Terapeuta che mi ha dato il "benservito"?

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Terapeuta che mi ha dato il "benservito"?

Messaggioda iddream » 15/07/2019, 2:10



Ciao a tutti. Torno a scrivere su questo forum dopo molti mesi, non so neanche quanti.
Sono a pezzi, stanchissima. Cercare di condurre una vita che vista dal di fuori dovrebbe apparire "normale" è stancante. E l'estate è sempre più foriera di stati depressivi, non avendo progetti di vacanze o altro.
Dunque, non avendo nessuno a cui poterlo chiedere, posto qui un quesito. Durante l'ultima seduta di terapia, che ormai con questa terapeuta va avanti da tre anni circa, la terapeuta, evidentemente infastidita da quanto avevo detto (in pratica, avevo espresso un'opinione critica circa il comportamento dei genitori che scaricano sui/sulle figli/e il peso di un matrimonio fallito, e mi ero permessa di dire che sì, la mia sofferenza deriva dalle loro scelte - sbagliate), mi dice che, se quanto lei mi rimanda non mi piace, posso anche smettere la terapia, che lei non ha nessun interesse a proseguire perché non ha bisogno di uno stipendio (beata lei, mi è venuto istintivamente da pensare). La cosa mi ha lasciata quasi senza parole. Insomma, è vero che avevo anche pensato di smettere, e ne avevamo anche già parlato in passato, ma i soldi non erano mai stati messi in mezzo. Di sicuro non da parte mia: io scelsi di andare in terapia, ho sempre pagato, e non mi sarebbe mai passato per la testa di mettere il suo onorario "in mezzo" alla terapia - non so se riesco a spiegarmi. Se non riuscissi più a pagare - cosa che, al momento, non è così - glielo direi chiaramente, cioè le direi che lascio per motivi economici. Se invece decidessi di lasciare per altri motivi, di quelli parlerei. Ma allora, perché lei ha messo in mezzo i soldi? Se non mi vuole più vedere, perché mi pare che io "le dia fastidio", avrebbe potuto benissimo dirmelo chiaramente, senza tirare in ballo i soldi, tra l'altro con un'uscita che, secondo me, è stata parecchio poco felice (cosa vuol dire che lei non ha bisogno che io continui ad andare da lei per avere uno stipendio? che le bastano gli altri pazienti, e di me - dei miei soldi - non sa che farsene? era uno scatto di rabbia perché ho osato mettere in discussione la buona fede della "categoria" dei "genitori" - neanche fossero una specie protetta? ma se non posso parlare di ciò che mi ha fatto soffrire, allora, giustamente, cosa ci vado a fare - ma i soldi non c'entrano, mi pare... è stata una sorta di controtransfert?) Abbiamo un altro appuntamento, in cui dovremmo decidere se continuare oppure no. Io pensavo di iniziare facendole notare che il suo buttarla sui soldi mi ha ferita. Voi che dite?
Grazie a chiunque risposerà.
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iddream
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Terapeuta che mi ha dato il "benservito"?

Messaggioda Tito » 15/07/2019, 9:22



Ciao, dal di fuori sembrerebbe un'uscita infelice ma non credo centri l'onorario di per se. Potrebbe essere che la terapeuta sria cercando di fare un certo lavoro e stia provando a rimandarti determinate cose che però in te non trovano terreno fertile?
In ogni caso non è assolutamente detto che questa terapeuta vada bene per te, il rapporto tra terapeuta è paziente è sempre complesso e ha bisogno del giusto equilibrio.
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Terapeuta che mi ha dato il "benservito"?

