Più di trenta tipi di psicofarmaci e nessun risultato!

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Re: Più di trenta tipi di psicofarmaci e nessun risultato!

#21 Messaggio da Navigator63 »

Massimiliano89 ha scritto: 13/09/2026, 7:35Se il libro che hai citato è scritto in modo semplice, potrei acquistarlo
Io lo sto leggendo in originale, per cui non so come è stato tradotto in italiano.
In inglese ha un linguaggio scorrevole, colloquiale, ricco di aneddoti, anche se a volte parla di questioni "tecniche" (es. quando nomina parti del sistema nervoso o del cervello, per spiegarne il funzionamento). Quelle parti (non molte) però uno può anche ignorarle, se non è interessato all'aspetto clinico, ma più che altro a quello umano ed emotivo.
Nel complesso direi che è accessibile: non è scritto solo per dottori ma in modo divulgativo, e se uno ha un minimo di cultura o competenza nell'area (e tu immagino ce l'abbia), anche le parti più tecniche risultano comprensibili.
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Re: Più di trenta tipi di psicofarmaci e nessun risultato!

#22 Messaggio da Navigator63 »

Massimiliano89 ha scritto: 13/09/2026, 7:32Mi hanno fatto diverse diagnosi: DOC, ADHD, DISTURBO BIPOLARE, SINDROME DI TOURETTE.
Il limite delle diagnosi è che sono "etichette", sintetiche e semplicistiche.
Il che può andar bene su un piano "meccanicistico", es.:
- "Nell'auto non entrano la III e IV marcia perché si è spezzata una forcella del cambio": problema specifico, diagnosi accurata.
- Oppure, "Hai dolore alla spalla perché c'è un'infezione, che andrà curata col farmaco XYZ": di nuovo un problema specifico.

Ma le etichette servono a poco su un piano psichico, od esistenziale:
- Se non ho voglia di vivere, cosa me ne faccio di sapere che ho il DOC o l'ADHD? (ammesso che sia vero) Non mi serve a nulla. Non è che c'è un "pezzo rotto" da cambiare; è molto più complesso.
- Se nella mia psiche si agitano "demoni" che mi turbano e mi ossessionano, come dei fantasmi... cosa me ne faccio di una diagnosi? Ok, magari ho un disturbo bipolare... ma saperlo non mi risolve i "demoni".

IMO questo è un grosso limite dei medici che vedono tutto in modo meccanicistico. Poi per carità, ognuno fa quel che può, anche loro; il problema è proprio che la mente resta per molti versi un mistero, o comunque qualcosa difficile da definire in modo solo razionale.

E' per quello che i bravi terapeuti lavorano molto di più su un livello "analogico", emotivo, irrazionale, simbolico, immaginativo - dove però le cose non sono definibili precisamente come semplici "mattoncini". A quei livelli il terapeuta è più "sciamano" che medico.

Se, per fare un esempio, il tuo DOC o ADHD proviene da un forte e continuo conflitto tra parti diverse della tua psiche profonda, che quindi provocano agitazione, irrequietezza, ansia, nervosismo e spossatezza... l'etichetta non servirà a nulla.
Perché definisce il sintomo, ma non dice nulla della sua causa. Ed è solo lavorando sulla causa che certi problemi si possono risolvere: finché non la si comprende, ci si muove a casaccio.
In un caso come questo, un farmaco può al massimo attenuare il sintomo, quindi recare un temporaneo sollievo... ma mai risolvere la causa. :dunno:
Ogni specialista mi ha dato la sua visione. Chi ci avrà azzeccato? Non lo saprò mai.
Se quegli specialisti si sono limitati a mettere etichette, senza cercare una causa profonda dei tuoi malesseri... non importa chi ci abbia azzeccato; potrebbero avere tutti ragione o nessuno. Non servirebbe cmq.
Secondo me questo è un grave limite dell'approccio esclusivamente psichiatrico (fatti salvo quegli psichiatri che hanno ANCHE una comprensione profonda della psiche, ma dubito siano molti).
La psicoterapia (l'ho provata per anni) non ha funzionato.
Lo so, ma va anche detto che per funzionare la terapia richiede un certo atteggiamento nel cliente. Il terapeuta non è un mago, non ti sistema magicamente. :rolleyes:
Lui fa da "guida", ma i 3/4 del lavoro lo fa il cliente.
E se il cliente non è disposto, o non è in grado, di fare quel lavoro... nessuna terapia funzionerà. Perché manca il "motore" principale. :dunno:

Con questo non voglio accusarti. :)
Dico solo che non tutti sono adatti alla terapia, e se uno non ha l'inclinazione o l'atteggiamento necessario, in effetti è inutile.

