Solitudine: cause, strategie

Quante volte ci lasciamo attraversare istintivamente da vergogna e senso di colpa?
In quanti siamo stati abbandonati? In quanti ci ritroviamo oggi completamente soli? In quanti possiamo dire di avere tanti amici quando sorridiamo, ma nessuno accanto quando piangiamo? ...Forse abbiamo qualcosa in comune.
Abbattiamo la solitudine instaurando dei legami forti tra noi, sfogandoci, ascoltandoci e costruendo qualcosa di importante tra noi. Cerchiamo di trarre dalla nostra unione la forza necessaria per rimettere in piedi la nostra vita.
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RyanTheNorthman
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#31 Messaggio da RyanTheNorthman »

ClaudiaK ha scritto:siamo proprio sicuri che il mondo sia composto da una massa di "uguali/normali" e da pochi "diversi"?
Secondo me è prevalentemente così: c'è una fetta più o meno grande di popolazione normale/omologata e un'altra parte più o meno grande di individui non omologati. Ma sarà che magari ho una sorta di allucinazione generale.
ClaudiaK ha scritto:Significa che siamo effettivamente tutti diversi e ciascuno unico, a livello neuro-psichico, tanto quanto lo siamo a livello biologico (basti pensare alle impronte digitali, in ambito fisico! che non sono uguali neanche nei gemelli omozigoti!).
Questo lo so.
ClaudiaK ha scritto:è vero che ogni contesto sociale ci propone una pluralità di persone che ci appaiono serenamente "omologate e compatte" nello spontaneo rispetto di determinati standards relazionali; MA diventa altamente probabile che, se traduciamo questo rilievo in "constatazione" della nostra diversità rispetto ai compomenti in quel contesto, finiamo per auto-emarginarci con sofferenza, senza renderci conto che quel contesto sociale è composto da tante altre persone, ciascuna portatrice della propria diversità e unicità di elaborazione del pensiero, e ciascuna delle quali potrebbe avere i suoi piccoli e grandi scompensi nel proprio adattamento a quel contesto, solo che... li supera lavorando su se stessa!
Quindi ciò significa che, in un modo o nell'altro, si è costretti ad accettare e ad adattarsi a tutti gli standard vigenti, che non è ammesso avere degli scompensi/limiti/deviazioni.
ClaudiaK ha scritto:E il brutto risultato finale potrebbe essere che, alla fine, siamo proprio noi ad auto-escluderci , e non quel contesto ad escludere noi, proprio perchè partiamo NOI dal presupposto di essere diversi.
Ancora una volta, sarò totalmente sincero: tanti anni fa non avevo la consapevolezza della mia diversità, era una cosa alla quale nemmeno pensavo; eppure accadevano tante cose strane, nonché negative, e mi sentivo sconnesso ed estraniato stando in mezzo alle persone e rapportandomi con loro (inoltre, molti miei coetanei mi trattavano in modo diverso rispetto a quanto facevano con gli altri). Ai tempi non riuscivo a dare una spiegazione a tutto ciò, dentro di me pensavo "cosa sta andando storto?", "perché non riesco ad instaurare un rapporto con nessuno?" "eppure sono una persona come tutte le altre, ho i miei pregi e difetti come ognuna di loro", e migliaia di altre cose (oltretutto, mia madre e i miei nonni a volte si lamentavano del fatto che tutti i miei coetanei avessero un gruppetto di amici e i fidanzatini, mentre io no). Intanto, ero solito raccontare tutto ciò che mi capitava ad alcuni parenti e conoscenti, i quali erano persone adulte e che quindi della vita ne sapevano abbastanza; dopo molti racconti e conseguenti confronti e dibattiti, si è giunti alla conclusione che io avevo una condizione particolare, una diversità generale dagli altri.
Perciò, non è che mi sia alzato una mattina e abbia stabilito di punto in bianco che sono diverso, non sono io che parto dal presupposto di esserlo, sono stati i fatti a dimostrarmelo.
ClaudiaK ha scritto:in quello che oggi chiamo profilo autistico era incluso il fatto che, stando davvero benissimo da sola, non mi ponevo nessunissimo problema di relazionarmi, e nè facevo manovre di avvicinamento e nè mi aspettavo che altri le facessero verso di me.
Sono convinta, oggi, che questo mi abbia persino favorita a livello relazionale, perchè alla fine mi trovavo cercata da quelle che diventavano carissime amichette, magari perchè attratte (esempio) dai disegni che erano il mio modo elettivo di riempire il tempo libero...
Mi fa piacere il fatto che qualcuno si sia avvicinato a te e ti abbia apprezzato per ciò che sei.
Io, in tutta la mia vita, in qualsiasi ambiente e situazione, non sono mai stato notato né cercato da nessuno, nonostante delle volte mi sia messo in gioco, facendomi coraggio, uscendo dalla mia zona di confort, mostrandomi, avvicinandomi agli altri, cercando di fare conversazione, di trovare dei punti in comune con loro, sforzandomi, facendo un sacco di fatica.
ClaudiaK ha scritto:Ma fondamentale, nei miei ricordi, è che io non abbia assolutamente mai pensato o sofferto di "essere diversa". Io ero serenamente io
Nemmeno io soffro per questa diversità, anzi, è una caratteristica di me che tutto sommato apprezzo. Il fatto è che essa, al contrario, viene malvista e criticata dalla società, e questo, inevitabilmente, crea dei problemi.
ClaudiaK ha scritto:E' poi innegabile, Ryan, che esistano diversità più marcate/vistose di altre.
Esattamente!
ClaudiaK ha scritto:Ma (secondo me) neanche quelle sono necessariamente fonte di solitudine da esclusione altrui, e sempre moltissimo dipende dal modo in cui NOI le viviamo con noi stessi.
Purtroppo, a quanto ho avuto modo di vedere, spesso non dipende da come le viviamo noi.
ClaudiaK ha scritto:Per cui diventa molto saggio (sempre secondo me) l'intervento dell'ex Utente che tu contestavi.
Nel senso che il suo a me sembra un saggio "vademecum" per fare (intelligentemente) "pace col mondo" ...DOPO averla fatta ciascuno con se stesso, anche in quei casi in cui le diversità dovessero essere oggettivamente molto marcate.
Io ho già fatto pace da tempo con la mia natura, il mio modo di essere (come ho affermato nella risposta sopra, sono piuttosto sereno a riguardo), e vorrei davvero fare pace con il mondo, trovarmici bene, sentirmi parte di esso (d'altronde, io vivo in questo mondo, ci sono nato; dove altro potrei andare se no?), solo che attualmente ciò non è possibile.
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#32 Messaggio da Annamia8 »

