DanyDuck ha scritto: 03/10/2026, 12:56
sono riusciti a far partire una ennesima nuova serie TV del caso Garlasco (a quale numero siamo arrivati sinceramente non saprei), ma dopo quella basata sui "Soliloqui di Sempio" ora abbiamo quella sul "Il DNA di Chiara sui pedali c'era o non c'era?" con lAvv. De Rensis sempre più protagonista
Condivido l'azzecatissima similitudine con le serie TV

, e cioè che quando una narrazione riscuote folta audience...si scatena l'interesse di tutti a proseguirla ad oltranza, fino a farla sconfinare in "evoluzioni" narrative che comportano interazioni sempre più inverosimili tra i protagonisti e la scompaginazione folleggiante dei "caratteri" dei vari personaggi, pur impostati in modo credibile nella prima serie, così da ottenere un prosieguo squallido e insensatamente surreale, che lascia in bocca il senso amaro della presa in giro del publico per soli fini venali.
In effetti mi sembra che l'ego preoccupantemente sconfinato di MOLTI protagonisti indiretti (non certo di Stasi o di Sempio), e la loro ricerca di "scoop" , li portino ogni giorno ad essere al centro della comunicazione mediatica , e abbia ormai le dimensioni di una feroce tossicodipendenza, oltre che averne tutte le conseguenze peggiori e tristemente note, come quella di essere pronti a qualunque menzogna o crimine o forma di prostituzione...pur di non restare in astinenza e procurarsi a qualunque costo "la dose" (che in questo caso è l'essere al centro di un palcoscenico, o meglio del maggior numero possibile di palcoscenici) .
Si può certamente comprendere (e anzi sarebbe solo da ammirare) che sia vissuta con passione la mission di rendere giustizia giusta a chi fosse stato ingiustamente condannato (SE lo fosse stato INgiustamente), ma è intellettualmente inaccetabile che si tenti di fare ciò, in nome della Giustizia, facendo pagare un prezzo dolorosissimo e sovrumano a una persona (Andrea) e alla sua famiglia, quando è PALESE che questa persona sia stata messa in mezzo SENZA che c'entri nulla!
Cioè qui stiamo parlando di un Andrea che conosceva la vittima solo di vista; di un Andrea che NON risulta da NULLA che pensasse a Chiara o la nominasse anche solo tra sè in qualunquissimo senso; di un Andrea che è stato messo in mezzo da vent'anni SOLO per quelle tre telefonate che fanno venti secondi in tutto, in un 2007 in cui le chiamate verso cellulari avevano il loro costo, ed era del tutto plausibile che un 19enne squattrinato come Andrea chiamasse il fisso di casa per sapere se Marco Poggi fosse tornato dalla vacanza; stiamo parlando di un Andrea che, a parte il numero che comunque non è il suo, non poteva indossare quelle Frau che hanno camminato sul sangue, perchè è noto anche ai bambini quale valenza identitaria abbia il look a quell'età, e la scarpa Frau - nel look documentabilissimo di Andrea a quel tempo - era TIPICO del look che volesse attribuirsi un'immagine identitaria radicalmente opposta rispetto a quella amata e praticata da Andrea; stiamo parlando, per Andrea, della più totale mancanza di MOVENTE (che in qualunque crimine è la prima bussola orientativa) ...a meno che non si dia per scontato che Andrea sia un pericolosissimo pazzo, che però ...NULLA permette di considerare tale; stiamo parlando di un Andrea di cui ci si è permessi di derivare "ombre" persino dal fatto che seguisse con attenzione le evoluzioni del processo a Stasi!!! ...cioè : a parte che chiunque, da concittadino e frequentatore della famiglia della vittima, in un paesotto, avrebbe seguito gli sviluppi di una vicenda così grave, ma...Andrea ci è stato messo in mezzo fin dalle prime ore......e ci si PUO' meravigliare che seguisse le varie fasi procedurali? Direi che sarebbe stato segno di qualche stranezza l'eventuale suo disinteressarsene!
Sul fronte Stasi, invece, le sette ragioni per cui è stato condannato in Cassazione le ha già chiaramente espresse la Cassazione e non c'è bisogno che le ripeta io.