La terapia non va vista come "Vado da uno che mi risolve i problemi" (che è l'atteggiamento comune quando andiamo dal medico).
Piuttosto, la mentalità adatta è "Ho deciso che voglio risolvere i miei problemi, sono pronto ad impegnarmi per farlo, e mi serve uno che mi aiuti a capire i problemi e trovare delle soluzioni - che poi metterò in atto".
Nel primo caso abbiamo un atteggiamento passivo; nel secondo, attivo e responsabile (e nemmeno quello è una garanzia di successo, però è quello che potrebbe funzionare).
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Re: Più di trenta tipi di psicofarmaci e nessun risultato!

#23 Messaggio da ClaudiaK »

Navigator63 ha scritto: 14/09/2026, 0:33 Il limite delle diagnosi è che sono "etichette", sintetiche e semplicistiche.
........................
Ma le etichette servono a poco su un piano psichico, od esistenziale:
- Se non ho voglia di vivere, cosa me ne faccio di sapere che ho il DOC o l'ADHD? (ammesso che sia vero) Non mi serve a nulla. Non è che c'è un "pezzo rotto" da cambiare; è molto più complesso.
- Se nella mia psiche si agitano "demoni" che mi turbano e mi ossessionano, come dei fantasmi... cosa me ne faccio di una diagnosi? Ok, magari ho un disturbo bipolare... ma saperlo non mi risolve i "demoni".
In lingua italiana si distingue tra <diagnosi> e <terapia> proprio perchè non sono sinonimi , e nessuno ha mai detto che la diagnosi curi qualcosa. Chiunque parli e pensi in italiano corretto sa perfettmente che la diagnosi è necessaria e fuzionale all'impostazione della terapia più idonea = la diagnosi serve ad impostare la terapia, e certamente non è la terapia.
Vale identicamente (e aldilà di ogni suggestione) in qualunque branca della Medicia : sarebbe drammatico e potrebbe essere esiziale in Medicina Generale curare un morbillo scambiandolo per orticaria, e altrettanto sarebbe drammatico e potrebbe essere esiziale curare un tumore al cervello scambiandolo per una nevrosi da stress; ma anche curare una bipolarità scambiandola per banale instabilità da stress.
Navigator63 ha scritto: 14/09/2026, 0:33 IMO questo è un grosso limite dei medici che vedono tutto in modo meccanicistico.
..............................................
E' per quello che i bravi terapeuti lavorano molto di più su un livello "analogico", emotivo, irrazionale, simbolico, immaginativo - dove però le cose non sono definibili precisamente come semplici "mattoncini". A quei livelli il terapeuta è più "sciamano" che medico.
Conclusione ?
Per te è meglio andare per "ispirazioni pesonali" anzichè per Scienza e Neuroscienze e Diagnostica ? :facepalm:
Temo assai che possano concordare con te solo i magari.
____________________________________
Poichè si continua a parlare di medici e terapie, credo fermamente che - soprattutto in ambienti come questo, dove le fragilità sono tante e...sono esposte spesso anche MALGRADO il riserbo ad esternarle - la prima "mano tesa all'altro" possa essere il portare piccole e basilari certezze , piuttosto che portare opinioni assai soggettive e in qualche modo "confusionanti".

La prima base CERTA (sia per Legge che per Logica) è che le VERE Terapie (di qualunque genere) sono ATTI SANITARI e come tali LEGALMENTE prescrivibili ed erogabili, a tutela di tutti i cittadini, SOLO da PERSONALE SANITARIO .
Non può esercitare nessunissima PSICOTERAPIA chi non sia Medico Specialistra Psichiatra OPPURE Psicologo con specializzazione quadriennale post Laurea.
Tutto ciò che viene spacciato per TERAPIA e PSICOTERAPIA e che sia erogato da soggetti che non abbiano ultimato e ufficializzato in Albi il conseguimento di uno dei due SOLI percorsi appena detti è PER LEGGE un impostore che commette il reato di esercizio abusivo di professioni sanitarie.
Ripeto : non vale solo per la psico-terapia, bensì vale per qualunque pratica che si spacci come "TERAPIA" e sia erogata da personale NON sanitario.
Per la Psicoterapia, poi, addirittura non basta essere abilitato Psicologo, ma occorrono altri 4 anni di studio per iscriversi all'Albo degli Psicoterapeuti.
E questa, vista la confusione che già esiste sul tema nella popolazione, mi sembra essere una certezza importante da poter dare, per evitare di incappare nei "Fuffa/Guru" di cui parlava Romoletto.

