio... ma è anche vero che siamo tutti condizionati dai nostri bisogni (solo nell'utopia siamo del tutto liberi e indipendenti), quindi a volte dipendiamo da qualcosa perché è nella natura umana (o della vita).

- P.es., dipendiamo dal cibo o dall'acqua? Sicuro, perché altrimenti moriamo. Ma questo non lo rende "insano".
- Oppure, dipendiamo dal ricevere affetto e approvazione per stare bene nella vita? In buona misura direi di sì - e lo troviamo normale.
- O ancora, dipendiamo dal sesso per il nostro benessere emotivo, psichico e fisico? Dipende da persone e situazioni, ma in generale sì.

Possiamo essere definiti dipendenti o patologici per questo? Direi proprio di no.
E chi decide quale bisogno è patologico e quale "normale"? La Bibbia? Il DSM? La casalinga di Voghera? Oppure è tutto soggettivo? :rolleyes:

Per esempio, IMO il masochismo può essere più sano della dipendenza da smartphone e social network! :lol:

Dipende, c'è una differenza tra l'esplorazione di un gioco erotico e l'esserne dipendenti.

Vero, ma non è che il masochista è necessariamente dipendente. Può essere una forte preferenza, come può esserla quella per il sesso selvaggio o per un certo tipo di fisico nei partner.
Diventa dipendenza solo se "senza di quello non ne traggo alcun piacere". Cosa che può essere vera per alcuni masochisti, ma non per tutti.

La sperimentazione è una cosa, la necessità di una pratica è un'altra. La prima è libertà, la seconda è patologia.

Stai vedendo le cose troppo in bianco/nero. La vita è più sfumata, ed è piena di necessità che non sono patologie.
Vedi gli esempi sopra sulle tante cose necessarie per star bene.

se una persona che ha necessità di masochismo sessuale si innamora di una che invece non ne vuole sapere, è libera di portare avanti quel rapporto?

E' libera di scegliere, ma patirà la mancanza di una parte per lei importante (quanto, dipende dalla persona).
Ma questo vale in tutte le relazioni: l'altro non è mai il "partner perfetto", e siamo tutti costretti a qualche compromesso. Se compromessi e rinunce diventano eccessivi, lasciamo la relazione. E questo vale per qualsiasi bisogno.

Se qualcuno lascia un rapporto perché non c'era abbastanza dialogo, o coccole, o affetto, o sesso, o rispetto, lo ritieni una patologia o una libera scelta?
Sono tutti bisogni, che quindi ci condizionano. Epperò mi sembrano parte normalissima del vivere.

Lo stesso è per le preferenze sessuali. Dire che alcune sono legittime ed altre "anormali" è piuttosto arbitrario e soggettivo.

O dovrà utilizzare il partner in una pratica che non riguarda la coppia ma solo la persona in sè, in una sorta di "masturbazione per interposta persona", nel quale l'altro è soltanto oggetto e non soggetto?

Ma questo accade continuamente, in qualsiasi tipo di sessualità, ed anche al di fuori del sesso.
Ogni volta che fai sesso, od anche ogni volta che parli, non lo fai sempre e soltanto per amore o per l'altro: a volte hai solo voglia di fare qualcosa (fosse anche solo parlare per sfogarsi), e lo fai in modo egoistico, "usando" l'altro (che di solito si presta). Lo facciamo tutti, alcuni anche spesso.

Mi sembra che stai di nuovo parlando per ideali e utopie, non di realtà concreta. Scusa la domanda, ma quanta esperienza hai di relazioni?

Sarà dominato dal suo rituale nella scelta del partner?

Certo, ma questo vale per qualsiasi bisogno e preferenza. Altrimenti staremma in coppia col primo che passa! :D
Invece selezioniamo i partner proprio in base a bisogni e preferenze. Se una di queste è il masochismo, che differenza c'è?

Cercherà quindi una persona che "fa qualcosa" prima che una persona che "sia qualcuno"?

In generale, cercherà entrambi - proprio come facciamo tutti.
Un masochista non cerca solo un sadico: vuole una persona di un certo tipo, che sia ANCHE un sadico.

Stai ragionando in modo esclusivo (l'uno O l'altro), ma la vita e gli esseri umani funzionano in modo inclusivo (l'uno E l'altro).
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Citazione: Non possiamo scegliere cosa ci accade, ma possiamo sempre scegliere come reagire a ciò che ci accade.
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Messaggioda wavesequence » 25/02/2021, 17:28



stephen1x ha scritto:Quanto un autolesonista è masochista e quanto un masochiesta è autolesionista?Stefano


Ti rispondo esclusivamente per quanto riguarda me. So di avere un'indole tendenzialmente masochista, ma non sono assolutamente autolesionista nel senso stretto del termine, cioè non mi autoinfliggo punizioni corporali, non mi taglio ecc ecc.
Sul fatto però che mi voglia punire con il cibo, mangiando più del necessario, in questa altra accezione posso ritenermi un autolesionista.
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