Nuove amicizie. Esperimento

"Chi trova un amico trova un tesoro". Parliamo del nostro modo di metterci in relazione con i nostri amici e, in generale dei problemi tipici delle relazioni sociali.
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Germano75
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Nuove amicizie. Esperimento

#1 Messaggio da Germano75 »

Esiste una app di nome Tablo che serve per organizzare uscite a cena tra perfetti sconosciuti: ogni iscritto indica l'età e i propri hobby, oltre che una breve descrizione di sé, poi si può creare un evento indicando il posto, l'atmosfera dell'evento (pizzata, cena seria, aperitivo...), l'orario, il range di età, ecc.

Una volta ho partecipato a un tavolo creato da alcuni habitué, che come sempre hanno successo in quanto appaiono più... "condottieri carismatici". Più "wow"!
Ma loro sempre IN TANTI, in locali CHIASSOSI e troppo IN per i miei gusti, inoltre le loro uscite durano ore (come delle lunghe cene), mentre io volevo proporre un aperitivo veloce, una bevuta e due chiacchiere non impegnative.

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Dopo questa premessa, arrivo al punto: visto che tutti dicono di essere in cerca di amicizie e si lamentano tanto di non riuscire a trovarle, ho fatto questa esperimento sociale: ho creato io un Tablo, per un aperitivo semplice e veloce in orario di fine lavoro.
Risultato: non si è iscritto nessuno.

E non è una questione di account gratis con limitazioni, perché nel testo e nella mia foto ho inserito anche l'indirizzo email indicando di contattarmi in quel modo alternativo nel caso di problemi o decisioni last minute.
Altra cosa importante da evidenziare: vivo in una città che fa provincia, non in un paesino di poche anime!

Sono anche in una chat WhatsApp nata da una pagina facebook finalizzata a fare amicizia nella mia città, ma anche in quella chat tutti parlano ma nessuno si incontra mai. Ogni tanto qualcuno prova a proporre qualcosa e ovviamente tutto tace.
L'intelligenza artificiale li ha definiti come "persone che usano la chat per ANESTETIZZARE la solitudine".
Ebbene ho condiviso anche lì l'evento che avevo creato e... anche lì mi sono sentito come la professoressa che dice "vediamo chi interrogare oggi...".

Torniamo a Tablo: Da tempo tengo monitorata l'app e ho visto che anche altri provano a creare alcuni eventi ma sempre senza successo. Sono tipicamente dei principianti (lo si evince dal loro profilo).

Si potrebbe pensare che i soliti habitué, i già citati "carismatici condottieri", siano i più fortunati in quanto percepiti come i più Alfa di tutta la città. Ma in realtà anche loro hanno delle dinamiche psicologiche molto curiose: nonostante si vedono quasi tutte le settimane, continuano ad appoggiarsi all'App (pagando l'abbonamento!!!) mentre sarebbe molto più facile, economico e soprattutto pratico, creare una chat WhatsApp.
Ma questo non è mai avvenuto, in mesi e mesi: tutti escono a cena con altri coetanei della stessa città chiacchierano di idiozie leggere e mai mai mai mai mai mai si scambiano il numero di telefono!
Tutto nasce e finisce lì, esattamente a quel tavolo: ogni settimana è una nuova nascita e la morte dopo poche ore. Questo significa che non si creano delle comitive, delle amicizie stabili e continuative.
Eppure sta bene così.

Vorrei sentire l'opinione di altri.
Cosa ne pensate?
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DanyDuck
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Re: Nuove amicizie. Esperimento

#2 Messaggio da DanyDuck »

Dopo aver letto il tuo post devo dire che non mi stupisce nulla di quello che hai descritto, pure io mi trovo in una situazione simile alla tua, vivo anche io in una città capoluogo di provincia (per altro simile alla tua anche come zona) e pure io sto provando a cercare nuove amicizie, tempo fa avevo partecipato ad un paio di pizzate ed anche ad un aperitivo tramite un'altra app (sempre a pagamento), ma il risultato è stato simile a quello che hai riscontrato con Tablo, si parlava del più e del meno, ma poi finita cena nessuno provava a rimanere in contatto con gli altri e ci si lasciava con un saluto che rimandava alla prossima serata organizzata dall'app, alla fine siccome ci voleva un numero minimo di partecipanti per far si che l'evento venisse confermato e le persone hanno incominciato a lasciar perdere tutto si è risolto con annullamento continuo fino alla cancellazione totale di pizzate o aperitivi nella mia città. Per quanto riguarda Tablo lo avevo inizialmente preso in considerazione, ma dopo la precedente esperienza ho preferito lasciar perdere, non saprei dire se il problema deriva dal fatto che ad una certa età è più difficile rischiare di abbandonare la propria confort zone (ovvero la solita routine di vita alla quale ci si è abituati), o se è anche un questione di zona, nel senso che nel centro o anche nel sud Italia mi sembra che le persone siano più disposte a fare amicizia. Io l'unica nuova amicizia che sono riuscito a trovare è una persona conosciuta in un gruppo Facebook dedicato agli appassionati di musica e concerti, peccato che abitiamo a 60 km di distanza, quindi ci si vede ogni tanto quando capita tipo un concerto al quale si va entrambi.
ClaudiaK
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Re: Nuove amicizie. Esperimento

#3 Messaggio da ClaudiaK »