Quanto all'idea del Medico (e dello Psichiatra) come "meccanicistico prescrittore di farmaci"...per carità, ognuno ha le proprie esperienze e percezioni. Solo non vorrei che questa visione derivasse da facili retaggi ottocenteschi, in cui allo psichiatra arrivavano i soli "matti furiosi" e aveva solo sali di litio e sali di bromuro come farmaci universali...
Per quel che ho potuto osservare io, devo dire che gli psicofarmaci li ho visti prescrivere (anche in dosi molto pesanti) soltanto in casi in cui la sedazione chimica era diventata ormai un'urgenza indifferibile per bloccare un fortissimo impulso suicidiario in paziente bipolare. Per il resto continuo a vedere Medici (Psichiatri, ma anche Pediatri e Geriatri) che volentieri indicano (quando il quadro clinico lo consente) anche soluzioni molto soft e tutt'altro che farmacologiche, come ad esempio la musicoterapia o l'ippoterapia...
Senza contare che gli Psichiatri Psicoterapeuti (anche guardando il lato venale) avrebbero tutto l'interesse ad impostare una psicoterapia, che sarebbe molto più redditizia rispetto alla visita che esita in prescrizione di farmaci.
Per quella che può essere la mia esperienza personale indiretta, avrei motivo di concludere che gli Psichiatri Psicoterapeuti optino per gli psicofarmaci quando sono pervenuti a diagnosi del tipo che "le chiacchiere stanno a zero" e solo i farmaci possono qualcosa (tipo schizofrenia).
E poi ne ho incontrati di molto onesti (e più d'uno) che rifiutano di seguire un paziente. Qui devo necessariamente attingere al personale per spiegarmi. Mio fratello , da vari Psichiatri psicoterapeuti PRIVATI, fu apertamente licenziato senza alcuna prescrizione di alcun tipo. Non riuscivo a capirne la ragione, perchè di stranezze ce n'erano eccome. Me lo spiegò uno di loro (non sapendo degli altri che lo avevano preceduto) : il rifiuto di trattare quel paziente era motivato da purissima onestà professionale, poichè diventava palese dopo max due colloqui che mio fratello non intendesse affatto migliorare la propria condizione esistenziale e anche la sofferenza era da lui esibita a scopo puramente manipolatorio, voluto e strategico! Il Professionista arrivò a dire che egli stesso era incluso da mio fratello nel suo quadro strategico, poichè tentava di manipolare anche lui, che si sentiva vissuto come platea e non come curante. Per cui sarebbe stato del tutto inutile prescrivere psicofarmaci, e ancora più inutile farsi pagare per una terapia impossibile. Aveva perfettamente inquadrato , 30 anni prima che si slatentizzasse nella sua gravità INCURABILE, il quadro preciso del narcista maligno.
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Re: Più di trenta tipi di psicofarmaci e nessun risultato!

#24 Messaggio da Navigator63 »

Massimiliano89 ha scritto: 13/09/2026, 7:35Se il libro che hai citato è scritto in modo semplice, potrei acquistarlo
Aggiungo: quello che immagino potrebbe succederti leggendolo (ma ovviamente non ne ho la certezza), è che potresti vedere te stesso e quello che ti succede in una luce nuova: "Ecco perché mi sento così. Ecco perché non riesco a fare X. Ecco perché il mio cervello sembra funzionare in modo diverso dagli altri...".

Questo ovviamente non genere una soluzione... ma IMHO può essere più rivelatorio e significativo di ricevere una diagnosi di cui non sai cosa fare.
Una diagnosi è un'etichetta, a volte utile, ma che non ti descrive né rivela chi sei.
Rivederti in un libro del genere, invece (o nel racconto di altri), può essere come aprire una finestra su un panorama prima sconosciuto.
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#25 Messaggio da Navigator63 »

Massimiliano89 ha scritto: 13/09/2026, 7:32Mi hanno fatto diverse diagnosi: DOC, ADHD, DISTURBO BIPOLARE, SINDROME DI TOURETTE.
Ogni specialista mi ha dato la sua visione. Chi ci avrà azzeccato? Non lo saprò mai.
Riprendo questo tuo post perché ho appena letto un paragrafo (dal solito libro sul trauma... penserete che mi pagano! :D ), che riflette proprio quanto hai scritto.

