Qualcuno di voi ha o ha avuto problemi con l'alimentazione? Io è da anni che soffro di attacchi di fame: me ne capitano due o tre fuori dai pasti durante la giornata, e per la maggior parte delle volte mi vengono quando mi sento nervoso, arrabbiato, ansioso o solo; ci combatto costantemente, ma spesso non riesco proprio a controllarli, e tutti quelli che ho avuto durante l'estate scorsa (complice anche un po' di pigrizia del periodo) mi hanno portato ad accumulare qualche chilo di troppo, cosa che inoltre non ha contribuito a migliorare la mia dismorfia corporea. In breve, so che mangiare cibi calorici fuori dai pasti non mi fa bene, ma allo stesso tempo non riesco a smettere di farlo.
Mi piacerebbe che qualcuno in situazioni simili alla mia mi racconti la sua esperienza, e vorrei sapere se in questi casi possa essere utile farsi aiutare/guidare da uno psicoterapeuta e un nutrizionista in collaborazione tra loro. Grazie.
Attacchi di fame
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- RyanTheNorthman
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VeraVita
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Attacchi di fame
Penso che ci siamo passati un po' tutti e che mangiare sia una cosa ci rilassa..
Poi penso pure che è una cosa che ritorna pure se te la togli.. conosco tante persone che perdono peso
ma poi lo riprendono..
Io ti posso dire ad esempio che non sono mai riuscita a mettermi a dieta in vita mia..
con tutto che adesso da adulta cerco di darmi una regolata non riuscendoci ovviamente!
Se non per brevi periodi.. però in base alla mia esperienza quei brevi periodi in cui riesco
è perché sono perfettamente motivata. Ad esempio io già sono bassa e non mi piace l'idea di me stessa
di essere anche obesa.. poi penso che bisogna muoversi un po', imparare a mangiare bene e a orari..
poi io ad esempio io sono una di quelle persone che raramente si fa la spesa grossa ma mangia giorno
per giorno.. siccome mi conosco ad esempio se mi compro una scatola di cioccolatini stai pur
certa che la finisco subito e non riesco a dividerla.. quindi metterei pure come punto di conoscere come sei
e di evitare eccessi..
Poi penso pure che è una cosa che ritorna pure se te la togli.. conosco tante persone che perdono peso
ma poi lo riprendono..
Io ti posso dire ad esempio che non sono mai riuscita a mettermi a dieta in vita mia..
con tutto che adesso da adulta cerco di darmi una regolata non riuscendoci ovviamente!
Se non per brevi periodi.. però in base alla mia esperienza quei brevi periodi in cui riesco
è perché sono perfettamente motivata. Ad esempio io già sono bassa e non mi piace l'idea di me stessa
di essere anche obesa.. poi penso che bisogna muoversi un po', imparare a mangiare bene e a orari..
poi io ad esempio io sono una di quelle persone che raramente si fa la spesa grossa ma mangia giorno
per giorno.. siccome mi conosco ad esempio se mi compro una scatola di cioccolatini stai pur
certa che la finisco subito e non riesco a dividerla.. quindi metterei pure come punto di conoscere come sei
e di evitare eccessi..
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Re: Attacchi di fame
Io non ho un'esperienza diretta (ho altri problemi, ma non col ciboRyanTheNorthman ha scritto: 05/04/2026, 19:29Qualcuno di voi ha o ha avuto problemi con l'alimentazione?
Intanto, direi che quella non è "vera fame", ma potremmo chiamarla "fame nervosa" (cioè non viene dal corpo ma dalla psiche).Io è da anni che soffro di attacchi di fame: me ne capitano due o tre fuori dai pasti durante la giornata, e per la maggior parte delle volte mi vengono quando mi sento nervoso, arrabbiato, ansioso o solo
Diciamo che in quei casi il cibo (soprattutto carboidrati, di solito) agisce come un "anestetico / analgesico", cioè diminuisce la sofferenza - un po' come per alcuni fa il fumo o l'alcol - ed è per questo che ci rifugiamo in esso.
Tieni anche conto che, per molti, il cibo (di nuovo, specialmente i dolci) diventa una sorta di "sostituto affettivo", cioè ci dà una sensazione simile al sentirci amati, ed è uno dei moivi per cui molti si ingozzano: riempiono il loro vuoto affettivo in tal modo - ma ovviamente non basta mai.
E' quasi impossibile controllare quegli impulsi, perché essi provengono dall'inconscio (o comunque da una parte emotiva e profonda della psiche), mentre la volontà opera sul piano razionale. Ed il piano razionale non ha alcun potere sulla nostra parte emotiva.ci combatto costantemente, ma spesso non riesco proprio a controllarli
Pensa ad uno che si sente triste: forse che con la volontà può "spegnere" la sua tristezza? Ovviamente no.
