una giornata al mare....
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- RyanTheNorthman
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Io in tutto questo posso solo dire che, almeno secondo me, una persona che è sempre stata non molto considerata e ha ricevuto poco affetto è anche normale che reagisca in un determinato modo e che quindi possa essere più bisognosa, solo che, appunto, molti prendono le distanze da chi è così, come per paura (ma di cosa poi?); inoltre, coloro che hanno questa caratteristica, di solito, sono più empatici, emotivi e leali. Ma comunque, credo anche che, se una persona ci tiene a cambiare la propria situazione, debba trovare il coraggio di farlo in un modo o nell'altro, come più le aggrada, invece di rimanere bloccata a pensare che non ci riuscirebbe mai.
- Lena_
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Rispondo a questo punto perché l'argomento mi preme molto.RyanTheNorthman ha scritto:Io in tutto questo posso solo dire che, almeno secondo me, una persona che è sempre stata non molto considerata e ha ricevuto poco affetto è anche normale che reagisca in un determinato modo e che quindi possa essere più bisognosa, solo che, appunto, molti prendono le distanze da chi è così, come per paura (ma di cosa poi?); inoltre, coloro che hanno questa caratteristica, di solito, sono più empatici, emotivi e leali.
In una relazione, io sono ben felice di offrire empatia, ascolto e supporto al/la mio/a partner (ma non a fargli/le da genitore); mentre con uno/a con cui sto solo uscendo e che conosco da poco tempo non sono disposta a colmare eventuali sue insicurezze.
Non si tratta di essere poco empatici, ma di preservare la propria stabilità emotiva di fronte a sconosciuti/e, che ti gettano addosso il proprio malessere cercando di lenire in qualche modo la loro sofferenza. E personalmente, nella mia esperienza, le persone estremamente bisognose e che necessitano di tante rassicurazioni, sono poi quelle che poi non si rivelano altrettanto comprensive e - quando hai bisogno tu - si fanno indietro. Poi, certamente non si può fare di tutta l'erba un fascio, però tendenzialmente queste persone, essendo molto autocentrate (che non vuol dire egocentriche), poi hanno molta difficoltà a vedere il punto di vista altrui seppur potenzialmente molto sensibili.
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oltrepo
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Ciao avete ragione,ma il problema e quando uno arriva a 51 anni,ed ha problemi a relazionarsi con le donne, perche da giovane non si e fatta la giusta esperienza e dura
- RyanTheNorthman
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Io comunque parlavo in generale, dato che più persone hanno criticato questa cosa in più occasioni, perciò non mi riferivo a nessuno in particolare né tantomeno volevo attaccare uno di voi; alla fine, ognuno è libero di avere le proprie opinioni e di esprimerle, così come è libero di obiettare se non si trova d'accordo su un determinato argomento: io ho fatto proprio questo.Lena_ ha scritto:Rispondo a questo punto perché l'argomento mi preme molto.
In una relazione, io sono ben felice di offrire empatia, ascolto e supporto al/la mio/a partner (ma non a fargli/le da genitore); mentre con uno/a con cui sto solo uscendo e che conosco da poco tempo non sono disposta a colmare eventuali sue insicurezze.
Non ho mai detto che chi prende le distanze lo faccia perché è poco empatico, ma perché probabilmente ha paura, paura di essere coinvolto in qualcosa a lui/lei sconosciuto, in situazioni molto delicate o difficili da comprendere.Lena_ ha scritto:Non si tratta di essere poco empatici, ma di preservare la propria stabilità emotiva di fronte a sconosciuti/e, che ti gettano addosso il proprio malessere cercando di lenire in qualche modo la loro sofferenza.
Certo, ci mancherebbe, io parlavo dal mio punto di vista e da quello che ho avuto modo di osservare, poi ognuno ha le sue esperienze, a volte anche molto diverse le une dalle altre, perciò è vero, non si dovrebbe fare di tutta l'erba un fascio.Lena_ ha scritto:E personalmente, nella mia esperienza, le persone estremamente bisognose e che necessitano di tante rassicurazioni, sono poi quelle che poi non si rivelano altrettanto comprensive e - quando hai bisogno tu - si fanno indietro. Poi, certamente non si può fare di tutta l'erba un fascio, però tendenzialmente queste persone, essendo molto autocentrate (che non vuol dire egocentriche), poi hanno molta difficoltà a vedere il punto di vista altrui seppur potenzialmente molto sensibili.