- ENG <<The way we define their problems, our diagnosis, will determine how we approach their care. Such patients typically receive five or six different unrelated diagnoses in the course of their psychiatric treatment. If their doctors focus on their mood swings, they will be identified as bipolar and prescribed lithium or valproate. If the professionals are most impressed with their despair, they will be told they are suffering from major depression and given antidepressants. If the doctors focus on their restlessness and lack of attention, they may be categorized as ADHD and treated with Ritalin or other stimulants. And if the clinic staff happens to take a trauma history, and the patient actually volunteers the relevant information, he or she might receive the diagnosis of PTSD. None of these diagnoses will be completely off the mark, and none of them will begin to meaningfully describe who these patients are and what they suffer from.
Psychiatry, as a subspecialty of medicine, aspires to define mental illness as precisely as, let’s say, cancer of the pancreas, or streptococcal infection of the lungs. However, given the complexity of mind, brain, and human attachment systems, we have not come even close to achieving that sort of precision.>>
("The body Keeps the Score", capitolo 9)

- ITA <<Il modo in cui definiamo i loro problemi – la nostra diagnosi – determinerà l'approccio alla loro cura. Tali pazienti ricevono in genere cinque o sei diagnosi diverse e tra loro scollegate nel corso del trattamento psichiatrico. Se i medici si concentrano sugli sbalzi d'umore, le pazienti vengono classificate come bipolari e trattate con litio o valproato. Se gli specialisti sono colpiti soprattutto dal loro senso di disperazione, viene diagnosticata una depressione maggiore e prescritti antidepressivi. Se l'attenzione si sposta sull'irrequietezza e sulla mancanza di attenzione, potrebbero essere classificate come affette da ADHD e trattate con Ritalin o altri stimolanti. Infine, se il personale clinico raccoglie l'anamnesi relativa ai traumi e la paziente fornisce spontaneamente le informazioni pertinenti, potrebbe ricevere una diagnosi di disturbo da stress post-traumatico (PTSD). Nessuna di queste diagnosi sarà del tutto errata, ma nessuna sarà in grado di descrivere in modo significativo chi siano realmente questi pazienti e la natura della loro sofferenza.
La psichiatria, in quanto branca della medicina, aspira a definire la malattia mentale con la stessa precisione con cui si definiscono, per esempio, il tumore al pancreas o un'infezione polmonare da streptococco. Tuttavia, data la complessità della mente, del cervello e dei sistemi di attaccamento umani, siamo ben lontani dal raggiungere un simile livello di precisione.>>

La frase che ho posto in corsivo evidenza il punto critico (da me già citato in precedenza): anche quando una diagnosi è più o meno accurata, sarà ben lontana dal descrivere il paziente e la sua sofferenza. E l'ultimo paragrafo puntualizza il grave limite di un approccio "meccanico" alla medicina, comune nella psichiatria ma non solo, che è del tutto inadeguato (quando non dannoso) per le cure psichiche (NB: l'autore è uno psichiatra, quindi la sua critica viene "dall'interno").

IMO, a livello psichico la diagnosi è solo un indizio, che può indicare una certa direzione. Da lì poi si può cercare di fare un percorso che vada ad indagare il mondo interiore del paziente, cosa l'ha sconvolto, come si potrebbe rimediare.
Se invece si vede la diagnosi come un punto di arrivo - "Hai X quindi ti serve Y" - si risolverà poco o nulla. Anche con una diagnosi corretta. Sarà come concentrarsi sul dito invece di comprendere la Luna. :dunno:
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Re: Più di trenta tipi di psicofarmaci e nessun risultato!

#26 Messaggio da ClaudiaK »

Navigator63 ha scritto: 19/09/2026, 22:38 IMO, a livello psichico la diagnosi è solo un indizio, che può indicare una certa direzione. Da lì poi si può cercare di fare un percorso che vada ad indagare il mondo interiore del paziente, cosa l'ha sconvolto, come si potrebbe rimediare.
L'unico "meccanicismo" che vedo in campo è il tuo, che - però e invece - lo vedi come un limite dell'intera classe medica.
E siccome l'argomento è tra quelli più seri in fatto di Igiene Mentale, e siccome l'esperienza di Massimiliano (di non avere avuto in tanti anni una diagnosi "esatta" è tra le più comuni)...forse è cosa buona e giusta non confondere le idee del prossimo, e di quel prossimo che soffre più della media delle persone.

Il tuo meccanicismo (vero, corposo, e fuorviante) è nel tuo muovere dal concetto (assolutamente NON vero) che qualunque sofferenza psichica dipenda da un qualche trauma indotto.
Questa affermazione è direttamente ANTISCIENTIFICA, e a dimostrarlo sono le Neuroscienze, ad ogni ora di ogni giorno in tutto il mondo, intuendo e dimostrando CONTINUAMENTE nuovi fondamentali nessi tra il cervello/sistema nervoso e TUTTI gli altri organi del nostro corpo, e dunque DIMOSTRANDO le basi ORGANICHE di moltissimi disturbi psichici...sino al punto da poter DIMOSTRARE E CURARE sofferenze psichiche che SONO (persino) dovute a malfunzionamenti ad esempio epatici o intestinali o cardiologici o dell'apparato respiratorio.
Ed alle Neuroscienze (non certo alla psiconalisi) dobbiamo farmaci e psicofarmaci sempre più mirati ed efficaci, così come ad Esse dobbiamo MIRACOLI della Neurochirurgia come quelli che OGNI GIORNO si attuano nei Centri di Eccellenza Neurochirurgica DEL MONDO, a partire dall'italianissimo Besta di Milano.
Questo equivale a dire che il primo ed essenziale "meccanicismo" è insito nell'organismo e funzionamento del vivente, e che per questo è essenzialissimo CONOSCERLO (come lo conosce solo il Medico) e sarebbe gravissimo e dannosissimo ignorarlo o minimizzarlo. In favore di cosa poi? Forse di autoassunte quanto infondate "sensibilità sciamaniche"? :facepalm: :pazzo:

