Sfogo Lavorativo

Sfruttiamo questo spazio anche per parlare di scuola, di compagni, di colleghi, di materie. Chiediamo/diamo aiuto e spiegazioni su tutto ciò che concerne lo studio (scuola e università).
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Messaggioda Lena » 01/04/2021, 20:23



Da alcuni mesi lavoro in un nuovo posto, un'agenzia di comunicazione. Come è prassi nel settore si lavora a collaborazione/come freelance con l'agenzia anche se poi il lavoro giornaliero si svolge come qualunque lavoro dipendente (orario da ufficio, riunioni in ufficio, lavoro in ufficio). Ho accettato questa situazione in vista di fare ulteriore esperienza lavorativa e acquisire nuova competenze ma in un futuro ho l'intenzione di lavorare 100% freelance e remoto.
Il lavoro dipendente, senza le tutele del lavoro dipendente (ferie,malattia, etc) mi sta un po' stretto ma fortunatamente i miei responsabili sono abbastanza flessibili, o almeno così avevano detto: sono stata due giorni malata e in quei giorni mi hanno comunque chiesto di lavorare per delle urgenze (un marketing plan per un cliente).
Inoltre io sono part time ma mi disturbano anche in orario extra lavorativo e, soprattutto,non c'è un canale di comunicazione aziendale ma utilizzano whatsapp con l'unico risultato che mi ritrovo a silenziare le chat per non vedere le notifiche nelle mie ore libere.
Negli accordi iniziali era prevista una formazione continua che però non è mai stata fatta, anzi spesso mi vengono assegnate beghe da risolvere con la scusa che sono brava nel problem solving (comportamento un po' opportunista:mi lodi per ottenere favori per te). Una volta uno dei due responsabili ha pure avuto la faccia tosta di chiedermi di fare un corso di aggiornamento da 800€ (pagato da me medesima)... Ovviamente ho rifiutato.

Sono disorganizzati, spesso mi chiedono di fare cose all'ultimo e con la massima urgenza e non riescono ad articolare un flusso di lavoro fra tutti i membri del team.
Recentemente mi hanno chiesto di formare altri membri del team per far acquisire loro competenze che gli permettano di svolgere alcuni compiti base di quelli che svolgo io così che io possa dedicarmi a cose più avanzate (aumento di "stipendio" non pervenuto per questo).

Nonostante questo l'ambiente di lavoro non è atroce, vedo che i responsabili cercano di fare team building e di tenere alto il morale, non elemosinano complimenti e non sono neanche severi nelle critiche: l'atteggiamento è molto positivo ed anche i colleghi sono collaborativi.

Eppure ultimamente ho difficoltà a lavorare, sono sotto stress e mi sento sotto pressione e vorrei solo avere dei giorni di totale riposo per staccare da tutto e tutti (i weekend non mi bastano, senza contare che spesso c'è qualcosina da fare anche i weekend, o almeno loro vorrebbero così ma io spesso me ne frego)

Negli ultimi giorni mi sono chiesta: aspetto la fine del periodo di "prova" della nostra collaborazione per ridiscutere i termini o anticipo i tempi, parlo loro e se non acconsentono alle mie richieste me ne vado?
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Messaggioda DanI1992 » 01/04/2021, 20:31



Se ci stai male ed hai una valida alternativa parlaci subito, se non ti stanno bene le cose vai via.
Ho imparato, sulla mia pelle, che le cose devono andare bene a te, non agli altri.
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Messaggioda Penna » 01/04/2021, 21:30



Buonasera Lena, il tuo post offre spunti di riflessione di diverso tipo:

- i complimenti lasciano il tempo che trovano. Sicuramente gratificano, poiché in alcune realtà aziendali ancora si ritiene che complimentarsi con il dipendente comporti una diminuzione della sua produttività, il che non è quasi mai vero.

Per il resto, più che la disorganizzazione generale, ci sono determinate situazioni preoccupanti: qualsiasi sia il contratto di assunzione, compresa la collaborazione o il sub-contratto a seguito di accordi con fornitori, l'azienda in cui operi dovrebbe preoccuparsi essa stessa della tua formazione, e non farti pagare autonomamente per corsi di aggiornamento. In alternativa basterebbe rimborsarti quel costo in busta paga, cosa che si fa normalmente.

- Il fatto che sei una collaboratrice, non significa che l'azienda non debba fare retention, perché da ciò dipende anche la produttività del dipendente. Sembra invece che ti vogliano "spremere" anche per trasmettere competenze ad altri, cosa non corretta a queste condizioni. Da come parli del lavoro, sembri una tipologia di persona che, in presenza di condizioni migliori, sarebbe disposta anche a lavorare nel weekend, poiché lo stress è in parte provocato dalla situazione esistente.

- Detto questo bisogna guardare concretamente la realtà: penso che allo stato attuale non hai altre opportunità da utilizzare sul breve periodo, dunque ti consiglio di non metterti a discutere prima della fine del periodo di prova: conserva le tue osservazioni e perplessità, traducendole con un linguaggio professionale, in modo tale da ripresentare successivamente le tue rivendicazioni presentandole come una possibilità di miglioramento della tua condizione personale e della tua stessa produttività, a beneficio della collaborazione con l'agenzia. Se la cosa può rincuorarti inoltre, considera che molto spesso i lavori in cui ci sentiamo non del tutto appagati, o addirittura sfruttati, possono essere un trampolino di lancio per condizioni migliori. Chi fa talent acquisition lo sa bene e si sfrega le mani quando si imbatte in validi candidati chiaramente non appagati, e ciò a prescindere dalla forma contrattuale. Per questa ragione ti consiglio di continuare a lavorare e a curare fattori come la presenza social (Linkedin ovviamente) perché le occasioni arrivano inaspettate.

Ti auguro una buona fortuna, sperando di aver dato qualche spunto di riflessione utile.
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Messaggioda Lena » 06/04/2021, 18:38



Grazie ad entrambi per il tempo speso a leggere il mio topic e a rispondere.

Vorrei aggiungere, per chiarezza del quadro, che io in realtà ho un'alternativa ed è un progetto mio personale che sto coltivando e che attualmente è più remunerativo del lavoro che sto svolgendo ma che ha una durata limitata di 3 anni e che potrebbe non avere un seguito per la difficoltà del settore (è un PhD).

Quindi non è che se lascio l'agenzia resto a piedi, ma l'agenzia è un aggancio con il mondo della comunicazione che è il settore dove, presumibilmente, continuerò a lavorare in futuro e non vorrei avere un buco lavorativo di troppi anni in quel settore perché è un settore che cambia molto rapidamente.
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