Messaggioda Sting » 15/07/2019, 9:49



iddream ha scritto:Ciao a tutti. Torno a scrivere su questo forum dopo molti mesi, non so neanche quanti.
Sono a pezzi, stanchissima. Cercare di condurre una vita che vista dal di fuori dovrebbe apparire "normale" è stancante. E l'estate è sempre più foriera di stati depressivi, non avendo progetti di vacanze o altro.
Dunque, non avendo nessuno a cui poterlo chiedere, posto qui un quesito. Durante l'ultima seduta di terapia, che ormai con questa terapeuta va avanti da tre anni circa, la terapeuta, evidentemente infastidita da quanto avevo detto (in pratica, avevo espresso un'opinione critica circa il comportamento dei genitori che scaricano sui/sulle figli/e il peso di un matrimonio fallito, e mi ero permessa di dire che sì, la mia sofferenza deriva dalle loro scelte - sbagliate), mi dice che, se quanto lei mi rimanda non mi piace, posso anche smettere la terapia, che lei non ha nessun interesse a proseguire perché non ha bisogno di uno stipendio (beata lei, mi è venuto istintivamente da pensare). La cosa mi ha lasciata quasi senza parole. Insomma, è vero che avevo anche pensato di smettere, e ne avevamo anche già parlato in passato, ma i soldi non erano mai stati messi in mezzo. Di sicuro non da parte mia: io scelsi di andare in terapia, ho sempre pagato, e non mi sarebbe mai passato per la testa di mettere il suo onorario "in mezzo" alla terapia - non so se riesco a spiegarmi. Se non riuscissi più a pagare - cosa che, al momento, non è così - glielo direi chiaramente, cioè le direi che lascio per motivi economici. Se invece decidessi di lasciare per altri motivi, di quelli parlerei. Ma allora, perché lei ha messo in mezzo i soldi? Se non mi vuole più vedere, perché mi pare che io "le dia fastidio", avrebbe potuto benissimo dirmelo chiaramente, senza tirare in ballo i soldi, tra l'altro con un'uscita che, secondo me, è stata parecchio poco felice (cosa vuol dire che lei non ha bisogno che io continui ad andare da lei per avere uno stipendio? che le bastano gli altri pazienti, e di me - dei miei soldi - non sa che farsene? era uno scatto di rabbia perché ho osato mettere in discussione la buona fede della "categoria" dei "genitori" - neanche fossero una specie protetta? ma se non posso parlare di ciò che mi ha fatto soffrire, allora, giustamente, cosa ci vado a fare - ma i soldi non c'entrano, mi pare... è stata una sorta di controtransfert?) Abbiamo un altro appuntamento, in cui dovremmo decidere se continuare oppure no. Io pensavo di iniziare facendole notare che il suo buttarla sui soldi mi ha ferita. Voi che dite?
Grazie a chiunque risposerà.



Senti cara, quella ha fatto quel ragionamento perché fa parte del mondo. Se la prendono sempre con quelli che stanno in una posizione di debolezza come te e mai, se ci fai caso, con i genitori. Perché tu per il mondo non conti niente in quanto non hai né soldi e né potere.
Se i problemi tuoi derivano dai tuoi genitori, io do la colpa a loro e non a te.
Con quella gente, cara ragazza, ci perdi solo tempo e ti fanno impazzire ancora di più perché oltre ai genitori danno fastidio anche loro (gli psicologi) che tra l'altro gli psicologi li appoggiano anche (i tuoi genitori)

Ha detto che non gli servono i tuoi soldi? Non sarà nemmeno vero, si è approfittata di te perché sei una bambina, con qualcun altro non si sarebbe permesso.
Forse quella sta attaccata anche ai centesimi. E forse ha problemi con il marito e se la prende con te che sei una bambina perché è solo una povera disgraziata e fallita.
Io a gente come quella psicologa gli metterei le mani addosso per quello che ti ha fatto. Gli direi: prenditela con me se ne hai il coraggio.

Non te la prendere, il mondo è pieno di gentaglia e io alla mia età so perfettamente quello che dico.

Ci vuole una pazienza infinita nella vita, molla tutti gli psicologi se ce la fai perché tanto fanno parte del sistema è la giustizia italiana corrotta.
Ma tanto il giorno della resa dei conti finale è sempre più vicino.
Se la vedranno direttamente con Dio.
Ciao :)
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Terapeuta che mi ha dato il "benservito"?

Messaggioda Benny16 » 15/07/2019, 12:30



Non mi pare un granché questa terapeuta. Fossi in te proverei a cambiare.
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Terapeuta che mi ha dato il "benservito"?

Messaggioda iddream » 15/07/2019, 19:28



Tito ha scritto:Potrebbe essere che la terapeuta sria cercando di fare un certo lavoro e stia provando a rimandarti determinate cose che però in te non trovano terreno fertile?


Sì, questo è senz'altro vero. Il problema è che in me certi discorsi non possono trovare "terreno fertile". Un'altra terapeuta (psicanalista), che lesse alcuni miei scritti (era una sorta di esercitazione: di fronte ad alcuni dipinti io ed altri dovevamo dar loro un titolo e scrivere che cosa ci suscitavano), mi definì "non convenzionale". In un certo senso è vero: (quasi) niente di ciò che rassicurerebbe / farebbe star meglio un'altra persona mi aiuta minimamente. Ma che ci posso fare? Mi resta fingere (come più o meno mi tocca fare quasi sempre), ma alla lunga è stancante.

