Esattamente un anno dopo

Forum di aiuto sui tabù della famiglia. I Fatti Vostri.
Parliamo del rapporto conflittuale tra genitori e figli nel presente e nel nostro vissuto passato.
Cosa vuol dire avere una mamma e un papà? Cosa significa essere bambini, e cosa, essere ragazzini? Come sta il tuo bambino interiore?
Quanti problemi e quante difficoltà ci vengono messi davanti?
Qui si possono inviare sfoghi, critiche e consigli su come dovrebbe comportarsi un genitore con il proprio figlio e viceversa.
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Am_p
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Esattamente un anno dopo

#1 Messaggio da Am_p »

Ciao a tutti,
oggi ricorre esattamente un anno da quando, il 4/7/2025, i miei mi accennarono per la prima volta della gravidanza di mamma. Non mi sarei mai aspettato un anno così "ricco" e "vario", nel bene e nel male, come quello appena passato.
Vi scrivo perché negli ultimi mesi la situazione a casa ha preso una piega che non mi aspettavo. Verso aprile i miei hanno iniziato a prendersi qualche weekend per loro, e dopo quei weekend il rapporto sembrava lentamente farsi più "normale", anche se ancora lontano dall'essere sereno. Nei giorni subito prima di partire si comportavano quasi come due innamoratini, in modo un po' esagerato, per poi tornare quasi come prima al ritorno, con qualche piccolo miglioramento che si notava appena.
Poi è finita la scuola ed è iniziato il periodo degli esami, e da un giorno all'altro sono tornati questi atteggiamenti da innamorati, forse ancora più marcati di prima. Solo che stavolta non è durato un paio di giorni: va avanti così da quasi un mese. In casa regna una pace quasi sospetta, forse anche troppa per essere reale, e non so se dietro ci sia qualcosa che poi avrà un riscontro, buono o meno buono.
Chi ha voglia di rispondere con frasi fatte tipo "prima non ti andava bene che litigavano, adesso non ti va bene neanche che stanno in pace" può risparmiarsele: non è questo il punto.
Il punto, forse, è più personale di quanto abbia mai scritto qui. Questa pace improvvisa, invece di rassicurarmi, mi fa quasi più paura delle liti. Con le liti sapevo cosa aspettarmi, mi ero costruito degli automatismi per reggerle. Con questa calma innaturale mi sento invece senza punti di riferimento, come se non riuscissi più a fidarmi di niente di quello che vedo in casa, nemmeno delle cose belle.
A complicare le cose ci si è aggiunto anche altro. I miei amici e la mia ragazza sono sempre più presenti nella vita di casa, non solo nella mia: vengono spesso, si informano, si intromettono con naturalezza in dinamiche che sento ancora molto mie e della mia famiglia, come se i confini tra "la mia vita fuori" e "la mia famiglia" si stessero mischiando senza che io l'abbia davvero deciso. E poi c'è una cosa che mi ha ferito parecchio in questi giorni: mia zia, a cui sono sempre stato legato e che mi è stata vicino nei momenti difficili, ha conosciuto la mia ragazza a una festa per la maturità. Lei è originaria della Costa d'Avorio ma è stata adottata da piccola da una famiglia italiana, ed è cresciuta qui come chiunque altro. Mia zia ha fatto un commento marcatamente razzista nei suoi confronti, in un modo subdolo che non mi sarei mai aspettato proprio da lei.
A ottobre andrò comunque a vivere con degli amici, quindi tra tutto questo lo chiedo più per il bene dei miei fratellini che per me: se questa fase di pace è l'inizio di qualcosa di stabile o solo un'altra parentesi che poi si richiude come le altre.
Qualcuno ha notato pattern simili, fasi di pace improvvisa e prolungata dopo anni di tensione? E qualcuno riconosce questa difficoltà a fidarsi anche dei momenti buoni? Mi farebbe piacere sapere come è andata a finire, nella vostra esperienza.
Grazie a chi leggerà.
ClaudiaK
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Re: Esattamente un anno dopo

#2 Messaggio da ClaudiaK »

