Ciao a chiunque stia leggendo.
Da quando è iniziato questo anno maledetto non sono riuscita a rimanere in piedi per più di una manciata di giorni. Non ne posso davvero più e non sembra esserci una fine a questo stramaledetto tunnel. Sono così esasperata da pensare spesso che se dovessi arrivare al limite massimo per la mia persona ho pur sempre il mio piano B, sempre li pronto ad essere realizzato in caso la vita si dimostrasse invivibile a tal punto da trovare il coraggio di decidere quando e come porle fine.
A volte ho come l’impressione che questa consapevolezza mi impedisce di vivere davvero, come se fossi qui per la prova gratuita e che posso disdire l’abbonamento quando voglio. Ma è l’unica cosa che mi consola sapere che quel piano è lì sempre pronto nel caso, e credo sia davvero assurdo da dire a chi sta bene e vive la sua vita sereno.
Mi sembra a volte la cosa più naturale del mondo pensare che non ho potuto decidere di venire al mondo ma posso decidere come andarmene, almeno questo il mondo me lo deve.
Il piano B che consola…
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Re: Il piano B che consola…
Ciao a te
Sono così esasperata da pensare spesso che se dovessi arrivare al limite massimo per la mia persona ho pur sempre il mio piano B, sempre li pronto ad essere realizzato in caso la vita si dimostrasse invivibile a tal punto da trovare il coraggio di decidere quando e come porle fine.
Secondo me sapere di avere a disposizione il "piano B" - just in case - aiuta.
Non perché uno voglia davvero farlo (credo)... ma perché l'idea offre un senso di "via di uscita" eventuale, che aiuta a superare lo stress e la sofferenza del momento.
Quando ero adolescente ero disperato. Ho più volte pensato seriamente al suicidio.
Quando ho scoperto la psicologia, ho sperato potesse aiutarmi ed iniziato a studiarla. Ma ovviamente non ero affatto fiducioso.
Però anch'io mi dicevo "Dai, proviamo. Se nemmeno questo funziona... c'è sempre l'altra 'via di uscita'". Pensarlo mi aiutava ad andare avanti, a provarci.
Non avere nessuna possibilità è emotivamente devastante. CI sentiamo bloccati e impotenti.
Invece sapere che abbiamo un'altra possibilità, per quanto discutibile... è un sollievo. E' una porta che sappiamo di poter aprire.
Beh, no, uno che non stia male da cani, e/o non soffra di depressione, non credo potrebbe capirlo.Ma è l’unica cosa che mi consola sapere che quel piano è lì sempre pronto nel caso, e credo sia davvero assurdo da dire a chi sta bene e vive la sua vita sereno.
Sono due piani troppo distanti.
Concordo. Ho sempre pensato che ogni individuo sia l'unico e totale padrone della propria vita (e chi altro potrebbe esserlo?).Mi sembra a volte la cosa più naturale del mondo pensare che non ho potuto decidere di venire al mondo ma posso decidere come andarmene, almeno questo il mondo me lo deve.
Anche per questo ho sempre detestato visceralmente le religioni - o i governi - che pretendono di dirti come devi vivere, e morire. Ma andatevene tutti affanbrodo!
Il mio Blog "Psicofelicità": https://psicofelicita.blogspot.com/
Winners find a way, losers find an excuse.
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ClaudiaK
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Re: Il piano B che consola…
Ciao P.S.
Rifletto sul titolo.
Solo mie idee.
Il piano B...sì certo...per consolare consola.
Infatti pare sia estremamente diffuso. Ma solo come idea.
Con il più sacro mio rispetto verso chi lo ha praticato davvero, statistica ci dice che nella media delle persone la "consolazione da piano B" sia solo illusoria, dove l'illusione è quella del controllo.
Parlo da persona con indole (purtroppo) ipercontrollante e molto intollerante a qualunque costrizione.
Diciamo che il piano B (non esattamente quello di cui si parla, ma in tarda adolescenza anche quello) è tuttora il mio mestiere.
Per caso o per fortuna , crescendo, mi sono resa conto che quel piano B ...in effetti e anche solo concettualmente... è proprio e soltanto una autoillusione che non migliora in nessun modo la nostra vita e anzi la danneggia, sottraendo energie a vivere e reagire nel presente.
Oggi ne sono convinta più che mai, avendo prossimità con una persona della mia famiglia d'origine che non si è MAI impegnata a risolvere il proprio presente, facendo addirittura un inno pubblico del proprio piano B. Solo che quando i guai di questa illusione gli sono arrivati alla gola, e davvero si è ridotto al livello che il piano B sarebbe purtoppo l'unica mossa che avrebbe davvero un senso logico, ha realizzato che il piano B non lo saprebbe mai affrontare, e vive una vita indecente che spingerebbe davvero parecchi a praticarlo...il piano B. Ma lui ha scoperto di non avere il fegato per attuare il piano B...
Prendendo le ragionevoli distanze da personalità e vicende estreme come quella di cui ho accennato...io penserei che sia molto più sensato e salutare lavorare e consolarsi con i piani B del concreto quotidiano, e restando saldamente ancorati al qui e ora.
