Cosa non è relativo?

Forum di aiuto sui tabù della famiglia. I Fatti Vostri.
Parliamo del rapporto conflittuale tra genitori e figli nel presente e nel nostro vissuto passato.
Cosa vuol dire avere una mamma e un papà? Cosa significa essere bambini, e cosa, essere ragazzini? Come sta il tuo bambino interiore?
Quanti problemi e quante difficoltà ci vengono messi davanti?
Qui si possono inviare sfoghi, critiche e consigli su come dovrebbe comportarsi un genitore con il proprio figlio e viceversa.

Cosa non è relativo?

Messaggioda Am_p » 16/01/2026, 16:37



Ciao a tutti,
volevo chiedervi una cosa prima di tutto: vi è mai capitato di vivere un periodo della vostra vita come se fosse “a parte”, una specie di bolla di tempo in cui vi sentivate bloccati ma, allo stesso tempo, nemmeno del tutto male? È più o meno da lì che nasce questo post.
Da luglio in poi ho la sensazione di non riuscire più a dare niente per scontato. Metto in dubbio qualsiasi cosa: quello che penso, quello che provo, le scelte che dovrei fare, perfino il modo in cui guardo le cose. È come se avessi perso un po’ il senso delle proporzioni: non capisco più cosa sia relativo e cosa no, cosa stia davvero succedendo e cosa invece sia amplificato dalla mia testa. Mi sento spesso come dentro una bolla, presente ma allo stesso tempo leggermente distaccato.
In questa cornice c’è anche la gravidanza di mia mamma, che è ovviamente una cosa importante, ma nella mia testa è più lo sfondo di tutto questo periodo che il centro vero e proprio. È legata a tutto ciò che è successo da luglio a oggi, e forse è anche per questo che faccio fatica a separare i vari pezzi. Una delle domande che mi faccio più spesso è se diventare fratelli a 18 anni sia una cosa “normale”, ammesso che abbia senso parlare di normalità. Più che la risposta, però, quello che mi pesa è il fatto che anche questa domanda finisca nel mucchio dei dubbi.
Con i miei amici è diventato un argomento quasi quotidiano. Ne parliamo spesso e mi accorgo che anche lì sto cercando un confronto, forse per capire se quello che provo ha un senso. Allo stesso tempo, quando professori o altre persone vengono a sapere della situazione, ho l’impressione che mi guardino in modo diverso. Non male, non con giudizio, ma come se fossi associato a qualcosa di “particolare”. Anche questo contribuisce a farmi sentire un po’ fuori asse.
Nonostante la situazione in casa (che non ripeterò) e il fatto che non abbiamo più un salotto perché è diventato la camera dei bimbi/e, non posso dire che questo sia stato un brutto periodo. Ed è una cosa che mi sorprende. In mezzo a tutta questa confusione, non mi sono sentito solo a disagio: c’è stata anche una strana calma, come se mi fossi adattato a stare fermo, sospeso, senza dover per forza capire tutto subito.
A rendere tutto più complicato c’è anche il discorso dell’università. Tra non molto dovrò scegliere la facoltà e tutti intorno a me sembrano avere un’idea chiarissima di cosa dovrei fare, mentre io vorrei fare tutt’altro. Alcuni professori mi hanno consigliato una facoltà a Pisa, ma sinceramente non so se economicamente sia fattibile e, soprattutto, l’idea di uscire di casa mi mette molta paura. È una sensazione nuova, che prima non avevo, e che è nata solo nell’ultimo periodo, più o meno da quando ho avuto la conferma che i miei avrebbero portato avanti la gravidanza.
In generale mi sento così: bloccato, pieno di dubbi, come se stessi osservando questo periodo dall’interno di una bolla. Però non sto nemmeno male come pensavo. Forse è proprio questo che mi confonde di più.
Scrivo qui per capire se qualcuno ha vissuto qualcosa di simile, un lasso di tempo visto come una parentesi a parte, in cui ci si sente persi ma anche, in qualche modo, al sicuro.
Grazie a chi leggerà.
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Am_p
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Messaggioda Royalsapphire » 16/01/2026, 21:41



