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Re: Più di trenta tipi di psicofarmaci e nessun risultato!

Inviato: 13/09/2026, 23:51
da Navigator63
Massimiliano89 ha scritto: 13/09/2026, 7:35Se il libro che hai citato è scritto in modo semplice, potrei acquistarlo
Io lo sto leggendo in originale, per cui non so come è stato tradotto in italiano.
In inglese ha un linguaggio scorrevole, colloquiale, ricco di aneddoti, anche se a volte parla di questioni "tecniche" (es. quando nomina parti del sistema nervoso o del cervello, per spiegarne il funzionamento). Quelle parti (non molte) però uno può anche ignorarle, se non è interessato all'aspetto clinico, ma più che altro a quello umano ed emotivo.
Nel complesso direi che è accessibile: non è scritto solo per dottori ma in modo divulgativo, e se uno ha un minimo di cultura o competenza nell'area (e tu immagino ce l'abbia), anche le parti più tecniche risultano comprensibili.

Re: Più di trenta tipi di psicofarmaci e nessun risultato!

Inviato: 14/09/2026, 0:33
da Navigator63
Massimiliano89 ha scritto: 13/09/2026, 7:32Mi hanno fatto diverse diagnosi: DOC, ADHD, DISTURBO BIPOLARE, SINDROME DI TOURETTE.
Il limite delle diagnosi è che sono "etichette", sintetiche e semplicistiche.
Il che può andar bene su un piano "meccanicistico", es.:
- "Nell'auto non entrano la III e IV marcia perché si è spezzata una forcella del cambio": problema specifico, diagnosi accurata.
- Oppure, "Hai dolore alla spalla perché c'è un'infezione, che andrà curata col farmaco XYZ": di nuovo un problema specifico.

Ma le etichette servono a poco su un piano psichico, od esistenziale:
- Se non ho voglia di vivere, cosa me ne faccio di sapere che ho il DOC o l'ADHD? (ammesso che sia vero) Non mi serve a nulla. Non è che c'è un "pezzo rotto" da cambiare; è molto più complesso.
- Se nella mia psiche si agitano "demoni" che mi turbano e mi ossessionano, come dei fantasmi... cosa me ne faccio di una diagnosi? Ok, magari ho un disturbo bipolare... ma saperlo non mi risolve i "demoni".

IMO questo è un grosso limite dei medici che vedono tutto in modo meccanicistico. Poi per carità, ognuno fa quel che può, anche loro; il problema è proprio che la mente resta per molti versi un mistero, o comunque qualcosa difficile da definire in modo solo razionale.

E' per quello che i bravi terapeuti lavorano molto di più su un livello "analogico", emotivo, irrazionale, simbolico, immaginativo - dove però le cose non sono definibili precisamente come semplici "mattoncini". A quei livelli il terapeuta è più "sciamano" che medico.

Se, per fare un esempio, il tuo DOC o ADHD proviene da un forte e continuo conflitto tra parti diverse della tua psiche profonda, che quindi provocano agitazione, irrequietezza, ansia, nervosismo e spossatezza... l'etichetta non servirà a nulla.
Perché definisce il sintomo, ma non dice nulla della sua causa. Ed è solo lavorando sulla causa che certi problemi si possono risolvere: finché non la si comprende, ci si muove a casaccio.
In un caso come questo, un farmaco può al massimo attenuare il sintomo, quindi recare un temporaneo sollievo... ma mai risolvere la causa. :dunno:
Ogni specialista mi ha dato la sua visione. Chi ci avrà azzeccato? Non lo saprò mai.
Se quegli specialisti si sono limitati a mettere etichette, senza cercare una causa profonda dei tuoi malesseri... non importa chi ci abbia azzeccato; potrebbero avere tutti ragione o nessuno. Non servirebbe cmq.
Secondo me questo è un grave limite dell'approccio esclusivamente psichiatrico (fatti salvo quegli psichiatri che hanno ANCHE una comprensione profonda della psiche, ma dubito siano molti).
La psicoterapia (l'ho provata per anni) non ha funzionato.
Lo so, ma va anche detto che per funzionare la terapia richiede un certo atteggiamento nel cliente. Il terapeuta non è un mago, non ti sistema magicamente. :rolleyes:
Lui fa da "guida", ma i 3/4 del lavoro lo fa il cliente.
E se il cliente non è disposto, o non è in grado, di fare quel lavoro... nessuna terapia funzionerà. Perché manca il "motore" principale. :dunno:

Con questo non voglio accusarti. :)
Dico solo che non tutti sono adatti alla terapia, e se uno non ha l'inclinazione o l'atteggiamento necessario, in effetti è inutile.

