Prigione

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Messaggioda DeadPool92 » 18/01/2022, 10:41



Ciao a tutti, faccio un pò fatica a parlare delle mie cose, sopratutto a trascriverle, non sono molto bravo a raccontare o esprimermi scrivendo.
Non posso mettermi a raccontare della mia vita per filo e per segno, altrimenti non basterebbe una settimana, e mi ritroverei con il tunner carpale ai polsi XD....
Quello che voglio trattare, nel mio caso specifico, che ritengo sia portato a l'estremo...è la rigidita e severità che ho io con me stesso.
Non ho mai sofferto di depressione cronica, nell'infanzia ero un bambino molto sensibile e dolce, amato da la mia famiglia, anche se ho attualmente una famiglia allargata con genitori separati, siamo tutti molto uniti e l'affetto non è mai venuto a mancare....Ho sofferto di bullismo che a l'epoca non veniva trattato come ora, anzi forse c'era troppa leggerezza in alcuni casi che hanno fatto si di portare ferite che ancora oggi molti stanno scontando, ma anche del bene, perchè in altri casi fortifica molto, come nel mio caso che sono sempre stato obeso, e all'età di 12 anni mi sono voluto dar da fare per migliorare questa cosa, sia legata al bullismo ma anche per una mia soddisfazione personale...per tutta la vita fino ad oggi lo sport mi ha sempre accompagnato insegnandomi la disciplina il rispetto per gli altri e amare se stessi, ma non mi è mai bastato ho voluto e preteso sempre piu da me stesso...fino ad oggi ho condotto una vita esemplare, sportivo un grande lavoratore, esperienze sentimentali alcune soddisfacenti alcune un pò meno.
Ma mi sento prigioniero di me stesso....ho 30 anni, ho un appartamento che ho voluto comprare e ristrutturare mettendo da parte i soldi con cui sarei potuto andarmi a divertire, mi sono dedicato al lavoro in modo estenuante anche per non deludere i miei cari e le persone che mi vogliono bene e me stesso...premetto ho avuto anche tanti altri problemi legati all'alcool, una malattia che curo da 10 anni e la mia probabilmente ossessione cronica affettiva che cerco nelle ragazze, avendone avute alle spalle più di 20 tra cui 4 importanti, ma ho sempre preso queste problematiche come una sorta di sfida che la vita mi ha posto davanti, e spesso lo affrontata con leggerezza....sono stato male una settimana forse un mese, ma poi mi sono sempre rialzato, o meglio me lo sono imposto, come se non mi è permesso star male, anche se è inevitabile star male e avere delle problematiche, non sempre si può stare bene, la felicità non è per sempre ma attimi della vita che spesso siamo noi a intravedere in base alla prospettiva. Quello che voglio dire è che è un anno a questa parte che mi sono molto reso conto di questa durezza nei miei confronti, perchè faccio tutto da solo, nessuno mi giudica e anche lo facesse non mi importerebbe perchè sono io il primo a farlo dal principio, alla ricerca sempre di un miglioramento e perfezione non solo fisico ma anche mentale, che mi ha portato a compiere gesti sempre piu puntivi nei miei confronti e di autosabotaggio involontario. E non so proprio come uscirne. forse prima ne uscivo perchè non mi rendevo molto conto di questa cosa e piùche affrontarla, la sviavo dando una spiegazione diversa, sempre incolpando me stesso di sbagli o errori commessi mai puntando il dito sul prossimo o sul mondo, ma era pià un girare intorno, ora che me ne rendo più conto non so come fare e spesso i binari che solitamente sono tracciati alla perfezione, deragliano e ho paura anche di questo.

Ho tanto altro da raccontare ma il succo è questo ed è stato uno sfogo non per forza voglio risposte o citazioni simili, mi è bastato condividerlo
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Messaggioda Lory White » 19/01/2022, 21:45



Vorrei capire di più...