Sting ha scritto:E forse ha problemi con il marito


A questo ci ho pensato. In breve, le avevo portato un articolo in cui un suo collega (un'analista) sottolineava i danni che i genitori possono arrecare ai figli quando vogliono stare insieme per forza, addossando a loro tutte le frustrazioni e le sofferenze di un matrimonio - e, in generale, di una vita - fallito. Questo analista consigliava allora che, per il bene dei figli, la cosa migliore è separarsi: stare insieme "per i figli" è una scusa, un alibi, serve solo ad avere qualcuno a cui addossare poi la colpa dei propri fallimenti. Al ché lei ha cominciato con giri di parole vari, su come dipende dalle situazioni, su come ci siano divorzi terribili (ma chi l'ha mai negato? io però stavo parlando d'altro...), su come a volte si possa stare insieme per i figli e non danneggiarli. Visto che su questo non sono d'accordo (esperienza personale, diretta e indiretta, oltre che, a quanto pare, parere di altri psicologi), le ho detto che avrà anche ragione, ma per me due così sono solo due ipocriti. E lei ha fermamente negato, neanche le avessi detto una parolaccia (in fondo, avevo solo espresso la mia opinione). Avrò forse toccato un tasto dolente? Doveva difendere non credo se stessa, ma forse un'amica? un amico? un parente? Peccato che davanti a lei ci fossi io, che in casa, dietro un matrimonio apparentemente "normale", ho vissuto l'inferno. Ma vabbè, dettagli.
D'altronde, lei si occupa principalmente di coppie, ma prima di iniziare la terapia con lei, le avevo chiesto se riteneva di poter accettarmi come paziente oppure no (uscivo da una terapia cognitivo-comportamentale fallita). Lei non disse di no, dunque dopo qualche incontro diedi per scontato che la risposta fosse sì. Bah.

Sting ha scritto:Se la prendono sempre con quelli che stanno in una posizione di debolezza come te e mai, se ci fai caso, con i genitori. Perché tu per il mondo non conti niente in quanto non hai né soldi e né potere.


Purtroppo hai ragione. Quante volte ho provato a cercare il buono nelle persone, e quante volte sono rimasta delusa. Al massimo si può trovare una mediocrità "innocua", spesso si trova di peggio (cattiveria, desiderio di sopraffazione, menzogne, falsità,...). Che tristezza però.

Grazie a tutti per le risposte.
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Messaggioda Sting » 15/07/2019, 20:27



iddream ha scritto:
Tito ha scritto:Potrebbe essere che la terapeuta sria cercando di fare un certo lavoro e stia provando a rimandarti determinate cose che però in te non trovano terreno fertile?


Sì, questo è senz'altro vero. Il problema è che in me certi discorsi non possono trovare "terreno fertile". Un'altra terapeuta (psicanalista), che lesse alcuni miei scritti (era una sorta di esercitazione: di fronte ad alcuni dipinti io ed altri dovevamo dar loro un titolo e scrivere che cosa ci suscitavano), mi definì "non convenzionale". In un certo senso è vero: (quasi) niente di ciò che rassicurerebbe / farebbe star meglio un'altra persona mi aiuta minimamente. Ma che ci posso fare? Mi resta fingere (come più o meno mi tocca fare quasi sempre), ma alla lunga è stancante.

Sting ha scritto:E forse ha problemi con il marito


A questo ci ho pensato. In breve, le avevo portato un articolo in cui un suo collega (un'analista) sottolineava i danni che i genitori possono arrecare ai figli quando vogliono stare insieme per forza, addossando a loro tutte le frustrazioni e le sofferenze di un matrimonio - e, in generale, di una vita - fallito. Questo analista consigliava allora che, per il bene dei figli, la cosa migliore è separarsi: stare insieme "per i figli" è una scusa, un alibi, serve solo ad avere qualcuno a cui addossare poi la colpa dei propri fallimenti. Al ché lei ha cominciato con giri di parole vari, su come dipende dalle situazioni, su come ci siano divorzi terribili (ma chi l'ha mai negato? io però stavo parlando d'altro...), su come a volte si possa stare insieme per i figli e non danneggiarli. Visto che su questo non sono d'accordo (esperienza personale, diretta e indiretta, oltre che, a quanto pare, parere di altri psicologi), le ho detto che avrà anche ragione, ma per me due così sono solo due ipocriti. E lei ha fermamente negato, neanche le avessi detto una parolaccia (in fondo, avevo solo espresso la mia opinione). Avrò forse toccato un tasto dolente? Doveva difendere non credo se stessa, ma forse un'amica? un amico? un parente? Peccato che davanti a lei ci fossi io, che in casa, dietro un matrimonio apparentemente "normale", ho vissuto l'inferno. Ma vabbè, dettagli.
D'altronde, lei si occupa principalmente di coppie, ma prima di iniziare la terapia con lei, le avevo chiesto se riteneva di poter accettarmi come paziente oppure no (uscivo da una terapia cognitivo-comportamentale fallita). Lei non disse di no, dunque dopo qualche incontro diedi per scontato che la risposta fosse sì. Bah.

