Questa che sto per descrivere è una delle esperienze più dolorose della mia vita.
Lo scorso Giugno decisi di andare in vacanza negli Stati Uniti da solo, convinto che nulla mi avrebbe ferito emotivamente durante il mio soggiorno (mi sbagliavo di grosso).
Scelsi di non noleggiare un'automobile, ma di affidarmi ad alcune gite organizzate.
Durante un'escursione, durata ben tredici ore, conobbi una ragazza.
Eravamo soltanto quattro partecipanti: io, due signori sposati della terza età, e questa ragazza di trentotto anni.
Il piccolo furgone fece diverse tappe. La prima tappa durò un'ora, e in quell'ora ogni partecipante era libero di andare dove avrebbe voluto.
Io camminavo da solo, e la ragazza in questione mi chiamò da lontano dicendomi: " Se ti va possiamo vedere insieme la cittadina ". Io risposi: " Certo con molto piacere! "
Mentre prendevamo un caffè insieme, io le dissi: " Se vuoi dopo ci scambiamo i numeri di telefono ". Lei rispose: " Certamente ".
Più ore passarono, più la nostra conversazione a tratti divenne intensa, anche se parlavamo del più e del meno.
Dato che io le chiesi già una volta di scambiarci i numeri, non volli fare pressioni proponendoglielo una seconda volta.
Numerose volte mi sorrise e mi fece capire di esserle simpatico, ma io continuavo a dire a me stesso: " Le ho già chiesto di scambiarci i numeri, e non voglio infastidirla giocandomi una eventuale buona amicizia, o una relazione che potrebbe subentrare ", e così non lo feci di nuovo.
Alla fine dell'escursione, quando l'autista riportò ogni partecipante nel suo rispettivo albergo, credevo che i primi a scendere sarebbero stati i due coniugi, e invece fu la ragazza, che mi salutò andando via velocemente.
Trattenni le lacrime, che sgorgarono a fiumi quando l'autista lasciò me di fronte al mio hotel.
E oggi piango rimproverandomi del fatto di non averle chiesto il suo numero una seconda volta.
Non era una ragazza bellissima nè brutta, ma una cosa è certa: cosa darei per poter essere suo amico al posto di altre cento bellissime ragazze!
Non riesco a digerire questo dolore.
E' un rimpianto devastante.