Ci sono i divergenti che oggettivamente sono diversi , non è che poi una persona si etichetta come diversa sulla base del nulla , nel senso che poi certi tratti caratteriali e modi di essere vengono definiti .
Naturalmente una persona non si definisce diversa solo per il motivo di non avere un pensiero omologato. Ci sono diversità oggettive molto più profonde che vanno viste e definite altrimenti in mezzo al prevalere di un certo tipo di modello le persone che hanno delle diversità oggettive e definite rischiano di non avere una propria identità perché non riescono a riconoscersi tra i modelli comuni .
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#33 Messaggio da RyanTheNorthman »

Annamia8 ha scritto:Ci sono i divergenti che oggettivamente sono diversi , non è che poi una persona si etichetta come diversa sulla base del nulla , nel senso che poi certi tratti caratteriali e modi di essere vengono definiti .
Naturalmente una persona non si definisce diversa solo per il motivo di non avere un pensiero omologato. Ci sono diversità oggettive molto più profonde che vanno viste e definite altrimenti in mezzo al prevalere di un certo tipo di modello le persone che hanno delle diversità oggettive e definite rischiano di non avere una propria identità perché non riescono a riconoscersi tra i modelli comuni .
Esatto, proprio così. Negare tutto ciò o fare finta che non ci sia, è inutile nonché deleterio. E finché il mondo non impara ad accogliere e includere tutti, nelle proprie caratteristiche, sfumature, maniere di essere e di esprimersi, le difficoltà e la frustrazione/sofferenza che ne deriva continueranno ad esserci, non importa quanto ognuno si accetti e si senta a suo agio con sé stesso (anzi, a volte è proprio l'ambiente esterno che può portare una persona a disprezzarsi, a sentirsi sbagliata, inadeguata).
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#34 Messaggio da ClaudiaK »

