Esame Dottore Commercialista e Revisore Aziendale

Sfruttiamo questo spazio anche per parlare di scuola, di compagni, di colleghi, di materie. Chiediamo/diamo aiuto e spiegazioni su tutto ciò che concerne lo studio (scuola e università).
Inoltre, date le condizioni critiche in cui si trova l'Italia, ecco un forum che vuole raccogliere storie, idee, iniziative e proposte, qui e all'estero.

Esame Dottore Commercialista e Revisore Aziendale

Messaggioda Maura » 19/09/2017, 14:02



Ciao,
qualcuno di voi ha sostenuto l'esame di abilitazione?
Io lo sto preparando ma vista la vastità del programma ho dovuto fare dei tagli, vorrei confrontarmi con chi c'è già passato.

Attualmente sto studiando sul Maggioli, ho preso il manuale, i temi svolti e le esercitazioni.
Ed integro con gli appunti/testi dell'università.
Fortunatamente sono esonerata dalla prima prova quindi mi sto concentrando su:
- Diritto Commerciale;
- Diritto Tributario;
- Diritto Fallimentare
su cui dovrebbe vertere la seconda/terza prova.
Poi per ragioneria/valutazione d'azienda/operazioni straordinarie pensavo di procedere così:
- studio degli OIC emessi nel 2016;
- studio i maggiori metodi di valutazione;
- operazione straordinarie...se ritrovo i miei vecchi appunti lì, altrimenti ci devo pensare

Dovrò fare anche la prova integrativa per i revisori e qui so cavoli.
Non so dove studiare :facepalm:
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Maura
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Messaggioda Premio Nobel » 26/09/2017, 21:34



Io mi ero interessato di sapere qualcosina sull'esame di stato - per inciso, non l'ho mai svolto, quindi non so se ti potrà risultare utile - (anche perchè mi sono laureato comunque quest'anno e quindi fino ad ora non ero molto interessato a provarlo).

Da quanto ho capito come impostazione, dovrebbe avere risposte aperte, piuttosto che quelle chiuse e dovrebbe essere simile ad un super-concorso. Io avevo fatto qualche anno fa il concorso per l'agenzia delle entrate, senza però essere stato in grado di passarlo (perchè per quanto ottenni un punteggio valido, c'erano troppi che avevano preso più di me e così venni "de facto" escluso).
Allora, l'avevo studiato su un compendio apposito ed effettivamente, se lo avessi studiato meglio, l'avrei passato (infatti, frequentando ancora l'università, non mi riuscì il colpaccio di passare esami e concorso).
L'impostazione era per la precisione a domande chiuse.

Da questa esperienza, quello che secondo me è da consigliare sarebbe il seguente fatto: un compendio è ottimo per affrontare delle domande chiuse (in quanto sostanzialmente la risposta è certa e determinata, e quindi un super-riassunto, rappresentato da un compendio, può risultare efficace) - per le domande aperte, in cui la risposta è più sfaccettata, secondo il mio avviso, sarebbe necessario studiare "almeno" sui libri universitari.

Per ciò che riguarda il diritto ho notato che spesso e volentieri, nei compendi non è sempre messa la giurisprudenza sui casi o sugli istituti giuridici che vengono discussi, oppure spiegata la ratio, o ancora la storia di quell'istituto nella giurisdizione e nelle interpretazioni giudiziali (ciò può essere "relativamente" utile per gli argomenti di diritto, un po' meno per quelli di contabilità - in quest'ultimo caso, infatti, l'interpretazione è più ridotta, in quanto dovrebbe essere un attimino più "meccanica" come materia).
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Re: Esame Dottore Commercialista e Revisore Aziendale

Messaggioda Maura » 26/09/2017, 23:58



Premio Nobel ha scritto:Io mi ero interessato di sapere qualcosina sull'esame di stato - per inciso, non l'ho mai svolto, quindi non so se ti potrà risultare utile - (anche perchè mi sono laureato comunque quest'anno e quindi fino ad ora non ero molto interessato a provarlo).

Da quanto ho capito come impostazione, dovrebbe avere risposte aperte, piuttosto che quelle chiuse e dovrebbe essere simile ad un super-concorso. Io avevo fatto qualche anno fa il concorso per l'agenzia delle entrate, senza però essere stato in grado di passarlo (perchè per quanto ottenni un punteggio valido, c'erano troppi che avevano preso più di me e così venni "de facto" escluso).
Allora, l'avevo studiato su un compendio apposito ed effettivamente, se lo avessi studiato meglio, l'avrei passato (infatti, frequentando ancora l'università, non mi riuscì il colpaccio di passare esami e concorso).
L'impostazione era per la precisione a domande chiuse.

