Mio padre

Forum di aiuto sui tabù della famiglia. I Fatti Vostri.
Parliamo del rapporto conflittuale tra genitori e figli nel presente e nel nostro vissuto passato.
Cosa vuol dire avere una mamma e un papà? Cosa significa essere bambini, e cosa, essere ragazzini? Come sta il tuo bambino interiore?
Quanti problemi e quante difficoltà ci vengono messi davanti?
Qui si possono inviare sfoghi, critiche e consigli su come dovrebbe comportarsi un genitore con il proprio figlio e viceversa.

Mio padre

Messaggioda Marti9 » 28/05/2019, 5:57



Ciao.
Sono una ragazza di 22 anni e non ho mai avuto un bel rapporto con mio padre, anzi credo proprio di non avere un rapporto con lui.
Fin da quando ero piccola, l'unico punto di riferimento per me è stata mia madre, punto focale della mia vita che mi ha salvato in un momento di buio totale. Lui è sempre stato impegnato col lavoro, è il classico uomo operaio che vive per lavorare e pensa che chi non lavora sia una completa nullità (non comprendendo le difficoltà che ci sono al giorno d'oggi di trovare un buon impiego) e padre padrone della famiglia all'antica.
Premetto che sono sempre stata una ragazza tranquilla, sono sempre andata bene a scuola, sono educata e porto sempre rispetto; bene, lui non ha mai speso una parola buona nei miei confronti, non mi ha mai incoraggiato come fa un genitore col proprio figlio, non mi ha mai detto un ti voglio bene, bensì ha sempre sottolineato quanto fossi una delusione anche dopo i miei successi (esempio: la patente l'ho presa a 21 anni perché non ho mai chiesto i soldi, visto che si parla di una grande spesa. Quando ho avuto la possibilità, mi sono impegnata tanto e ho passato tutto alla perfezione. L'unica cosa che ha saputo dire mio padre una volta appresa la notizia è stato "mi devi 600€")
Negli anni le cose si sono sempre più complicate. Sono stata vittima di bullismo al liceo, con conseguenti attacchi di panico e depressione e lui non si è mai interessato, prendeva tutto sottogamba, quando parlava peggiorava la situazione, tanto che i sintomi aumentavano se entrava lui in scena.
Una volta finito il liceo (un anno più tardi per colpa di questi problemi), ho iniziato a godere un pochino la libertà del post maturità facendo le ore piccole, ma la mia ricerca per il lavoro è iniziato nell'immediato.
Una scalata enorme, un colloquio dopo l'altro ma nulla, non venivo richiamata, tanto che sono entrata in un loop di insonnia e malessere generale.
In tutto ciò, mio padre, continuava a ripetere di quanto fosse vergognoso per lui che non stessi combinando nulla, della delusione che ero e tante altre parole che sicuramente una figlia non vorrebbe mai sentire dal proprio padre.
Dopo un anno sono riuscita ad arrangiarmi facendo la babysitter al bisogno per poi trovare un impiego come commessa tirocinante per la durata di tre mesi.
Pensavo che una volta trovato un impiego potesse cambiare qualcosa, invece no. Il lavoro non era quello giusto, per lui era sfruttamento, ancora non potevo comprendere cosa potesse significare lavorare, non potevo essere stanca e non potevo comunque tornare tardi nel mio giorno libero (tutto ciò a 22 anni). Purtroppo ero dipendente da lui e da mio fratello (più dal secondo) perché non essendo automunita e non essendo il negozio raggiungibile con i mezzi, ero impossibilitata nell'essere autonoma. Ebbene si, ogni giorno mi rinfacciava di quanto fosse faticoso per lui accompagnarmi, di quanti sacrifici faceva per me e che sicuramente non lo faceva per piacere.
Ho terminato il contratto due settimane fa e da lì l'inferno.
Se faccio tardi, anche solo il fine settimana (non pensate a serate pazze, si parla di stare a casa con le amiche a guardare un film o al massimo di andare a bere qualcosa) mi chiama e mi aspetta sveglio per urlarmi che sono una nullità.
L'ultimo episodio è successo domenica.
Sono tornata alle 3 del mattino, ha iniziato a sbraitare dicendo che l'indomani mi avrebbe denunciata per come mi sto comportando (l'unica cosa che faccio sono giorni in cui gli orari sono poco consoni), che non gliene frega nulla di me, che la finirò sotto un ponte, che faccio schifo, che sono una nullità come persona, che sono una persona di mer*a e che per lui è come se non esistessi più e infine che si sarebbe preso una casa per lui e se ne sarebbe andato; una volta che ho sentito tutto ciò ho preso la mia borsa e convinta di non voler tornare gli ho detto che me ne sarei andata io e lui mi ha urlato un "vattene via schifosa".. Se non fosse che mia madre mi ha seguita, pregandomi di tornare a casa, io non sarei tornata.
Io non vivo più, mi sento in colpa perché purtroppo mia madre ci combatte ogni giorno perché è davvero fuori controllo.
A momenti vorrei scappare di casa ma l'unica cosa che mi lega ancora qui è proprio mia madre.
Ogni cosa che faccio non va bene, non si è mai interessato a nulla riguardante me (infatti non mi conosce per nulla), ogni tanto si sveglia e dice cattiverie.
Purtroppo le parole rimangono e io sono cresciuta con un problema di autostima immenso e con il pensiero che nella vita non sarei mai riuscita a fare nulla, perché non ne sono capace.
Per me la famiglia è la cosa più importante, ho sempre cercato di trovare un punto con lui ma purtroppo le cose non possono essere a senso unico e ho sempre fallito.
Dopo l'ultimo episodio, sono finita completamente sotto un treno. Sto male, anche solo vederlo mi da la nausea.
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Marti9
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Mio padre

Messaggioda Sting » 28/05/2019, 11:01



Ti sei risposta da sola, quell'essere è solo un animale senza dignità che a giusto ti fa venire la nausea soltanto nel vederlo.
Doveva avere a che fare con me, lo facevo piangere amaramente.
È gente impazzita che ormai non ragiona nemmeno più perciò, nonostante tutto, ti dovrebbe fare anche pena. Però il suo comportamento è anche ingiustificabile perché non è normale perseguitare in tal modo una persona, peggio ancora se si tratta di una figlia.
Quello avrà qualche tipo di problema e vuole far passare a te per quella che li ha (tu non ne hai ovviamente)

Ringrazia Dio che tua mamma è con te, non devi dare niente per scontato.

Quell'uomo conosce solo la legge dell'ultimo film di Rambo, merita solo di essere ammazzato senza pietà e cancellato con la benzina.
I complimenti che non ti fa tuo padre te li faccio io, sei davvero una persona in gamba, continua così ma non ti preoccupare nemmeno tanto che le tue cose vadano bene, cerca di non subire alcun tipo di condizionamento psicologo.
E nemmeno devi dimostrare qualcosa a qualcuno.

Ciao :)
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Messaggioda Tannhauser » 28/05/2019, 13:35



Vai via subito o lavora in questa direzione,la tua autostima come dici tu già ne risente più vai avanti peggio sarà. Devi credere in te stessa e darti fiducia,trova un modo per allontanarti al più presto. Hai 22 anni è un momento della vita che devi vivere fino in fondo,non lasciare che nessuno ti giudichi o decida come devi vivere.
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