RyanTheNorthman ha scritto: finché il mondo non impara ad accogliere e includere tutti, nelle proprie caratteristiche, sfumature, maniere di essere e di esprimersi, le difficoltà e la frustrazione/sofferenza che ne deriva continueranno ad esserci, non importa quanto ognuno si accetti e si senta a suo agio con sé stesso (anzi, a volte è proprio l'ambiente esterno che può portare una persona a disprezzarsi, a sentirsi sbagliata, inadeguata).
Non mi sembra che qualcuno abbia negato le diversità.
Anzi: io nello specifico ho proprio voluto esprimere che "diversi" siamo tutti.
Tu puoi osservare una classe di prima elementare (o la platea di un'aula universitaria, che è lo stesso) e constatare che sono tutti "omologati" (almeno in quel momento) nell'osservare compitamente quelle regole di buona educazione che ne fanno una classe ordinata e "omologata".
Grave (e anche presuntuoso, dal mio punto di vista) trarre la frettolosissima e più che sommaria pseudo-conclusione del tipo "ah ok...questi tutti uguali e tutti omologati!"

Ma cosa ne sai TU di quanti moti e pensieri e riluttanze e autocostrizioni sta vivendo OGNUNO di quei "normali" per stare al proprio posto, compito ed educato come lo vedi...e lo "bolli"?

Tra quei bambini, TUTTI DIVERSI, c'è sicuramente chi sta facendo uno sforzo del diavolo per millemila ragioni che sono diverse dall'uno all'altro, come diverso è ognuno di loro!
E ci sarà quello che sta con la mente a casa, dove ha lasciato genitori che litigano violentemente o che non arrivano a fine mese o che hanno guai giudiziari seri, o la casa in cui hanno amatissimi congiunti seriamente malati, e poi altri che soffrono perchè non hanno la merenda come gli altri, e poi altri che si sentono gravemente diversi perchè non hanno lo zainetto o le scarpe come gli altri, e poi altri che amano la scuola ma sanno che la famiglia li esige come "forza lavoro" , e così via all'infinito.
Nell'aula universitaria le cose peggiorano addirittura, perchè quanto meno ci devi cominciare ad aggiungere quelli che fisicamente stanno lì compìti, mentre la loro testa è altrove, e per esempio su amori tossici, o sul come liberarsi di disturbi di personalità invalidanti, o sul non riuscire ad intravedere alcun futuro con quel che stanno studiando, e anche qui via all'infinito!

Tanto quanto nessuno ha negato che esistano diversità più esposte di altre.
Anzi : ho fatto notare che chi le ha sapute vivere nell'orgoglio della propria diversità...ne ha tratto vantaggi enormi (e manco sempre davvero meritati) !

E da quei bambini che tu bolli come "omologati" e sino alla personalità super-istrionica del "vip" di turno, quelle sono tutte persone che sono andate e vanno incontro al mondo.
Che è tutt'altra cosa rispetto all'attendersi (rimuginando) che, mentre ci si ritrae dal mondo sentendosi "diversi", il mondo ci corra appresso per scoprire la nostra specifica "diversità" e poi inchinarsi ad essa. :nonono:
Odio le citazioni. Dimmi quello che hai capito TU.
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#35 Messaggio da RyanTheNorthman »

ClaudiaK ha scritto:Non mi sembra che qualcuno abbia negato le diversità.
Anzi: io nello specifico ho proprio voluto esprimere che "diversi" siamo tutti.

Tanto quanto nessuno ha negato che esistano diversità più esposte di altre.
Anzi : ho fatto notare che chi le ha sapute vivere nell'orgoglio della propria diversità...ne ha tratto vantaggi enormi (e manco sempre davvero meritati) !
Infatti non ho accusato nessuno in questo forum specificamente. Ho parlato in generale.
ClaudiaK ha scritto:Tu puoi osservare una classe di prima elementare (o la platea di un'aula universitaria, che è lo stesso) e constatare che sono tutti "omologati" (almeno in quel momento) nell'osservare compitamente quelle regole di buona educazione che ne fanno una classe ordinata e "omologata".
Grave (e anche presuntuoso, dal mio punto di vista) trarre la frettolosissima e più che sommaria pseudo-conclusione del tipo "ah ok...questi tutti uguali e tutti omologati!"