Fondamentale, come dice la Bruzzone, è che Stasi abbia mentito sulla storia del ritrovamento del cadavere dopo le ore 13 di quel giorno. E - attenzione -
NON ESISTE alcuna ragione per mentire su questo frangente (se non si è l'assassino) ! Nel senso : cosa ci sarebbe stato di strano nel fatto che uno cerca disperatamnte la propria fidanzata che non gli risponde al cell da ore, e che riuscendo ad entrare in casa la percorra fino a trovarne il corpo, ovviamente sporcandosi le scarpe di sangue???
Lo stranissimo è solo averla cercata senza sporcarsi le scarpe, come è stranissimo trovarne il corpo esanime e manco avvicinarsi per capire se è viva o morta.
Ma soprattutto è stranissimo averla descritta ai Carabinieri, dopo il "ritrovamento" delle ore 13-14, NON come l'hanno vista e fotografata i Carabinieri stessi SUBITO dopo (e cioè con il corpo scivolato spontaneamente lungo la scala e con il capo che aveva subito una leggera rotazione per cui il viso era coperto di sangue ormai rappreso), bensì come doveva essere immediatamente dopo l'uccisione, e cioè con il volto parzialmente visibile e CEREO!
E non parliamo poi del MOVENTE!
E' cosa CERTA che Chiara abbia approfittato dei dieci minuti di assenza di lui, la sera prima, per scaricare sulla sua chiavetta alcune cartelle di files a tema sex, dal PC di lui.
E come si coniuga ciò con quel rapporto di coppietta "felice e complice anche nelle piccole trasgressioni sex" , che è quello che si insiste (da alcuni) a voler attribuire a quella coppia?
O, invece, DEVE riconoscersi che la condotta di Chiara nell'accedere a quelle cartelle di lui...attuasse il comportamento medio TIPICO di una donna che NON sente "trasparente" il proprio uomo, e che la prima cosa che pensa quando lui non c'è è proprio quella di sbirciare con foga e fretta tra le sue cose più private?
Superfluo, credo, immaginare COSA possa accadere in seguito alla scoperta di ciò che si subodorava e temeva! E soprattutto in quei casi in cui il condividere alcune trasgressioni sex abbia crato l'illusione di "condividere tutto" e, invece, si scopre che il partner vive ancora altre trasgressioni o parafilie che ha coltivato solo ed esclusivamente PER CONTO PROPRIO!
Accade che il senso di tradimento è LANCINANTE.
E quando ci si aggiunge che l'età dei protagonisti è comunque giovane e perciò stesso portata alla reazione immediata/impulsiva (a 50 anni è più facile dissimulare l'ira e tacere all'istante per riflettere in chiave strategica, ma a 26 lo è molto meno)...e INOLTRE la persona ferita dalla scoperta sa di avere una notte intera per un confronto che non sarà inibito da genitori di lui e di lei che possano i alcun modo limitarlo (anche solo per questione di orari) ...non è solo lecito, ma ritengo doveroso per logica ipotizzare che in quella notte (anche a più riprese e con tanto di andirivieni "per chiarire", tanto non c'è nessun genitore che viene disturbato e/o che venga a chiedere "ma che succede?") possa essere accaduto il peggio di tutto, ivi compreso il fatto che una lei tagli il lui senza appello, e che il lui (ancor più se molto perbenista di facciata e terrorizzato dalla chiacchiere di paese che ne sarebbero potute seguire) sia mosso ad un delirante "farla tacere per sempre".
Sono stata così prolissa perchè l'aspetto che mi preoccupa di più è quello della percezione collettiva (del pubblico generico). E cioè mi turba assai malamente il FATTO che, malgrado i FATTI CERTI sono quelli che la Cassazione ha esposto in Sentenza di Condanna molto meglio di me, in un sondaggio pubblicato ieri......................la stragrande maggioranza degli intervistati ha risposto di credere Stasi innocente!
E io qui che
mi chiedo allarmata: ma come è possibile che siano in così tanti a farsi catturare dalla "frase a effetto" e a PERDERE quella visione d'insieme, pur avendone moltissimi elementi di valutazione?
Detta in altro modo : è mai possibile che sia così altissima la percentuale di pubblico che si lascia sedurre supinamente da poche fakes manipolatoriamente e teatralmente diffuse, e perda così facilmente di vista il quadro d'insieme?