Bentornato! E con quasi tutte buone notizie, mi sembra. :coolok:

Per il cambiamento dei tuoi...direi che è molto frequente assistere a "cambiamenti" che durano da Natale a Santo Stefano; poi saranno meno frequenti, ma esistono anche (più rari) i cambiamenti autentici di chi riesce a mettersi davvero in discussione e, di conseguenza, muta la propria postura con convizione altrettanto autenica e duratura.
Sulle coppie di miei amici ne ho viste sia dell'una che dell'altra specie. E d'altra parte la questione è molto facilmente visibile (in negativo) in quei matrimoni d'amore che finiscono irreversibilmente quando uno dei due, a qualche anno di distanza dal coronamento del "sogno d'amore", si ferma a riflettere di aver preso un solenne granchio che non potrebbe mai sopportare "per tutta la vita".
A volte basta una frase o il contegno dell'altro in qualche circostanza non abituale a svelarci i veri sentimenti (nostri o dell'altro) e a restarne negativamente folgorati per sempre.
Ma può valere anche in positivo : in una circostanza non quotidiana il ri-scoprire valori nostri o del partner e rendersi conto di quanto siano importanti e di quanto li abbiamo sottovalutati.
E direi che una gravidanza gemellare over quaranta sia proprio una quelle situazioni così profondamente coinvolgenti da stimolare la ri-scoperta di qualità importanti in noi stessi o nel partner.

Per quanto riguarda i tuoi amici che si comportano con familiarità anche verso i tuoi e i gemellini...bah...io riesco a dire solo che mi sembra qualcosa di molto carino e naturale; cioè e normale che due neonati facciano simpatia e curiosità, e probabilmente fanno anche sentire più vicini i tuoi genitori, che non sono quelli che "la loro vita l'hanno già fatta" e "non possono capire i giovani". Poi credo che gli amici vivano questo interessamento anche come segno di affetto verso te e il tuo mondo familiare.

La zia...ehhhhh la zia :)
Ricorderai che ne abbiamo parlato almeno un po'.
E' solo la mia lettura, ma il commento razzista e subdolo nei confronti della tua ragazza aggiunge solo una perla alla collana che supponevo e suppongo. Per me tua zia è morbosamente gelosa di te, nel senso di lavorare sempre per porgersi come tuo riferimento UNICO e SUPERIORE a qualunque altro (a partire addirittura da tua madre).
Di questo ho una casistica ampia e da horror, a cominciare dalla mia famiglia. Di solito riguarda proprio fratelli sorelle della mamma, che non hanno figli, ma che magari hanno macinato invidiucce e rancorini dalla nascita verso la sorella e mamma. E che spesso non disprezzano l'idea del nipote come "bastone fidato della propria vecchiaia".
Mio fratelllo...vabbè...è narcisista patologico e non c'era che da aspettarselo. Ma una mia "amica" mi risultata ancora più da horror. Comunque gli schemi sono esattamente gli stessi tra questi due : l'essere SUBDOLI è una costante. Non li sentirai mai parlare davvero male della sorella e mamma, ma poi scopri che lanciano diecimile frecciatine , al nipote, contro la mamma, e naturalmente lo fanno da "simpaticoni", mentre fanno di tutto e di più per mostrarsi al nipote come "accoglienti e comprensivi come nessuno", e, mentre dal nipote capirscono segreti personali della mamma e della famiglia che ha formato, in parallelo elargiscono "complicità" a piene mani al nipote. :bleah!:
Vuoi fare una prova? Fingi di desiderare un consiglio per qualunque aspetto del tuo rapporto con la tua ragazza. Vedrai lo squalo
intuire che quello è un momento di tua fragilità o insoddisfazione, e ci darà giù che più non si può per demolirla del tutto!
Odio le citazioni. Dimmi quello che hai capito TU.
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Re: Esattamente un anno dopo

#3 Messaggio da Navigator63 »

Am_p ha scritto: 04/07/2026, 16:13In casa regna una pace quasi sospetta, forse anche troppa per essere reale, e non so se dietro ci sia qualcosa che poi avrà un riscontro, buono o meno buono.
Questo tuo essere guardingo mi colpisce. :)
Da un lato è umano essere sospettosi dopo aver subito forti scossono emotivi. Dall'altro sembra quasi la reazione di una persona traumatizzata (PTSD), che vive sempre coi nervi scoperti perché non ha mai trovato un suo equilibrio e stabilità.