Ma cosa ne sai TU di quanti moti e pensieri e riluttanze e autocostrizioni sta vivendo OGNUNO di quei "normali" per stare al proprio posto, compito ed educato come lo vedi...e lo "bolli"?

Tra quei bambini, TUTTI DIVERSI, c'è sicuramente chi sta facendo uno sforzo del diavolo per millemila ragioni che sono diverse dall'uno all'altro, come diverso è ognuno di loro!
E ci sarà quello che sta con la mente a casa, dove ha lasciato genitori che litigano violentemente o che non arrivano a fine mese o che hanno guai giudiziari seri, o la casa in cui hanno amatissimi congiunti seriamente malati, e poi altri che soffrono perchè non hanno la merenda come gli altri, e poi altri che si sentono gravemente diversi perchè non hanno lo zainetto o le scarpe come gli altri, e poi altri che amano la scuola ma sanno che la famiglia li esige come "forza lavoro" , e così via all'infinito.
Nell'aula universitaria le cose peggiorano addirittura, perchè quanto meno ci devi cominciare ad aggiungere quelli che fisicamente stanno lì compìti, mentre la loro testa è altrove, e per esempio su amori tossici, o sul come liberarsi di disturbi di personalità invalidanti, o sul non riuscire ad intravedere alcun futuro con quel che stanno studiando, e anche qui via all'infinito!
Riguardo a contesti specifici, come appunto una classe, ovviamente non mi metterei a classificare o valutare ognuno dei componenti, poiché non li conosco personalmente.
Resta però vero nel contesto generale, secondo me, che molti, seppur aventi la loro individualità/unicità, riescono ad adattarsi, a rientrare nello standard/nella "norma", senza alcuna particolare difficoltà. E a quanto ho potuto leggere nel thread, credo di non essere l'unico a vederla in questo modo; quindi perché citare solo il mio commento su questo tema?
ClaudiaK ha scritto:E da quei bambini che tu bolli come "omologati" e sino alla personalità super-istrionica del "vip" di turno, quelle sono tutte persone che sono andate e vanno incontro al mondo.
Che è tutt'altra cosa rispetto all'attendersi (rimuginando) che, mentre ci si ritrae dal mondo sentendosi "diversi", il mondo ci corra appresso per scoprire la nostra specifica "diversità" e poi inchinarsi ad essa. :nonono:
Alcune di quelle persone che cercano di "andare incontro al mondo", impegnandosi, facendo del loro meglio, non sempre riescono, per i motivi più vari; di conseguenza, qualcuno si chiude, si "ritrae" dal mondo, mentre qualcun'altro arriva a compiere gesti estremi.
Io ritengo che nessuno debba inchinarsi a nessuno, ma credo fermamente che nel mondo, in società, nei rapporti interpersonali, ci debbano essere rispetto, accoglienza e inclusione, cose che spesso purtroppo non ci sono, e che tra l'altro sono ben differenti dalla sudditanza.
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#36 Messaggio da ClaudiaK »

RyanTheNorthman ha scritto:
Riguardo a contesti specifici, come appunto una classe, ovviamente non mi metterei a classificare o valutare ognuno dei componenti, poiché non li conosco personalmente.
Resta però vero nel contesto generale, secondo me, che molti, seppur aventi la loro individualità/unicità, riescono ad adattarsi, a rientrare nello standard/nella "norma", senza alcuna particolare difficoltà.


Ma proprio questo è il focus: poichè non conosci le vicende esistenziali e psico-emotive dei singoli di un contesto (quale che sia e non importa quanto esteso...potrebbero essere tutti gli ultras di una tifoseria calcistica, per dire) tu li vedi compatti e "omologati" in quel momento e, anzichè chiederti quanti stramazzi SOGGETTIVI li abbiano portati lì a condividere UNA cosa...dai per scontato che loro sono "normali", mentre tu sei "diverso".
Non solo : dai pure per scontato che loro siano riusciti "ad adattarsi, a rientrare nello standard/nella "norma", senza alcuna particolare difficoltà", mentre questo, scusa eh, ma chi lo stabilisce, oltre te?

