Sessualità infantile: i traumi nascono dal giudizio dei genitori

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Royalsapphire
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Sessualità infantile: i traumi nascono dal giudizio dei genitori

#1 Messaggio da Royalsapphire »

Ho condiviso questo articolo tratto da ascolod.it, perché ho trovato interessante come, molti ragazzi che oggi vivono male la propria sessualità, o addirittura la vivono in modo traumatico, ad esempio perché ricordano come "violenze subìte" quelli che sono stati giochi "di esplorazione" tra bambini curiosi.
E' interessante rendersi conto di esserci dimenticati che da bambini non proviamo pudore, né vergogna, né critica per le proprie curiosità o le parti del proprio corpo, e che questi sentimenti di imbarazzo e inibizione (che rischiano di bloccarci per sempre) ci vengono instillati dal GIUDIZIO dei nostri propri genitori (che lo fanno inconsapevoli del danno che stanno generando).

Spero che leggere questo estratto possa essere utile a sviluppare atteggiamenti di apertura, senza paura :)

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La sessualità del neonato fino a due anni

Una delle fasi più importanti della sessualità infantile è collegata al contatto fisico con i genitori:
il bambino che non sperimenta questo calore può successivamente avere difficoltà nello stabilire rapporti intimi e ad accettare la propria identità sessuale.
Bambini molto piccoli già reagiscono con segni di eccitazione sessuale quando sono felici, per cui durante l’allattamento le bambine possono mostrare lubrificazione vaginale e i bambini l’erezione del pene.
Analoghe reazioni possono manifestarsi in altre occasioni, ad esempio mentre il bambino viene asciugato dopo il bagno.
Di fronte ai giochi sessuali dei bambini con i propri genitali - rilevati da diversi ricercatori anche in età molto precoci - il genitore che si scandalizza o disapprova comunicherà una situazione di disagio, mentre chi reagisce in modo calmo comunicherà accettazione.
Ciò che molti non sanno è che le stesse zone del piacere determinano anche la scoperta delle emozioni, delle frustrazioni, dei sentimenti negativi: è in questo periodo che il bambino sperimenta il bisogno di essere soddisfatto, la paura di essere distrutto, l’ira contro la frustrazione.


La sessualità del bambino da due a cinque anni

In quest'età si sviluppa la consapevolezza di essere maschio o femmina il che accende nel bambino la grande curiosità nei confronti delle varie parti del suo corpo: i giochi genitali iniziano prima con carattere solitario, poi possono evolversi verso il “gioco del dottore”.
Bambini di tre anni sono abbastanza consapevoli delle reazioni sessuali provocate dalla stimolazione sessuale e si rendono ben conto dell’atteggiamento di approvazione o disapprovazione che vivono in famiglia rispetto a tali argomenti.
Un’eccessiva enfasi sul problema della “pulizia” può produrre nel bambino l’idea che i genitali siano una cosa “sporca”, portandolo a vedere le funzioni genitali come negative.
Intorno ai quattro anni cominciano le domande su come si fanno e da dove nascono i bambini ma a quest’età il sesso è un po’ magico (l’uovo della mamma è come quello che si compra al supermercato, il seme del babbo è come quello che si pianta nell’orto).
A cinque anni le cose non sono ancora così chiare e così i bambini facilmente ridono quando si parla di cose che hanno a che fare con il sesso per nascondere l’imbarazzo di non saperne abbastanza.


La sessualità del bambino in età scolare

A 6-7 anni il bambino conosce ormai abbastanza bene il proprio corpo e comincia a manifestare un certo pudore, tuttavia nel gioco "del dottore" o "della mamma" ancora si concede uno spazio per l’esplorazione sessuale.
In questi giochi le esplorazioni possono manifestarsi sia tra bambini dello stesso sesso che di sesso opposto: molti sono gli adulti che non ricordano queste pratiche e spesso si scandalizzano di quelle dei figli.
Il gioco sessuale nell'infanzia non è dannoso sul piano dello sviluppo psicologico, anzi può rappresentare una valida esperienza di sviluppo psicosociale: è dalla reazione degli adulti che può invece derivare un danno psicologico.
Dal punto di vista del bambino infatti il gioco è gioco, poi è l’adulto che pone in primo piano la vicenda "sesso" e determina giudizi di valore.
L’eccitamento erotico è ben presente in un bambino di 8-9 anni, e talvolta sono presenti fantasie sessuali.
L’innamoramento, possibile in qualunque delle età successive ai 3 anni, diventa in questa fase più frequente, e gli eventuali giochi omosessuali non predispongono necessariamente all'omosessualità degli adulti.
Essere bambini o bambine porta a vivere in modo diverso la propria esperienza all'interno dello sviluppo psicosessuale in questa fase, soprattutto per i rinforzi sociali provenienti dall'esterno.
Si registrano spesso interessi sessuali più seduttivi da parte delle bambine, e di immagine da parte dei maschi.
Indicazioni importanti per aiutare i bambini in questa fase nascono dall'esigenza di non stereotipizzare i ruoli riconducendo i giochi a modelli del tipo “passività femminile, attività maschile”.
Nello sviluppo puberale, che nelle femmine può anche iniziare verso i 10 anni, si assume la titolarità complessiva del proprio sesso biologico e questo determina un consistente processo di differenziazione.
:tao: :rose: :mask: :luce: :home1:
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Re: Sessualità infantile: i traumi nascono dal giudizio dei genitori

