Famiglia disfunzionale

Una presa di coscienza. Ho capito di essere cresciuto in una famiglia tossica.

Forum di aiuto sui tabù della famiglia. I Fatti Vostri.
Parliamo del rapporto conflittuale tra genitori e figli nel presente e nel nostro vissuto passato.
Cosa vuol dire avere una mamma e un papà? Cosa significa essere bambini, e cosa, essere ragazzini? Come sta il tuo bambino interiore?
Quanti problemi e quante difficoltà ci vengono messi davanti?
Qui si possono inviare sfoghi, critiche e consigli su come dovrebbe comportarsi un genitore con il proprio figlio e viceversa.

Famiglia disfunzionale

Messaggioda Navajero » 17/08/2019, 19:49



Salve a tutti.
Da anni studio psicologia in Rete. Ho fatto psicoterapia ed ho affrontato diversi problemi personali. Ma soprattutto, più dello psicoterapeuta, mi ha giovato lo studio.
Ho affrontato diversi argomenti, poi ho notato che la maggior parte dei problemi che hanno le persone tutte, e non solo io, derivano da conflitti familiari.
Avere conflitti familiari non è la stessa cosa che essere cresciuti in una famiglia disfunzionale. E' qualcosa di più leggero.
Ma le indagini mi hanno portato a capire che ho vissuto davvero in una famiglia disfunzionale.

Per la definizione si rimanda a Wikipedia: Famiglia disfunzionale

Sono poco più di 3 righe. La stessa pagina di Wikipedia in lingua spagnola dice molto di più: Familia disfuncional

Ed è lo stesso per la pagina in lingua inglese: Dysfunctional family

Non si può limitarsi alla lingua italiana. Se si vuole studiare davvero certi argomenti si deve giocoforza ricorrere all'inglese o quantomeno allo spagnolo.

Chiudo qui, per oggi, il post. Lo svilupperò domani e vi spiegherò i problemi che sto affrontando.

Un saluto a tutti.
Alla prox.
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Famiglia disfunzionale

Messaggioda Cabiria » 17/08/2019, 19:57



Se si vuole studiare davvero certi argomenti non ci si deve nemmeno limitare a Wikipedia visto che ci può scrivere qualsiasi cosa chiunque.
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Famiglia disfunzionale

Messaggioda Navajero » 18/08/2019, 10:13



Buongiorno.

Ho appena introdotto l'argomento e mi è sembrato utile inserire i link a Wikipedia.

Da nessuna parte sta scritto che i miei studi si limitano a Wikipedia.

Ed infine non è la prima volta che leggo di questo pregiudizio nei confronti di Wikipedia, che a quanto ho capito dal tuo intervento, non sarebbe affidabile perché "ci può scrivere qualsiasi cosa chiunque". Non è vero. Le pagine di Wikipedia hanno degli standard e delle linee guida. Da qualche parte nelle pagine completate, cara Aelita, troverai scritto qualcosa come "Controllo di autorità XXXX".
Chi scrive su Wikipedia se ne assume la responsabilità, anche penalmente, in caso di gravi violazioni.
Ti invito a leggere che cos'è davvero Wikipedia, all'indirizzo Wikipedia:About.
Se hai problemi con l'inglese trovi info in italiano QUI.

Appena possibile concluderò il post.

Saluti a tutti. :hi:
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Messaggioda Cabiria » 18/08/2019, 13:44



In realtà il mio voleva solo essere un prolungamento alla tua affermazione "Non si può limitarsi alla lingua italiana. Se si vuole studiare davvero certi argomenti si deve giocoforza ricorrere all'inglese o quantomeno allo spagnolo."
Non ho mai affermato che i tuoi studi si limitano lì.

Pace
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Messaggioda Navajero » 18/08/2019, 18:32



Aleita, hai ragione.
Ho preso un po' male il tuo intervento. Chiedo scusa: fa parte dei miei difetti. Pace.

Wikipedia è per me il meglio di Internet, o per meglio dire, è compresa nella parte buona di Internet.
Più o meno sono 20 anni che ho la disponibilità della Rete da casa, e ricordo con nostalgia i primi tempi della Rete, quella che definisco l'era Pionieristica.