Sto dicendo una banalità colossale, e talmente colossale che a riassurmerla basta il detto pop secondo cui "di mal di pancia ognuno sente il proprio".
Però...partire dal principio che il proprio mal di pancia sia un serissimo "addome acuto da peritonite a rischio esiziale" e quello degli "altri" sia una sopportabilissima colichetta da neonati...a me fa assai strano, e francamente non mi ispira niente di buono.
RyanTheNorthman ha scritto: Io ritengo che nessuno debba inchinarsi a nessuno, ma credo fermamente che nel mondo, in società, nei rapporti interpersonali, ci debbano essere rispetto, accoglienza e inclusione, cose che spesso purtroppo non ci sono
Sante parole, per carità!
Magari, però, per metterle in pratica può essere essenziale PROVARE (almeno provare!) ad essere i primi ad accogliere ed includere; e questo - correggimi se sbaglio - comincia anche dal non dare per ovvio che "gli altri non hanno problemi, e ...se proprio ne hanno qualcuno...è un problema che conta meno del mio".
Odio le citazioni. Dimmi quello che hai capito TU.
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#37 Messaggio da RyanTheNorthman »

ClaudiaK ha scritto:Ma proprio questo è il focus: poichè non conosci le vicende esistenziali e psico-emotive dei singoli di un contesto (quale che sia e non importa quanto esteso...potrebbero essere tutti gli ultras di una tifoseria calcistica, per dire) tu li vedi compatti e "omologati" in quel momento e, anzichè chiederti quanti stramazzi SOGGETTIVI li abbiano portati lì a condividere UNA cosa...dai per scontato che loro sono "normali", mentre tu sei "diverso".
Non solo : dai pure per scontato che loro siano riusciti "ad adattarsi, a rientrare nello standard/nella "norma", senza alcuna particolare difficoltà", mentre questo, scusa eh, ma chi lo stabilisce, oltre te?
Su questo si potrebbe andare avanti all'infinito; si tratta semplicemente di punti di vista e di modi di vedere le cose.
ClaudiaK ha scritto:Però...partire dal principio che il proprio mal di pancia sia un serissimo "addome acuto da peritonite a rischio esiziale" e quello degli "altri" sia una sopportabilissima colichetta da neonati...a me fa assai strano, e francamente non mi ispira niente di buono.
Cosa intendi quando affermi che ti fa strano e non ti ispira niente di buono? Se pensi qualcosa riguardo me nello specifico, puoi dirlo apertamente, sempre se non ho frainteso. In ogni caso, anch'io ho i miei difetti, le mie parti ardue, perciò, naturalmente, non posso piacere a tutti; le varie esperienze da me vissute, in ogni fase, dall'infanzia fino ad oggi, mi hanno reso quello che sono, e sicuramente mi sono "inacidito" nel tempo. Lo ammetto con tutta sincerità.
Detto ciò, credo che di santi ce ne siano molto pochi, sia qui dentro che nella popolazione generale.
ClaudiaK ha scritto:Sante parole, per carità!
Magari, però, per metterle in pratica può essere essenziale PROVARE (almeno provare!) ad essere i primi ad accogliere ed includere; e questo - correggimi se sbaglio - comincia anche dal non dare per ovvio che "gli altri non hanno problemi, e ...se proprio ne hanno qualcuno...è un problema che conta meno del mio".
Io nella mia vita credo di essere stato aperto e rispettoso in linea generale, senza discriminare nessuna categoria di persone in particolare (anche chi mi conosce bene può confermarlo), e soprattutto, non ho mai svalutato o minimizzato i vissuti e le problematiche degli altri (al contrario di quanto a volte è stato fatto nei miei confronti), ben consapevole che ognuno può vivere una determinata condizione, di qualsiasi natura essa sia, in modo diverso, e attribuirle un proprio valore personale; poi è ovvio che ci siano persone con delle personalità incompatibili con la mia, che non gradisco, ma anche in quel caso, cerco sempre di avere diplomazia, mantendo le distanze ed evitando confronti diretti, nel limite del possibile (a meno che non si verifichino circostanze tali da renderli inevitabili). Da parte dell'ambiente esterno invece, come ho già detto in una risposta precedente, ho incontrato indifferenza, poca predisposizione allo scambio, incomprensione, e a volte persino ostilità, discriminazione ed emarginazione.
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#38 Messaggio da ClaudiaK »

