Come siamo realmente noi italiani?

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Come siamo realmente noi italiani?

Messaggioda Am_p » 07/04/2026, 16:33



Vorrei fare oggi un post su un tema che non riguarda finalmente la mia situazione famigliare ma un argomento con cui mi approccio quasi ogni giorno. Ultimamente, parlando per motivi scolastici e universitari con vari ragazzi stranieri, tra americani, francesi, tedeschi e anche un ragazzo giapponese, e varie organizzazioni estere, ho iniziato a capire quanto l'Italia non sia solo uno stato "provinciale" come mostriamo, ma abbiamo veramente ottime aziende, investimenti importanti e in particolare, avendolo osservato da vicino, importanti istituzioni accademiche di altissimo livello, che non hanno nulla da invidiare alle famose università estere.
E' evidente il fatto che noi ci "vendiamo" malissimo, ci facciamo pubblicità in modo tanto tremendo che perfino gli stessi italiani sono spinti a pensare che non abbiamo nulla da offrire. Sembra quasi che noi ci poniamo automaticamente al di sotto di altri paesi e altre persone mediante un sentimento di servilismo eterno, mentre invece su molti aspetti li potremmo tranquillamente superare (o forse lo abbiamo già fatto ma nessuno lo ammette).
Anche per quanto riguarda le cose meno piacevoli, sembra che qui in Italia quasi ci divertiamo a farci vedere come un paese torbido, di malfattori, mentre invece all'estero succedono le stesse identiche cose, ma nessuno ne parla, o quantomeno non li usa come espediente per frustarsi in pubblico. Per esempio, il fenomeno delle raccomandazioni (che premetto, trovo estremamente sbagliato): qui in Italia è molto più difficile essere un raccomandato rispetto all'estero. Se qui una persona diventa qualcuno può essere solo perché è un raccomandato o un corrotto per l'opinione pubblica, mentre invece all'estero succedono le stesse cose ma non ci si pone neanche il problema perché si da per assodato che il figlio di x che è potente diventi qualcuno. Negli Stati Uniti sono 30 anni che le stesse famiglie girano intorno alle più alte cariche statali e il ruolo di presidente, sono diventati praticamente una monarchia "elettiva".
Non quest'ultima parte non voglio essere frainteso. Non sto dicendo che sia un sistema giusto o che sia giusto ciò che avviene in Italia come all'estero, ma dico solo che qui ci lamentiamo per cose che sono globali attribuendo a noi tutte le colpe.
Detto ciò, io mi chiedo perché avvenga tutto questo è se noi Italiani abbiamo veramente un sentimento di servilismo verso altri paesi. Secondo voi è un punto di vista condivisibile?
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Am_p
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Messaggioda Bonifacio » 07/04/2026, 19:16



Negli Stati Uniti sono 30 anni che le stesse famiglie girano intorno alle più alte cariche statali e il ruolo di presidente, sono diventati praticamente una monarchia "elettiva".

ovverosia una scarsa imitazione, una copia qualitativamente di gran lunga inferiore di ciò che avveniva nel santo impero dove, nonostante ci fosse un collegio di principi-elettori, ad un certo punto la famiglia asburgo ottenne la carica imperiale di generazione in generazione fino alla morte dell'impero, salvo una breve parentesi in cui la corona andò ad un wittelsbach.
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Bonifacio
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Messaggioda Navigator63 » 08/04/2026, 1:33



Am_p ha scritto:Sembra quasi che noi ci poniamo automaticamente al di sotto di altri paesi e altre persone mediante un sentimento di servilismo eterno, mentre invece su molti aspetti li potremmo tranquillamente superare (o forse lo abbiamo già fatto ma nessuno lo ammette).

Tema interessante, e trovo tu abbia per molti aspetti ragione.

E' vero che gli italiani spesso hanno un'opinione pessima del proprio Paese, anche quando non ci sono reali motivi, oppure non stiamo peggio di altri Paesi.
Non siamo però gli unici, ci sono anche altre nazioni i cui abitanti "si piangono addosso" ben volentieri :)
Posso dire per esempio che i britannici si lamentano similmente a noi...
E che dire degli americani? Se hanno eletto Trump (due volte!!!), molti devono avere un'opinione catastrofica degli USA, tanto da illudersi che un tale personaggio "inqualificabile" possa risollevarne le sorti (eh, certo, si è visto proprio... :rolleyes: )