Al momento Internet mi piace molto meno di prima. Troppo tracking, pubblicità, quasi tutto è a pagamento, e molte altre cose sono cambiate in peggio.

Ma questo è un altro discorso.

* * * * *

Tornando al tema principale mi sono preoccupato di dare una definizione al mio malessere: l'ho definito una presa di coscienza; appena me la sento vi parlerò della mia esperienza, darò un accenno alla mia storia e un avvio alla discussione (che è già aperta, se qualcuno vuole parlare del tema famiglie disfunzionali, magari perché ha avuto sorte simile può farlo).
Io mi sento svogliato. Interverrò appena avrò la giusta prediposizione d'animo (come un pittore o uno scrittore che viene colto dall'ispirazione).

In realtà è un argomento doloroso e mi costa energia esporre i fatti.

Diciamo che ho studiato vari argomenti, mentre facevo psicoterapia: che ci sono varie scuole di pensiero in merito, che la psichiatria classica si dedica più a che altro a contenere i sintomi (ad esempio controllare l'ansia con dei tranquillanti) mentre la psicologia, genericamente, punta all'individuazione dell'origine dell'ansia stessa.

Ho letto vari testi interessanti, uno fra tutti The Body Keeps the Score di Bessel van der Kolk, tradotto in italiano col titolo Il corpo accusa il colpo (QUI una recensione al libro scritta in lingua italiana), e mi è servito per capire e curare in parte il mio disturbo da stress post traumatico.

Ho letto anche Pragmatica della comunicazione umana, un testo classico di psicologia scritto da Paul Watzlawick, un esponente della cosiddetta "Scuola di Palo Alto".

Però, al finale, ho concluso che i i miei problemi vengono tutti (o quasi) dalla mia famiglia d'origine.
All'inizio mi sono focalizzato sugli abusi subiti dai miei familiari, violenza fisica, verbale, anche sessuale.
Avevo scoperto già negli anni 90, prima di avere a disposizione Internet, che avevo dei vissuti rimossi, delle cosiddette rimozioni / amnesie post traumatiche, e nel tempo ho sperimentato tantissime volte il fenomeno della "rimozione inversa (Nota n°1)"

Nota n°1 - RIMOZIONE INVERSA: Il ritorno di ricordi traumatici rimossi. La rimozione inversa è quasi sempre accompagnata da malessere passeggero però intenso, compresi attacchi di panico, fino ad arrivare a dei veri e propri episodi psicotici.
Dopo che si è "digerito" il ricordo si sta meglio, tuttavia è probabile che, passato del tempo, tornino altri ricordi. E' un fenomeno che tende a ripresentarsi nel tempo, se gli episodi rimossi sono tanti e se ci sono le condizioni favorevoli alla riemersione del ricordo. E' da considerarsi un fenomeno positivo anche se doloroso. Significa che al presente il soggetto è in grado di gestire il ricordo precedentemente rimosso (non dimentichiamoci che la rimozione è una difesa psichica). L'assunzione di psicofarmaci, specie se massiccia, tende a inibire la rimozione inversa.

* * * * *

Ecco qua, mi sono stancato... :zzz: Ho bisogno di fare pausa. Mi costa fatica continuare.

Concluderò in breve: al di là dello stress, gli abusi subiti e tutto il resto, è mia convinzione attuale che il danno più grosso sia stato il vivere per anni in una famiglia disfunzionale.

Al momento vivo da solo. Dei miei familiari è rimasta solo la mia anziana madre ed ho un pessimo rapporto con lei.

Ve ne parlerò prossimamente, dopo questa conclusione che è solo provvisoria.

Invito chi di voi sia interessato a partecipare liberamente alla discussione che ho avviato.

A presto. :hi:
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Famiglia disfunzionale

Messaggioda Navajero » 24/08/2019, 21:00



E con questo terzo intervento intendo concludere la presentazione dell'argomento.

Ho cercato di dare un cappello introduttivo. Certe definizioni sono state per me delle vere e proprie rivelazioni. E' attraverso queste definizioni che ho capito la mia situazione. Come ho già scritto, è stata una presa di coscienza.