Se fai qualcosa di imperfetto che cosa succede? Provi paura? Paura che accada cosa?

E se osservi l'imperfezione negli altri che cosa succede in te? Come lo vivi?
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Messaggioda DeadPool92 » 20/01/2022, 8:58



Lory White ha scritto:Vorrei capire di più...

Se fai qualcosa di imperfetto che cosa succede? Provi paura? Paura che accada cosa?

E se osservi l'imperfezione negli altri che cosa succede in te? Come lo vivi?


Inanzitutto grazie per l'interessamento, purtroppo come ho già detto non sono bravo a scrivere, per di più credo che trascrivere il proprio vissuto in poche righe non sia così semplice ed esaustivo, per farsi capire.
Faccio una premessa, chiaramente i due anni trascorsi non sono stati facili per nessuno di noi, causa COVID, chi per motivi chi per altri, ha creato parecchi disagi.
Il punto è che io, sono una persona abituata ad avere il controllo di me stesso, per me il grigio nella vita non esiste, o meglio non lo sò vedere o gestire...o è nero o è bianco.
Normalmente in passato, i periodi di nero essendo molto rigido e severo con me stesso lo sempre vissuti male, ma dandomi anche molta forza nel "superarli" perchè traevo forza e determinazione anche da una sola cosa, nella mia sfera personale che andava bene.
Quelli di bianco, lo stesso all'inverso, perchè magari venivano dopo un periodo nero, quindi la gioia, felicità e soddisfazione di aver superato quel momento, mi davano sicurezza e autostima....considerando poi che ho un carattere molto sensibile e empatico, anche le relazioni sentimenti le ho vissute sempre al massimo.
E' un anno a questa parte, che non ho più punti di riferimento, su cui aggrapparmi per trarre forza nel superare, il solito periodo nero, che incomincia a essere un pò troppo lungo e che mi sta portando ad abusare di alcool e farmaci antidepressivi.
E' un anno che sono in cassa integrazione, economicamente parlando sono un pò messo male, tanto da non potermi vivere la casa che ho ristrutturato stando da solo, perchè non ce la farei con le spese, e sono tornato con mia madre, che si siamo come due conquilini, non mi sento oppresso, ma tornare al nido quando stavi incominciando ad avere un qualcosa di tuo, onestamente è fallimentare. Vivo una vita sentimentale, molto particolare e difficile, più che altro per contesti e circostanze in cui non mi ero mai ritrovato fino ad ora, e che ho accusato molto, anche se poi l'amore che nutro per la mia ragazza, mi ha sempre dato la forza di andare avanti, ho accusato talmente tanto, e forse la fonte primaria di questo mio malessere, è proprio la relazione che ho, mi ha portato anche ad avere un incidente legato all'alcool, e quindi anche la macchina me la toglieranno per tot tempo, cosa che mi destabilizza molto, conciliando con questa precarietà, anche volessi trovare un altro lavoro, questo incidente che chiaramente non giustifico e mi do tutta la colpa, non mi aiuta di certo....Amici non ne ho, non è mai stato un grosso problema, sinceramente...però mi rendo conto che forse avere qualcuno con cui poter parlare, che non sia un familiare o la propria ragazza, poteva aiutarmi di più, anche per una semplice serata di distrazione. E per quanto riguarda lo sport ormai da diversi anni, non ho potuto più farlo come volevo, per una patologia che curo da diversi anni e che assumendo altri farmaci piano piano non mi ha permesso di praticarlo come ho sempre fatto. Ma in questo comunque ho trovato sempre delle alternative, facendo passeggiate come i vecchi (sono ironico XD) oppure aiutando nella palestra che frequentavo ad allenare i ragazzi....ovvio è stato frustrante fare l'allenatore a 22 anni non per scelta, ma per causa forza maggiore però alla fine, questa alternativa mi ha dato anche tanto altro quindi non voglio demonizzarla completamente. Però certo sommato a tutto il resto, avere dei problemi fisici e ogni settimana malessere legati a dei farmaci non aiuta.
Volevo un pò raccontare i punti focali dei miei malesseri e di come mi comporto, ma ti rispondo alle tue domande...