- Navigator63
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Mi trovo a supportare quanto dice Lena. Ovviamente non sempre e comunque, ma in certi casi è come descrive lei.Lena_ ha scritto:Non si tratta di essere poco empatici, ma di preservare la propria stabilità emotiva di fronte a sconosciuti/e, che ti gettano addosso il proprio malessere cercando di lenire in qualche modo la loro sofferenza. E personalmente, nella mia esperienza, le persone estremamente bisognose e che necessitano di tante rassicurazioni, sono poi quelle che poi non si rivelano altrettanto comprensive e - quando hai bisogno tu - si fanno indietro.
Ci sono persone che danno un'immagine di sé triste e ferita, dolce e sconsolata, attirandosi la compassione ed il supporto altrui... ma poi si attaccano come una piovra a chi si avvicina, diventando anche pretenziosi, aggressivi e totalmente egocentrici. Diventano come "vampiri emozionali": ti succhiano tutta l'energia per riempire il loro vuoto interiore (che non si colma MAI), lasciandoti svuotato ed esausto - e poi magari ti rimproverano che non hai fatto abbastanza.
Un caso di questo tipo sono le persone con disturbo borderline di personalità (DBP / BPD).
Se entri in relazione con queste persone, all'inizio possono essere tutte premurose ed amorevoli (perché hanno bisogno di legarti a sé), ma dopo un po' il loro malessere prende il sopravvento e tutto diventa incentrato intorno a loro ed ai loro bisogni di attenzione e rassicurazione costante (che cmq non bastano mai). Hanno frequenti sbalzi di umore e scarsissimo controllo delle proprie emozioni.
Sono persone che, di fronte ad un rischio di abbandono, o anche solo un breve allontenamento, possono diventare aggressive o minacciare il suicidio, o altri comportamenti estremi.
Non dico questo per criticarli (mica lo fanno apposta), ma come spiegazione per chi può averne incontrati.
Hanno infatti un comportamento apparentemente inspiegabile, che alterna estremi opposti: all'inizio tutto dolcezza, calore e gratitudine, poi possono diventare un incubo, senza apparente ragione - ricordando la figura del Dr. Jekyll e Mr. Hyde.
Il mio Blog "Psicofelicità": https://psicofelicita.blogspot.com/
Winners find a way, losers find an excuse.
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- RyanTheNorthman
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Sì, indubbiamente si tratta di situazioni abbastanza complesse; un altro esempio possono essere le persone con disturbi dello spettro autistico, le quali, in linea generale, presentano difficoltà nelle interazioni, a comprendere le emozioni sia proprie che degli altri e il linguaggio del corpo, resistenza ai cambiamenti, interessi limitati e ossessivi, comportamenti ripetitivi e talvolta aggressivi, e anch'esse possono avere problemi relativi al rischio di abbandono. Ecco, volevo capire questo: dato il fatto che le persone appartenenti a queste e tante altre categorie, le quali le rendono inevitabilmente diverse dalla maggior parte della popolazione, non possono cancellare ciò che sono né eliminare la propria condizione, ma solo migliorare determinate cose e attenuare un po' alcuni atteggiamenti deleteri per la propria vita, dovrebbero dunque instaurare rapporti di qualsiasi tipo solo con altre persone appartenenti a tali categorie, cercando di evitare coloro che sono al di fuori, proprio perché potrebbero crearsi situazioni avverse, difficili o anche pericolose?Navigator63 ha scritto:Un caso di questo tipo sono le persone con disturbo borderline di personalità (DBP / BPD).
Se entri in relazione con queste persone, all'inizio possono essere tutte premurose ed amorevoli (perché hanno bisogno di legarti a sé), ma dopo un po' il loro malessere prende il sopravvento e tutto diventa incentrato intorno a loro ed ai loro bisogni di attenzione e rassicurazione costante (che cmq non bastano mai). Hanno frequenti sbalzi di umore e scarsissimo controllo delle proprie emozioni.
Sono persone che, di fronte ad un rischio di abbandono, o anche solo un breve allontenamento, possono diventare aggressive o minacciare il suicidio, o altri comportamenti estremi.
Sono piuttosto confuso a riguardo, perciò mi piacerebbe avere una risposta che mi dia modo di vederci più nitidamente.