Naturalmente questo crea una spirale discendente: sto male, quindi mi rifugio nel cibo, e questo mi fa stare ancora peggio, ecc. ecc.mi hanno portato ad accumulare qualche chilo di troppo, cosa che inoltre non ha contribuito a migliorare la mia dismorfia corporea.
In breve, so che mangiare cibi calorici fuori dai pasti non mi fa bene, ma allo stesso tempo non riesco a smettere di farlo.
Potresti vedere il rifugiarti nel cibo in quel modo come una droga, non come il cibo che mangi quando hai una vera fame fisiologica.
Perché in effetti, proprio come una droga, il suo scopo è attenuare la tua sofferenza emotiva.
Quindi, ricordarti che quella non è fame, è fuga dalla sofferenza.
IMHO, nel tuo caso un nutrizionista non potrebbe aiutarti granché: potrebbe dirti cosa mangiare e cosa no... ma quello lo sai già, e se te lo dice lui non credo ti cambi nulla.vorrei sapere se in questi casi possa essere utile farsi aiutare/guidare da uno psicoterapeuta e un nutrizionista in collaborazione tra loro.
Invece lo psicoterapeuta potrebbe aiutarti a scoprire meglio il perché senti tutta quella "fame", ed a diventare consapevole della sua origine. Questo potrebbe aiutarti ad imparare a gestire meglio quegli impulsi, perché a quel punto non sarebbero più "invisibili" (inconscio) bensì visibili. Noi non possiamo gestire o modificare ciò che non vediamo... ma possiamo farlo con ciò che vediamo.
Non dico che sarebbe una cosa facile... ma potrebbe darti una marcia in più.
Una volta che col terapeuta tu avessi sviluppato una maggiore consapevolezza del tuo problema (consapevolezza non vuol dire "sapere", vuol dire "comprensione profonda"), allora forse un nutrizionista potrebbe aiutarti a fare scelte diverse nei confronti del cibo (es. scegliere certi cibi che ti calmano, ma non sono dannosi).
Il mio Blog "Psicofelicità": https://psicofelicita.blogspot.com/
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Re: Attacchi di fame
Grazie del consiglio. In terapia ho già affrontato l'argomento, e ora sto cercando di seguire un'alimentazione equilibrata e che non superi un certo range calorico giornaliero, totalmente per conto mio; anche se, come la psicologa stessa mi ha detto, nel mio caso la perdita di peso potrà essere lenta e faticosa (soprattutto a causa di stress accumulato), ma comunque vedrò nel tempo come andrà; d'altra parte ho iniziato solo da poco più di un mese. Inoltre, sto valutando di iniziare a svolgere un'attività fisica più dolce e moderata, come il pilates, poiché ho avuto modo di vedere che la ginnastica classica, la corsa, il cardio ecc. mi provocano stress mentale e, di conseguenza, non contribuiscono né a mantenermi in forma psico-fisica né a farmi raggiungere i risultati desiderati a livello di grasso e muscolatura.Navigator63 ha scritto: 13/06/2026, 7:25Io non ho un'esperienza diretta (ho altri problemi, ma non col ciboRyanTheNorthman ha scritto: 05/04/2026, 19:29Qualcuno di voi ha o ha avuto problemi con l'alimentazione?), ma ho avuto una relazione di dieci anni con una donna sovrappeso e ne abbiamo parlato moltissimo (lei era molto informata), quindi ho appreso parecchio.
Intanto, direi che quella non è "vera fame", ma potremmo chiamarla "fame nervosa" (cioè non viene dal corpo ma dalla psiche).Io è da anni che soffro di attacchi di fame: me ne capitano due o tre fuori dai pasti durante la giornata, e per la maggior parte delle volte mi vengono quando mi sento nervoso, arrabbiato, ansioso o solo
Diciamo che in quei casi il cibo (soprattutto carboidrati, di solito) agisce come un "anestetico / analgesico", cioè diminuisce la sofferenza - un po' come per alcuni fa il fumo o l'alcol - ed è per questo che ci rifugiamo in esso.
Tieni anche conto che, per molti, il cibo (di nuovo, specialmente i dolci) diventa una sorta di "sostituto affettivo", cioè ci dà una sensazione simile al sentirci amati, ed è uno dei moivi per cui molti si ingozzano: riempiono il loro vuoto affettivo in tal modo - ma ovviamente non basta mai.