#2 Messaggio da brisingr58a »

in effetti così tutto torna e devo dire che già da tanto mi chiedevo se era colpa loro che fossi così timido.... ORA LO SO. anche in questo mi hanno rovinato la vita.
se avrò un giorno dei figli non farò mai lo stesso errore.

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Germano75
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Re: Sessualità infantile: i traumi nascono dal giudizio dei genitori

#3 Messaggio da Germano75 »

Non credo che qui si parli di timidezza, anche se sicuramente la nostra infanzia ha avuto un peso anche su questo.
Credo che qui si parli più di inibizioni e vari problemi sessuali.

Per esempio, parlo di me, non posso affatto dirmi inibito, anzi, tutt'altro. E lo sono sempre stato un gran p*rco, poi ho anche avut la fortuna di trovare donne altrettanto aperte.
Frequento anche ambienti nudisti e anche peggio. Insomma, problemi zero.

Eppure con l'altro sesso sono sempre stato timido. Sempre.
Infatti è vero che sono sempre stato un gran p*rco, ma in 51 anni con un numero limitatissimo di donne (per certi versi, una gran fortuna).

Insomma, volevo dire che "problemi sessuali" e "timidezza" sono 2 cose separate
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Navigator63
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Re: Sessualità infantile: i traumi nascono dal giudizio dei genitori

#4 Messaggio da Navigator63 »

Germano75 ha scritto: 12/10/2026, 9:08Frequento anche ambienti nudisti e anche peggio. Insomma, problemi zero.

Eppure con l'altro sesso sono sempre stato timido. Sempre.
IMO, essenzialmente la timidezza è paura del giudizio e del rifiuto altrui.
Il timido ha paura di essere se stesso, quindi si reprime o nasconde la sua vera natura, come una "difesa sociale", per proteggersi appunto dal rischio di giudizio e/o rifiuto.

Alla base sembra esserci una bassa autostima, e/o una convinzione di essere sbagliato o valere poco, per cui si aspetta che gli altri non lo accettino.
Di solito ciò deriva da esperienze negative, messaggi fuorvianti o convinzioni errate accaduti nell'infanzia.

Se la tua timidezza si è manifestata solo e soltanto con le donne, forse la tua fragilità emotiva è concentrata nell'esperienza con la figura materna, o con altre donne che sono state importanti per te nell'infanzia.
Insomma, volevo dire che "problemi sessuali" e "timidezza" sono 2 cose separate
E' vero, ma a volte possono avere un collegamento. Una persona con grave timidezza (e quindi fragilità emotiva) spesso avrà difficoltà anche in ambito sessuale (p.es. per insicurezza, inibizioni o morale opprimente).
Il fatto che nel tuo caso le due cose siano scollegate, non implica che sia così per tutti. :dunno:
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Re: Sessualità infantile: i traumi nascono dal giudizio dei genitori

#5 Messaggio da Germano75 »

Navigator63 ha scritto: 15/10/2026, 23:34 E' vero, ma a volte possono avere un collegamento. Una persona con grave timidezza (e quindi fragilità emotiva) spesso avrà difficoltà anche in ambito sessuale (p.es. per insicurezza, inibizioni o morale opprimente).
Il fatto che nel tuo caso le due cose siano scollegate, non implica che sia così per tutti. :dunno:
Vero. Io e altri come me siamo probabilmente una nicchia, un'eccezione, non la regola.

