VeraVita ha scritto:Tu ci vai piano.. nel senso che dove abito io persone del genere vengono definite: "pazze" :"(
Purtroppo, pure io lo trovo offensivo. Nel senso che sarà capitato a chiunque almeno una volta, di sentirsi depresso o spento. O, che abbia fatto un po' di casini perché non si sentiva bene. Se vieni ricoverato poi sei marcato a vita. Quindi, sono d'accordo con te. Per le altre cose che hai elencato a me risulta che quando uno sta male (che ha qualche patologia) venga definito malato. Poi, non lo so. Però, in linea di massima, a me dispiace dirlo, e, magari andrò controcorrente ma a me risulta che ci sia molta cattiveria in giro. In particolare nel mondo medico. Se i medici fossero gentili e ti dicessero che va tutto bene, penso non ci sarebbe nessun paziente. Poi, non lo so. Insomma, vivere non è facile :""( ultimamente, mi viene in mente la canzone: "Volevo essere un duro invece non sono nessuno".
Direi che hai proprio ragione. Sai, riflettendoci sopra, credo che coloro che vivono in una determinata condizione tra quelle che ho indicato, e che quindi sperimentano la vita stessa in modo differente, non debbano essere definiti né "malati" né "pazzi" o altre cose simili, ma semplicemente "diversi". Solo che ancora oggi, nonostante si predichi tanto il rispetto e l'inclusione della diversità, nella realtà di tutti i giorni appare il contrario; si fanno solo bei discorsi ma poi i fatti non li confermano. È la realtà che quasi nessuno vuole ammettere, e quando lo fai notare, qualcuno magari si para dietro all'affermazione "eh ma alla fine siamo tutti diversi...", davvero? Allora se è così, non dovrebbero esserci alti tassi di crimini d'odio e di suicidi in tutto il mondo.
Inoltre è vero, persino i medici (non tutti ma molti purtroppo sì) non riescono ad accettare ciò che è fuori dalla norma, perciò cercano di avvicinarlo ad essa, di farlo rientrare in essa il più possibile; tendono a patologizzarti, a vederti principalmente in base alla tua "malattia" e quindi a considerarti come "soggetto da curare" piuttosto che come "persona", unica, con dei sentimenti. A me personalmente, nessun medico dal quale sono stato mi ha mai detto "va tutto bene", "vedrai che ce la farai", "vai bene così come sei, non devi per forza conformarti", "anche per te c'è un posto", nessuno, ma avrei voluto fosse stato così.
Che dire, anch'io avrei voluto essere più duro di quello che sono.