Riflettevo su questo aspetto e mi piacerebbe conoscere la vostra opinione, mentre anticipo la mia.
Io penso che l'indole individuale conti sempre e comunque più di qualunque altro fattore. E ne considero una prova il comportamento del bipolare, che - nella costanza della sua vita concreta - alterna le fasi <up> in cui vede tutto meravigliosamente entusiasmante...alle fasi <down> in cui vede lo stesso tutto in modo irrimediabilmente deprimente (e fino all'estremo delle ideazioni suicidiarie).
Ecco : penso che tutti nasciamo con un'indole che in natura è tendenzialmente positiva o tendenzialmente negativa, la quale poi inevitabilmente si forgia anche attraverso la fomazione e gli esempi familiari e amicali, e sulla quale si innestano anche le esperienze personali (il tutto sempre filtrato alla luce della "torcia" negativa o positiva di cui siamo dotati per natura).
Ciò premesso, e restringendo la domanda al titolo di questo 3d, c'è che grandi traumi riguardano, prima o poi, praticamente tutti i viventi (Basti pensare alla perdita di una persona veramente cara).
Al femmnile : dopo la nascita del Movimento MeToo: continua ad emergere quanto sia vasto il turpe panorama di donne di spettacolo, anche di successo mondiale, che fuorno vittime di stupri da ragazzine. Eppure lo rivelano a decenni di distanza dall'accaduto, mentre questo trauma non ha loro impedito di continuare a vivere, coltivando talento e successso.
Mentre in parallelo una moltitudine di donne comuni, la cui vita è rimasta ibernata nella frustrazione irrimediabile da qiando scoprirono un tradimento coniugale o subirono la rottura di un fidanzamento qualche settimana prima delle nozze. Non dico che anche questi non siano traumi; dico solo che questi, in un carattere vitale e positivo, hanno almeno il pregio di poter giore dell' scampato pericolo rispetto all'ipotesi di passare una vita intera con uno sconosciuto e falso.
In parallelo, una vita molto mediocre NON riguarda tutti.
Non parlo di ricchezze o estrazione sociale o "fortuna".
Parlo semplicemente di talenti personali (possono andare, come esempi rapidi ...da Maradona a Sinner, o da Vasco ad Achille Lauro, o da Stefano Bonaccini alla Meloni, o da Carlo Conti a Stefano Di Martino, o da Fiorello a Zalone?).
Ho citato questi prchè sono noti a tutti, ma non parlo di "grande successo a tutti noto" , perchè la gratificazione è identica per i millemila sconosciuti che, con i loro talenti, sono riusciti e riescono ad avere una vita armoniosa e appagante nel loro ambito relazionale e professionale...nonchè finanziario.
Mentre una vita mediocre e rancorosa resta appannaggio di TANTI , purtroppo. Per tantissime ragioni, e non ultima il puntare un obiettivo di "realizzazione" ...del quale agognano l'immagine sociale, ma per il quale sono privi di talenti, se non addirittura negati; un po' come quelli che ai tempi del Covid ..."studiavano" gli effetti del vaccino sul hiwi nella cucinetta di casa propria...e come "talento" avevano solo la insuperabile faccia tosta del manco vergognarsi di "pubblicare" in web di video gabbatonti. E dopo tutto...i tonti esistono, e per costoro...perchè non sfruttarli se quacosa possono rendere?
Mia sintesi : posto che per natura (come accade per la pelle) si possa nascere bianchi o neri o gialli o rossi nell'indole, io propendo a credere che in una vita infelicemente frustrata e rancorosa conti molto più la mediocrità (non aurea) di una propria vita che non si è mai riusciti a svoltare nel modo desiderato, piuttosto che i grandi traumi.
Secondo voi?
Grandi traumi O vita molto mediocre : cosa influisce di più su un approccio relazionale frustrato e rancoroso ?
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ClaudiaK
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Grandi traumi O vita molto mediocre : cosa influisce di più su un approccio relazionale frustrato e rancoroso ?
Odio le citazioni. Dimmi quello che hai capito TU.