La terapia non va vista come "Vado da uno che mi risolve i problemi" (che è l'atteggiamento comune quando andiamo dal medico).
Piuttosto, la mentalità adatta è "Ho deciso che voglio risolvere i miei problemi, sono pronto ad impegnarmi per farlo, e mi serve uno che mi aiuti a capire i problemi e trovare delle soluzioni - che poi metterò in atto".
Nel primo caso abbiamo un atteggiamento passivo; nel secondo, attivo e responsabile (e nemmeno quello è una garanzia di successo, però è quello che potrebbe funzionare).

Re: Più di trenta tipi di psicofarmaci e nessun risultato!

Inviato: 14/09/2026, 9:30
da ClaudiaK
Navigator63 ha scritto: 14/09/2026, 0:33 Il limite delle diagnosi è che sono "etichette", sintetiche e semplicistiche.
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Ma le etichette servono a poco su un piano psichico, od esistenziale:
- Se non ho voglia di vivere, cosa me ne faccio di sapere che ho il DOC o l'ADHD? (ammesso che sia vero) Non mi serve a nulla. Non è che c'è un "pezzo rotto" da cambiare; è molto più complesso.
- Se nella mia psiche si agitano "demoni" che mi turbano e mi ossessionano, come dei fantasmi... cosa me ne faccio di una diagnosi? Ok, magari ho un disturbo bipolare... ma saperlo non mi risolve i "demoni".
In lingua italiana si distingue tra <diagnosi> e <terapia> proprio perchè non sono sinonimi , e nessuno ha mai detto che la diagnosi curi qualcosa. Chiunque parli e pensi in italiano corretto sa perfettmente che la diagnosi è necessaria e fuzionale all'impostazione della terapia più idonea = la diagnosi serve ad impostare la terapia, e certamente non è la terapia.
Vale identicamente (e aldilà di ogni suggestione) in qualunque branca della Medicia : sarebbe drammatico e potrebbe essere esiziale in Medicina Generale curare un morbillo scambiandolo per orticaria, e altrettanto sarebbe drammatico e potrebbe essere esiziale curare un tumore al cervello scambiandolo per una nevrosi da stress; ma anche curare una bipolarità scambiandola per banale instabilità da stress.
Navigator63 ha scritto: 14/09/2026, 0:33 IMO questo è un grosso limite dei medici che vedono tutto in modo meccanicistico.
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E' per quello che i bravi terapeuti lavorano molto di più su un livello "analogico", emotivo, irrazionale, simbolico, immaginativo - dove però le cose non sono definibili precisamente come semplici "mattoncini". A quei livelli il terapeuta è più "sciamano" che medico.
Conclusione ?
Per te è meglio andare per "ispirazioni pesonali" anzichè per Scienza e Neuroscienze e Diagnostica ? :facepalm:
Temo assai che possano concordare con te solo i magari.
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Poichè si continua a parlare di medici e terapie, credo fermamente che - soprattutto in ambienti come questo, dove le fragilità sono tante e...sono esposte spesso anche MALGRADO il riserbo ad esternarle - la prima "mano tesa all'altro" possa essere il portare piccole e basilari certezze , piuttosto che portare opinioni assai soggettive e in qualche modo "confusionanti".

La prima base CERTA (sia per Legge che per Logica) è che le VERE Terapie (di qualunque genere) sono ATTI SANITARI e come tali LEGALMENTE prescrivibili ed erogabili, a tutela di tutti i cittadini, SOLO da PERSONALE SANITARIO .
Non può esercitare nessunissima PSICOTERAPIA chi non sia Medico Specialistra Psichiatra OPPURE Psicologo con specializzazione quadriennale post Laurea.
Tutto ciò che viene spacciato per TERAPIA e PSICOTERAPIA e che sia erogato da soggetti che non abbiano ultimato e ufficializzato in Albi il conseguimento di uno dei due SOLI percorsi appena detti è PER LEGGE un impostore che commette il reato di esercizio abusivo di professioni sanitarie.
Ripeto : non vale solo per la psico-terapia, bensì vale per qualunque pratica che si spacci come "TERAPIA" e sia erogata da personale NON sanitario.
Per la Psicoterapia, poi, addirittura non basta essere abilitato Psicologo, ma occorrono altri 4 anni di studio per iscriversi all'Albo degli Psicoterapeuti.
E questa, vista la confusione che già esiste sul tema nella popolazione, mi sembra essere una certezza importante da poter dare, per evitare di incappare nei "Fuffa/Guru" di cui parlava Romoletto.

