Ragazzafinita ha scritto: 04/07/2026, 20:48Già vivo così. O forse non vivo proprio. Non ho motivi per continuare.. la sofferenza non smetterà mai..
In effetti, più che vivere pare che sopravvivi. Non sei l'unica.
Quanto alla fine della sofferenza... mai dire mai. Nessuno può prevedere il futuro.

Ma potrebbe andare come dici tu. Quien sabe?
Io sono convinto che, se si comprende da dove proviene un problema (la radice, non il sintomo), nel 99% dei casi si può farci qualcosa.
Ma nel tuo caso sembra che nessuno abbia voluto indagare a fondo.
A volte questo accade quando c'è qualche "segreto di famiglia" che i più vogliono tenere sepolto.
Ma, da quel che dici, potrebbe essere anche solo disinteresse da parte di chi dovrebbe occuparsi di te.
Non ho idea delle origini, il medico ha dato delle ipotesi ma senza andare oltre
Data la mia formazione, tendo a ipotizzare una causa psicosomatica. Che, dati i sintomi, è ben nascosta nel profondo.
Ma potrebbe anche essere una causa fisiologica; in questo caso, però, i medici dovrebbero individuarla (se non è uno di quei casi rarissimi alla Dr. House).
Non voglio spiegarmi oltre, soprattutto perchè non importa davvero a nessuno.
Capisco il tuo scoraggiamento, perché questa sembra essere la reazione tipica del tuo entourage...
ma vorrei anche farti notare che, in pochi giorni, qui dentro già tre persone hanno mostrato che gli importa di te.
Quello che mi colpisce è la TUA stessa indifferenza verso te stessa. Come se ti importasse poco di te, solo di attenuare il dolore.
Questo potrebbe provenire dagli anni e anni di delusioni... ma può anche essere un introiettare il comportamento familiare (a loro non importa di me, quindi nemmeno a me importa di me).
Mentre per l'altro ancora peggio, non so davvero nulla.
Quel che intuisco dal poco che hai detto, è che non solo ti sei sentita amata poco e male in famiglia (e tuttora pare così). Ma hai anche ricevuto una sorta di "indifferenza" verso di te; come se tu non contassi nulla.
Se questo è vero, pare motivo sufficiente per una profonda sofferenza esistenziale:
"Io non sono niente e non conto nulla, sono solo un grande vuoto dolorante".
Su questa linea, ipotizzo anche - ma è solo un'idea - che il dolore fisico potrebbe essere un tentativo disperato del tuo inconscio per ricevere attenzione:
"Guardatemi, sto tanto male, occupatevi di me".
Non sono rari i casi di bambini trascurati che diventano "malaticci" perché quello è l'unico modo di ricevere attenzione e cure.
Gli altri hanno problemi seri, i miei in confronto non sono niente.
Capisco che questo sia il messaggio che ti arriva dal tuo ambiente.
Ma TU? Tu come consideri te stessa?