1) non credo nella perfezione, perchè siamo umani, ed è impossibile non sbagliare, cioè anche non volessimo è il nostro destino e istinto. Il punto è come affronti lo sbaglio, e io lo affronto a gamba tesa non accetto fallimenti, poi posso sbagliare all'infinito ma non accetto una non ripresa, e sopratutto sbagliare su lo stesso errore.
Cosa che ultimamente mi capita molto spesso, da risultare anche a un certo punto poco credibile, incoerente e insicuro, sia con me stesso che nelle persone che mi circondano, faccio bei discorsi con me stesso guardando il soffitto, e anche con la mia famiglia e ragazza, ma poi forse 3 giorni massimo una settimana sgretolo tutto autosabotandomi, con gesti di abuso dell'alcool o di rabbia repressa, trattando male chi mi vuole bene, non violenza fisica, però verbale che a me fa stare male, essendo anche una persona con un carattere solitamente placido e tranquillo.

2) l'imperfezione ne gli altri io la vivo, cercando di comprendere e imparare da essa, non credo che gli altri la loro imperfezione la vivino sempre bene, non provo invidia o penso "magari potessi essere come lui..." perchè tutti abbiamo le nostre paure e i nostri demoni con cui combattere.
Essendo poi molto empatico, a volte forse mi carico molto dei problemi altrui (di chi voglio bene chiaramente) non di tutti, pensando di poter risolvere o dare un aiuto che possa dare una svolta decisiva. Però poi forse è solo un modo per non pensare ai propri problemi, perchè è più facile parlare per gli altri che per se stessi...ma questo in fondo un pò lo facciamo tutti.
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Messaggioda Lory White » 20/01/2022, 10:17



Tu stesso sai che nel mondo c'è imperfezione però vorresti perfezione.
Per quanto mi riguarda l'unica forma di perfezione a cui io aspiro è data dalla consapevolezza del qui ed ora, e dal rendersi conto di ciò che immaginiamo (sovrappondendolo) al qui ed ora. Il resto delle perfezioni (salute, sport, soldi, sesso, etc...) è bene cercarle indubbiamente, però sono materiali, soggette a deperimento in ogni caso. Ma questo deperimento inevitabile non è negativo in modo assoluto, in quanto così è più facile ridimensionare l'importanza della vita materiale. Il bello, ricco, potente invecchierà e morirà comunque... ma forse c'è una perfezione che va oltre queste cose. Almeno così la vedo io, ma ogni persona deve comprendere quali sono le sue priorità. Sta di fatto però che la realtà prima o poi bussa alla porta della nostra casa, bussa alla porta della nostra mente. Forse non è da buttar via il fatto che qualcosa vada male nella nostra vita, perchè potrebbe essere un segnale che ci invita verso la nostra interiorità più profonda. Personalmente ho dovuto trovarmi nel delirio varie volte nella vita, prima di cercare di comprendere che cosa voglio con tutto il mio cuore. Fai attenzione all'alcol, o a qualsiasi sostanza, perchè la lucidità aiuta a guardarsi dentro in modo più limpido. L'alcol non porta verità, ma distorce le cose in modo falsato, è una trappola.
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Messaggioda DeadPool92 » 20/01/2022, 12:00