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ClaudiaK
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Re: Grandi traumi O vita molto mediocre : cosa influisce di più su un approccio relazionale frustrato e rancoroso ?
Mi permetto un "up" e una precisazione.
Procedendo in ordine logico: l'up deriva dal chiedermi come sia possibile che in un Forum come questo, in cui si parla molto spesso di vite frustrate (e anche rancorose, sebbene il "rancoroso" non ne sembri sempre troppo consapevole) , e in cui i presunti "grandi traumi" DA RICERCARE sono una risposta assai frequente (non mia, per niente mia, ma molto frequente), possa non interessare l'approfondimento di un punto nodale quale quello del "ma vivo così perchè ho un qualche grande trauma da ricercare, o vivo così perchè il mio quotidiano resta lontano anni luce da quello che avrei desiderato?"
La precisazione diventa d'obbligo : non vorrei aver creato confusione in chi mi ha letta con l'esempio del bipolare. Quell'esempio mi era utile per significare come, in un quadro patologico, la visione "tutto platino" o "tutto fango" si alterni addirittura nella stessa persona. Fuori dal patologico bipolare , resta che - a seconda della propria indole e delle proprie esperienze - esiste chi tenda a vedere "tutto platino" o invece "tutto fango" in ogni ora e giorno della propria vita.
Precisazione aggiuntiva ma non credo inutile, che mi nasce dai miei approfondimenti sulla "ferita narcisistica". Era un concetto che non mi tornava logico. E ho dovuto e voluto leggere proprio tanto per trovare supporto (soprattutto in letteratura psichiatrica NON italiana), per trovare utorevolissime conferme a quello che a me sembrava ovvio, e cioè che la cosiddetta "ferita narcistica", che nel narcisista condiziona devastantemente un vita intera,....ebbene SI' : dal punto di vista soggettivo del narcisista è sempre una ferita profondissima e insanabile, MA che non sempre deriva da eventi traumatici OGGETTIVAMENTE definibili come tali, MENTRE spesso la ferita è vissuta come gravisssima e insanabile SOLTANTO per anomalie cognitivo/interpretative che SONO disfunzionali SOLO nella mente del narcisista.

Procedendo in ordine logico: l'up deriva dal chiedermi come sia possibile che in un Forum come questo, in cui si parla molto spesso di vite frustrate (e anche rancorose, sebbene il "rancoroso" non ne sembri sempre troppo consapevole) , e in cui i presunti "grandi traumi" DA RICERCARE sono una risposta assai frequente (non mia, per niente mia, ma molto frequente), possa non interessare l'approfondimento di un punto nodale quale quello del "ma vivo così perchè ho un qualche grande trauma da ricercare, o vivo così perchè il mio quotidiano resta lontano anni luce da quello che avrei desiderato?"
La precisazione diventa d'obbligo : non vorrei aver creato confusione in chi mi ha letta con l'esempio del bipolare. Quell'esempio mi era utile per significare come, in un quadro patologico, la visione "tutto platino" o "tutto fango" si alterni addirittura nella stessa persona. Fuori dal patologico bipolare , resta che - a seconda della propria indole e delle proprie esperienze - esiste chi tenda a vedere "tutto platino" o invece "tutto fango" in ogni ora e giorno della propria vita.
Precisazione aggiuntiva ma non credo inutile, che mi nasce dai miei approfondimenti sulla "ferita narcisistica". Era un concetto che non mi tornava logico. E ho dovuto e voluto leggere proprio tanto per trovare supporto (soprattutto in letteratura psichiatrica NON italiana), per trovare utorevolissime conferme a quello che a me sembrava ovvio, e cioè che la cosiddetta "ferita narcistica", che nel narcisista condiziona devastantemente un vita intera,....ebbene SI' : dal punto di vista soggettivo del narcisista è sempre una ferita profondissima e insanabile, MA che non sempre deriva da eventi traumatici OGGETTIVAMENTE definibili come tali, MENTRE spesso la ferita è vissuta come gravisssima e insanabile SOLTANTO per anomalie cognitivo/interpretative che SONO disfunzionali SOLO nella mente del narcisista.
Odio le citazioni. Dimmi quello che hai capito TU.