Tanto per iniziare qua da qualche parte

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Tanto per iniziare qua da qualche parte

Messaggioda Rakzar » 14/10/2019, 19:11



Ciao a tutti,
sono un ragazzo di 35 e vivo in un paesino della provincia di Siena.
Ancora devo un po' orientarmi, ho guardato le varie sezioni e beh .. avrei dovuto scrivere in 5 o 6 di esse, quindi ho optato per questa, che mi pare un po' più generica.

Sono sempre stato un ragazzo timido e la cosa mi è sempre pesata, perché fin da bambino non riuscivo a fare ciò che desideravo o comportarmi come desideravo. Tutto sommato cosa comune credo. Alla fine non è mai stato un problema, almeno fino all'età adolescenziale: il contesto scolastico, lo sport e la fortuna mi hanno sempre garantito molti amici, alcuni dei quali posso tutt'ora considerare veri amici. Ma per quanto riguarda le ragazze, il nulla. Un nulla che con il passare degli anni ha iniziato a pesare, arrivando a sfogarsi sporadicamente in crisi (non soprei come definirle) durante gli anni dell'università.

In qugli anni il mio mondo è lentamente ma inesorbilmente cambiato, come è normale che avvenga penso; la vita sociale ha iniziato ad assomigliare a qualcosa di rotto e rattoppato, che però continuava a funzionare in qualche modo. Ancora il Mondo era pieno di opportunità e speranza. Non ho mai fatto veramente la favolosa vita universitaria, ho molte difficoltà a conoscere persone nuove, se non per proprietà transitiva, cioè altri del mio gruppo le fanno, e quindi anche io, per cui semplicemente non avevo con chi uscire. Ma in casa eravamo tutti amici, e ci si divertiva lo stesso.
Ragazze sempre nulla.

Ciò fino ai 22/23 anni, quando con l'aiuto di un mio amico sono riuscito a combinare il primo appuntamento, a ricevere il primo bacio, quindi la prima fidanzata, la prima storia, etc ... E' durata 5 anni, e progettavamo di andare a convivere. Fin quando lei a smesso di amarmi e mi ha lasciato. Ho i miei difetti, e per lei non erano più sopportabili. Ho pianto per un anno circa.

Quindi è riniziato il nulla (più o meno, ma è un'altro argomento) che ancora perdura senza vederne una fine. Inoltre ora tutti i miei amici hanno la loro vita e non hanno tempo per me. Ho delle nuove amicizie che mi permetono in qualche modo di sfangare almeno la maggior parte dei sabati sera, ma oggi ci sono domani non lo so; in questi hanno nella mia vita c'è stato un discreto via vai, perché tutti dopo un po' la loro vita la trovano, mentre io resto a guardare.

Per amicizie ed uscite inizo a farmene una ragione, ma l'assenza in pratica totale di una vita privata ... non è accettabile per me. Per me significa non poter essere felice, non avere un futuro e non riuscire a dar un senso alla mia vita.
Il tutto mi sta portando alla depressione: brutti pensieri, apatia, crisi di pianto, angoscia, stress, ansia ... E nascondere il tutto là fuori è faticoso (vivo da solo da 5 anni).

Anno dopo anno è sempre più difficile e sono sempre più stanco. Diventa difficile anche organizzarsi e partire per andare in vacanza, perché a volte lo è anche solo cenare, e poi comunque non ho con chi andare.

Non so di preciso cosa mi ha portato fin qui: grosse insicurezze dal punto di vista sessuale, timidezza, stupidi problemi ... Ho sempre avuto la sensazione che la mia sola presenza non fosse tollerabile dalle persone, ho sempre la sensazione di essere un peso, inopportuno.

C'è l'altra storia a cui ho accennato, è stata una costante per tutta la vita, se pur nella sua evoluzione. Mi hanno detto che potrebbe influire, ma l'ho sempre sentita come un mio lato parallelo, a cui ora sto dando più sfogo, anche perché non ho più occasioni diverse per vivere un po'.
E' difficile spiegare, non voglio essere frainteso, quindi magari più avanti, se frequenterò questo forum.

Un saluto.

E' un po' tutto e un po' niente di me.
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Messaggioda Olivia » 13/03/2020, 1:21



stessa situazione...
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Messaggioda Hirschkuh » 13/03/2020, 1:32



Ciao, benvenuto sul forum. Spero troverai con chi confrontarti. Vorrei chiederti, perché credi di non aver avuto storie con delle ragazze? Non riesci ad approcciarti, è a causa della tua timidezza? Qual è secondo te l’ostacolo?
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Messaggioda germano » 07/09/2020, 11:38



Rakzar ha scritto:Per amicizie ed uscite inizo a farmene una ragione, ma l'assenza in pratica totale di una vita privata ... non è accettabile per me. Per me significa non poter essere felice, non avere un futuro e non riuscire a dar un senso alla mia vita.
Il tutto mi sta portando alla depressione: brutti pensieri, apatia, crisi di pianto, angoscia, stress, ansia ... E nascondere il tutto là fuori è faticoso (vivo da solo da 5 anni).