Ma perché gli italiani...? Provo a dire la mia.
- Da noi c'è uno scarso senso dello Stato, delle istituzioni, del bene pubblico e di orgoglio nazionale (molto meno p.es. di Francia o UK). Da cui una tendenza a vederne il peggio piuttosto che il meglio (che pure c'è). Questo potrebbe in parte dipendere dall'essere una nazione "recente", che per secoli è stata invasa e gestita da altre nazioni; questo potrebbe anche spiegare il "servilismo" che menzioni (memorabile il vecchio detto "Francia o Spagna purché se magna"... :facepalm: ).
- A livello psicologico, io ci vedo anche un vittimismo non da poco, che corrisponde ad una immaturità diffusa. Cioè, se io ho una vita mediocre o insoddisfacente potrei ammettere che è a causa delle mie carenze... ma certo è più rassicurante e consolatorio convincersi che l'Italia è un disastro, che non c'è lavoro o che non funziona nulla... perché in questo modo non è più colpa mia. E' il Paese che fa schifo, non io! 8-)
- Potrebbe anche c'entrare un "familismo" che in Italia è molto radicato: per cui i più esaltano la famiglia e svalutano tutto il resto, incluse le istituzioni (anche quando funzionano), la comunità o i settori produttivi. Paradossalmente, il familismo è anche causa di parte dei nostri mali, producendo nepotismo, favoritismi e corruzione, svalutazione della cosa pubblica, e persino certe forme di criminalità (le mafie sono una forma di "famiglia estesa", un tribalismo criminale).
- Infine, una possibile concausa potrebbe essere una diffusa mentalità "sinistroide" per cui si tende a lamentarsi di tutto (invece di darsi da fare concretamente; Elly Schlein ne è un esempio notevole), e si accusa il tessuto produttivo e capitalistico di ogni male possibile (tendenza anche cattolica) - invece di riconoscere che è quello che più di tutto produce ricchezza ed impiego.

Negli Stati Uniti sono 30 anni che le stesse famiglie girano intorno alle più alte cariche statali e il ruolo di presidente, sono diventati praticamente una monarchia "elettiva".

What? Questo non mi risulta proprio. A parte il caso particolare della famiglia Kennedy (ma ormai lontano nel tempo), e gli eccessi in questo senso di Trump (che però è una figura del tutto anomala, non tipica), vedo ben poca continuità familiare nella politica USA.
Poi certo si può dire che il potere tende a restare concentrato "in alto", tra persone ricche e/o di ceto elevato. Ma quello è vero ovunque, ed è del tutto naturale (la natura è gerarchica, non egalitaria).

E' invece molto comune nelle dittature che il potere si trasmette per via dinastica / parentele, molto più che nelle democrazie.
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Messaggioda ClaudiaK » 08/04/2026, 10:56



Am_p ha scritto:io mi chiedo perché avvenga tutto questo è se noi Italiani abbiamo veramente un sentimento di servilismo verso altri paesi. Secondo voi è un punto di vista condivisibile?


Ho seguito il tuo ragionamento, ma le statistiche sul tema (non le ho elaborate io, ho solo consultato l'AI) non concordano affatto con le tue conclusioni, almeno nel confronto congli altri Paesu europei.
In sintesi: la percezione delle storture a livello familistico e clientelare è forte...perchè la realtà dei numeri è effettivamente che in Italia questo fenomeno sia più presente e diffuso che negli altri Paesi.
Ripeto che sono dati, e non mie impressioni.

D'altra parte...tutto il settore pubblico è stato sempre vistosamente danneggiato da questi fenomeni, fino al punto da INVENTARE cattedre o corsi accademici per collocarvi raccomandati, e persino nel delicatissimo settore della salute pubblica è stata prassi quella di bandire concorsi "ad personam" , che nascevano soltanto per collocare una qualche persona "predestinata" .
(Episodio vero di qualche anno fa : mia carissima amica fidanzata con un giovane medico molto preparato e volenterso, mi dice scandalizzata che il suo ragazzo si è sentito apertamente dire da un "anziano" (sempre in ambiente medico-ospedaliero) che è inutile che concorra, perchè quel concorso è stato indetto per assegnarne il posto al dottor Tizio.
La mia amica ed io (anche noi neo-laureate ma in ambito medico) ne restammo scandalizzate e io ne riferii a donna medico ospedaliero molto più grande di me.
Ricordo che questa stava cucinando mentre le parlavo, e...senza distogliersi neanche per un attimo dal battuto per un soffritto...mi disse con tutta naturalezza "e quale sarebbe lo scoop? ...è la prassi che i concorsi per i vari ruoli ospedalieri siano banditi per le ragioni che vi hanno detto!..."; in ambito giuridico..idem...; di vincere il concorso da notaio capitava solo a figli o protetti di notai..., e per non parlare della pubblica amministrazione tutta... )

Forse qualcosINA sta migliorando in forza delle normative europee, ma altrimenti...saremmo proprio unici in questo pessimo senso.
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Messaggioda Am_p » 08/04/2026, 13:46



ClaudiaK ha scritto:
Am_p ha scritto:io mi chiedo perché avvenga tutto questo è se noi Italiani abbiamo veramente un sentimento di servilismo verso altri paesi. Secondo voi è un punto di vista condivisibile?