Mi vedo anche costretta a chiedermi quante possano essere le persone che pontificano su Medici e Psichiatri...senza averne le complesse competenze e senza manco avere una pallida parvenza di conoscerne e frequentarne almeno qualcuno dal vivo...
E sì, perchè il primo mantra di qualunque Medico è che "esistono i malati e non le malattie!" !!!
E non esiste Medico al mondo che possa confondere la diagnosi con la terapia, come invece sembri insistere tu.
E' lapalissiano per qualunque Medico che anamnesi e diagnosi siano il PRESUPPOSTO NECESSARIO per impostare qualunque terapia.
La quale terapia, senza namnesi e diagnosi, sarebbe puro atto da magaro (psichiatrico o delirante lui stesso in primis e sol per questa assurda presunzione, PERICOLOSISSIMA per il prossimo che vi si affidi).
E' pacifico che le diagnosi in Psichiatria siano molto più complesse che in qualunque altra branca della Medicina, per l'ovvia ragione che cervello e sistema nervoso sono quei potentissimi sconosciuti che solo negli ultimi decenni COMINCIANO GRAZIE ALLE NEUROSCIENZE a pervenire alla individuazione e dimostrazione di quei "meccanicismi" che SONO NELLA FISIOLOGIA O PATOLOGIA DEL VIVENTE, e che sono essenzialissimi per una diagnosi corretta ed altrettanto corretta inicazione terapeutica.

Il "trauma" (quello che segna e cambia la vita)?
Certo che può esistere, e la Psichiatria ne è ben consapevole, tant'è che vi sono Specialisti che si occupano espressamente del Disturbo post-traumatico da stress, esattamente come l'autore che continui a citare!
Ma questo è del tutto DIVERSO dal pretendere di affermare qualcosa di ANTISTORICO E ANTISCIENTIFICO , come sarebbe l'affermare che dietro OGNI disagio psichico si annidi un trauma eteroindotto!
In pillola : non è assolutamente vero che alla base di ogni disagio psichico esista un "trauma da ricercare" !!! E affermare questo è di una pericolosità inaudita e intollerabile.

VOLENDO buttarla a ridere, anche se da ridere non c'è nulla, ci può essere chi è perennemente di malumore e nervoso...persino per un callo al mignolo del piede, che trascura continuando ad indossare le stesse scarpe che l'hanno causato... Uè...pure questo sarebbe un "trauma" ! Solo che si risolve col callifugo o con venti minuti dal podologo, senza bisogno di cercare altro! :lol:


Mia sintesi : non capisco proprio le ragioni del tuo strenuo e temerario insufflare diffidenza verso la classe Medica.
A parte che non esistono alternative in termini di TERAPIE , salvo magari e ciarlatani vari (a cui mi viene da cuore e cervello di dire a chiunque un urlato "STATENE ALLA LARGAAAAAA!!!!") , ma poi manca proprio qualunque aggancio LOGICO per poterlo fare!
E cioè : il Medico Specialista Psichiatra e che abbia scelto di esecitare anche come Psicoterapeuta E' e RESTA l'opzione assolutamente più rassicurante e rispettosa dei suoi Diritti di Paziente PER CHIUNQUE !
E' uno che si è fatto sei anni di Medicina e Chirurgia + cinque anni di specialità.
Può fare anamnesi e diagnosi con una Competenza che nessun altro può avere.
E in termini di Terapia dispone del ventaglio teraputico COMPLETO, che va dalla prescrizione di farmaci alla psicoterapia (vera e da Competente che ci ha investito ANNI di studio per praticarla degnamente).

Cioè...quale sarebbe il problema che vedi in questa BENEDETTA realtà LEGALE, a tutela di tutti?
Ma soprattutto, e senza infingimenti ipocriti, quale sarebbe l'alternativa che CONCRETAMENTE suggerisci? Forse quella di rivolgersi ai "fuffa/guru" di cui parlava Romoletto? :confused:
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Re: Più di trenta tipi di psicofarmaci e nessun risultato!

#27 Messaggio da ClaudiaK »

Aggiungo , sapendo di ripetermi e non sentendomi affatto unica in questo, un aneddoto illuminate (non personale).