E' quasi impossibile controllare quegli impulsi, perché essi provengono dall'inconscio (o comunque da una parte emotiva e profonda della psiche), mentre la volontà opera sul piano razionale. Ed il piano razionale non ha alcun potere sulla nostra parte emotiva.ci combatto costantemente, ma spesso non riesco proprio a controllarli![]()
Pensa ad uno che si sente triste: forse che con la volontà può "spegnere" la sua tristezza? Ovviamente no.
Naturalmente questo crea una spirale discendente: sto male, quindi mi rifugio nel cibo, e questo mi fa stare ancora peggio, ecc. ecc.mi hanno portato ad accumulare qualche chilo di troppo, cosa che inoltre non ha contribuito a migliorare la mia dismorfia corporea.
In breve, so che mangiare cibi calorici fuori dai pasti non mi fa bene, ma allo stesso tempo non riesco a smettere di farlo.
Potresti vedere il rifugiarti nel cibo in quel modo come una droga, non come il cibo che mangi quando hai una vera fame fisiologica.
Perché in effetti, proprio come una droga, il suo scopo è attenuare la tua sofferenza emotiva.![]()
Quindi, ricordarti che quella non è fame, è fuga dalla sofferenza.
IMHO, nel tuo caso un nutrizionista non potrebbe aiutarti granché: potrebbe dirti cosa mangiare e cosa no... ma quello lo sai già, e se te lo dice lui non credo ti cambi nulla.vorrei sapere se in questi casi possa essere utile farsi aiutare/guidare da uno psicoterapeuta e un nutrizionista in collaborazione tra loro.
Invece lo psicoterapeuta potrebbe aiutarti a scoprire meglio il perché senti tutta quella "fame", ed a diventare consapevole della sua origine. Questo potrebbe aiutarti ad imparare a gestire meglio quegli impulsi, perché a quel punto non sarebbero più "invisibili" (inconscio) bensì visibili. Noi non possiamo gestire o modificare ciò che non vediamo... ma possiamo farlo con ciò che vediamo.
Non dico che sarebbe una cosa facile... ma potrebbe darti una marcia in più.
Una volta che col terapeuta tu avessi sviluppato una maggiore consapevolezza del tuo problema (consapevolezza non vuol dire "sapere", vuol dire "comprensione profonda"), allora forse un nutrizionista potrebbe aiutarti a fare scelte diverse nei confronti del cibo (es. scegliere certi cibi che ti calmano, ma non sono dannosi).
Il problema più grande sarà, appunto, cercare di ridurre lo stress e il malessere dati dalla quotidianità e dai miei disagi, per far sì che il percorso di assestamento fisico intrapreso sia efficace, anche in maniera minima.
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Re: Attacchi di fame
Concordo con la psicologa.RyanTheNorthman ha scritto: 16/06/2026, 12:02come la psicologa stessa mi ha detto, nel mio caso la perdita di peso potrà essere lenta e faticosa (soprattutto a causa di stress accumulato), ma comunque vedrò nel tempo come andrà
Ed al di là delle difficoltà individuali, la perdita di peso è sempre lenta e progressiva. Non ci sono "sistemi miracolosi"; il corpo cambia lentamente, è nella sua natura.
Quindi è importante darsi tempo, ed apprezzare ogni piccolo progresso.
Inoltre, i "sistemi lenti" hanno più chance di essere mantenuti nel tempo, mentre i "sistemi d'impatto" (ipocalorici, digiuni, rinunce drastiche...) in genere vengono abbandonati dopo poco tempo - e sono quindi spesso fallimentari.
E soprattutto: trova quello che funziona per te.
Un metodo ottimo che però non è adatto a te, sarà inutile.
Esatto. Di nuovo, non ci sono sistemi che funzionano per tutti (e diffida da chi li propone). Bisogna trovare il proprio.Inoltre, sto valutando di iniziare a svolgere un'attività fisica più dolce e moderata, come il pilates, poiché ho avuto modo di vedere che la ginnastica classica, la corsa, il cardio ecc. mi provocano stress mentale
Chiaramente ci vorrà impegno ed anche magari una certa fatica... però credo che valga la pena per stare meglio.Il problema più grande sarà, appunto, cercare di ridurre lo stress e il malessere dati dalla quotidianità e dai miei disagi, per far sì che il percorso di assestamento fisico intrapreso sia efficace, anche in maniera minima.
Il mio suggerimento finale è: approccia questo cambiamento con uno spirito di "Mi voglio bene, mi prendo cura di me, mi concedo tutto il tempo necessario, con calma e gentilezza".
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