Forse potresti coltivare il pensiero che la tua stabilità non deve dipendere dai tuoi genitori e da come stanno... ma hai bisogno di renderti indipendente da loro (anche emotivamente), come un adulto che esce dal nido? :mmm2:
Questa pace improvvisa, invece di rassicurarmi, mi fa quasi più paura delle liti. Con le liti sapevo cosa aspettarmi, mi ero costruito degli automatismi per reggerle. Con questa calma innaturale mi sento invece senza punti di riferimento, come se non riuscissi più a fidarmi di niente di quello che vedo in casa, nemmeno delle cose belle.
Anche questa mi suona come una reazione post-trauma (questo non è un giudizio, sia chiaro; è più uno spunto di consapevolezza sul tuo stato interiore).
Spesso chi ha questo tipo di ferita si abitua al "male" (che gli offre comunque delle certezze), ma non al "bene" perché vive nel terrore di poterlo perdere nuovamente.
In questi casi è come se il sistema nervoso si fosse settato su una modalità "il male è normale" (è il suo standard), come adattamento al trauma. Ogni variazione in meglio viene vissuta come "instabilità" e possibile minaccia - perché questo individuo NON PUO' credere che il bene duri (come tu stessi dici: "non riesco più a fidarmi") - come se il "bene" nascondesse una potenziale fregatura, quindi induce un senso di allarme.

Questo stato non è comprensibile dalle persone "normali" (prive di ferite da trauma), perché il loro sistema nervoso funziona diversamente, e non riescono ad immaginare altre possibilità.
I miei amici e la mia ragazza sono sempre più presenti nella vita di casa, non solo nella mia: vengono spesso, si informano, si intromettono con naturalezza in dinamiche che sento ancora molto mie e della mia famiglia, come se i confini tra "la mia vita fuori" e "la mia famiglia" si stessero mischiando senza che io l'abbia davvero deciso.
Beh, questo mi sembra abbastanza "normale": solitamente le relazioni significative si intersecano. E' naturale.
Mi chiederei perché questo ti inquieta. Forse senti il bisogno di tenere le due sfere separate? E perché? Cosa ti fa paura?
mia zia [...] ha conosciuto la mia ragazza a una festa per la maturità. Lei è originaria della Costa d'Avorio ma è stata adottata da piccola da una famiglia italiana. Mia zia ha fatto un commento marcatamente razzista nei suoi confronti
Capisco che questo ti ferisca profondamente. Vedo due possibilità essenziali:
1. Tua zia è una brava persona ma, per ignoranza o pregiudizi (comuni in persone di una certa generazione), può avere idee che noi consideriamo stupide o indecenti, senza che lei si renda conto.
2. Tua zia non è proprio una brava persona (*) (anche se tu magari l'hai idealizzata e ti piace vederla tale), e quella battuta ha solo rivelato un suo "lato oscuro".
(* che non vuol dire sia un mostro... ma che insieme a lati positivi magari ha anche una serie di aspetti negativi e discutibili)

Non è facile capire quale dei due casi sia vero. E per te può anche essere difficile essere obiettivo nei suoi confronti.
Puoi provare a parlarne in modo calmo (e non giudicante), esprimendole come ci sei rimasto male, e vedere la sua reazione; potrebbe essere rivelatorio (la brava persona si scusa e prova a cambiare; la persona "non brava" detesta le critiche e pretende che siano gli altri a cambiare).
A ottobre andrò comunque a vivere con degli amici
Considerato il tuo attaccamento un po' troppo viscerale coi tuoi genitori, questo potrebbe essere un'esperienza interessante. Osserva se i tuoi stati interni cambiano.
se questa fase di pace è l'inizio di qualcosa di stabile o solo un'altra parentesi che poi si richiude come le altre.
Purtroppo questo nessuno può saperlo. :)
Le esperienze passate mi rendono dubbioso... ma nessuno conosce il futuro. Anche se qualcuno ti raccontasse la sua esperienza... nulla garantisce che ciò accada ai tuoi. Il passato non definisce il futuro. 8-)