Il notissimo e ormai compianto Ugo Gregoretti (autore, regista, drammaturgo di chiara fama) narrò in dettaglio , in una intervista TV, del suo incontro con la Psicologia (e dato il personaggio...parliamo del gotha della Psicologia vera e titolata di livello nazionale).
Passò ANNI a cercare con Psicologi la causa di questa cosa stranissima, che consisteva nel fatto che...pur avendo una vita di piena soddisfazione sia personale che professionale...gli capitasse di uscire letteralmente di "umor nero" da desideratissimi e piacevolissimi pranzi e cene con belle personalità del suo livello intellettuale e che considerava Amici.
In breve: pranzi e cene erano ottimi sia per qualità della compagnia che per la qualià del desco. E anzi, trattandosi di ritrovi in locali di rango, erano per lui una felice occasione anche per consumare quelle Specialità gastronomiche che non sono mediamente in un frigo o una dispensa media, per quanto curata.
Regolarmente gli capitava di iniziare quei pasti in fantastica serenità, e di godere DAVVERO di ottimi cibi e ottima compagnia. Nessunissima polemica durante questi pasti...nessunissima sgradevolezza relazionale...eppure era la norma che lui concludesse questi incontri in "umor nero" di tipo insofferente e persino rancoroso cosmico.
Si diagnosticò DA SOLO di dover appronfondire sul piano psico...e partirono ANNI di "analisi" alla ricerca disperata e disperante di quali potessero essere i "traumi" inconsci che potevano determinare questo stranissimo effetto.
Narrava l'Esimio che...furono tutti ANNI completamente persi, alla ricerca di quali significati inconsci potessero aver segnato i vei rapporti tra Gregoretti e quell'ambiente ristrettissimo, graditissimo e da lui scelto.
Poichè, dopo ANNI di psicoterapia inconcludente, questo incontri finivano semre nello stesso modo e Gregoretti ne soffriva parecchio...decise di parlarne al suo Medico di base...
PROBLEMA RISOLTO : poichè il fenomeno si presentava solo in occasione di questi incontri conviviali E SCELTI E VOLUTI con persone che gli erano assidue e care...il Medico partì dal chiedrgli cosa mangiasse abitualmente in quei pasti.
Emerse che u suo amatissimo sfizio fosse quello di concedersi la degustazione di rari e pregiatissimi formaggi fermentati o erborinati che sono la sua passione, e che per ragioni pratiche poteva consumare soltanto in questi ristoranti di altissimo rango.
GUARITO GREGORETTI : per quanto a lui graditi, questi formaggi determinavano potenti reazioni biochimiche nl suo organismo, così da determinare lo "umor nero".
Eliminati queo formaggi pur amatissimi... Gregoretti tornò pienamente in sè, e potè godersi Amicizie e Convivi come meritavano di essere goduti...

E' solo una delle mille dimostrazioni possibili del COME E PERCHE' le diagnosi non si fanno mai da soli, edi quanto sia fondamentale l'approccio MEDICO (in questo caso, come nel mio più importante con gli attacchi di panico che non so più cosa siano) può bastare persino il Medico di base!!!! :cincin:

Quando di parla di salute , se non si vuol prendersi in giro da soli, il primo approccio è e non può essere altro che quello MEDICO!
Poi anche il Medico è un uomo, e se non vi ispira cambiate Medico!
Ma ricordate che SOLO in ambiente MEDICO potrete trovare soluzioni e non chiacchiere insensate!
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Re: Più di trenta tipi di psicofarmaci e nessun risultato!

#28 Messaggio da RyanTheNorthman »

ClaudiaK ha scritto: 13/09/2026, 19:40Ma logica mi impone di considerare che se soffro da tempo immemorabile di una sofferenza psicofisica divorante e che non so spiegarmi...embè...prima vado dal medico per escludere cause fisiche, e solo dopo aver escluso queste abbordo il capitolo "psico".

Su questo non discuto, sono assolutamente d’accordo. Il mio discorso si riferiva in generale a persone che conoscono già le cause della loro sofferenza, e anche tenendo conto del fatto che in molti, quando sentono un malessere di natura mentale di origine a loro sconosciuta, di solito non vanno a cercare cause organiche, come sarebbe giusto che sia.
Navigator63 ha scritto: 14/09/2026, 0:33 Ma le etichette servono a poco su un piano psichico, od esistenziale:
- Se non ho voglia di vivere, cosa me ne faccio di sapere che ho il DOC o l'ADHD? (ammesso che sia vero) Non mi serve a nulla. Non è che c'è un "pezzo rotto" da cambiare; è molto più complesso.
- Se nella mia psiche si agitano "demoni" che mi turbano e mi ossessionano, come dei fantasmi... cosa me ne faccio di una diagnosi? Ok, magari ho un disturbo bipolare... ma saperlo non mi risolve i "demoni".

