Quando la famiglia ti soffoca e poi ti lascia morire...

Forum di aiuto sui tabù della famiglia. I Fatti Vostri.
Parliamo del rapporto conflittuale tra genitori e figli nel presente e nel nostro vissuto passato.
Cosa vuol dire avere una mamma e un papà? Cosa significa essere bambini, e cosa, essere ragazzini? Come sta il tuo bambino interiore?
Quanti problemi e quante difficoltà ci vengono messi davanti?
Qui si possono inviare sfoghi, critiche e consigli su come dovrebbe comportarsi un genitore con il proprio figlio e viceversa.

Quando la famiglia ti soffoca e poi ti lascia morire...

Messaggioda FiorDiFragola » 14/02/2013, 19:09



Alcune famiglie sono davvero opprimenti, al punto che ti senti sempre sul filo del rasoio. Altre invece sono davvero negligenti. La mia famiglia invece è sia l'uno che l'altro.
Criticano, perché non riescono a fare a meno di criticare.
Insultano e minacciano perché vogliono sentirsi superiori.
Ti tengono sempre sotto controllo e devi fare quello che loro ti dicono di fare. Guai a te se sbagli di una virgola, se non superi l'esame di stato con il voto più basso rispetto agli altri fratelli e sorelle, se per caso ti fidanzi all'età di sedici anni. Guai a te se non fai quello che il pater familias ti dice di fare! Te la fa pagare cara! Pur di piegarti alla sua volontà ti lascerebbe morire di fame e di freddo oltre che di disperazione.
Se vai a letto prima del matrimonio le tue sorelle di "sconoscono", sei avvisata.

Questa è la mia famiglia e non ho nulla di cui vantarmi. Mia madre aveva dei problemi psicologici e quando avevo 5 anni ha iniziato a perdere il nume della ragione. Tutti sapevano in casa quello che faceva, quanti insulti mi beccavo e quanti lividi avessi sulle braccia ma nessuno diceva niente per il quieto vivere. Io ero il capro espiatorio che salvava la famiglia. Io ho sopportato e non mi è dato nemmeno di lamentarmi perché tanto è storia vecchia.