Per cui, invece di provare ad anticipare l'imprevedibile, ti suggerirei di provare a conviverci: "Non so cosa succederà, e amen". Tenendo conto che la tua vita di adulto sarà sempre meno inviluppata con quella dei tuoi.
So bene che questo ti è arduo... ma vedila come una preparazione alla vita; che il più delle volte non va come noi prevediamo! ;) :rolleyes: :dunno:
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Re: Esattamente un anno dopo

#4 Messaggio da Am_p »

ClaudiaK ha scritto: 04/07/2026, 18:57 Bentornato! E con quasi tutte buone notizie, mi sembra. :coolok:

Per il cambiamento dei tuoi...direi che è molto frequente assistere a "cambiamenti" che durano da Natale a Santo Stefano; poi saranno meno frequenti, ma esistono anche (più rari) i cambiamenti autentici di chi riesce a mettersi davvero in discussione e, di conseguenza, muta la propria postura con convizione altrettanto autenica e duratura.
Sulle coppie di miei amici ne ho viste sia dell'una che dell'altra specie. E d'altra parte la questione è molto facilmente visibile (in negativo) in quei matrimoni d'amore che finiscono irreversibilmente quando uno dei due, a qualche anno di distanza dal coronamento del "sogno d'amore", si ferma a riflettere di aver preso un solenne granchio che non potrebbe mai sopportare "per tutta la vita".
A volte basta una frase o il contegno dell'altro in qualche circostanza non abituale a svelarci i veri sentimenti (nostri o dell'altro) e a restarne negativamente folgorati per sempre.
Ma può valere anche in positivo : in una circostanza non quotidiana il ri-scoprire valori nostri o del partner e rendersi conto di quanto siano importanti e di quanto li abbiamo sottovalutati.
E direi che una gravidanza gemellare over quaranta sia proprio una quelle situazioni così profondamente coinvolgenti da stimolare la ri-scoperta di qualità importanti in noi stessi o nel partner.

Per quanto riguarda i tuoi amici che si comportano con familiarità anche verso i tuoi e i gemellini...bah...io riesco a dire solo che mi sembra qualcosa di molto carino e naturale; cioè e normale che due neonati facciano simpatia e curiosità, e probabilmente fanno anche sentire più vicini i tuoi genitori, che non sono quelli che "la loro vita l'hanno già fatta" e "non possono capire i giovani". Poi credo che gli amici vivano questo interessamento anche come segno di affetto verso te e il tuo mondo familiare.