Lory White ha scritto:Tu stesso sai che nel mondo c'è imperfezione però vorresti perfezione.
Per quanto mi riguarda l'unica forma di perfezione a cui io aspiro è data dalla consapevolezza del qui ed ora, e dal rendersi conto di ciò che immaginiamo (sovrappondendolo) al qui ed ora. Il resto delle perfezioni (salute, sport, soldi, sesso, etc...) è bene cercarle indubbiamente, però sono materiali, soggette a deperimento in ogni caso. Ma questo deperimento inevitabile non è negativo in modo assoluto, in quanto così è più facile ridimensionare l'importanza della vita materiale. Il bello, ricco, potente invecchierà e morirà comunque... ma forse c'è una perfezione che va oltre queste cose. Almeno così la vedo io, ma ogni persona deve comprendere quali sono le sue priorità. Sta di fatto però che la realtà prima o poi bussa alla porta della nostra casa, bussa alla porta della nostra mente. Forse non è da buttar via il fatto che qualcosa vada male nella nostra vita, perchè potrebbe essere un segnale che ci invita verso la nostra interiorità più profonda. Personalmente ho dovuto trovarmi nel delirio varie volte nella vita, prima di cercare di comprendere che cosa voglio con tutto il mio cuore. Fai attenzione all'alcol, o a qualsiasi sostanza, perchè la lucidità aiuta a guardarsi dentro in modo più limpido. L'alcol non porta verità, ma distorce le cose in modo falsato, è una trappola.


Me ne rendo conto, ho iniziato a bere alcool dai 14 anni, nell'adolescenza era più un volersi divertire, ma allo stesso tempo lo sempre controllato, sia per lo sport ma anche per l'energia di oppormi a esso, anche perchè le problematiche erano forse più astratte. Varie volte mi sono ubriacato, ma senza fare danni a me stesso o ad altri e nel giro di 1 anno capitava 1 massimo due volte....premetto che vengo da una famiglia di città ma anche campagna e il vino è sempre stato un "alimento" indispensabile in cene e pranzi in famiglia, quindi anche non volendo ho imparato ad apprezzarne il gusto abbinato anche a un buon cibo....questo non lo mai visto come un difetto o un qualcosa di sbagliato. Il problema è sorto quest'ultimo periodo per cui ho perso un pò il controllo. non c'è un solo giorno che non bevo, magari non da ubriacarmi però quei 2 3 bicchieri di prosecco o vino devo farlo anche a stomaco vuoto, accompagnato da almeno 1 volta alla settimana in cui mi ubriaco...fosse in compagnia per divertirsi (anche se sempre sbagliato) è un conto...ma lo faccio da solo. ho paura di aver iniziato una dipendenza, ma non voglio accettarne il pensiero, sopratutto perchè è un etichetta che non voglio mi si associ...
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Messaggioda Lory White » 20/01/2022, 12:26



Io ho provato l'alcol e non dico di privarsene per forza. Solo che bisogna essere coscienti che una volta introdotta una qualsiasi sostanza che altera, allora non si può avere la stessa lucidità da non alterati. Qualsiasi prodotto mentale/emotivo indotto dall'alcol diventa come far finta di parlare una lingua straniera non conoscendola, invece di parlare a se stessi con la propria lingua. Oppure per usare un'altra similitudine è come osservarsi su uno specchio deformante... basta saperlo...
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Messaggioda DeadPool92 » 20/01/2022, 14:03



Lory White ha scritto:Io ho provato l'alcol e non dico di privarsene per forza. Solo che bisogna essere coscienti che una volta introdotta una qualsiasi sostanza che altera, allora non si può avere la stessa lucidità da non alterati. Qualsiasi prodotto mentale/emotivo indotto dall'alcol diventa come far finta di parlare una lingua straniera non conoscendola, invece di parlare a se stessi con la propria lingua. Oppure per usare un'altra similitudine è come osservarsi su uno specchio deformante... basta saperlo...