Ciao amico :luce:
…magari inconsciamente temi di essere messo da parte dato che arriva un fratellino piccolo che avrà bisogno di attenzioni e cure. Magari c’è anche il fatto che non vuoi sentirti una specie di balia a 18 anni (l’età in cui a tutto si pensa tranne che ad avere a che fare con i poppanti).
Comunque per te questa crisi interiore, questo smarrimento che stai vivendo rappresenta una grande occasione per fare introspezione dentro di te, conoscerti meglio, interrogarti su cosa vuoi veramente dalla tua vita, su cosa vuoi diventare, su quanto grande è la tua paura, la tua forza di volontà, e la forza di andare avanti! È anche il momento in cui scopri chi sono le persone su cui puoi contare, e quelle a cui tieni veramente :)
Immagino lo smarrimento, ma sento che per te è arrivato un momento che può regalarti tanto, anche dal punto di vista affettivo!
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Messaggioda RyanTheNorthman » 17/01/2026, 21:24



Ciao. Premetto che sono già a conoscenza della tua storia, infatti avevo risposto ai tuoi thread precedenti.
Sì, anch'io posso dire di trovarmi in una situazione simile attualmente: da una parte mi sento sicuro e a mio agio nella casa in cui vivo, con mia madre e mia sorella, e dall'altra vorrei poter andare via, trovarmi una nuova casa, in un altro luogo, avere la mia indipendenza, non appena ho la disponibilità economica, anche se, almeno ad oggi, non mi senta ancora pronto per fare un passo del genere (e sono più grande di te); sai, credo si tratti di una condizione comune per molti giovani.
Aldilà di questo discorso, ciò che mi piacerebbe sapere è come va il rapporto tra i tuoi genitori, com'è l'atmosfera generale tra di voi, dato che le scorse volte avevi descritto una situazione tesa, complicata e non proprio favorevole. Sono molto curioso a riguardo.
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Messaggioda VeraVita » 17/01/2026, 21:51



Ti capisco, perché una sensazione simile l’ho provata anch’io in alcuni momenti della mia vita. Per esempio quando ero dal dentista e quando mia mamma si è separata da mio padre. All’inizio pensavo che quelle cose non mi riguardassero davvero, che in fondo stessi bene e potessi restarne fuori. Poi però, col tempo, mi hanno travolta come uno tsunami.

Nel mio caso il dentista non fece un buon lavoro, mia mamma si licenziò quando le mancava poco alla pensione e da lì si sono incastrate tante altre difficoltà. A posteriori ho capito che non è vero che certe cose non ci toccano: a volte il cervello entra in una specie di “modalità pausa” perché affrontare tutto subito sarebbe troppo devastante. È un modo per continuare a vivere.

Se potessi tornare indietro, direi alla me di allora di pensare un po’ di più a sé stessa: andare all’università, fare qualche sacrificio in più, mettere me al centro. Meno sentimentalismi, più attenzione a me. Non perché gli altri non contino, ma perché senza tutelarti rischi di perderti.

Per questo, se dentro di te senti che questa situazione ti pesa più di quanto sembri, forse allontanarti un po’ — anche solo progettando qualcosa per te — potrebbe aiutarti. Non è scappare, è proteggerti.
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Messaggioda ClaudiaK » 18/01/2026, 1:44



Am_p ha scritto:
Da luglio in poi ho la sensazione di non riuscire più a dare niente per scontato. Metto in dubbio qualsiasi cosa: quello che penso, quello che provo, le scelte che dovrei fare, perfino il modo in cui guardo le cose. È come se avessi perso un po’ il senso delle proporzioni: non capisco più cosa sia relativo e cosa no, cosa stia davvero succedendo e cosa invece sia amplificato dalla mia testa. Mi sento spesso come dentro una bolla, presente ma allo stesso tempo leggermente distaccato.
In questa cornice c’è anche la gravidanza di mia mamma, che è ovviamente una cosa importante, ma nella mia testa è più lo sfondo di tutto questo periodo che il centro vero e proprio. È legata a tutto ciò che è successo da luglio a oggi, e forse è anche per questo che faccio fatica a separare i vari pezzi. Una delle domande che mi faccio più spesso è se diventare fratelli a 18 anni sia una cosa “normale”, ammesso che abbia senso parlare di normalità. Più che la risposta, però, quello che mi pesa è il fatto che anche questa domanda finisca nel mucchio dei dubbi.