Il linguaggio tecnico: Famiglia disfunzionale, FOG (acronimo di Fear, Obligation, Guilt - Paura, Obbligazione, Colpevolezza), Toxic Mom e Toxic Parents (Genitori tossici), Gaslighting (Tecnica di manipolazione che prende il nome dal film omonimo del 1944).

Manca una definizione di madre narcisista perversa: non l'ho riportata.
Chi è e cosa fa una madre narcisista?
Ci sono tantissime pagine in Rete che possono darvi la risposta.

Io direi per semplificare, che una madre narcisista è una madre cattiva. Oppure una cattiva madre, fate voi.

E' la donna che non vi dimostra amore, vi tiene il muso, vi manipola, non è mai contenta di voi, vi sminuisce, spesso in presenza di estranei, vi controlla, vi instilla sensi di colpa, vuole essere accudita e tenervi ai margini. Non di rado fa la martire. Non vi rispetta e non vi ama.

Ha la società dalla sua. Nella nostra cultura "di mamme ce n'è una sola", "la mamma è sempre la mamma", "una mamma provvede a 100 figli e 100 figli non provvedono a una mamma". Tante chiacchiere a tema.
Tanto da farvi vacillare e pensare "Quello sbagliato sono io." E invece no.
Cristo non è morto dal sonno, atteniamoci ai dati oggettivi.
Mi è toccata una madre cattiva, è ciò mi ha condizionato la vita.

I miei genitori erano severi e mi picchiavano. Ma questo mi sembrava normale, un po' per il contesto storico di allora, figlio della Pedagogia nera degli inizi del 900, che promuoveva le punizioni corporali, un po' perché i bambini tendono a considerare normale la loro famiglia "a prescindere". Questa è una grande verità, mi ci sono riconosciuto subito.

Pensai che si trattava solo di crescere, poi me ne sarei andato.

E invece no. Era un ragionamento semplicistico. I miei mi hanno tarpato le ali, hanno fatto in modo che non vivessi una vita libera. Era una famiglia disfunzionale. Capire questo è stato un piccolo traguardo. Poi ho capito che mia madre è una narcisista perversa.
Ho letto qualcosa sull'argomento: si consiglia alle vittime di abuso narcisistico di documentarsi sul narcisismo perché tornerà loro utile.
L'ho fatto. Dopo un po' di letture tutti gli articoli che leggo sono simili, e ci sono sgradevoli deviazioni "di tendenza".
Molti articoli sono incentrati sulle donne vittime di uomini narcisisti manipolatori.
E' fuorviante leggerli. Si ha quasi l'impressione di essere colpevoli perché appartenenti al sesso maschile. Ho già espresso la mia opinione in merito. Ci sono persone abusanti e persone abusate. Ma gli abusanti possono essere di ambi i sessi, e le vittime ugualmente.

Io mi trovo nella condizione di uomo 50enne vittima di abuso narcisistico da parte della madre. Un abuso durato tutta la vita. Probabilmente era narcisista anche mio padre, non lo so. Ma è morto da tempo e non mi molesta più, invece lei lo fa ancora.

Al momento ho deciso di non avere più rapporti con lei. A volte la sento al telefono e mi fa stare male.

E' quello che consigliano alle vittime: contatto zero col narcisista.

Ho scritto questo post per aprire un argomento di discussione, e se possibile confrontarmi con persone che abbiano avuto una esperienza simile alla mia, per darsi conforto, sostegno, scambio di opinioni.

Non auguro a nessuno una madre, e soprattutto una famiglia come la mia, però so di non essere l'unico. Se qualcun altro legge queste righe, è cresciuto in una famiglia disfunzionale, ha avuto genitori narcisisti, è stato manipolato eccetera e vuole scrivere qualcosa è, da parte mia, il Benvenuto.

Saluti a tutti.

Attendo Vostri interventi. A presto. :hi:
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Messaggioda Navajero » 29/08/2019, 13:53



Come ho già scritto spero di leggere testimonianze di persone che sono state cresciute in ambienti disfunzionali.