Da questa esperienza, quello che secondo me è da consigliare sarebbe il seguente fatto: un compendio è ottimo per affrontare delle domande chiuse (in quanto sostanzialmente la risposta è certa e determinata, e quindi un super-riassunto, rappresentato da un compendio, può risultare efficace) - per le domande aperte, in cui la risposta è più sfaccettata, secondo il mio avviso, sarebbe necessario studiare "almeno" sui libri universitari.

Per ciò che riguarda il diritto ho notato che spesso e volentieri, nei compendi non è sempre messa la giurisprudenza sui casi o sugli istituti giuridici che vengono discussi, oppure spiegata la ratio, o ancora la storia di quell'istituto nella giurisdizione e nelle interpretazioni giudiziali (ciò può essere "relativamente" utile per gli argomenti di diritto, un po' meno per quelli di contabilità - in quest'ultimo caso, infatti, l'interpretazione è più ridotta, in quanto dovrebbe essere un attimino più "meccanica" come materia).

Il manuale ti da le indicazioni su come cercare sui codici i quali, non commentati, sono ammessi agli scritti.
Il problema sono i casi pratici tipo il ricorso tributario, nessun corso universitario te li fa fare (almeno ai miei tempi) o li fai per lavoro o nisba.
Stasera ho svolto gli esercizi sul consolidato e sulla contabilità industriale.
Sono cotta...


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Messaggioda Premio Nobel » 27/09/2017, 0:58



Per diritto tributario, non l'ho mai fatto all'università come corso (ho fatto economia) - però l'ho visto per quel concorso, ed ora lo stavo preparando su un manuale universitario (per il quale anche qui, effettivamente, ce ne sono di diverse tipologie).

Ad esempio, avevo notato la differenza tra il manuale e il compendio per, ad esempio, per il "sostituto d'imposta", ma in realtà anche per altri argomenti:
Il compendio, ad esempio, si limita a dare la definizione (colui che si sostituisce al soggetto a cui grava l'onere tributario) e chi è nello specifico (il datore di lavoro nel rapporto dipendente ad esempio). Nel manuale, oltre a questo, veniva riportata la ratio (in tal caso sia giuridica sia economica) ed alcuni esempi, più o meno pertinenti (come il caso di un datore di lavoro che non effettua la ritenuta).

Effettivamente, potrebbe risultare comunque difficoltoso dare una risposta a domande pratiche anche in questo caso, poichè effettivamente gli esempi potrebbero essere troppo vasti per essere esposti tutti. Allo stesso tempo, però, è possibile che una strategia del genere sia più fattibile con la contabilità (non per altro che almeno di solito, sia nell'esposizione, sia, qualche volta, alla fine, i manuali universitari adottano direttamente lo schema contabile per esercizi o per esporre la materia e non solo l'esposizione scritta).
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Messaggioda Maura » 27/09/2017, 10:10



Considera anche che si presuppone svolto un tirocinio professionale, il che sulla carta darebbe al candidato parte degli strumenti necessari per superare l'esame.
Non hai fatto tributario?
Strano per aver fatto economia, ma devi fare la specialista?
Io vengo da 9 anni di revisione aziendale, sulla base della mia esperienza su alcune cose vado diretta.
L'esempio che hai riportato tu è lampante: il sostituito d'imposta, se hai svolto la pratica (fatta bene) non hai bisogno neanche di leggere la definizione.
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Messaggioda Premio Nobel » 30/09/2017, 23:19



Nono, ho preso la specialistica - però ho fatto economia ad indirizzo politico (econometria-statistica-micro-macro) non tanto aziendale (contabilità-riclassificazione bilancio).

Più che altro, dipende dal livello di approfondimento che tu vuoi ottenere. Per quello secondo me conveniva maggiormente concentrarsi sui manuali universitari, anche perchè generalmente quelli fatti bene offrono anche alcuni riferimenti bibliografici per i maggiori argomenti a cui non vertono direttamente (ad esempio: sul libro di diritto tributario, ad esempio si fa l'esempio dei controlli dell'amministrazione tributaria, e nella fattispecie quando si chiede l'estensione dei 30 giorni di permanenza nella sede dell'azienda degli agenti accertatori per "casi di particolare complessità" - il libro naturalmente da un accenno a quali possono essere i casi sostanziali di particolare complessità, e tiene presente alcune disposizioni ad esempio della corte di cassazione. A mio modo di vedere non è possibile pensare di chiedere tutta la giurisprudenza su ciascun singolo istituto giuridico, anche perchè più che un esame di stato sarebbe se no un trattato di diritto o una tesi di laurea o dottorato).

Più che altro, sul ricorso tributario, avevo notato che è trattato ma non tantissimo sul mio libro, quindi magari bisogna prendere proprio un libro su quella specifica materia.
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