A me sembra che la tua domanda (cosa non è relativo?) parli abbastanza chiaramente di una sorta di disorientamento/destabilizzazione legati alla gravidanza di tua mamma.
E che, data la tua giovanissima età, la prima cosa "normale" è proprio che ti accada questo.
Intendo dire soltanto che mi sembra più che normale, a 18 anni, non aver fatto mai particolari riflessioni sui "come e perchè" della famiglia di cui sei parte, dandola per "cosa certa" malgrado i piccoli battibecchi fra i tuoi, rispetto ai quali ti ponevi anche come mediatore.
Dato il contesto, non solo non avevi serie ragioni per pensare che il loro matrimonio deflagrasse, ma hai avuto anche tutte le ragioni per sentirli sempre e comunque entrambi legati a te, e - appunto - anche in quel ruolo di mediatore.
Se hai dato per scontato e immutabile tutto ciò, mi sembra del tutto normale che tu sia rimasto spiazzato dall'arrivo dei fratellini, e non solo e non tanto per piacevole sconvolgimento che porteranno nel concreto quotidiano, ma - oserei dire - soprattutto per il fatto che la loro procreazione abbia "rivelato" l'esistenza di una privatissima vita di coppia...della quale non eri edotto, come è sano che fosse e sia.
Non voglio ipotizzare che tu possa persino vivere la cosa come un <tradimento> (e spero proprio di no), ma mi sembra che molto prima del "terremotino abitativo", i nascituri ti abbiano dimostrato che molto verosimilmente non era azzecatissima l'idea che ti eri fatto della coppia dei tuoi genitori (un po' del tipo "si vabbè...stanno ancora insieme solo per me").

Ricapitolando (sempre dal mio sommesso punto di vista) : ti senti disorientato perchè un equilibrio che hai sempre immaginato in un certo modo si è invece rivelato assai diverso.
Ma se cominci a riconsiderarlo alla luce dei fatti, scopri anche che l'equilibrio che si è disvelato come vero è molto più lieto rispetto a quello che avevi immaginato, giacchè parla di una coppia genitoriale che è molto più viva di quanto tu pensassi e anche così bendisposta nei confronti della vita da SCEGLIERE di far nascere i fratellini.

P.S. : avere fratelli che hanno 18 o più anni di differenza non ha proprio niente di strano. E' sempre accaduto. Magari oggi è piu facile avere fratellastri e sorellastre che si portano queste differenze d'età, ma solo perchè sono i matrimoni che nella media durano molto meno di quello dei tuoi, per fortuna dei tuoi e anche tua. ;)
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Messaggioda Am_p » 18/01/2026, 12:57



RyanTheNorthman ha scritto:Ciao. Premetto che sono già a conoscenza della tua storia, infatti avevo risposto ai tuoi thread precedenti.
Sì, anch'io posso dire di trovarmi in una situazione simile attualmente: da una parte mi sento sicuro e a mio agio nella casa in cui vivo, con mia madre e mia sorella, e dall'altra vorrei poter andare via, trovarmi una nuova casa, in un altro luogo, avere la mia indipendenza, non appena ho la disponibilità economica, anche se, almeno ad oggi, non mi senta ancora pronto per fare un passo del genere (e sono più grande di te); sai, credo si tratti di una condizione comune per molti giovani.
Aldilà di questo discorso, ciò che mi piacerebbe sapere è come va il rapporto tra i tuoi genitori, com'è l'atmosfera generale tra di voi, dato che le scorse volte avevi descritto una situazione tesa, complicata e non proprio favorevole. Sono molto curioso a riguardo.

Adesso in casa non si sentono più tante urla, anche perché il parto è programmato per l'8/2, quindi mia mamma non è così piena di energie. Comunque ce sempre un clima abbastanza teso.
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Messaggioda RyanTheNorthman » 18/01/2026, 13:08



Am_p ha scritto:Adesso in casa non si sentono più tante urla, anche perché il parto è programmato per l'8/2, quindi mia mamma non è così piena di energie. Comunque ce sempre un clima abbastanza teso.


Mi dispiace molto, per te e per i tuoi fratelli. A volte le persone davvero non si rendono conto di quello che fanno...
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