Ciao a tutti,
volevo chiedervi una cosa prima di tutto: vi è mai capitato di vivere un periodo della vostra vita come se fosse “a parte”, una specie di bolla di tempo in cui vi sentivate bloccati ma, allo stesso tempo, nemmeno del tutto male? È più o meno da lì che nasce questo post.
Da luglio in poi ho la sensazione di non riuscire più a dare niente per scontato. Metto in dubbio qualsiasi cosa: quello che penso, quello che provo, le scelte che dovrei fare, perfino il modo in cui guardo le cose. È come se avessi perso un po’ il senso delle proporzioni: non capisco più cosa sia relativo e cosa no, cosa stia davvero succedendo e cosa invece sia amplificato dalla mia testa. Mi sento spesso come dentro una bolla, presente ma allo stesso tempo leggermente distaccato.
In questa cornice c’è anche la gravidanza di mia mamma, che è ovviamente una cosa importante, ma nella mia testa è più lo sfondo di tutto questo periodo che il centro vero e proprio. È legata a tutto ciò che è successo da luglio a oggi, e forse è anche per questo che faccio fatica a separare i vari pezzi. Una delle domande che mi faccio più spesso è se diventare fratelli a 18 anni sia una cosa “normale”, ammesso che abbia senso parlare di normalità. Più che la risposta, però, quello che mi pesa è il fatto che anche questa domanda finisca nel mucchio dei dubbi.
Con i miei amici è diventato un argomento quasi quotidiano. Ne parliamo spesso e mi accorgo che anche lì sto cercando un confronto, forse per capire se quello che provo ha un senso. Allo stesso tempo, quando professori o altre persone vengono a sapere della situazione, ho l’impressione che mi guardino in modo diverso. Non male, non con giudizio, ma come se fossi associato a qualcosa di “particolare”. Anche questo contribuisce a farmi sentire un po’ fuori asse.
Nonostante la situazione in casa (che non ripeterò) e il fatto che non abbiamo più un salotto perché è diventato la camera dei bimbi/e, non posso dire che questo sia stato un brutto periodo. Ed è una cosa che mi sorprende. In mezzo a tutta questa confusione, non mi sono sentito solo a disagio: c’è stata anche una strana calma, come se mi fossi adattato a stare fermo, sospeso, senza dover per forza capire tutto subito.
A rendere tutto più complicato c’è anche il discorso dell’università. Tra non molto dovrò scegliere la facoltà e tutti intorno a me sembrano avere un’idea chiarissima di cosa dovrei fare, mentre io vorrei fare tutt’altro. Alcuni professori mi hanno consigliato una facoltà a Pisa, ma sinceramente non so se economicamente sia fattibile e, soprattutto, l’idea di uscire di casa mi mette molta paura. È una sensazione nuova, che prima non avevo, e che è nata solo nell’ultimo periodo, più o meno da quando ho avuto la conferma che i miei avrebbero portato avanti la gravidanza.
In generale mi sento così: bloccato, pieno di dubbi, come se stessi osservando questo periodo dall’interno di una bolla. Però non sto nemmeno male come pensavo. Forse è proprio questo che mi confonde di più.
Scrivo qui per capire se qualcuno ha vissuto qualcosa di simile, un lasso di tempo visto come una parentesi a parte, in cui ci si sente persi ma anche, in qualche modo, al sicuro.
Grazie a chi leggerà.