RyanTheNorthman ha scritto: Su questo si potrebbe andare avanti all'infinito; si tratta semplicemente di punti di vista e di modi di vedere le cose.
Scusa Ryan : come fanno a essere "punti di vista" ?
Che tu (come me e come tutti) non sappia con quale piacere o con quali e quante contorsioni interiori il tuo prossimo riesca a vivere da "normale/adattato" una qualunque situazione, è un dato di fatto e non un'opinione.
Che tu (come molti) , da quello che A TE appare come "sereno adattamento altrui alla (non meglio identificata) <normalità>", tragga la conclusione che la maggior parte degli altri "sia meno diversa di te e si omologhi più facilmente" è un altro dato di fatto,
Che questa tua lettura del prossimo e delle sue "facilità da omologato" sia una conclusione che non è LOGICAMENTE autorizzata da nulla...è il terzo e conclusivo dato di fattto.
Detta semplice : come puoi minimizzare le diversità altrui e i loro portati, se tu stesso ammetti di non conoscerli, e se, anzichè cercare di conoscerli e immedesimarti, parti dal principio che (per dire) "vedi quei trentenni che si stanno facendo una tavolata a pizza e birra? Vedi che ridono e scherzano?... ehhhh beati loro nella loro insulsa normalità omologata!...sono io che soffro atrocemente e nessuno mi si fila per la mia "diversità!" ?
Permettimi di constatare che tra i vari FATTI l'unica opinione che si rintraccia è la tua, e il bello è che si profila come una opinione sulla realtà che, però, non si è minimamente curata di conoscere la realtà ALTRUI che pretende di leggere, o peggio "bollare in blocco", come si fa con i container dei mercantili dopo i controlli a campione. .
RyanTheNorthman ha scritto: Cosa intendi quando affermi che ti fa strano e non ti ispira niente di buono? Se pensi qualcosa riguardo me nello specifico, puoi dirlo apertamente, sempre se non ho frainteso.
Mi riferivo all'atteggiamento in sè, non a persone in particolare.
Mi fa strano perchè è un atteggiamento che non mi appartiene, e non mi ispira niente di buono perchè penso (e in effetti mi è capitato di osservare) che finisca per essere una "modalità boomerang", che non porta alcuna evoluzione a chi la lancia, ma il cui ritorno rischia di essere rovinoso (in termini relazionali).
La ragione mi sembra intuitiva : se ci si convince di avere una sorte e una sensibilità che nessuno potrà mai capire, e se poi si comincia a leggere come indifferenza o peggio disprezzo quel che nell'altro...magari...deriva proprio dal fatto che anche lui/lei abbia i suoi stra-mazzi, mi sembra inevitabile che si finisca per chiudersi e irrigidirsi, tra timori e diffidenze, così falcidiando da soli le possibilità di un approccio sereno col prossimo, che resta la base di qualunque incontro umano.
Odio le citazioni. Dimmi quello che hai capito TU.
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#39 Messaggio da RyanTheNorthman »