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oltrepo
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tutte le volte che torno al mare mi viene voglia di piangere troppi ricordi...
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una giornata al mare....
Ma trovarti degli amici?
Se stai sempre solo è ovvio che ti deprimi.
Vai con qualche organizzazione tipo "WeRoad" o simili. Certo sono a pagamento e, soldi a parte, in linea di principio non è bello pagare per l'amicizia, ma almeno all'inizio è così, se parti da zero!
Il problema è la solitudine, non la famiglia!
Se cerchi una donna e una famiglia nella speranza che ti tappino i buchi interiori, avrai un rapporto schifoso.
Trovati amici, divertiti e poi le donne arriveranno di conseguenza!
A 50 anni le donne sono a caccia disperata!!! Altro che le ragazzine adolescenti che facevano le difficili!
Certo è che devi apparire come un uomo in grazia di dio, non come un disperato depresso.
Se stai sempre solo è ovvio che ti deprimi.
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A 50 anni le donne sono a caccia disperata!!! Altro che le ragazzine adolescenti che facevano le difficili!
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dici che ci sono 50 enne in forma single?
- Navigator63
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Allora, io distinguerei tra due categorie di persone:RyanTheNorthman ha scritto:Ecco, volevo capire questo: dato il fatto che le persone appartenenti a queste e tante altre categorie, le quali le rendono inevitabilmente diverse dalla maggior parte della popolazione, non possono cancellare ciò che sono né eliminare la propria condizione, ma solo migliorare determinate cose e attenuare un po' alcuni atteggiamenti deleteri per la propria vita, dovrebbero dunque instaurare rapporti di qualsiasi tipo solo con altre persone appartenenti a tali categorie, cercando di evitare coloro che sono al di fuori, proprio perché potrebbero crearsi situazioni avverse, difficili o anche pericolose?
1. Quelli che sono "particolari" per carattere o tratti innati - come quelli con spettro autistico, o molto introversi, od estremamente sensibili (HSP).
2. Quelli che presentano degli squilibri consistenti o delle patologie psicologiche.
1. IMHO, i primi necessitano di partner - od anche amici - che siano in grado di comprendere la loro natura particolare, e quindi possono essere o persone con tratti simili, oppure che hanno elevata compatibilità con loro.
In alcuni casi certe personalità, pur essendo diverse, hanno l'effetto "cacio sui maccheroni", ovvero si completano a vicenda. Un caso tipico è l'uomo forte ma poco emotivo, e la donna molto emotiva ma fragile: lei si appoggia a lui, e lui si "alimenta" delle emozioni di lei. Naturalmente in questi casi ci vuole anche la disponibilità a venirsi incontro ed accettare l'altro anche quando non lo capiamo.
2. Nel secondo caso, credo che nessuno debba "farsi carico" delle patologie altrui; quindi costoro dovrebbero avere l'onestà di riconoscere "Ok, ho un problema", e farsi un bel percorso di terapia per migliorare quanto possibile.
Inoltre accettare che sono in qualche modo "difettose", e quindi non pretendere chissà che cosa come partner (vedo invece a volte atteggiamenti del tipo "Chissenefrega se io sono un mezzo disastro, voglio cmq un/a partner meraviglioso/a"
Un problema che si presenta con entrambe le categorie, è quando non si è consapevoli delle proprie "particolarità" (o ci si rifiuta di riconoscerle), e quindi non se ne tiene conto nella scelta dei partner, ignorando la mancanza di compatibilità - e magari privilegiando l'attrazione istintiva.
Questi casi possono portare sì a situazione rognose o persino pericolose:
- P.es. una donna ipersensibile che insegue un uomo fascinoso ma duro e rozzo - che poi la farà sentire sempre incompresa, trascurata e giudicata. Ma era prevedibile fin dall'inizio!
- Oppure il tipo molto introverso che corteggia una bellona estroversa... che se poi nasce una coppia, lei in breve lo troverà noioso, pesante e le verrà voglia di scaricarlo. Anche qui, sai che sorpresa!
Ovviamente "brutte sorprese" del genere possono capitare a chiunque, ma sono particolarmente probabili per persone "particolari" che quindi, come dicevi tu, richiedono necessitano di avere vicino persone con cui ci sia un buon "incastro".
Il mio Blog "Psicofelicità": https://psicofelicita.blogspot.com/
Winners find a way, losers find an excuse.
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