Nel frattempo vorrei puntualizzare un qualcosa che mi sembra il succo della questione.

E cioè: che cos'è che "ha fatto la differenza"? Cosa c'era o cosa ci è mancato a noi che ci lamentiamo della famiglia d'origine "disfunzionale"?

Credo che il succo sia questo: In una famiglia disfunzionale, nella quale i caregivers hanno tratti narcisisti, sono tossicodipendenti, abusanti eccetera, (non è necessario che abbiano TUTTI questi difetti messi assieme, basta molto meno) i bambini non possono esprimere le loro emozioni. Non si vive, si sopravvive. Poi, in età adulta inevitabilmente si va incontro a vari problemi che non sto a specificare (anche qui è una lunga lista), ed infine si prende coscienza del danno che ci è stato arrecato.

Così è, in sintesi.

Lo Step successivo dovrebbe essere quello di rimediare, per quanto possibile. E per farlo serve un confronto con altre persone che abbiano vissuto esperienze simili.

Di articoli sulle famiglie disfunzionali ne ho letti tanti, e sono riuscito a leggere testimonianze di sopravvissuti a famiglie tossiche, ma solo in alcuni Forum in lingua inglese.

Spero ancora che qualcuno si faccia avanti e racconti la sua esperienza, ma comincio a disperare perché finora nessuno ha commentato il mio post.

So che le vittime in Italia non mancano, quindi il problema deve essere un altro: probabilmente è una questione culturale, giacché l'Italia è il Paese Cattolico per eccellenza, e siamo tutti vittime del Quarto Comandamento "Onora il padre e la madre", inoltre credo anche che fra le vittime ci sia una scarsa consapevolezza del problema. Molte vittime non sanno di esserlo: entrano in gioco fattori psicologici che non sono in grado di spiegare facilmente, e che fanno sì che tante persone abbiano un ricordo falsato della loro infanzia e del loro rapporto coi genitori. E' il concetto del falso sé di Donald Winnicott, spiegato anche da Alice Miller.

Spero che la discussione decolli. Se non sarà così dirò che ci ho provato e mi rifugerò nelle pagine in lingua inglese.

Ciao a tutti. :hi:
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Messaggioda _Sehnsucht_ » 30/08/2019, 11:31



Navajero ha scritto:Aleita, hai ragione.
Ho preso un po' male il tuo intervento. Chiedo scusa: fa parte dei miei difetti. Pace.

Wikipedia è per me il meglio di Internet, o per meglio dire, è compresa nella parte buona di Internet.
Più o meno sono 20 anni che ho la disponibilità della Rete da casa, e ricordo con nostalgia i primi tempi della Rete, quella che definisco l'era Pionieristica.

Al momento Internet mi piace molto meno di prima. Troppo tracking, pubblicità, quasi tutto è a pagamento, e molte altre cose sono cambiate in peggio.

Ma questo è un altro discorso.

* * * * *


Il fatto che ci siano delle linee guida non impedisce alle persone di modificare gli articoli e scriverci un sacco di boiate su Wikipedia, quindi è certo che se voglio fare delle ricerche serie l'ultimo sito dovrei andrei è wikipedia, specie se si tratta di argomenti seri come questo. Scusami l'ot ma mi sembrava giusto precisarlo.
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"C'era talmente tanta roba nella mia testa, che il mondo fuori lo sentivo appena, passava come un'ombra, la vita era tutta nei miei pensieri." (Baricco)
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Messaggioda Adrien » 30/08/2019, 11:42



_Sehnsucht_ ha scritto:Il fatto che ci siano delle linee guida non impedisce alle persone di modificare gli articoli e scriverci un sacco di boiate su Wikipedia, quindi è certo che se voglio fare delle ricerche serie l'ultimo sito dovrei andrei è wikipedia, specie se si tratta di argomenti seri come questo. Scusami l'ot ma mi sembrava giusto precisarlo.


