C'è un nuovo Padre Padrone in città?

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C'è un nuovo Padre Padrone in città?

Messaggioda Athenais » 30/06/2018, 12:51



Grazie a chi avrà la voglia di conoscermi un po'.

Ho 21 anni, quasi un battito ci ciglia, giusto il tempo di imparare a "camminare con le mie gambe", metaforicamente parlando. Questo per dire che sono consapevole di non sapere ancora bene come gira il mondo.
Nella vita ho sempre studiato, liceo scientifico e università a seguire, ed è sempre andato tutto relativamente liscio come l'olio. Mi considero privilegiata a poter studiare senza dover lavorare, un privilegio che i miei genitori non hanno avuto quando alla mia età dovevano sudare sotto al sole cocente per mantenersi. E sono grata per questo.
Mi piace studiare, mi è sempre piaciuto, sono convinta che il modo migliore che ho per sfruttare il tempo che mi è concesso sia tentare di capire come funziona il mondo. Non credo nel Dio biblico ma credo nella Natura e nella possibilità di comprenderne i meccanismi.
Mi piace studiare ma sta diventando un inferno.
Ovviamente, questa storia non poteva essere solo rose e fiori, raramente è tutto fantastico.
Sono al terzo anno, non mi mancano molti esami, ma sono due mesi che sono su un esame in particolare che ritengo il più difficile della carriera, ovvero Biochimica. Mio padre si aspettava che io dessi 3 esami tra giugno e luglio, lui si aspetta che mi laurei presto e bene, dice che solo quelli che fanno così hanno successo. Dice anche che mi mantiene affinché io porti i risultati, e quando come in questo caso le cose non vanno come previsto perché nessuno è infallibile, mi comunica che non faccio abbastanza con il suo tono autoritario che mi fa sentire piccolissima e in trappola, ma non è mai abbastanza. Sapevo cosa sarebbe successo quando avrei comunicato che le cose non sarebbero andate secondo i Suoi piani, avrei potuto mentire e dire che stavo facendo gli esami, ma poi ho pensato: non è così che si finisce poi spappolati davanti l'ingresso della facoltà perché si è finto troppo e non si vede via d'uscita? Avevo pensato di trovarmi un lavoro part time, di modo da non dovermi sentire così, ma lui non vuole, dice che devo concentrarmi sullo studio e che ci pensa lui a me. Nonostante questo io comunque i CV li ho distribuiti, senza nessuna chiamata di risposta, probabilmente perché puoi avere tutti i certificati di lingua e titoli vari, ma se non hai mai lavorato in vita tua è difficile che ti considerino.
Sono in trappola e questo mi fa piangere e mi fa venire voglia di sparire. Penso: cosa dovrei fare per far capire ai miei genitori che certe volte vorrei avere il coraggio di morire per non dover sostenere questo peso che mi accompagna da anni? È una idea egoistica, stupida, dato che ho una casa, la possibilità di studiare, tutti i confort necessari. Però è come mi sento.
Ho provato a parlarci, a esporre il mio punto di vista sperando che venisse accolto, perché per me il modo migliore di risolvere i problemi è con il dialogo, ma la risposta è sempre e puntualmente "adesso non fare la vittima". E così, qualcuno se ne lava le mani e qualcun'altro cade sempre più nel baratro.
Non mi dilungo oltre.

Mi ha fatto bene scrivere, vi ringrazio.
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Athenais
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Messaggioda NaturalKiller » 01/07/2018, 9:06



