Una chiave di lettura sull'autolesionismo
Inviato: 12/08/2026, 18:01
Sto leggendo il libro "The body keeps the score" del dr. Bessel Van Der Kolk (ed. italiana "Il corpo accusa il colpo"), sui traumi e le loro conseguenze, non solo mentali ed emotive, ma anche su come modificano letteralmente il nostro corpo e cervello.
Un paragrafo mi ha fatto pensare agli atti di auto-lesionismo, che personalmente non ho vissuto, ma che mi hanno sempre fatto pensare che siano compiuti per attenuare un altra sofferenza sottostante. Questo passaggio dal libro lo conferma:
ITALIANO: <<Se un organismo è bloccato in modalità sopravvivenza, le sue energie sono concentrate sulla lotta contro nemici invisibili, il che non lascia spazio al prendersi cura e all'amore [1]. Per noi umani, significa che finché la mente si difende da assalti invisibili, i nostri legami più stretti sono minacciati, insieme alla nostra capacità di immaginare, pianificare, giocare, imparare e prestare attenzione ai bisogni degli altri [1].
Le emozioni intense coinvolgono non solo la mente, ma anche la pancia ed il cuore [2]. Quando la mente è fortemente eccitata, influisce immediatamente sullo stato dei visceri.
Sperimentiamo le nostre emozioni più devastanti come sensazioni strazianti e dolore profondo. Finché registriamo le emozioni principalmente nella nostra testa, possiamo mantenere un certo controllo, ma la sensazione del petto che scoppia o di un pugno nello stomaco è insopportabile. Siamo disposti a tutto pur di far sparire queste terribili sensazioni viscerali [3], che si tratti di aggrapparci disperatamente a un'altra persona, di annebbiarci con droghe o alcol, o di tagliarci la pelle per sostituire le emozioni travolgenti con sensazioni definibili [4]. Quanti problemi di salute mentale, dalla tossicodipendenza all'autolesionismo, iniziano come tentativi di far fronte all'insopportabile dolore fisico delle nostre emozioni?>>
ENGLISH: <<If an organism is stuck in survival mode, its energies are focused on fighting off unseen enemies, which leaves no room for nurture, care, and love [1]. For us humans, it means that as long as the mind is defending itself against invisible assaults, our closest bonds are threatened, along with our ability to imagine, plan, play, learn, and pay attention to other people’s needs [1].
Intense emotions involve not only the mind but also the gut and the heart [2]. When the mind is strongly excited, it instantly affects the state of the viscera.
We experience our most devastating emotions as gut-wrenching feelings and heartbreak. As long as we register emotions primarily in our heads, we can remain pretty much in control, but feeling as if our chest is caving in or we’ve been punched in the gut is unbearable. We’ll do anything to make these awful visceral sensations go away [3], whether it is clinging desperately to another human being, rendering ourselves insensible with drugs or alcohol, or taking a knife to the skin to replace overwhelming emotions with definable sensations [4]. How many mental health problems, from drug addiction to self-injurious behavior, start as attempts to cope with the unbearable physical pain of our emotions?>>
Premetto che molto spesso le persone che hanno subito dei traumi (a meno che siano stati evidenti come guerre o aggressioni), non se li ricordano. Per cui per capire certe situazioni bisogna basarsi sui sintomi e sugli stati d'animo, non sui ricordi (la memoria è sovente poco affidabile).
- [1] Quando abbiamo subito traumi, la nostra mente spesso rimane in uno "stato di allarme" (cerca di prevenire ulteriori pericoli), anche se sono accaduti tanti anni fa. Nella misura in cui la mente è in uno stato di costante allarme, ha poche risorse per dedicarsi ad altro, e ciò produce conseguenze tipo : difficoltà di concentrazione o apprendimento, ansia, preoccupazioni continue, agitazione, nervosismo, irritabilità, difficoltà di relazione, scarsa capacità di godersi le cose, abulia o depressione.
- [2] Gli stati d'animo conseguenti ai traumi non sono solo emotivi, ma producono sensazioni fisiche molto intense, e spesso insopportabili. Possiamo provare un malessere profondo e devastante, anche se non ne capiamo l'origine.
- [3, 4] Poiché queste sensazioni orribili continuano (finché il trauma non è stato affrontato e superato), col tempo cerchiamo qualsiasi mezzo per attenuarli: persino procurarci dei danni fisici rappresenta un "sollievo" (un taglio è una sensazione sopportabile e che possiamo gestire, rispetto al dolore viscerale profondo di un malessere su cui non abbiamo controllo).
In sintesi, l'auto-lesionismo è una forma di sofferenza per sfuggire ad una sofferenza ben maggiore. Anche se dall'esterno appare incomprensibile.
Però è una "fuga" momentanea, perché serve solo a distogliere la mente sul momento, ma non va alla radice della sofferenza originaria. Proprio come fanno altre forme di "fuga dal dolore": droghe, gioco d'azzardo, relazioni malsane od altri tipi di dipendenze.