Questo cmq NON mi succede esclusivamente con le donne: in realtà ho da sempre la tendenza a fare le cose "di nascosto" per paura del giudizio (sia immediato, che nel caso di fallimento), ma anche per non sentirmi poi spinto a... non deludere, cioè evito di dichiarare le mie intenzioni per non sentirmi in dovere di mantenere ciò che ho detto.
Sono SICURO dentro di me, ma insicuro davanti a....a... alle aspettative degli altri.
Forse perché, da piccolo, i miei genitori criticavano qualunque cosa io dichiarassi desiderare, oppure me la facevano pesare: "visto che non fai il bravo, allora per punizione non ti facciamo andare alla festa a cui tieni, oppure non ti compriamo quel giocattolo che hai detto di desiderare", ecc...
Dichiarare i propri desideri e PROGETTI è anche ,in un certo senso, rendersi vulnerabili, mostrare un fianco scoperto.

Per usare una metafora (più metafora che esempio, in questo caso) è come cercare di cambiare posto di lavoro ma ovviamente senza dirlo a principale, presentandogli le dimissioni di sorpresa solo a cose fatte e decise. Oppure senza mai dare le dimissioni perché non siamo mai riusciti a trovare un altro posto di lavoro, ma il principale non saprà mai che siamo stati scartati da tutti e non abbiamo altro che lui!
Naturalmente nel caso del lavoro è più che ovvio questo atteggiamento, ma io lo porto un po' in tutti gli aspetti della mia vita.

Con le consorti è un serio problema: vengo accusato di fare le cose di nascosto, ma io proprio non ce la faccio a dirle subito. La mia ex era pure una rompiballe pazzesca: pretendeva sincerità ma poi mi faceva scenate :dry: , quindi ho imparato a chiudermi ancora di più. Adesso, con la compagna attuale con cui avrei la possibilità di parlare tranquillamente non riesco comunque (lei non è possessiva come la ex) .
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Re: Sessualità infantile: i traumi nascono dal giudizio dei genitori

#6 Messaggio da Navigator63 »

Germano75 ha scritto: 19/10/2026, 14:21in realtà ho da sempre la tendenza a fare le cose "di nascosto" per paura del giudizio (sia immediato, che nel caso di fallimento), ma anche per non sentirmi poi spinto a... non deludere, cioè evito di dichiarare le mie intenzioni per non sentirmi in dovere di mantenere ciò che ho detto.
Quindi, se ho capito bene, temi il giudizio e, al tempo stesso, hai una spinta a "performare" per non deludere gli altri (sono due cose diverse, benché connesse). E poiché temi di non essere all'altezza, o ti pesa la spinta a performare, "ti nascondi" per evitare tutto ciò o abbassare la pressione.
Sono SICURO dentro di me, ma insicuro davanti a....a... alle aspettative degli altri.
Cioè... tu SAI di valere (tra te e te), ma di fronte agli altri subentrano ansie e insicurezze.

Ovviamente su tutto ciò si potrebbero imbastire una serie di ipotesi.
Ma non è nececssario, perché tu stesso poi ne riveli l'origine: :)
Forse perché, da piccolo, i miei genitori criticavano qualunque cosa io dichiarassi desiderare, oppure me la facevano pesare: "visto che non fai il bravo, allora per punizione non ti facciamo andare alla festa a cui tieni...", ecc...
In pratica, da quanto dici tu sei stato sistematicamente invalidato (da cui autostima fragile in profondità, e paura del giudizio); ed inoltre ti hanno insegnato che dovevi guadagnarti qualsiasi cosa, e se sgarravi saresti stato punito. :(
Poco amore, e pure condizionato. :'(

Questo spiega piuttosto bene le difficoltà descritte all'inizio.
Dichiarare i propri desideri e PROGETTI è anche ,in un certo senso, rendersi vulnerabili, mostrare un fianco scoperto.
Vero, ma è anche una questione di fiducia: l'esperienza con i tuoi genitori ti ha insegnato che non puoi fidarti nelle relazioni intime, e che se dici qualcosa poi verrà usato contro di te.
Per questo probabilmente hai sviluppato una strategia difensiva di nascondere quello che senti e che vuoi, in modo da non venire criticato o attaccato o punito su quegli aspetti.