Germano75 ha scritto: 26/10/2026, 10:02 in mesi e mesi: tutti escono a cena con altri coetanei della stessa città chiacchierano di idiozie leggere e mai mai mai mai mai mai si scambiano il numero di telefono!
Tutto nasce e finisce lì, esattamente a quel tavolo: ogni settimana è una nuova nascita e la morte dopo poche ore. Questo significa che non si creano delle comitive, delle amicizie stabili e continuative.
Eppure sta bene così.
Secondo me questo si potrebbe spiegare col fatto che nella pizzata o nell'aperitivo o anche nella cena del bel localino , quando sono tra sconosciuti, finiscono per convergere una serie di forzature innaturali, e alla fine trionfano (negativamente) proprio le forzature.
E' anche maledettamente complicato da dire, ma in sintesi:
- la "tavolata" nasce come momento di convivialità tra persone che si conoscono e hanno piacere di ritrovarsi intorno ad essa; e quindi la prima forzatura (pesantina) è trovarsi a tavola con sconosciuti, e dovendo anche contribuire ad un fumus di "convivialità" che...in effetti non esiste e sarebbe tutto da creare. (Non per nulla l'idea di trovarsi in un banchetto nunziale , seduti per ore a fianco o di fronte a perfetti sconosciuti...non entusiasma nessuno. Ma lì, pur tra sconosciuti, già si ha in comune qualche simulacro di argomento , come la comune conoscenza degli sposi o di uno dei due, e poi una serie di portate normalmente molto particolari e che strappano un commento.) Al contempo
- il fatto che la tavolata sia collettiva (e sempre tra tutti sconosciuti) inibisce un po' tutti nello sviluppo di qualunque approfondiento personale, e quindi la seconda forzatura è nel globale attenersi a una cortese "conoscenza" generale , che non permette a nessuno di essere poco meno che formale; il che lascia il livello di "conoscenza" del tutto superficiale e asettico, minando alla base, e un po per tutti, il desiderio di replicare l'esperienza. Senza contare che
- l'unica cosa che ognuno dei partecipanti sa con certezza, sia di se stesso che degli altri, è che a quella tavolata ci si ritrova perchè non si hanno amici. E questa (almeno secondo me) è la madre di tutte le forzature, perchè (non essendo stato concepito il ritrovo come un gruppo di auto aiuto, bensì ANZI come ritrovo in funzione dell'allegria e della socievolezza da trovare o ritrovare) attua in tutti quel crash, emotivo e razionale al tempo stesso, che consiste nel sentirsi dentro una recita patetica, in cui tutti i partecipanti sono costretti DAL TIPO DI EVENTO a recitare proprio quella spigliatezza socievole che in realtà non è nelle corde di nessuno di loro (come dire che se fossero spigliati e socievoli avrebbero relazioni amicali e non verrebbero a cercarle in quel contesto). :rolleyes:

PERO'... :clapclap: ...(sempre secondo me) i problemi di cui sopra sono ovviabili e neanche troppo difficilmente. Basterebbe organizzarsi intorno a proposte che si prestino a favorire il "corso naurale delle cose" ed evitino ogni tipo di imbarazzo.
Ne avevo accennato anche su questo Forum parlando don DanyDuck, amante di concerti, e i concerti sono un ottmo esempio, ma non sono affatto l'unico possibile.
Quante persone vorrebbero andare al concerto di Vasco Rossi (per dire) che è in programma nel tale posto in altra Regione, e ci rinunciano solo perchè non hanno amici con gli stessi gusti? Lanciare con adeguato anticipo l'idea di riunirsi tra persone che vivono nella stessa zona, magari dicendo schiettamente che si sta progettando questa cosa proprio per tutte quelle persone rinuncerebbero per non andare fuori Regione da sole, potrebbe essere uno dei tantissimi esempi con cui comincia a formarsi un gruppo che
poi avrà tutto l'agio e il modo di conoscersi davvero e spontaneamente, ma che nasce già accomunato da quello specifico interesse. Ma, voglio dire, quanto è più naturale cominciare a contattarsi per l'organizzazione di questo piccolo progetto, e poi continuare a conoscersi senza alcun tipo di imbarazzo tra viaggio di andata e ritorno, durante il concerto, e magari anche in una notte di comitiva passata insieme in un alberghetto per spezzare il viaggio?
Gli spunti dello stesso tipo sono innumerevoli, e basta pensare a quante cose, che davvero ci piacerebbero, rinunciamo solo perchè organizzarle da soli è complesso o ci demotiva proprio?
Ma anche cose piccolissime e banali, come andare insieme a provare il nuovo e già famoso ristorante esotico della metropoli più vicina, o per fare shopping nel mega-outlet che è a 100 km dalla nostra città, o per visitare i mercatini di Natale di una delle tante città che sono rinomate per questo, o per andare a fare una sciata in qualche località carina e non lontanissima, o per fare insieme ad altri tutto quel che ci piace e che da soli , per una ragione o per l'altra, non faremmo.
Questo, secondo me, è un mood che potrebbe risolvere ogni imbarazzo/forzatura nell'instaurarsi della prima conoscenza, e poi consentire ad essa diproseguire più che spontaneamente e senza alcuna forzatura snaturante.
(Senza contare che per i più svegli potrebbe tradursi anche in un piccolo business).

Sembra poco, ma io credo sia il primo passo fondamentale : nel funzionamento delle app di cui avete parlato si crea il gruppo, ma questo, senza alcun fattore aggregante da poter condividere con certezza, ...resta solo un gruppo numeico.
Nel momento in cui - invece - si va a formare il gruppo INTORNO ad un fattore aggregante già chiaro e comune ai partecipanti...ecco che il più in termini di "avvio alla socializzazione" tra i partecipanti, esiste in partenza!
Odio le citazioni. Dimmi quello che hai capito TU.
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