La zia...ehhhhh la zia :)
Ricorderai che ne abbiamo parlato almeno un po'.
E' solo la mia lettura, ma il commento razzista e subdolo nei confronti della tua ragazza aggiunge solo una perla alla collana che supponevo e suppongo. Per me tua zia è morbosamente gelosa di te, nel senso di lavorare sempre per porgersi come tuo riferimento UNICO e SUPERIORE a qualunque altro (a partire addirittura da tua madre).
Di questo ho una casistica ampia e da horror, a cominciare dalla mia famiglia. Di solito riguarda proprio fratelli sorelle della mamma, che non hanno figli, ma che magari hanno macinato invidiucce e rancorini dalla nascita verso la sorella e mamma. E che spesso non disprezzano l'idea del nipote come "bastone fidato della propria vecchiaia".
Mio fratelllo...vabbè...è narcisista patologico e non c'era che da aspettarselo. Ma una mia "amica" mi risultata ancora più da horror. Comunque gli schemi sono esattamente gli stessi tra questi due : l'essere SUBDOLI è una costante. Non li sentirai mai parlare davvero male della sorella e mamma, ma poi scopri che lanciano diecimile frecciatine , al nipote, contro la mamma, e naturalmente lo fanno da "simpaticoni", mentre fanno di tutto e di più per mostrarsi al nipote come "accoglienti e comprensivi come nessuno", e, mentre dal nipote capirscono segreti personali della mamma e della famiglia che ha formato, in parallelo elargiscono "complicità" a piene mani al nipote. :bleah!:
Vuoi fare una prova? Fingi di desiderare un consiglio per qualunque aspetto del tuo rapporto con la tua ragazza. Vedrai lo squalo
intuire che quello è un momento di tua fragilità o insoddisfazione, e ci darà giù che più non si può per demolirla del tutto!
Parlando dei miei amici, mi riferisco soprattutto al fatto che siano coinvolti anche nelle faccende famiglia più private e intime, già da prima che nascessero i miei fratellini. Tuttavia se è una cosa "normale" o che comunque aiuta a tenere più uniti i miei, non aggiungo più nulla...
Su mia zia non saprei più bene come muovermi. Effettivamente a me non sembra una persona cattiva in sé, anche perché spesso mi è stata molto vicina (non in modo subdolo). Non penso poi molto che sia invidiosa di qualcosa verso mia mamma; anche lei ha un figlio, cioè mio cugino che è simpaticissimo, è molto benestante e conosce tante persone, quindi non fa assolutamente una vita "frustrante". Poi per il suo comportamento mi ha chiesto scusa mio cugino a suo nome, perché effettivamente ha avuto un certo tipo di educazione fin da piccola quindi non la posso demonizzare appieno.
Il punto è che tutto sommato non mi sento di litigare con lei, anche perché penso sarebbe scorretto per me, però effettivamente non so più come comportarmi con lei.
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Re: Esattamente un anno dopo

#5 Messaggio da Am_p »

Navigator63 ha scritto: 05/07/2026, 23:42
Am_p ha scritto: 04/07/2026, 16:13In casa regna una pace quasi sospetta, forse anche troppa per essere reale, e non so se dietro ci sia qualcosa che poi avrà un riscontro, buono o meno buono.
Questo tuo essere guardingo mi colpisce. :)
Da un lato è umano essere sospettosi dopo aver subito forti scossono emotivi. Dall'altro sembra quasi la reazione di una persona traumatizzata (PTSD), che vive sempre coi nervi scoperti perché non ha mai trovato un suo equilibrio e stabilità.
Però quì mi sorge il dubbio su quale sia questo trauma. Tra tutte le cose che sono successe a partire dall'allontanamento tra i miei, non mi serva di aver vissuto delle esperienze così gravida da definire traumatiche, sebbene mi abbiano spesso colpito.
[/quote]
Forse potresti coltivare il pensiero che la tua stabilità non deve dipendere dai tuoi genitori e da come stanno... ma hai bisogno di renderti indipendente da loro (anche emotivamente), come un adulto che esce dal nido? :mmm2:
[/quote]
Effettivamente mi interesso molto della mia situazione in casa perché sento che mi riguarda direttamente, però sento di essere dipendente dai miei, certamente meno di uno della mia età.
[/quote]
Questa pace improvvisa, invece di rassicurarmi, mi fa quasi più paura delle liti. Con le liti sapevo cosa aspettarmi, mi ero costruito degli automatismi per reggerle. Con questa calma innaturale mi sento invece senza punti di riferimento, come se non riuscissi più a fidarmi di niente di quello che vedo in casa, nemmeno delle cose belle.
Anche questa mi suona come una reazione post-trauma (questo non è un giudizio, sia chiaro; è più uno spunto di consapevolezza sul tuo stato interiore).
Spesso chi ha questo tipo di ferita si abitua al "male" (che gli offre comunque delle certezze), ma non al "bene" perché vive nel terrore di poterlo perdere nuovamente.
In questi casi è come se il sistema nervoso si fosse settato su una modalità "il male è normale" (è il suo standard), come adattamento al trauma. Ogni variazione in meglio viene vissuta come "instabilità" e possibile minaccia - perché questo individuo NON PUO' credere che il bene duri (come tu stessi dici: "non riesco più a fidarmi") - come se il "bene" nascondesse una potenziale fregatura, quindi induce un senso di allarme.