Anno dopo anno è sempre più difficile e sono sempre più stanco. Diventa difficile anche organizzarsi e partire per andare in vacanza, perché a volte lo è anche solo cenare, e poi comunque non ho con chi andare.


Guarda.... riflettendoci , la tua può essere la vita di molti, anche se con sfumature diverse: timidezza da giovane ma cmq senza grossi problemi nelle amicizie, poche esperienze sessuali (non tutti siamo rocco siffredi), una relazione finita male (che novità...!), finito a vivere da solo in un piccolo appartamento a scaldare monoporzioni nel microonde (c'è chi ha anche figli e ex-mogli da mantenere).
Sì: più ci penso e più credo che la tua vita non abbia enormi differenze da una vita media.

Anche la mia è più o meno così e anche quella di molte persone che conosco.
Sai quali differenze ci sono? Le differenze ,oltre che nelle tempistiche (qualcuno ha divorziato prima, altri poi, ecc), sono fondamentalmente nella tua insicurezza.

Domanda per una curiosità personale: come te la passi vivendo da solo? Come cucini? Sporchi pentole per fare una porzione da 1 oppure fai per 2 o 3 e poi metti in frigo/freezer?
Cosa fai alla sera? Dopo cena... nessuno per fare 2 chiacchiere.... cosa fai? Caghi, guardi la tv e aspetti l'ora di dormire? O hai qualche hobby che ti fa vivere con un po' di entusiasmo il tempo libero?
Io finirò presto a vivere da solo e fin'ora (ho già sperimentato qualche giorno) ho provato una sensazione.... mah... non bruttissima, ma comunque abbastanza strana: dopo aver fatto la spesa, le pulizie, ecc, mi sono ritrovato da solo totalmente a guardarmi attorno, a guardare le mura del mio bilocale, a fare un po' di rumore con la tv sennò avrei sentito solo il ronzio del frigorifero, a farmi un paio di uova in padella e 2 passi in piazza perchè a casa mi stavo annoiando...
Insomma, non male, però...boh... mi son detto "e adesso? Che palle!"

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Messaggioda Jam » 07/09/2020, 12:57



Per certi versi, mi ritrovo nella tua storia. Non penso esista una difficoltà oggettiva che ti separi da ciò che vuoi realmente. È, più che altro, l'essere abituati a vivere in un certo modo, vedere le cose in un certo modo, sapere che quel "modo" è poco funzionale alla propria felicità ma non sapere come arrivare ad altro.
Forse sono un po' astratto in ciò che scrivo.
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Messaggioda Ilbros » 18/09/2020, 12:01



Ciao. Che la vita sia diversa per tutti è un dato di fatto. Tanto dipende da noi, sicuramente non tutto. Le esperienze negative non si contano ma da persona ricordiamo solo quelle e escludiamo dal nostro ricordo quelle positive perché nel nostro egoismo le consideriamo dovute, ma non è così. Quello che conta in una esperienza è la nostra reazione a essa. Con volgarità molte volte mi sono sentito dire di tirare fuori co..... I, ma in certi momenti non è facile, ma il nasconderci è peggio. Peggio per noi, l'isolarci il crearci il nostro mondo parallelo dove esistiamo solo noi con le nostre sofferenze dove tutto il resto ci passa affianco senza sfiorarci minimamente è la tomba della nostra esistenza, è lì che cadiamo nel nostro vuoto e più andiamo avanti in quel pensiero e più ci viene difficile aggrapparci a qualcosa. È difficile dare un consigli a una persona che vive il tuo stesso problema o simile ma la rassegnazione credo che sia la scelta peggiore perché dopo tutto noi siamo gli scrittori della nostra vita. c'è chi scrive una vita di successi, chi un thriller, chi un drammatico e chi nei peggiori dei casi un horror. Ci alziamo tutte le mattine aspettando la sera per vivere le nostre solitudini, per piangerci addosso è lì che io sbaglio è lì che devo intervenire. Devo aspettarmi qualcosa? Il destino come lo conosciamo è bastardo ma magari una scelta diversa, solo una, come quella che ci ha distrutto magari ci può cambiare.
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