Non posso dirti che le tue parole, possano essermi state d'aiuto....mentirei.
Però ti ringrazio, perchè anche se non ci si conosce, siamo completamente estranei, non mi fa sentire solo....non solo fisicamente, ma interiormente, sentirmi compreso mi fa stare un pò meglio
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Messaggioda VeraVita » 20/01/2022, 14:43



DeadPool92 ha scritto:Ciao a tutti, faccio un pò fatica a parlare delle mie cose, sopratutto a trascriverle, non sono molto bravo a raccontare o esprimermi scrivendo.
Non posso mettermi a raccontare della mia vita per filo e per segno, altrimenti non basterebbe una settimana, e mi ritroverei con il tunner carpale ai polsi XD....
Quello che voglio trattare, nel mio caso specifico, che ritengo sia portato a l'estremo...è la rigidita e severità che ho io con me stesso.
Non ho mai sofferto di depressione cronica, nell'infanzia ero un bambino molto sensibile e dolce, amato da la mia famiglia, anche se ho attualmente una famiglia allargata con genitori separati, siamo tutti molto uniti e l'affetto non è mai venuto a mancare....Ho sofferto di bullismo che a l'epoca non veniva trattato come ora, anzi forse c'era troppa leggerezza in alcuni casi che hanno fatto si di portare ferite che ancora oggi molti stanno scontando, ma anche del bene, perchè in altri casi fortifica molto, come nel mio caso che sono sempre stato obeso, e all'età di 12 anni mi sono voluto dar da fare per migliorare questa cosa, sia legata al bullismo ma anche per una mia soddisfazione personale...per tutta la vita fino ad oggi lo sport mi ha sempre accompagnato insegnandomi la disciplina il rispetto per gli altri e amare se stessi, ma non mi è mai bastato ho voluto e preteso sempre piu da me stesso...fino ad oggi ho condotto una vita esemplare, sportivo un grande lavoratore, esperienze sentimentali alcune soddisfacenti alcune un pò meno.
Ma mi sento prigioniero di me stesso....ho 30 anni, ho un appartamento che ho voluto comprare e ristrutturare mettendo da parte i soldi con cui sarei potuto andarmi a divertire, mi sono dedicato al lavoro in modo estenuante anche per non deludere i miei cari e le persone che mi vogliono bene e me stesso...premetto ho avuto anche tanti altri problemi legati all'alcool, una malattia che curo da 10 anni e la mia probabilmente ossessione cronica affettiva che cerco nelle ragazze, avendone avute alle spalle più di 20 tra cui 4 importanti, ma ho sempre preso queste problematiche come una sorta di sfida che la vita mi ha posto davanti, e spesso lo affrontata con leggerezza....sono stato male una settimana forse un mese, ma poi mi sono sempre rialzato, o meglio me lo sono imposto, come se non mi è permesso star male, anche se è inevitabile star male e avere delle problematiche, non sempre si può stare bene, la felicità non è per sempre ma attimi della vita che spesso siamo noi a intravedere in base alla prospettiva. Quello che voglio dire è che è un anno a questa parte che mi sono molto reso conto di questa durezza nei miei confronti, perchè faccio tutto da solo, nessuno mi giudica e anche lo facesse non mi importerebbe perchè sono io il primo a farlo dal principio, alla ricerca sempre di un miglioramento e perfezione non solo fisico ma anche mentale, che mi ha portato a compiere gesti sempre piu puntivi nei miei confronti e di autosabotaggio involontario. E non so proprio come uscirne. forse prima ne uscivo perchè non mi rendevo molto conto di questa cosa e piùche affrontarla, la sviavo dando una spiegazione diversa, sempre incolpando me stesso di sbagli o errori commessi mai puntando il dito sul prossimo o sul mondo, ma era pià un girare intorno, ora che me ne rendo più conto non so come fare e spesso i binari che solitamente sono tracciati alla perfezione, deragliano e ho paura anche di questo.