Mio padre è sempre stato assente nella mia vita e a stento sapeva quanti figli avesse. In compenso, a posto di usare quel po' di tempo libero ottenuto grazie al pre pensionamento, preferiva frequentare le sale biliardo oppure donne di facili costumi. Tutti sapevamo a casa ma nessuno fiatava.
Quando andavo a scuola dovevo sopportare i bulli e quando tornavo a casa dovevo sopportare gli insulti di mia madre. Mi trattava come se fossi il peggiore sbaglio della sua vita e non a caso visto che non dovevo nascere. Per questa ragione ciò che succedeva fuori restava fuori, perché a nessuno importava ed ero sempre io a farmi problemi laddove non esistevano. Per mia fortuna in quei anni ho conosciuto una persona che mi ha dato la forza di andare avanti nonostante tutto.
Nonostante cercassi in tutti i modi di riuscire a vivere la mia vita senza essere condizionata dalla loro bieca volontà ogni tentativo è stato vano. Ricordo quando presentai il mio fidanzato a mia madre nella piazza del mercato e dopo in disparte le spiegai che stavamo insieme: lei andò su tutte le furie e mi affibiò i peggiori epiteti che si possano attribuire a una donna. Per farla calmare ho dovuto dirle che era una bugia e il risultato fu che il mio compagno (oggi ex) se ne andò umiliato e ferito.
Dopo quella occasione decisi che per il suo bene era il caso di troncare ogni rapporto. Non potevo più sopportare che soffrisse in quella maniera a causa della mia famiglia. Aveva già dovuto tollerare troppo e senza alcuna ragione razionale (non era un delinquente, non era uno sprovveduto e non mi trattava male... almeno lui). Un'altra occasione fu quando a 16 anni decisi di andare a lavorare in un pub, part time ovviamente. La mia famiglia fece di tutto per farmi lasciare il lavoro: mia madre continuava a ripetere che ero troppo debole per fare un mestiere simile e che ciò non si comfaceva a una ragazza seria; mio padre invece m'impedì di proseguire dicendo che alle 3 di notte non si voleva alzare quindi o staccavo alle 11 oppure nulla. È ovvio che se lavori in un posto devi stare alle regole del padrone di casa. Lasciai. Fu un'altra dura sconfitta per me e una vittoria per loro che continuarono a rinfacciarmelo assieme a un altro mucchio di cose.
Passarono gli anni e a mia madre venne diagnosticato un tumore ai polmoni particolarmente aggressivo e al quarto stadio. In quel momento potevo ribellarmi ma stranamente mi mancavano le forze. Ero svuotata, spaventata e avevo iniziato a soffrire di pesanti attacchi d'ansia.
A me ricadde il dovere di mandare avanti casa e il fatto di non aver mai fatto nulla prima (perché a mia madre non andava) non fu una giustificazione al non saper stirare e cucinare.
Io dovevo saper fare tutto senza aver mai imparato perché i miei genitori erano stanchi di insegnare sempre le stesse cose, di vedere i figli fare i compiti, di stargli accanto durante la loro crescita.
Solo quando mamma iniziò la terapia del dolore imparò finalmente a conoscermi e accettò i suoi sbagli pregandomi di perdonarla e dandomi qualche raccomandazione per il futuro. Poi morì e al funerale si ripresentò il mio ex che era rimasto a guardare fino ad allora e qualche volta aveva provato anche ad avvicinarsi a me, non trovandone l'opportunità. Mi chiese di andare via con lui ma io guardando la faccia dei miei parenti che mi fissavano con aria sdegnosa mi rifiutai.
Stupida.
Il primo mese trascorse tranquillo e senza incidenti. Poi papà (non dovrei chiamarlo così visto che non merita un simile titolo) decise di costringerci ad accettare la "sostituta" di mamma che a suo dire doveva farmi da "madre" senza capire che io non avevo bisogno della badante. Dal nostro primo rifiuto iniziò a renderci la vita un vero inferno! Io e mio fratello che eravamo i soli a essere rimasti a casa ne abbiamo passate di tutti i colori mentre lui ne cambiava una ogni 2 settimane (tutte affamate di soldi). Il peggio venne quando mio fratello partì con la fidanzata per Macerata e io rimasi con mio padre. Dopo due settimane si trasferì nella casina di giù (che secondo la legge non è una casa, ma un vano commerciale) con una signora straniera, la più sdegnosa e ostile tra tutte quelle che aveva cercato di portare in casa.
Secondo lui dovevo campare con 10 euro alla settimana! Dopo vari litigi e l'intromissione delle mie sorelle ci accordammo (anzi, si accordarono) su 50 euro, ma l'incubo non era finito. Saliva su con il preciso obbiettivo d'insultarmi o di irritarmi, rubava il cibo dal frigo e quando non c'ero salivano sopra e rovistavano tra le mie cose per trovare i pochi risparmi che riuscivo a mettere da parte. In tutto quel tempo mi fu impedito di trovare lavoro (dalle mie sorelle) per paura che decidesse di smettere di pagare anche le bollette. Poi mio fratello tornò e trovò una situazione che chiamarla "disgustosa" era troppo poco. In breve non saliva sopra mai, soltanto per insultare ma di lui aveva paura. Non voleva pagare le bollette e non ne voleva sapere di noi. Chiedeva sempre "quando ve ne andrete da qui?". Da 50 euro settimanali si passò a 70 euro ma questo non riempie il vuoto di un padre che se ne infischia della salute dei figli.
Alla fine di Dicembre decise di smettere di darci il minimo con cui mantenerci.
Il mese scorso per la prima volta dopo tre anni la famiglia si riunì nello stesso luogo e si discusse della faccenda, ma io vedevo che le mie sorelle a posto di parlare seriamente ridevano oppure pensavano ad altro. Già qualche mese prima una delle due aveva iniziato a rimproverarmi e minacciarmi pesantemente e in quel momento quella stessa sorella davanti ai miei occhi si stava lavando le mani.
Ciononostante mio fratello convinse mio padre a darci 200 euro al mese per poter sopravvivere ma lui insistette che avremmo dovuto pagare anche il metano che puntualmente giunse a casa il mese dopo (208 euro). Se non pagherà mio fratello ha detto che andrà da un avvocato.
Lavoro non si trova e comunque io sto aspettando che esca un posto, un qualunque posto.
Il problema principale è che se prima avevo la forza di reagire ora non più: sono stremata. La notte non riesco a dormire perché presa da tanti pensieri improvvisi e la mattina mi trascino fuori dal letto perché se non mi alzo nessuno cucina e se non si cucina rischiamo di morire di fame. Gli attacchi d'ansia sono abbastanza frequenti e non riesco a vedere nulla di positivo nella mia vita.
Oggi vorrei solamente essermene infischiata di tutti come loro se ne sono infischiati di me ed essermene andata via con la persona che amo. Ma non si può tornare indietro. Per questa ragione vorrei trovare un modo per riemergere da questa oscurità, sconfiggere gli attacchi di panico e iniziare una nuova vita, quella che potrei meritare, lontano da qui.
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Messaggioda chris » 14/02/2013, 19:25