Questo stato non è comprensibile dalle persone "normali" (prive di ferite da trauma), perché il loro sistema nervoso funziona diversamente, e non riescono ad immaginare altre possibilità.
I miei amici e la mia ragazza sono sempre più presenti nella vita di casa, non solo nella mia: vengono spesso, si informano, si intromettono con naturalezza in dinamiche che sento ancora molto mie e della mia famiglia, come se i confini tra "la mia vita fuori" e "la mia famiglia" si stessero mischiando senza che io l'abbia davvero deciso.
Beh, questo mi sembra abbastanza "normale": solitamente le relazioni significative si intersecano. E' naturale.
Mi chiederei perché questo ti inquieta. Forse senti il bisogno di tenere le due sfere separate? E perché? Cosa ti fa paura?
[/quote]
Il temine più preciso è esattamente "inquieta". E' forse più una sensazione che provo, però io cerco sempre di tenere appunto le sfere separate. Poi apprezzavo molto, ad esempio, quelle volte in cui la mia ragazza veniva ad aiutare mia mamma durante la gravidanza, oppure quando viene adesso a darci una mano con i gemelli, però rimango sempre distante quando si entra nel merito di questioni più private. Poi un conto è la mia ragazza, ma il fatto che anche i miei amici (per quanto mi siano cari e li conosca da sempre) rientrino in questo contesto per me così privato lo trovo abbastanza strano.
[/quote]
mia zia [...] ha conosciuto la mia ragazza a una festa per la maturità. Lei è originaria della Costa d'Avorio ma è stata adottata da piccola da una famiglia italiana. Mia zia ha fatto un commento marcatamente razzista nei suoi confronti
Capisco che questo ti ferisca profondamente. Vedo due possibilità essenziali:
1. Tua zia è una brava persona ma, per ignoranza o pregiudizi (comuni in persone di una certa generazione), può avere idee che noi consideriamo stupide o indecenti, senza che lei si renda conto.
2. Tua zia non è proprio una brava persona (*) (anche se tu magari l'hai idealizzata e ti piace vederla tale), e quella battuta ha solo rivelato un suo "lato oscuro".
(* che non vuol dire sia un mostro... ma che insieme a lati positivi magari ha anche una serie di aspetti negativi e discutibili)

Non è facile capire quale dei due casi sia vero. E per te può anche essere difficile essere obiettivo nei suoi confronti.
Puoi provare a parlarne in modo calmo (e non giudicante), esprimendole come ci sei rimasto male, e vedere la sua reazione; potrebbe essere rivelatorio (la brava persona si scusa e prova a cambiare; la persona "non brava" detesta le critiche e pretende che siano gli altri a cambiare).
[/quote]
Penso che mia zia rientri nella prima possibilità che hai descritto, però effettivamente devo dire che ogni tanto è un po' inopportuna, forse un po' esagerata, ma comunque non la definirei cattiva. Da lei però non mi sarei mai aspettato una reazione così, nonostante sapessi che qualche pregiudizio lo nutre (come dicevo prima però non penso che abbia questi pregiudizi per cattiveria o altro, ma più per un'educazione sbagliata che non ha più messo in dubbio dopo). Proverò sicuramente a parlarle.
[/quote]
A ottobre andrò comunque a vivere con degli amici
Considerato il tuo attaccamento un po' troppo viscerale coi tuoi genitori, questo potrebbe essere un'esperienza interessante. Osserva se i tuoi stati interni cambiano.
[/quote]
Come avevo detto non mi sembra di avere un particolare attaccamento con i miei nonostante ci siamo "avvicinati" ultimamente. Quello che è forse un attaccamento è quello che forse si faceva trasparire durante la gravidanza a tutti quelli al di fuori della mia famiglia cercando di dare l'immagine di una famiglia particolarmente unita, ma anche in quel caso non so se possa parlare di attaccamento.
[/quote]
se questa fase di pace è l'inizio di qualcosa di stabile o solo un'altra parentesi che poi si richiude come le altre.
Purtroppo questo nessuno può saperlo. :)
Le esperienze passate mi rendono dubbioso... ma nessuno conosce il futuro. Anche se qualcuno ti raccontasse la sua esperienza... nulla garantisce che ciò accada ai tuoi. Il passato non definisce il futuro. 8-)