IMO questo è un grosso limite dei medici che vedono tutto in modo meccanicistico. Poi per carità, ognuno fa quel che può, anche loro; il problema è proprio che la mente resta per molti versi un mistero, o comunque qualcosa difficile da definire in modo solo razionale.

E' per quello che i bravi terapeuti lavorano molto di più su un livello "analogico", emotivo, irrazionale, simbolico, immaginativo - dove però le cose non sono definibili precisamente come semplici "mattoncini". A quei livelli il terapeuta è più "sciamano" che medico.

Se, per fare un esempio, il tuo DOC o ADHD proviene da un forte e continuo conflitto tra parti diverse della tua psiche profonda, che quindi provocano agitazione, irrequietezza, ansia, nervosismo e spossatezza... l'etichetta non servirà a nulla.
Perché definisce il sintomo, ma non dice nulla della sua causa. Ed è solo lavorando sulla causa che certi problemi si possono risolvere: finché non la si comprende, ci si muove a casaccio.
In un caso come questo, un farmaco può al massimo attenuare il sintomo, quindi recare un temporaneo sollievo... ma mai risolvere la causa. :dunno:

Se quegli specialisti si sono limitati a mettere etichette, senza cercare una causa profonda dei tuoi malesseri... non importa chi ci abbia azzeccato; potrebbero avere tutti ragione o nessuno. Non servirebbe cmq.
Secondo me questo è un grave limite dell'approccio esclusivamente psichiatrico (fatti salvo quegli psichiatri che hanno ANCHE una comprensione profonda della psiche, ma dubito siano molti).
D'accordo anche su questo.
Navigator63 ha scritto: 14/09/2026, 0:33non tutti sono adatti alla terapia, e se uno non ha l'inclinazione o l'atteggiamento necessario, in effetti è inutile.
Esatto, questo punto è fondamentale: la psicoterapia non è universalmente adatta a tutti, proprio perché può non rispondere alle necessità e i vissuti di determinati individui.
Navigator63 ha scritto: 14/09/2026, 0:33La terapia non va vista come "Vado da uno che mi risolve i problemi" (che è l'atteggiamento comune quando andiamo dal medico).
Piuttosto, la mentalità adatta è "Ho deciso che voglio risolvere i miei problemi, sono pronto ad impegnarmi per farlo, e mi serve uno che mi aiuti a capire i problemi e trovare delle soluzioni - che poi metterò in atto".
Nel primo caso abbiamo un atteggiamento passivo; nel secondo, attivo e responsabile (e nemmeno quello è una garanzia di successo, però è quello che potrebbe funzionare).
C'è da dire, tuttavia, che alcune cose, purtroppo, non possono essere risolte, non importa quale atteggiamento si adotta né quanta positività e determinazione si hanno. Se la tua intera vita è contro di te, le circostanze ti ostacolano continuamente e le condizioni che ti trovi a sopportare dipendono poco da te, nessuna psicoterapia e nessun medicinale può cambiare le cose; al massimo, se si è fortunati, possono dare un minimo sollievo temporaneo.


Per concludere, ci tengo a dire che questa discussione dai toni così accesi non fa bene a nessuno, né tantomeno all'utente del thread, il quale cerca solo ascolto e consigli (ma, a quanto pare, sono stato io a scatenarla, a causa della mia prima risposta, che non è piaciuta, e ciò non era assolutamente il mio intento).
ClaudiaK
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Re: Più di trenta tipi di psicofarmaci e nessun risultato!

#29 Messaggio da ClaudiaK »

RyanTheNorthman ha scritto: 20/09/2026, 15:46 ci tengo a dire che questa discussione dai toni così accesi non fa bene a nessuno, né tantomeno all'utente del thread, il quale cerca solo ascolto e consigli (ma, a quanto pare, sono stato io a scatenarla, a causa della mia prima risposta, che non è piaciuta, e ciò non era assolutamente il mio intento).
Ryan...credo che solo Massimiliano possa dire se qusta discussione gli sia stata utile o meno. (O lo decidi tu, al suo posto?)
Tra l'altro il caso di Massimilano (e cioè aver sentito tanti Professionisti e non avere una diagnosi) è molto comune tra coloro che si sono rivolti a Psichiatri, e lo è per le mille ragioni già dette, a cominciare dal FATTO che si naviga in una materia in cui è molto più il "da capire" piuttosto che il "capito, noto, acquisito".
Per cui suppongo e spero che ricordare che chi cerca sollievo e cura da una sofferenza piscofisica DEBBA andare dal Medico piuttosto che dai "fuffa/guru" sia una indicazione che può solo far del bene a tutti.