Ho seguito il tuo ragionamento, ma le statistiche sul tema (non le ho elaborate io, ho solo consultato l'AI) non concordano affatto con le tue conclusioni, almeno nel confronto congli altri Paesu europei.
In sintesi: la percezione delle storture a livello familistico e clientelare è forte...perchè la realtà dei numeri è effettivamente che in Italia questo fenomeno sia più presente e diffuso che negli altri Paesi.
Ripeto che sono dati, e non mie impressioni.

D'altra parte...tutto il settore pubblico è stato sempre vistosamente danneggiato da questi fenomeni, fino al punto da INVENTARE cattedre o corsi accademici per collocarvi raccomandati, e persino nel delicatissimo settore della salute pubblica è stata prassi quella di bandire concorsi "ad personam" , che nascevano soltanto per collocare una qualche persona "predestinata" .
(Episodio vero di qualche anno fa : mia carissima amica fidanzata con un giovane medico molto preparato e volenterso, mi dice scandalizzata che il suo ragazzo si è sentito apertamente dire da un "anziano" (sempre in ambiente medico-ospedaliero) che è inutile che concorra, perchè quel concorso è stato indetto per assegnarne il posto al dottor Tizio.
La mia amica ed io (anche noi neo-laureate ma in ambito medico) ne restammo scandalizzate e io ne riferii a donna medico ospedaliero molto più grande di me.
Ricordo che questa stava cucinando mentre le parlavo, e...senza distogliersi neanche per un attimo dal battuto per un soffritto...mi disse con tutta naturalezza "e quale sarebbe lo scoop? ...è la prassi che i concorsi per i vari ruoli ospedalieri siano banditi per le ragioni che vi hanno detto!..."; in ambito giuridico..idem...; di vincere il concorso da notaio capitava solo a figli o protetti di notai..., e per non parlare della pubblica amministrazione tutta... )

Forse qualcosINA sta migliorando in forza delle normative europee, ma altrimenti...saremmo proprio unici in questo pessimo senso.

Nel mio post non stavo assolutamente negando che in Italia ci siano tali fenomeni, stavo ribadendo che tuttavia non sono una cosa nostrana, ma che esiste in tutto il mondo, solo che negli altri paesi viene addirittura dato per scontato che Tizio Caio figlio di x e amico di y abbia il posto z, non se ne discute neanche a nessuno si pone domande a riguardo. Per quanto sia molto presente, etc. da questo punto di vista noi in Italia siamo addirittura "avanti". Con ciò voglia ancora ribadire che penso che sia una cosa schifosa e sbagliatissima, solo che per certi versi, siamo messi addirittura meglio che in altri posti dove se non sei qualcuno non puoi neanche sognare di fare certi lavori o studiare certe cose.
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Messaggioda Am_p » 08/04/2026, 13:51



Navigator63 ha scritto:
Am_p ha scritto:Sembra quasi che noi ci poniamo automaticamente al di sotto di altri paesi e altre persone mediante un sentimento di servilismo eterno, mentre invece su molti aspetti li potremmo tranquillamente superare (o forse lo abbiamo già fatto ma nessuno lo ammette).

Tema interessante, e trovo tu abbia per molti aspetti ragione.

E' vero che gli italiani spesso hanno un'opinione pessima del proprio Paese, anche quando non ci sono reali motivi, oppure non stiamo peggio di altri Paesi.
Non siamo però gli unici, ci sono anche altre nazioni i cui abitanti "si piangono addosso" ben volentieri :)
Posso dire per esempio che i britannici si lamentano similmente a noi...
E che dire degli americani? Se hanno eletto Trump (due volte!!!), molti devono avere un'opinione catastrofica degli USA, tanto da illudersi che un tale personaggio "inqualificabile" possa risollevarne le sorti (eh, certo, si è visto proprio... :rolleyes: )