Sting ha scritto:Se la prendono sempre con quelli che stanno in una posizione di debolezza come te e mai, se ci fai caso, con i genitori. Perché tu per il mondo non conti niente in quanto non hai né soldi e né potere.


Purtroppo hai ragione. Quante volte ho provato a cercare il buono nelle persone, e quante volte sono rimasta delusa. Al massimo si può trovare una mediocrità "innocua", spesso si trova di peggio (cattiveria, desiderio di sopraffazione, menzogne, falsità,...). Che tristezza però.

Grazie a tutti per le risposte.



Hai visto? Io non lo sapevo e forse non ho nemmeno indovinato, però da come hai detto tu, lei si occupa di coppie ed evidentemente gli dava fastidio che tu ne parlassi in negativo perché lei ha interessi sotto. Tali persone non sono oneste perché, proprio per interessi o altro, non gli fa comodo dire la verità.


Riguardo l'altra cosa, si almeno per certi aspetti hai ragione, oggi casomai puoi trovare il cattivo più innocuo che da meno fastidio e quindi ovviamente sempre di cattivi si tratta.

Si che tristezza è uno schifo, certa gente di veramente buono non hanno niente.
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Terapeuta che mi ha dato il "benservito"?

Messaggioda Navigator63 » 16/07/2019, 1:30



iddream ha scritto:la terapeuta, evidentemente infastidita da quanto avevo detto (in pratica, avevo espresso un'opinione critica circa il comportamento dei genitori che scaricano sui/sulle figli/e il peso di un matrimonio fallito, e mi ero permessa di dire che sì, la mia sofferenza deriva dalle loro scelte - sbagliate), mi dice che, se quanto lei mi rimanda non mi piace, posso anche smettere la terapia, che lei non ha nessun interesse a proseguire perché non ha bisogno di uno stipendio

IMNSHO, quel che hai detto è andato a toccare un "punto fragile" della terapeuta, che evidentemente (per sua debolezza o per professionalità inadeguata) se l'è presa con te invece di gestirsela per conto tuo (un professionista è pagato per occuparsi dei TUOI problemi, i SUOI se li deve smazzare per conto suo).
Probabilmente ha dei problemi relazionali col marito e/o con i figli, ma è in negazione o conflitto, e le tue affermazioni le hanno messo il dito nella piaga.

Una cosa che ho notato recentemente di molte donne (non tutte), è che hanno problemi a mettersi in discussione: quando qualcuno lo fa (anche involontariamente, come hai fatto tu), invece di ammetterlo tendono ad attaccare e a scaricare le colpe sull'altro.
Forse la tua terapeuta fa parte di quel tipo di persone.

Per quanto riguardo lo sgraziato accenno ai soldi (chiara manifestazione nevrotica di una reazione emotiva non gestita), secondo me si può leggere così: "Mi hai fatto male quindi ti svaluto, ti dico che non ho bisogno dei tuoi soldi, e implicitamente ti sto invitando ad andartene".
Devi averla veramente mandata in crisi :)

Da "terapeuta amatoriale" ti dico che tu non hai fatto nulla di male (a quanto scrivi). Non spetta a te filtrare il tuo punto di vista, né proteggere l'emotività fragile del/la terapeuta.
E, peraltro, fare terapia con qualcuno che ti invoglia a non essere pienamente te stessa, non è certamente fruttuoso. Il terapeuta dovrebbe essere la persona che ti mette più a tuo agio al mondo (altrimenti parli meglio con un amico...).

Una terapia in cui fingi di essere chi non sei, non ti serve a nulla; anzi, può fare danni. Se quello di cui parli non è un episodio isolato, considera l'ipotesi di cambiare terapeuta.
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Citazione: Non possiamo scegliere cosa ci accade, ma possiamo sempre scegliere come reagire a ciò che ci accade.
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Messaggioda Sting » 16/07/2019, 9:47



Si l'avrà mandata in crisi e per ripicca gli ha detto che non gli servivano i soldi e che se ne doveva andare.
Quando uno capisce certe cose non se la prende più di tanto perché si rende conto di aver a che fare con gente debole che, come hai detto tu, non si riesce a gestire i propri problemi da soli. È vero anche che se uno va da un altro per farsi aiutare e non può essere se stesso, allora è inutile andarci.
Chissà che questa psicologa ha visto che la ragazza è intelligente e per questo non la sopporta. A quel punto l'avrà anche attaccata per invidia.
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