Che storia angosciante. Penso sempre più che a chi vuole mettere al mondo qualcuno dovrebbero fare qualche perizia prima..

Non puoi riallacciare i rapporti con quella persona che ti voleva bene ?
E comunque te ne devi scappare da quell'inferno. Sei ancora in tempo.
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Messaggioda FiorDiFragola » 14/02/2013, 19:35



Beh, non posso riallacciare i rapporti con lui se lui non vuole. Capisci? Io l'ho lasciato per non farlo più soffrire a causa di tutto questo ma non posso pretendere dopo tanti anni che lui mi voglia ancora bene. Certo, a volte noto qualche comportamento strano che sembrerebbe suggerire la sua vicinanza ma non posso esserne sicura. In più non si lascia avvicinare.
Una volta dovevo fare un esame. Quando sono entrata in aula ho sentito la sua voce e mi sono girata ed era lì ad ascoltare. Poi però appena il prof mi ha comunicato il voto se n'è andato. Non potevo mica corrergli dietro.
Per quando riguarda il "scappare dall'inferno" a me piacerebbe tantissimo solo che gli attacchi di ansia mi minano il cammino, non trovo lavoro e mio padre si è rubato tutti i miei soldi.
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Messaggioda chris » 14/02/2013, 19:42



potresti provare a ricontattarlo, parlargli.

e non dovesse essere quella la strada.. hai pensato di provare ad andare all'estero ? in altri paesi è più facile trovare lavoro che qui.. immagino che l'ansia renda tutto più complicato, ma sei giovane.. le possibilità ci sono anche se non le vedi.

è terribile far finire la propria vita nel cesso (io l'ho fatto).. soprattutto quando arrivati ad un certo punto ti rendi conto che non c'è più nessuna scelta possibile
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Messaggioda FiorDiFragola » 14/02/2013, 19:47



Ci proverò... e per l'estero ci penserò. Prima ho promesso di terminare l'università. Sarà solo una carta senza valore ormai ma credo che le cose iniziate debbano essere finite, così mi sentirò anche più in pace con la coscienza.