Ma perché gli italiani...? Provo a dire la mia.
- Da noi c'è uno scarso senso dello Stato, delle istituzioni, del bene pubblico e di orgoglio nazionale (molto meno p.es. di Francia o UK). Da cui una tendenza a vederne il peggio piuttosto che il meglio (che pure c'è). Questo potrebbe in parte dipendere dall'essere una nazione "recente", che per secoli è stata invasa e gestita da altre nazioni; questo potrebbe anche spiegare il "servilismo" che menzioni (memorabile il vecchio detto "Francia o Spagna purché se magna"... :facepalm: ).
- A livello psicologico, io ci vedo anche un vittimismo non da poco, che corrisponde ad una immaturità diffusa. Cioè, se io ho una vita mediocre o insoddisfacente potrei ammettere che è a causa delle mie carenze... ma certo è più rassicurante e consolatorio convincersi che l'Italia è un disastro, che non c'è lavoro o che non funziona nulla... perché in questo modo non è più colpa mia. E' il Paese che fa schifo, non io! 8-)
- Potrebbe anche c'entrare un "familismo" che in Italia è molto radicato: per cui i più esaltano la famiglia e svalutano tutto il resto, incluse le istituzioni (anche quando funzionano), la comunità o i settori produttivi. Paradossalmente, il familismo è anche causa di parte dei nostri mali, producendo nepotismo, favoritismi e corruzione, svalutazione della cosa pubblica, e persino certe forme di criminalità (le mafie sono una forma di "famiglia estesa", un tribalismo criminale).
- Infine, una possibile concausa potrebbe essere una diffusa mentalità "sinistroide" per cui si tende a lamentarsi di tutto (invece di darsi da fare concretamente; Elly Schlein ne è un esempio notevole), e si accusa il tessuto produttivo e capitalistico di ogni male possibile (tendenza anche cattolica) - invece di riconoscere che è quello che più di tutto produce ricchezza ed impiego.

Negli Stati Uniti sono 30 anni che le stesse famiglie girano intorno alle più alte cariche statali e il ruolo di presidente, sono diventati praticamente una monarchia "elettiva".

What? Questo non mi risulta proprio. A parte il caso particolare della famiglia Kennedy (ma ormai lontano nel tempo), e gli eccessi in questo senso di Trump (che però è una figura del tutto anomala, non tipica), vedo ben poca continuità familiare nella politica USA.
Poi certo si può dire che il potere tende a restare concentrato "in alto", tra persone ricche e/o di ceto elevato. Ma quello è vero ovunque, ed è del tutto naturale (la natura è gerarchica, non egalitaria).

E' invece molto comune nelle dittature che il potere si trasmette per via dinastica / parentele, molto più che nelle democrazie.

Quando parlo delle famiglie illustri degli Stati Uniti mi riferisco a genti come i Clinton (un presidente, ma moglie senatrice, etc.. e candidata alle presidenziali), i Bush (Padre e figlio presidenti con varie altre cariche importanti di mezzo come governatore e direttore della Cia) oppure gli Obama (un presidente e la moglie che da anni i dem cercano di fare arrivare alle presidenziali).
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Am_p
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Messaggioda Navigator63 » 08/04/2026, 20:36



Am_p ha scritto:Quando parlo delle famiglie illustri degli Stati Uniti mi riferisco a genti come i Clinton (un presidente, ma moglie senatrice, etc.. e candidata alle presidenziali)

Ma Hillary era impegnata politicamente prima ancora di sposarsi, ed è stata attiva anche dopo. Non è stata candidata solo perché "moglie di Bill", ma perché è una politica capace e competente (purtroppo non era altrettanto brava nel "sedurre" il popolo, ed è il motivo principale per cui ha perso contro Trump, ma comunque di poco).
I Clinton sono una "Power couple", cioè una coppia dove ENTRAMBI sono persone notevoli e fuori dal comune; dove lei brilla di luce propria, non solo di riflesso del marito.

Un caso simile è quello di Alberto Angela: molti dicono che ha una carriera in TV perché figlio di Piero... ma in realtà è una persona realmente in gamba, colto e preparato, ottimo divulgatore. Certo esserne figlio l'ha aiutato, ma la posizione se l'è meritata.

Ben diverso il discorso di certi politici donna nei governi Berlusconi, ben poco competenti, che parevano arrivati lì per motivi non proprio... "professionali". :D

i Bush (Padre e figlio presidenti con varie altre cariche importanti di mezzo come governatore e direttore della Cia)

E qui posso darti ragione, in quanto Bush padre IMO è stato un buon presidente, mentre il figlio deludente. E certo non ha brillato di luce propria; senza il padre, nessuno se lo sarebbe filato.

oppure gli Obama (un presidente e la moglie che da anni i dem cercano di fare arrivare alle presidenziali).

Ma pur essendo anche questa una "Power couple" (Michelle è una donna brillante e capace), non mi risulta sia mai stata eletta in posizioni prestigiose in quanto "moglie di".
Idem per i figli: non mi risulta nessuno degli Obama junior abbia assunto posizioni governative importanti... a differenza di figli e parenti di Trump.

Quindi mi hai citato tre casi (che sono cmq pochi in 40 anni di politica), di cui uno solo IMHO evidenzia reale nepotismo. :dunno:

Per me nepotismo è quando una persona incapace arriva in alto per ragioni di parentela. Un esempio eclatante era "il trota", cioè il figlio di Umberto Bossi. :facepalm:
Se è invece capace di suo, ovviamente la parentela lo facilita (sai che novità), ma conta anche e soprattutto il merito (come nell'esempio di Alberto Angela, o di Hillary Clinton).
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