VeraVita ha scritto: 26/06/2026, 7:50Spesso si sente dire che "la vita non ci deve nulla".
Concordo.
Semplicemente perché "la vita" non è un sistema organizzato o un'entità. E' il "calderone" entro cui tutto accade, ma che non ha scopo né volontà. Quindi non c'è nessuno che si occupi delle creature al suo interno. Siamo in balia del Fato (nel senso di forza cieca che crea eventi casualmente, non di destino preordinato).
La vita è un po' come il mare: se cadi in mare non è che il mare pensa "Poverina, la voglio salvare" o "E' una brava persona, non merita di morire". Il mare non ha pensiero né scopo né volontà, per cui se vi cadi dentro sta a te saper nuotare, oppure affogare.
Perché "Il mare non ti deve nulla".
Eppure molte persone, almeno una volta, hanno provato la sensazione opposta.
E' vero, e secondo me accade per due errori percettivi fondamentali:
1. Si vede la vita come un "genitore" (come fosse un Essere più grande e potente di noi) --> E da un genitore ci aspettiamo che si occupi di noi.
2. Ci lasciamo convincere da qualche religione che esiste un Dio che gestisce tutto, che ci ama e ci tiene a noi --> Per cui se Dio è onnipotente e amorevole, è legittimo aspettarsi il suo supporto e aiuto.
- L'aspettativa 1 è a mio parere illusoria. La vita - come ho detto all'inizio - non è un'entità senziente; è un fenomeno.
- Sulla 2, mi piace ricordare gli ebrei nel ghetto di Varsavia, che pregavano Dio ed erano sicuri che sarebbe intervenuto a salvarli dai Nazisti (infatti pochi hanno lottato). Sappiamo tutti come è andata. E se Dio non è intervenuto per salvare gli ebrei, che sono tra i popoli con il rapporto più stretto col proprio Dio, che conclusione possiamo trarne?
Vi è mai successo? Se sì, in quale momento della vostra vita?
Un tempo credevo che tutto avesse un suo senso, e quindi l'Universo fosse "benevolo" e mi desse il suo supporto.
Poi nel 2010 c'è stato il terremoto ad Haiti: un posto povero e sfigatissimo, ed in più riceve una catastrofe naturale!
Riflettendoci, mi sono reso conto che la mia idea di Universo benevolo era solo una "favola new age" a cui mi piaceva credere, resa credibile dal fatto che vivevo in un Occidente privilegiato. Ma, in realtà, le cose accadono e basta (il Fato, appunto).
Credete che aspettarsi qualcosa dalla vita sia un errore oppure un tratto inevitabilmente umano?
E' certamente un tratto umano. Basti guardare il fatto che OGNI popolo ha inventato una - o più - religioni, anche per dare un senso agli eventi ed avere speranza nel futuro.
Quanto all'utilità:
- E' utile nella misura in cui ci rende fiduciosi e ottimisti, quindi ci incoraggia ad affrontare la vita.
- Ma è un errore se uno si aspetta passivamente che la vita gli porti ciò che desidera.
Pensate che questa sensazione nasca da promesse che ci siamo fatti da soli, da ciò che la società ci porta ad aspettarci o da un naturale desiderio di giustizia?
Credo che la società alimenti questa speranza. Sia per via della religione, che per una sorta di "contratto sociale": ci viene insegnato a "fare i bravi", e che se siamo bravi e onesti verremo "premiati" (o viceversa). Se invece ci venisse detto che non c'è un senso e tutto è casuale... che motivo avremmo di "fare i bravi" e seguire le regole?
PS: Gran bella domanda questa, complimenti.