ClaudiaK ha scritto:
RyanTheNorthman ha scritto: Su questo si potrebbe andare avanti all'infinito; si tratta semplicemente di punti di vista e di modi di vedere le cose.
Scusa Ryan : come fanno a essere "punti di vista" ?
Che tu (come me e come tutti) non sappia con quale piacere o con quali e quante contorsioni interiori il tuo prossimo riesca a vivere da "normale/adattato" una qualunque situazione, è un dato di fatto e non un'opinione.
Che tu (come molti) , da quello che A TE appare come "sereno adattamento altrui alla (non meglio identificata) <normalità>", tragga la conclusione che la maggior parte degli altri "sia meno diversa di te e si omologhi più facilmente" è un altro dato di fatto,
Che questa tua lettura del prossimo e delle sue "facilità da omologato" sia una conclusione che non è LOGICAMENTE autorizzata da nulla...è il terzo e conclusivo dato di fattto.
Detta semplice : come puoi minimizzare le diversità altrui e i loro portati, se tu stesso ammetti di non conoscerli, e se, anzichè cercare di conoscerli e immedesimarti, parti dal principio che (per dire) "vedi quei trentenni che si stanno facendo una tavolata a pizza e birra? Vedi che ridono e scherzano?... ehhhh beati loro nella loro insulsa normalità omologata!...sono io che soffro atrocemente e nessuno mi si fila per la mia "diversità!" ?
Permettimi di constatare che tra i vari FATTI l'unica opinione che si rintraccia è la tua, e il bello è che si profila come una opinione sulla realtà che, però, non si è minimamente curata di conoscere la realtà ALTRUI che pretende di leggere, o peggio "bollare in blocco", come si fa con i container dei mercantili dopo i controlli a campione. .
RyanTheNorthman ha scritto: Cosa intendi quando affermi che ti fa strano e non ti ispira niente di buono? Se pensi qualcosa riguardo me nello specifico, puoi dirlo apertamente, sempre se non ho frainteso.
Mi riferivo all'atteggiamento in sè, non a persone in particolare.
Mi fa strano perchè è un atteggiamento che non mi appartiene, e non mi ispira niente di buono perchè penso (e in effetti mi è capitato di osservare) che finisca per essere una "modalità boomerang", che non porta alcuna evoluzione a chi la lancia, ma il cui ritorno rischia di essere rovinoso (in termini relazionali).
La ragione mi sembra intuitiva : se ci si convince di avere una sorte e una sensibilità che nessuno potrà mai capire, e se poi si comincia a leggere come indifferenza o peggio disprezzo quel che nell'altro...magari...deriva proprio dal fatto che anche lui/lei abbia i suoi stra-mazzi, mi sembra inevitabile che si finisca per chiudersi e irrigidirsi, tra timori e diffidenze, così falcidiando da soli le possibilità di un approccio sereno col prossimo, che resta la base di qualunque incontro umano.
Perdonami, ma non capisco tutto questo accanimento nei miei confronti; ogni concetto che esprimo e cerco di spiegare viene "storpiato" e letto in un modo che crea solo fraintendimenti inutili, e tutto questo perché ho semplicemente commentato il messaggio dell'autore del thread, parlando poi anche della diversità, tematica che tra l'altro non ho introdotto io, dato che altre due persone ne hanno parlato prima di me, mentre io mi sono agganciato successivamente esprimendo la mia idea concorde con la loro. E lo ripeterò per l'ultima volta: ho i miei limiti, le mie incertezze, i miei difetti, come tutti!
Per il resto, se hai altro da aggiungere procedi pure, e trai tutte le conclusioni che ritieni opportune, d'altra parte in questo forum si può portare avanti un thread quanto si vuole, non c'è alcun limite; ma per quanto riguarda me, concluderò qui e ora questo contrasto (che è solo inutile, nonché dannoso per entrambe le parti). Perché ribadisco, non frequento questo forum per scontrarmi o litigare, né per procurarmi ulteriori malesseri mentali e fisici, che già bastano e avanzano al di fuori.
A questo punto, mi sento solo di dire che mi dispiace per la spiacevolezza che si è venuta a creare, e mi scuso con ognuno di voi.
Buona serata a te e a tutti quanti.
ClaudiaK
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#40 Messaggio da ClaudiaK »

RyanTheNorthman ha scritto:
Perdonami, ma non capisco tutto questo accanimento nei miei confronti
:facepalm: ....C.V.D.... (purtroppo)...

Limitidandoci a questo Forum (necessariamente, visto che non ci conosciamo personalmente) : chi non ti risponde (come da altro 3D) ti risulta spiacevolmente poco partecipe, ma ...chi ti risponde sembra non andarti bene A MENO CHE non ti confermi che tu sei una "vittima del sistema" e/o non si unisca al coro che lamenta un mondo brutto-cattivo-escludente-e...magari...anche stupidotto e superficiale, se non addirittura "crudele". :huh:

Io cercavo solo di rappresentarti che la vita non è servita su alcun piatto d'argento a nessuno (neanche a quelli che a cui lo sembra, se ci si limita a guardarli MOLTO SUPERFICIALMENTE da fuori). E che saper osservare-ascoltare-empatizzare col prossimo, piuttosto che darlo per scontato come ostile, nella media delle esperienze umane porta solo buone cose.

Buona Vita, Ryan. :hi:
Odio le citazioni. Dimmi quello che hai capito TU.
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