Io distinguerei prima di tutto tra la versione inglese di Wikipedia - in genere più accurata - e quella italiana. Poi ricorderei che per qualunque aggiunta bisogna specificare le fonti, che devono essere attendibili (specie in ambito scientifico).
Personalmente come primo approccio a un argomento lo trovo in genere adeguato, poi è chiaro che non bisogna fermarsi lì. Anche perché non sempre le pagine vengono aggiornate regolarmente e in rete si può trovare materiale più recente; ma in fondo è un'opera che si regge sul lavoro di volontari, mi pare che facciano già molto.
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Messaggioda Mauerblümchen » 07/09/2019, 0:20



Ciao, sono nuova, arrivata qui un pò per caso, per dei "cattivi pensieri" che mi avevano portata su un’altro sito, dove qualcuno invece ha inserito un post che linkava qui.

Ringrazio te, Navajero per aver aperto questo topic e ad avermi dato così l'opportunità di raccontare la mia storia, per quanto non paragonabile alla tua, in quanto a gravità.

Sono cresciuta anch’io in una famiglia disfunzionale. Mio padre era alcolista.

Ho pochissimi ricordi di quando ero piccola, ma un ricordo netto: quello di quando mia madre mandava noi bambini a cercare le bottiglie di vino, che mio padre nascondeva nel fienile.

La vita di mia madre non era facile: si è trovata a dover tirare avanti un maso con 6 figli praticamente da sola, in quanto su mio padre c’era da fare poco affidamento. Era un padre completamente assente. Ma non era cattivo o un violento, anzi, subiva in silenzio le accuse di mia madre, le umiliazioni davanti a noi figli, le urla, le minacce di volersene andare di casa, chiedendo il nostro appoggio e di prendere le sue difese.

In casa c’era quindi perennemente un clima teso, litigi continui, per di più versavamo in condizioni economiche pessime. Le vacanze scolastiche le passavamo aiutando nei campi, a raccogliere il fieno. Abitavamo a 1500m, quindi tutto il lavoro si faceva a mano. Inoltre mia madre mi mandava qualche settimana a fare la Babysitter (ma perché, badare ai miei fratelli -sono la terza-non era già sufficiente??!!) e a fare le pulizie in un albergo.

Dei miei fratelli sono sempre stata la più sensibile e la più problematica, ma anche la più ribelle. Ben presto ho cominciato a soffrire di insonnia e di malattie psicosomatiche, una specie di estraniamento dalla realtà. Di notte mi svegliavo spesso, piangendo nel sonno, altre volte andavo letteralmente in panico, mi alzavo, bussavo alla camera dei miei e mia madre mi faceva entrare nel lettone.

Sono gli unici abbracci che ricordo.

Poi il giorno successivo mi portava dal medico che mi dava non so quale medicamento che mi faceva stare “buona” per qualche mese. Poi l’anno successivo si ripeteva e avanti così fino all’età di 14 anni, quando dietro il consiglio di un altro medico me ne sono andata di casa.

Non ho mai interrotto i rapporti, sebbene ogni visita mi fa ancora ripiombare nei ricordi dolorosi.

Oggi, a quasi 50 anni, una laurea, conquistata con tanta fatica e tra 1000 difficoltà, più per dimostrare il mio valore che per riscatto sociale, sento più che mai tutto il peso che mi sto portando dietro, come uno zaino pieno di pietre, le ferite della mia infanzia che non si rimarginano.

E’ solo da qualche anno che ho cominciato ad indagare i miei problemi e ho scoperto dei traumi che si portano dietro i figli adulti di genitori alcolisti.
E tra cui spiccano, nel mio caso, i sensi di colpa, la confusione emotiva, l’incapacità di divertirmi e un’estrema difficoltà ad instaurare amicizie.

Sono sposata, ma il rapporto con mio marito è molto difficile e faticoso. Nello stesso tempo mi rendo conto di come io stia ripetendo lo stesso modello, a me tanto familiare: un continuo campo di battaglia, che sta mettendo a dura prova il nostro rapporto.

Sono stanca :zzz: mi sa che ho scritto frasi sconnesse quindi è meglio finirla qui.

Grazie per avermi letta e a chi ha voglia di scrivere qualche parola.
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Mauerblümchen
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