Ho tanto altro da raccontare ma il succo è questo ed è stato uno sfogo non per forza voglio risposte o citazioni simili, mi è bastato condividerlo


In base a ciò che mi hai raccontato, ho due chiavi di interpretazione. La prima è che non sei soddisfatto della tua vita nonostante i successi, vorresti qualcosa di più che ancora non hai capito cosa (scusami). La seconda è che non hai abbastanza coraggio. Nel senso che hai paura di fare qualcosa di nuovo che potrebbe cambiare la tua vita. Di perdere questo equilibrio che ti sei creato.
Qual è il mio consiglio, seppur non richiesto? Vivi il presente ;-) buone cose e complimenti per la tua storia penso ci siano davvero pochi ragazzi come te, in giro!
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Messaggioda DeadPool92 » 20/01/2022, 16:08



VeraVita ha scritto:
DeadPool92 ha scritto:Ciao a tutti, faccio un pò fatica a parlare delle mie cose, sopratutto a trascriverle, non sono molto bravo a raccontare o esprimermi scrivendo.
Non posso mettermi a raccontare della mia vita per filo e per segno, altrimenti non basterebbe una settimana, e mi ritroverei con il tunner carpale ai polsi XD....
Quello che voglio trattare, nel mio caso specifico, che ritengo sia portato a l'estremo...è la rigidita e severità che ho io con me stesso.
Non ho mai sofferto di depressione cronica, nell'infanzia ero un bambino molto sensibile e dolce, amato da la mia famiglia, anche se ho attualmente una famiglia allargata con genitori separati, siamo tutti molto uniti e l'affetto non è mai venuto a mancare....Ho sofferto di bullismo che a l'epoca non veniva trattato come ora, anzi forse c'era troppa leggerezza in alcuni casi che hanno fatto si di portare ferite che ancora oggi molti stanno scontando, ma anche del bene, perchè in altri casi fortifica molto, come nel mio caso che sono sempre stato obeso, e all'età di 12 anni mi sono voluto dar da fare per migliorare questa cosa, sia legata al bullismo ma anche per una mia soddisfazione personale...per tutta la vita fino ad oggi lo sport mi ha sempre accompagnato insegnandomi la disciplina il rispetto per gli altri e amare se stessi, ma non mi è mai bastato ho voluto e preteso sempre piu da me stesso...fino ad oggi ho condotto una vita esemplare, sportivo un grande lavoratore, esperienze sentimentali alcune soddisfacenti alcune un pò meno.
Ma mi sento prigioniero di me stesso....ho 30 anni, ho un appartamento che ho voluto comprare e ristrutturare mettendo da parte i soldi con cui sarei potuto andarmi a divertire, mi sono dedicato al lavoro in modo estenuante anche per non deludere i miei cari e le persone che mi vogliono bene e me stesso...premetto ho avuto anche tanti altri problemi legati all'alcool, una malattia che curo da 10 anni e la mia probabilmente ossessione cronica affettiva che cerco nelle ragazze, avendone avute alle spalle più di 20 tra cui 4 importanti, ma ho sempre preso queste problematiche come una sorta di sfida che la vita mi ha posto davanti, e spesso lo affrontata con leggerezza....sono stato male una settimana forse un mese, ma poi mi sono sempre rialzato, o meglio me lo sono imposto, come se non mi è permesso star male, anche se è inevitabile star male e avere delle problematiche, non sempre si può stare bene, la felicità non è per sempre ma attimi della vita che spesso siamo noi a intravedere in base alla prospettiva. Quello che voglio dire è che è un anno a questa parte che mi sono molto reso conto di questa durezza nei miei confronti, perchè faccio tutto da solo, nessuno mi giudica e anche lo facesse non mi importerebbe perchè sono io il primo a farlo dal principio, alla ricerca sempre di un miglioramento e perfezione non solo fisico ma anche mentale, che mi ha portato a compiere gesti sempre piu puntivi nei miei confronti e di autosabotaggio involontario. E non so proprio come uscirne. forse prima ne uscivo perchè non mi rendevo molto conto di questa cosa e piùche affrontarla, la sviavo dando una spiegazione diversa, sempre incolpando me stesso di sbagli o errori commessi mai puntando il dito sul prossimo o sul mondo, ma era pià un girare intorno, ora che me ne rendo più conto non so come fare e spesso i binari che solitamente sono tracciati alla perfezione, deragliano e ho paura anche di questo.