Benvenuta! :welcome: è normale che alcuni esami molto grossi sembrino degli scogli insormontabili e a molti capita di trovarsi bloccati con gli studi, non devi colpevolizzarti per le difficoltà che stai trovando adesso per le quali dovrai posticipare la laurea, l'importante è arrivare alla fine e tu ce la farai sicuramente, hai solo bisogno del tuo tempo. Magari cerca dei tuoi compagni di corso che devono come tr dare biochimica e studiate insieme dandovi manforte a vicenda. Mi dispiace che tuo padre sia così intransigente ma a meno che non sia conpletamente insensibile capirà la situazione, tu hai sempre fatto il tuo dovere e non meriti tutte queste pressioni. Fagli capire come ti senti davvero, parlagli del peso che senti, non può restare impassibile di fronte a sua figlia che soffre. Tutte le sue aspettative nei tuoi confronti ti stanno opprimendo, ma tu non sei una macchina, devi pensare innanzi tutto al tuo benessere prima ancora di assecondare i tuoi genitori. Ti faccio un grande in bocca al lupo, spero che i tuoi genitori capiranno che hai semplicemente bisogno di essere alleggerita di tutto quel peso e poi tutto filerà liscio e anche l'esame andrà bene. Se hai voglia di fare due chiacchiere puoi fare un salto in chat, a presto :hi:
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Messaggioda SullaLuna » 11/07/2018, 13:39



Ciao, capita di dover rallentare il proprio percorso per via di una difficoltà, ti è capitato, e ti ricapiterà sicuramente. La vita è così, per arrivare sulla vetta della montagna, bisogna farsi il sentiero, che per l'appunto è un sentiero, con le sue rocce e le sue pendenze, e non una strada asfaltata. Anche io ho subito dei rallentamenti per via di un esame, e chi più chi meno, un po' tutti insomma. La tua storia è veramente comune, non sei sola tranquilla. Ma non ti abbattere, studia, impegnati, e sopratutto non mollare. E' solo un periodo, passerà, e le cose torneranno ad andare bene, stai serena. Per quanto riguarda i tuoi genitori, a mio parere, e secondo la mia esperienza, se ci hai parlato e non sei stata capita, lascia stare, puoi fare qualche altro tentativo, ma credo non ti capiranno mai del tutto, c'è sempre una sorta di vetro separatore nel rapporto genitori-figli, spesso frutto di astrazioni e modelli da parte di entrambi. Se vuoi contribuire in famiglia, o mantenerti, o guadagnarti qualcosa, in questa stagione ristoranti, pizzerie, bar, eccetera, cercano sempre dei camerieri o dei baristi per la sera, o anche solo per il fine settimana. Così non serve che ti trovi un lavoro part-time, ti fai le tue ore alla settimana senza compromettere lo studio, si guadagna abbastanza bene, e fai un po' di esperienza.
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Messaggioda Ensō » 11/07/2018, 16:07



[quote="Athenais"]



Sono in trappola e questo mi fa piangere e mi fa venire voglia di sparire. Penso: cosa dovrei fare per far capire ai miei genitori che certe volte vorrei avere il coraggio di morire per non dover sostenere questo peso che mi accompagna da anni? È una idea egoistica, stupida, dato che ho una casa, la possibilità di studiare, tutti i confort necessari. Però è come mi sento.
Ho provato a parlarci, a esporre il mio punto di vista sperando che venisse accolto, perché per me il modo migliore di risolvere i problemi è con il dialogo, ma la risposta è sempre e puntualmente "adesso non fare la vittima". E così, qualcuno se ne lava le mani e qualcun'altro cade sempre più nel baratro.
Non mi dilungo oltre.[quote]

Ciao, Athenais,

no, non sei egoista, questi tuoi primi sintomi di stanchezza sono un chiaro campanello di allarme di una richiesta di aiuto. Vorresti solo un po' di comprensione che i tuoi non sono disposti a concederti. E' un errore tipico di alcuni genitori quello di sottovalutare questi segnali e passarli come momento di distrazione che porta ad essere incostanti.
Da cosa nasce la paura di non riuscire a tenere il ritmo? D'accordo, capisco la complessità dell'esame che devi sostenere, ma cosa si nasconde dietro questo apparente calo di energia? Ti va di parlarne?
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Messaggioda boh90 » 01/08/2018, 3:52



completamente d'accordo con enso , ci deve essere qualcos'altro, che sia la solitudine, la noia la depressione , qualcosa che è successo o la nascita di un senso di insicurezza che ti porta a voler deviare il problema. Prova a spiegare i motivi che ti portano a fare questi pensieri
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