Poi, se ti andrà, magari ci suggerirai anche tu COSA consiglieresti IN COSCIENZA a Massimiliano, visto che mi sembrava cercasse consiglio, più che solo "sfogo" (come peraltro cercano consiglio e non solo sfogo moltissimi utenti di tutti i Forum).
Anzi, da utente di Forum posso testimoniare io stessa che ogni volta che ho postato in qualunque Forum...in realtà cercavo idee e spunti fertili, mentre - non volermene - le risposte di chi mi diceva cose del tipo "uhhh come ti capisco! Anzi sot peggio di te perchè blablabla"...omestamente questo tipo di risposta mi si autocancellava dalla memoria a fine lettura, come accade per tutte le cose che personalmente reputo "vuoto a perdere".
RyanTheNorthman ha scritto: 20/09/2026, 15:46 Il mio discorso si riferiva in generale a persone che conoscono già le cause della loro sofferenza
Ecco appunto : cosa certa è che Massimiliano, INVECE, non conosca le cause del suo malessere. Con l'aggiunta di essere sotto psicofarmaci da 15 anni, e cioè dalla sua adolescenza, e quindi a non avere neanche contezza di quale sarebbe il suo naturale modo d'essere senza l'ottundimento da psicofarmaci.

Appendice non richiesta e che mi suggerisci tu, ma che che non è meno interessante e problematica : se andiano a guardare senza farci overdose di supponenza...io direi che a CONOSCERE (DAVVERO) le cause della propria sofferenza siano moooooolti di meno di quelli che lo ritengono. E mi spiego.
Posso capire che conosca le cause della propria sofferenza (e sono solo esempi fra miliardi possibili) chi ha condotto la propria vita di relazione "alla grandissima" ma sulla base di un qualche grande bluff miserabile divntato con clamore di pubblico dominio (sai quanti ne conosco? Sono persone disintegrate e sanno benissimo perchè. Non serve nessuno psichiatra e basta il farmacista con qualche "calmante" da banco, se sono a rischio cardiaco. Ma le ragioni del loro "non ha più senso vivere" le sanno benissimo da soli) .
All'infuori di questi casi (anche molto frequenti) noto nellìesperienza concreta quanto sia allarmante il numero di coloro che PENSANO di conoscere le cause del proprio malessere, ma in realtà ne sono sideralmente lontani.
Molto in breve è il caso di tutti quelli che si raccontano di essere "buoni, gentili, accoglienti, etici, positivi e propositivi" e di vedere intorno a sè un mondo "brutto e cattivo" di gente che pare fatta al contrario.
E ne son convintissimi, eh!
Peccato che quando gratti la vernicetta di superficie emerge in 100 casi su 100 una difficoltà a relazionarsi che è di queste "vittime del prossimo", tale da rivelare persino a naso che...son vittime di se stesse e non del prossimo! E che potrebbero risolvere molto se sapessero mettersi in discussione e VEDERE cosa li rende (effettivamente) respingenti.
Odio le citazioni. Dimmi quello che hai capito TU.
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Re: Più di trenta tipi di psicofarmaci e nessun risultato!

#30 Messaggio da Navigator63 »

RyanTheNorthman ha scritto: 20/09/2026, 15:46Per concludere, ci tengo a dire che questa discussione dai toni così accesi non fa bene a nessuno, né tantomeno all'utente del thread
Visto che mi dai lo spunto, ci tengo a precisare che i "toni accesi" in qs 3D li ha usati SOLO e SOLTANTO un utente, e cioè ClaudiaK.
Che, paradossalmente, critica spesso le opinioni altrui, però espone le sue piena di sicumera, come se fossero autorevoli e dovessero diventare prassi comune.

TUTTI gli altri interventi sono stati, a mio parere, pacati, educati e rispettosi.
Poi ovvio che ognuno possa sbagliare (in buona fede) o dire cose inesatte. Ma tolto l'utente menzionato, nessuno qui ha mai usato toni critici o aggressivi o sgradevoli. :dunno:
(ma, a quanto pare, sono stato io a scatenarla, a causa della mia prima risposta, che non è piaciuta, e ciò non era assolutamente il mio intento).
Qui secondo me ti stai scusando senza aver fatto nulla di male. Come già scritto, il tuo intervento era del tutto neutro e rispettoso.
E' stata l'interpretazione di ClaudiaK - di nuovo - a farti sorgere il sospetto di aver agito male. Perché lei è intollerante verso le opinioni che divergono dalle sue, e le attacca come se fosse l'altro ad aver sbagliato - anche quando non è così.
Il mio Blog "Psicofelicità": https://psicofelicita.blogspot.com/

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