Per cui, invece di provare ad anticipare l'imprevedibile, ti suggerirei di provare a conviverci: "Non so cosa succederà, e amen". Tenendo conto che la tua vita di adulto sarà sempre meno inviluppata con quella dei tuoi.
So bene che questo ti è arduo... ma vedila come una preparazione alla vita; che il più delle volte non va come noi prevediamo! ;) :rolleyes: :dunno:
[/quote]
Provo certamente a fare così, ma per fare ciò cosa dovrei fare? Dovrei smetterla di curarmi di qualcosa?
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Re: Esattamente un anno dopo

#6 Messaggio da RyanTheNorthman »

Io quello che dovevo dire riguardo tutto l'argomento l'ho detto; per ora non mi sento di affermare nulla con certezza, vedremo come si evolveranno le cose.
A me comunque, sinceramente, non sembra che Am_p abbia un attaccamento viscerale con i genitori, mi sembra solo una delle poche persone ai tempi di oggi (me compreso) che ci tengono molto alla propria famiglia, hanno premura, si preoccupano delle dinamiche, positive e negative, che ci sono al suo interno, che reputano importanti i legami di sangue. Questa cosa personalmente la trovo molto bella nonché ammirevole.
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Re: Esattamente un anno dopo

#7 Messaggio da Navigator63 »

Am_p ha scritto: 06/07/2026, 17:20Però quì mi sorge il dubbio su quale sia questo trauma.
A volte il trauma è invisibile. :)

"Trauma" non è solo evento violento o che ci travolge emotivamente.
Pensa ad un bambino che, per qualche ragione, rimanga sempre ignorato dai suoi, relegato in un angolino; anche se tutti i suoi bisogni fisiologici vengono soddisfatti.
Ha subìto un trauma in senso stretto? No.
RImarrà segnato dal suo sentirsi ignorato? Puoi scommetterci.

Anche solo sentire i genitori litigare è un evento traumatico per un bambino piccolo. Se la cosa è abituale, può facilmente creare problemi di ansia / panico, iper-controllo, tensione nervosa, reazioni psicosomatiche, paura del futuro, ecc.
Effettivamente mi interesso molto della mia situazione in casa perché sento che mi riguarda direttamente, però sento di essere dipendente dai miei, certamente meno di uno della mia età.
Intendevo quanto tu sia influenzato emotivamente da certi comportamenti dei tuoi. Al punto da esserne profondamente turbato (es. l'annuncio della gravidanza).
Il temine più preciso è esattamente "inquieta". E' forse più una sensazione che provo, però io cerco sempre di tenere appunto le sfere separate.
Forse c'è qualcosa che ti turba nella tua famiglia... per cui vorresti che gli altri non la vedessero, da cui il voler tener separate le sfere. O l'inquitudine all'idea che qualcuno da fuori potrebbe scoprirla.
Penso che mia zia rientri nella prima possibilità che hai descritto, però effettivamente devo dire che ogni tanto è un po' inopportuna, forse un po' esagerata
Da ciò che dici anch'io ho la sensazione che sia una buona persona, ma che certi pregiudizi la condizionino (teniamo sempre presente l'età...).
Proverò sicuramente a parlarle.
:coolok:
Provo certamente a fare così, ma per fare ciò cosa dovrei fare? Dovrei smetterla di curarmi di qualcosa?
Intendevo dire, semplicemente, di accettare ciò che non puoi controllare. :)
Non nel senso che te ne freghi... ma che riconosci la tua impotenza (che vale per tutti). :dunno:

Del tipo "Posso farci qualcosa? Lo faccio. Non posso farci niente? E allora che mi preoccupo a fare?".
O per citare uno saggio: "Se c'è rimedio perché ti preoccupi? E se non c'è rimedio perché ti preoccupi?" (Confucio)

So che è molto Zen e non è facile... però uno può provarci. :thumbup:
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