Ciò aveva senso nella tua famiglia... ma da adulto ha il rischio di rendere difficile l'intimità e la connessione con la partner. Non puoi avere una connessione profonda con qualcuno a cui ti nascondi. :dunno:
Per usare una metafora (più metafora che esempio, in questo caso) è come cercare di cambiare posto di lavoro ma ovviamente senza dirlo a principale, presentandogli le dimissioni di sorpresa solo a cose fatte e decise.
Come a dire "Potrò essere autentico solo quando mi sarò allontanato da te, e tu non avrai più potere su di me". Solo "fuori dalla relazione".
Il che può funzionare in ambito lavorativo ma, di nuovo, è abbastanza disfunzionale in ambito sentimentale (e forse anche di amicizia).
Con le consorti è un serio problema: vengo accusato di fare le cose di nascosto, ma io proprio non ce la faccio a dirle subito. La mia ex era pure una rompiballe pazzesca: pretendeva sincerità ma poi mi faceva scenate
Guarda caso - ma scommetto che non è un caso ;) - ti eri trovato una di cui non ti potevi fidare (pretendeva la verità ma poi la puniva). Sembra che hai "replicato" con lei il modello familiare.
Questo tipo di esperienze non fanno che rafforzare il tuo modello di "occultamento difensivo". Il tuo inconscio dice "Vedi? Non possiamo fidarci!!!" :wow:
Adesso, con la compagna attuale con cui avrei la possibilità di parlare tranquillamente non riesco comunque (lei non è possessiva come la ex) .
Direi perché ormai il tuo modello è molto consolidato: non solo hai dovuto applicarlo per tutta la vita in famiglia... ma poi hai dovuto reiterarlo anche in una (o più) relazioni amorose.

Per uscirne servirebbe esplorare ancora più a fondo le esperienze negative che hanno portato a quel modello, ed anche riconoscere - ed abbracciare - il tuo "bambino ferito" che era smarrito e disperato per come veniva trattato. Sanando la sua angoscia, il modello perderà parte della sua forza.
Serve poi imparare a distinguere con lucidità tra il passato e il presente: il passato ti dice "Non fidarti, è una trappola!", ma a volte il presente è invece una situazione diversa dove la fiducia è possibile. :)

Comunque complimenti per la consapevolezza, non sono molti ad aver compreso a tal punto da dove nascono le proprie paure o difese. :coolok:
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Re: Sessualità infantile: i traumi nascono dal giudizio dei genitori

#7 Messaggio da Germano75 »

Navigator63 ha scritto: 20/10/2026, 19:49
Forse perché, da piccolo, i miei genitori criticavano qualunque cosa io dichiarassi desiderare, oppure me la facevano pesare: "visto che non fai il bravo, allora per punizione non ti facciamo andare alla festa a cui tieni...", ecc...
In pratica, da quanto dici tu sei stato sistematicamente invalidato (da cui autostima fragile in profondità, e paura del giudizio); ed inoltre ti hanno insegnato che dovevi guadagnarti qualsiasi cosa, e se sgarravi saresti stato punito. :(
Poco amore, e pure condizionato. :'(
NOn esageriamo.
Amore tanto. Condizionato come avviene un po' in tutti i rapporti genitori-bambino: "guarda che se non fai il bravo, non ..ecc ecc". E' un classico.

Particolarmente fuori dal normale era invece lo sfottere le mie idee e progetti: sento ragazzini dire "voglio fare il pilota di rally" e i genitori rispondere "eh.. domani parliamo con la banca per vedere se ci danno il finanziamento per comprarti la macchina da corsa".
Nel mio caso invece era il contrario: "voglio andare in bicicletta al parco". Risposta: "ma sei scemo? Fa freddo, è pericoloso, è tardi, devi fare i compiti, poi forse piove, ma non puoi andarci domani? Ma da solo? Ma tutte te le hai le idee stupide???" :rolleyes:
Comunque complimenti per la consapevolezza, non sono molti ad aver compreso a tal punto da dove nascono le proprie paure o difese.
Beh, non sono un ragazzino. Ormai ho i capelli bianchi (e pochi).

Ti faccio un esempio attuale:
In un forum simile a questo ho avuto uno scambio di msg privati con un tizio (maschio), poi siamo passati alle email e poi anche ai vocali su whatsapp. Discorsi profondi, interessanti. Molto centrati sulle relazioni con le donne, forse un po' in tono maschilista da bar :) cmq discorsi seri. Ed è nata una bella amicizia a distanza.
Poi un giorno lui aveva delle ferie e ha deciso di passare dalle mie parti, proponendomi di vederci per una birra.
Ebbene, io sono andato in panico perché non sapevo come dirlo alla mia compagna. Come dirle che per mesi ho chattato con un tizio mai visto in faccia, raccontandogli i fatti miei e che adesso sarei dovuto uscire con lui dopo il lavoro.
Manco l'avessi tradita con una donna! :D
E pensare che lei invece fa spesso queste piccole uscite/aperitivi con le sua amiche e inoltre è anche lei avvezza a instaurare amicizie su internet che poi finiscono anche "live". Quindi che problema c'è?
C'è che nel frattempo non gliene avevo mai accennato, per mesi. :facepalm:
Mi vergogno a dirlo: silenziavo la suoneria perché mi imbarazzava che arrivassero magari dei suoi msg whatsapp mentre ero con la mia compagna! Ma si può essere così scemi?
Mi sembrava una cosa imbarazzante. Parlare con uno sconosciuto beccato su internet...