Ho tanto altro da raccontare ma il succo è questo ed è stato uno sfogo non per forza voglio risposte o citazioni simili, mi è bastato condividerlo


In base a ciò che mi hai raccontato, ho due chiavi di interpretazione. La prima è che non sei soddisfatto della tua vita nonostante i successi, vorresti qualcosa di più che ancora non hai capito cosa (scusami). La seconda è che non hai abbastanza coraggio. Nel senso che hai paura di fare qualcosa di nuovo che potrebbe cambiare la tua vita. Di perdere questo equilibrio che ti sei creato.
Qual è il mio consiglio, seppur non richiesto? Vivi il presente ;-) buone cose e complimenti per la tua storia penso ci siano davvero pochi ragazzi come te, in giro!


Probabilmente hai ragione, seppur dura da ammettere....Ho tanta determinazione, senso del sacrificio e forza, ma spesso vado in contro a delle debolezze che mi è difficile a me stesso di ammettere, nel senso soffoco nella mia forze arroganza e superbia, ma con me stesso.
Cerco di vivere il presente, ma non posso vivere senza uno scopo o obbiettivo...un periodo che sia breve o lungo senza un qualsiasi scopo mi destabilizza. Non so bene come spiegarmi scusami XD però le chiavi che hai voluto centrare sono giuste, mi ci ritrovo.
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Messaggioda ambercat00 » 20/01/2022, 19:31



Ciao, ho letto la tua storia e sinceramente penso che tu sia molto bravo a esprimerti scrivendo. Hai lasciato trasparire molto bene quello che senti e anche se ovviamente nessuno qui ti potrà dare davvero una chiave per risolvere il senso di oppressione dovuto principalmente al tuo essere troppo severo con te stesso, come hai detto è stato uno sfogo.
Il fatto che tu ti sia reso conto di essere severo con te stesso e che tu necessiti di parlarne è, a mio avviso, un grande atto di consapevolezza che ti porterà solo a stare meglio, nonostante il senso di sbandamento che stai provando nel presente.
Secondo me il problema di molte persone, me compresa, - oltre a problemi individuali che sono praticamente tutto - è che tendiamo, come persone sociali, a voler entrare in determinati schemi e ad autodefinirci: dobbiamo avere il nostro lavoro, la nostra casa, la nostra vita sessuale, dobbiamo fare sempre da soli e tendiamo a vedere la richiesta d'aiuto nei confronti degli altri come un fallimento. Invece credo che proprio in quanto esseri umani forse siamo così opposti a questo modo di essere senza "sbaffature": siamo quanto meno di definito possa esserci e questo paradosso fra quello che siamo e quello che ci imponiamo ci fa essere così nevrotici.
Comunque detto questo, il problema si pone lo stesso perché sta a monte e non è eliminabile probabilmente, ma possiamo tenerlo a mente per cercare di uscire da questo schema in alcune delle poche situazioni che ce lo permettono.
Per il fatto dell'alcol credo che dovresti cercare di capire come ti senti quando ti metti a bere da solo, in che situazione lo fai ecc.. invece che giudicarti, che non fa altro che esacerbare questa necessità.

Ti abbraccio, ti consiglio se puoi di parlare con qualcuno, ma semplicemente perché in questa vita tutti dovremmo parlare con qualcuno (io sono pro-psicologo tutta la vita perché mi ha aiutato ad analizzare molti miei comportamenti e anche comportamenti altrui): tu mi sembri già bravo nell'autoanalisi e fidati che DAVVERO ti porterà a stare meglio con te stesso. Comunque sia ti consiglio anche di scrivere queste cose, così come hai fatto oggi, anche se mi rendo conto che richiede uno sforzo, anche perché lo fai in modo costruttivo e anche "stilisticamente bello".
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la felicità ed il dolore,
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