Magari tenendo a mente che la sorte distribuisce sprangate in faccia a chiunque, e non soltanto a noi.
Poi è anche vero che chi oggi è adulto, fosse anche stato trovato nella "ruota" delle parrochie, è adulto perchè qualcuno l'ha amato e si è preso cura di lui/lei, con ovvio fardello di TUTTI gli errori possibili e senza volerli o capirli.
Ok sul decidere come andarsene, per carità.
Ma forse è blasfemo svalutare che la Vita è una opportunità che attuando il piano B si rinuncia a gestire, mentre "il mondo" non ci "deve" assolutamente NULLA.
Solo SECONDO ME, ovvio.
Rifletto sul titolo.
Solo mie idee.
Il piano B...sì certo...per consolare consola.
Infatti pare sia estremamente diffuso. Ma solo come idea.
Con il più sacro mio rispetto verso chi lo ha praticato davvero, statistica ci dice che nella media delle persone la "consolazione da piano B" sia solo illusoria, dove l'illusione è quella del controllo.
Parlo da persona con indole (purtroppo) ipercontrollante e molto intollerante a qualunque costrizione.
Diciamo che il piano B (non esattamente quello di cui si parla, ma in tarda adolescenza anche quello) è tuttora il mio mestiere.
Per caso o per fortuna , crescendo, mi sono resa conto che quel piano B ...in effetti e anche solo concettualmente... è proprio e soltanto una autoillusione che non migliora in nessun modo la nostra vita e anzi la danneggia, sottraendo energie a vivere e reagire nel presente.
Oggi ne sono convinta più che mai, avendo prossimità con una persona della mia famiglia d'origine che non si è MAI impegnata a risolvere il proprio presente, facendo addirittura un inno pubblico del proprio piano B. Solo che quando i guai di questa illusione gli sono arrivati alla gola, e davvero si è ridotto al livello che il piano B sarebbe purtoppo l'unica mossa che avrebbe davvero un senso logico, ha realizzato che il piano B non lo saprebbe mai affrontare, e vive una vita indecente che spingerebbe davvero parecchi a praticarlo...il piano B. Ma lui ha scoperto di non avere il fegato per attuare il piano B...
Prendendo le ragionevoli distanze da personalità e vicende estreme come quella di cui ho accennato...io penserei che sia molto più sensato e salutare lavorare e consolarsi con i piani B del concreto quotidiano, e restando saldamente ancorati al qui e ora.
Magari tenendo a mente che la sorte distribuisce sprangate in faccia a chiunque, e non soltanto a noi.
Vero che non nessuno di noi ha scelto di venire al mondo.P.S. ha scritto: 23/07/2026, 17:07 Mi sembra a volte la cosa più naturale del mondo pensare che non ho potuto decidere di venire al mondo ma posso decidere come andarmene, almeno questo il mondo me lo deve.
Poi è anche vero che chi oggi è adulto, fosse anche stato trovato nella "ruota" delle parrochie, è adulto perchè qualcuno l'ha amato e si è preso cura di lui/lei, con ovvio fardello di TUTTI gli errori possibili e senza volerli o capirli.
Ok sul decidere come andarsene, per carità.
Ma forse è blasfemo svalutare che la Vita è una opportunità che attuando il piano B si rinuncia a gestire, mentre "il mondo" non ci "deve" assolutamente NULLA.
Solo SECONDO ME, ovvio.
Odio le citazioni. Dimmi quello che hai capito TU.
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Re: Il piano B che consola…
Sono completamente d'accordo con te! La penso ugualeP.S. ha scritto: 23/07/2026, 17:07 Ciao a chiunque stia leggendo.
Da quando è iniziato questo anno maledetto non sono riuscita a rimanere in piedi per più di una manciata di giorni. Non ne posso davvero più e non sembra esserci una fine a questo stramaledetto tunnel. Sono così esasperata da pensare spesso che se dovessi arrivare al limite massimo per la mia persona ho pur sempre il mio piano B, sempre li pronto ad essere realizzato in caso la vita si dimostrasse invivibile a tal punto da trovare il coraggio di decidere quando e come porle fine.
A volte ho come l’impressione che questa consapevolezza mi impedisce di vivere davvero, come se fossi qui per la prova gratuita e che posso disdire l’abbonamento quando voglio. Ma è l’unica cosa che mi consola sapere che quel piano è lì sempre pronto nel caso, e credo sia davvero assurdo da dire a chi sta bene e vive la sua vita sereno.
Mi sembra a volte la cosa più naturale del mondo pensare che non ho potuto decidere di venire al mondo ma posso decidere come andarmene, almeno questo il mondo me lo deve.
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Re: Il piano B che consola…
Se fossi in te io lavorerei a pensare su un Piano B fatto di soluzioni per raggiungere una guarigione o un miglioramento.
Trova nuovi stimoli e non rinunciare a farti aiutare, cerca di non isolarti e non disperare.
Coraggio!
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Coraggio!