Però ci tenevo a incontrarlo, quindi , fingendo tranquillità, gliel'ho buttata lì, sfarfugliando un po'...
Mi ha chiesto di ripete dove l'avevo conosciuto. Io: "ehm, in un forum dove si parla di questioni di psicologia".
Lei: "ah, ok. Beh, dai, fai bene. Allora fammi sapere se dopo l'ape vorrai anche cenare o se non ti devo aspettare".
Tutto qui.
Settimane di menate per niente. :rolleyes:

La mia ex invece mi avrebbe fatto il terzo grado puntandomi in faccia la lampada! :gun2:
"ma c'è solo lui o ci sono anche ragazze? Sì sì poi lo so come va a finire! Mi dici così poi vengo a sapere che siete andati a fare gli scemi mentre io sono qui che ti aspetto come una stupida e bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla" :cry2:
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Re: Sessualità infantile: i traumi nascono dal giudizio dei genitori

#8 Messaggio da Navigator63 »

Germano75 ha scritto: 22/10/2026, 11:24NOn esageriamo.
Amore tanto.
Mah.
Non voglio fare quello che vuole avere ragione per forza (in questo campo non si possono avere certezze)... però quel che dici due righe dopo ti contraddice.

"Amore" non è solo affetto e calore: è anche riconoscere l'individuo (la sua unicità), farlo sentire visto e apprezzato, sostenerlo, capirlo, incoraggiarlo, validarlo, ecc.
(ciò produce un adulto sano, solido, con buona autostima e fiducia in sé e nel mondo)
Particolarmente fuori dal normale era invece lo sfottere le mie idee e progetti [...]
Risposta: "ma sei scemo? Fa freddo, è pericoloso, è tardi, devi fare i compiti, poi forse piove, ma non puoi andarci domani? Ma da solo? Ma tutte te le hai le idee stupide???" :rolleyes:
Vedi? Non devo aggiungere altro. :)
Come puoi sentirti amato, se vieni così sminuito e disprezzato? (immagino ripetutamente).

I tuoi genitori sembrano aver scaricato su di te le loro paure, insicurezze, ansie. Questo soffoca la personalità e crea un adulto incerto, timoroso ed esitante.
Beh, non sono un ragazzino. Ormai ho i capelli bianchi (e pochi).
Non è l'età a fare la maturità. :rolleyes:
Il tempo può passare senza alcuna crescita.
Ebbene, io sono andato in panico perché non sapevo come dirlo alla mia compagna.
Vedo un nesso con l'episodio in famiglia descritto prima. Sembri aver paura che, esprimendo una tua iniziativa, tu riceva una valanga di critiche e rimproveri. Per cui vai in panico alla prospettiva.
Quindi che problema c'è?
Infatti il problema non è a livello oggettivo e razionale. Lì non c'è alcun problema.

Nel tuo caso, il problema è che una situazione attuale (dire alla compagna "Vorrei fare X") si ricollega ad esperienze dell'infanzia dove esprimere le tue idee o progetti provocava una cascata di risposte negative (che ti facevano sentire da schifo, e che le tue idee erano assurde).
In pratica sembra che tu sia rimasto così "traumatizzato" da quelle reazioni genitoriali, che hai ancora paura di riceverle decenni dopo. :wow:
(non è insolito nel caso di traumi emotivi, che rimangono "incisi" nella mente)
Mi vergogno a dirlo: silenziavo la suoneria perché mi imbarazzava che arrivassero magari dei suoi msg whatsapp mentre ero con la mia compagna! Ma si può essere così scemi?
IMHO, perché da piccolo hai imparato che essere te stesso non andava bene e veniva rimproverato o punito, per cui dovevi nasconderti per difenderti.
Quel meccanismo è diventato così abituale che lo fai ancora. E' un "programma" scritto nella tua amigdala.
Non sei "scemo". Sei prigioniero di ferite emotive del passato, che ancora ti manovrano.
La mia ex invece mi avrebbe fatto il terzo grado puntandomi in faccia la lampada! :gun2:
Perché anche la tua ex, similmente ai tuoi genitori, era pesantemente influenzata da paure e insicurezze, che riversava su di te (come facevano i tuoi).
Prova a paragonare le due dinamiche (con genitori e con ex), e cerca quali elementi hanno in comune. :mmm2:
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