Quanto all'idea del Medico (e dello Psichiatra) come "meccanicistico prescrittore di farmaci"...per carità, ognuno ha le proprie esperienze e percezioni. Solo non vorrei che questa visione derivasse da facili retaggi ottocenteschi, in cui allo psichiatra arrivavano i soli "matti furiosi" e aveva solo sali di litio e sali di bromuro come farmaci universali...
Per quel che ho potuto osservare io, devo dire che gli psicofarmaci li ho visti prescrivere (anche in dosi molto pesanti) soltanto in casi in cui la sedazione chimica era diventata ormai un'urgenza indifferibile per bloccare un fortissimo impulso suicidiario in paziente bipolare. Per il resto continuo a vedere Medici (Psichiatri, ma anche Pediatri e Geriatri) che volentieri indicano (quando il quadro clinico lo consente) anche soluzioni molto soft e tutt'altro che farmacologiche, come ad esempio la musicoterapia o l'ippoterapia...
Senza contare che gli Psichiatri Psicoterapeuti (anche guardando il lato venale) avrebbero tutto l'interesse ad impostare una psicoterapia, che sarebbe molto più redditizia rispetto alla visita che esita in prescrizione di farmaci.
Per quella che può essere la mia esperienza personale indiretta, avrei motivo di concludere che gli Psichiatri Psicoterapeuti optino per gli psicofarmaci quando sono pervenuti a diagnosi del tipo che "le chiacchiere stanno a zero" e solo i farmaci possono qualcosa (tipo schizofrenia).
E poi ne ho incontrati di molto onesti (e più d'uno) che rifiutano di seguire un paziente. Qui devo necessariamente attingere al personale per spiegarmi. Mio fratello , da vari Psichiatri psicoterapeuti PRIVATI, fu apertamente licenziato senza alcuna prescrizione di alcun tipo. Non riuscivo a capirne la ragione, perchè di stranezze ce n'erano eccome. Me lo spiegò uno di loro (non sapendo degli altri che lo avevano preceduto) : il rifiuto di trattare quel paziente era motivato da purissima onestà professionale, poichè diventava palese dopo max due colloqui che mio fratello non intendesse affatto migliorare la propria condizione esistenziale e anche la sofferenza era da lui esibita a scopo puramente manipolatorio, voluto e strategico! Il Professionista arrivò a dire che egli stesso era incluso da mio fratello nel suo quadro strategico, poichè tentava di manipolare anche lui, che si sentiva vissuto come platea e non come curante. Per cui sarebbe stato del tutto inutile prescrivere psicofarmaci, e ancora più inutile farsi pagare per una terapia impossibile. Aveva perfettamente inquadrato , 30 anni prima che si slatentizzasse nella sua gravità INCURABILE, il quadro preciso del narcista maligno.

Re: Più di trenta tipi di psicofarmaci e nessun risultato!

Inviato: 15/09/2026, 6:15
da Navigator63
Massimiliano89 ha scritto: 13/09/2026, 7:35Se il libro che hai citato è scritto in modo semplice, potrei acquistarlo
Aggiungo: quello che immagino potrebbe succederti leggendolo (ma ovviamente non ne ho la certezza), è che potresti vedere te stesso e quello che ti succede in una luce nuova: "Ecco perché mi sento così. Ecco perché non riesco a fare X. Ecco perché il mio cervello sembra funzionare in modo diverso dagli altri...".

Questo ovviamente non genere una soluzione... ma IMHO può essere più rivelatorio e significativo di ricevere una diagnosi di cui non sai cosa fare.
Una diagnosi è un'etichetta, a volte utile, ma che non ti descrive né rivela chi sei.
Rivederti in un libro del genere, invece (o nel racconto di altri), può essere come aprire una finestra su un panorama prima sconosciuto.