è terribile far finire la propria vita nel cesso (io l'ho fatto).. soprattutto quando arrivati ad un certo punto ti rendi conto che non c'è più nessuna scelta possibile

Lo so. :(
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Messaggioda chris » 14/02/2013, 19:51



la laurea la puoi tranquillamente prendere in un altro paese.. è che stare in quelle condizioni opprimenti non può che spegnerti, cancellarti
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Messaggioda FiorDiFragola » 15/02/2013, 17:31



Non so, sarebbe come fuggire dal problema e poi non potrei andarmene senza contante visto che mio "padre" ha pensato bene di rubare anche quei pochi soldi che mamma ci aveva messo da parte e con cui dovevamo rifarci una vita.
è che stare in quelle condizioni opprimenti non può che spegnerti, cancellarti

lo so ma al momento non ho altra scelta.
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Messaggioda chris » 15/02/2013, 18:15



la parte che più mi ha angosciato è il finale: quel perdere la forza di reagire (è qualcosa di orribile).. quel non vedere più niente oltre all'orrore del presente.. non dormire e non aver la forza d'alzarsi dal letto .. son le cose che nel tempo ti annientano

(io spero te ne andrai)
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Messaggioda FiorDiFragola » 15/02/2013, 19:55



lo spero anch'io
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Messaggioda Royalsapphire » 16/02/2013, 0:21



Per questa ragione vorrei trovare un modo per riemergere da questa oscurità, sconfiggere gli attacchi di panico e iniziare una nuova vita, quella che potrei meritare, lontano da qui.


Ciao Sory

innanzi tutto lasciati dire che per quello che hai passato (e che ancora stai passando), sei veramente una ragazza forte!
Donne non si nasce, ma si diventa. E tu, hai avuto un cammino di crescita travagliato; avrebbe potuto distruggerti e farti perdere la via, ma non c'è riuscito perchè tu sei stata più forte!
Lo so che avresti voluto una vita diversa. Una famiglia unita e forte. Presente. Comprensiva e protettiva. In grado di starti accanto nelle difficoltà, di condividere le tue gioie, di supportarti in scelte difficili. Di accudirti quando eri ancora una bambina, e di favorire la tua serenità, il tuo studio e le tue relazioni ora che sei una donna.
Ok, questo non è successo e a te è mancato molto. Anzi, hai dovuto prendere tu, in un secondo momento, il posto di tua madre. Però sai cosa? Questo mondo è duro e spietato! E ognuno ha le sue responsabilità da doversi assumere. Tu hai un'esperienza alle spalle che ti ha fortificato! Anche se ora ti senti debole, in realtà questa è solo una sensazione! Perchè tu hai dentro tutta la forza che ti ha aiutato a superare giorni, mesi, e anni difficili! E questa esperienza ti aiuterà a realizzare la vita che vorrai! A non commettere gli errori che hanno commesso con te i tuoi.
Mi par di capire che finora non hai avuto con chi sfogare tutto il tuo stress e la tua frustrazione. Ecco, credo che sia dovuto a questo, la tua stanchezza che ti ho citato sopra. E' normale sentirsi deboli ed esanimi quando si continua per tanto tempo a stringere i denti senza un attimo di tregua, compresa la notte a causa di pensieri spiacevoli.
Ora però secondo me, dovresti staccare un attimo la spina! Ti sei sfogata, e hai tirato fuori un bel po' di frustrazione, e hai la mia totale comprensione, ma adesso il prossimo passo deve essere quello di svagarti un po'! Prenditi un po' di tempo per fare qualcosa che ti piace! Non so, cinema, cibo preferito, passeggiata, giro in macchina, bosco, mare, birra, musica, film preferito, cucina, bagno di un'ora in vasca con tanto schiuma attorno, ...qualcosa!!! Pensa a cosa ti piace, e fallo imponendoti di non pensare alla realtà o ai cattivi ricordi! Pensa solo a godere di quell'attimo! Lascia che la tua mente trovi il tempo per riprendersi dalla frusta! Poi con calma cerchiamo di analizzare meglio il problema e vedrai che si arriverà alla prossima mossa.
Quanto al tuo ex ragazzo, non ti assumere tutte le colpe per la fine della vostra relazione. Perchè? Perchè se ci teneva veramente a te, avrebbe dovuto aspettare. E oltre ad aspettare, avrebbe dovuto capire i tuoi problemi e gli impedimenti che si erano venuti a creare.
Vedrai, troverai un ragazzo che ti meriti veramente!!!
Intanto ti mando un abbraccio :hug:
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