Naturalmente non c'è mai un'unica spiegazione possibile per i problemi. Quindi non sto dicendo che l'auto-lesionismo è sempre originato da traumi. Però leggendo questo libro risulta evidente che molti problemi emotivi e personali abbiano tale origine.
Suggerisco quindi a chi si fal del male di non pensare di essere "sbagliato" o "fatto male"; bensì che è una persona "danneggiata" da eventi su cui non ha avuto controllo, e di cui non ha colpa.
Piuttosto, sarebbe utile chiedersi "Cosa potrebbe essermi successo, o mi hanno fatto, che ha generato quel dolore insopportabile che mi spinge a tagliarmi? Che messaggio mi sta mandando quel dolore? Di cosa parla?". Le cose non capitano per caso. Quel dolore deve per forza arrivare da qualche evento.
Un paragrafo mi ha fatto pensare agli atti di auto-lesionismo, che personalmente non ho vissuto, ma che mi hanno sempre fatto pensare che siano compiuti per attenuare un altra sofferenza sottostante. Questo passaggio dal libro lo conferma:
ITALIANO: <<Se un organismo è bloccato in modalità sopravvivenza, le sue energie sono concentrate sulla lotta contro nemici invisibili, il che non lascia spazio al prendersi cura e all'amore [1]. Per noi umani, significa che finché la mente si difende da assalti invisibili, i nostri legami più stretti sono minacciati, insieme alla nostra capacità di immaginare, pianificare, giocare, imparare e prestare attenzione ai bisogni degli altri [1].
Le emozioni intense coinvolgono non solo la mente, ma anche la pancia ed il cuore [2]. Quando la mente è fortemente eccitata, influisce immediatamente sullo stato dei visceri.
Sperimentiamo le nostre emozioni più devastanti come sensazioni strazianti e dolore profondo. Finché registriamo le emozioni principalmente nella nostra testa, possiamo mantenere un certo controllo, ma la sensazione del petto che scoppia o di un pugno nello stomaco è insopportabile. Siamo disposti a tutto pur di far sparire queste terribili sensazioni viscerali [3], che si tratti di aggrapparci disperatamente a un'altra persona, di annebbiarci con droghe o alcol, o di tagliarci la pelle per sostituire le emozioni travolgenti con sensazioni definibili [4]. Quanti problemi di salute mentale, dalla tossicodipendenza all'autolesionismo, iniziano come tentativi di far fronte all'insopportabile dolore fisico delle nostre emozioni?>>
ENGLISH: <<If an organism is stuck in survival mode, its energies are focused on fighting off unseen enemies, which leaves no room for nurture, care, and love [1]. For us humans, it means that as long as the mind is defending itself against invisible assaults, our closest bonds are threatened, along with our ability to imagine, plan, play, learn, and pay attention to other people’s needs [1].
Intense emotions involve not only the mind but also the gut and the heart [2]. When the mind is strongly excited, it instantly affects the state of the viscera.
We experience our most devastating emotions as gut-wrenching feelings and heartbreak. As long as we register emotions primarily in our heads, we can remain pretty much in control, but feeling as if our chest is caving in or we’ve been punched in the gut is unbearable. We’ll do anything to make these awful visceral sensations go away [3], whether it is clinging desperately to another human being, rendering ourselves insensible with drugs or alcohol, or taking a knife to the skin to replace overwhelming emotions with definable sensations [4]. How many mental health problems, from drug addiction to self-injurious behavior, start as attempts to cope with the unbearable physical pain of our emotions?>>
Premetto che molto spesso le persone che hanno subito dei traumi (a meno che siano stati evidenti come guerre o aggressioni), non se li ricordano. Per cui per capire certe situazioni bisogna basarsi sui sintomi e sugli stati d'animo, non sui ricordi (la memoria è sovente poco affidabile).
- [1] Quando abbiamo subito traumi, la nostra mente spesso rimane in uno "stato di allarme" (cerca di prevenire ulteriori pericoli), anche se sono accaduti tanti anni fa. Nella misura in cui la mente è in uno stato di costante allarme, ha poche risorse per dedicarsi ad altro, e ciò produce conseguenze tipo : difficoltà di concentrazione o apprendimento, ansia, preoccupazioni continue, agitazione, nervosismo, irritabilità, difficoltà di relazione, scarsa capacità di godersi le cose, abulia o depressione.
- [2] Gli stati d'animo conseguenti ai traumi non sono solo emotivi, ma producono sensazioni fisiche molto intense, e spesso insopportabili. Possiamo provare un malessere profondo e devastante, anche se non ne capiamo l'origine.
- [3, 4] Poiché queste sensazioni orribili continuano (finché il trauma non è stato affrontato e superato), col tempo cerchiamo qualsiasi mezzo per attenuarli: persino procurarci dei danni fisici rappresenta un "sollievo" (un taglio è una sensazione sopportabile e che possiamo gestire, rispetto al dolore viscerale profondo di un malessere su cui non abbiamo controllo).
In sintesi, l'auto-lesionismo è una forma di sofferenza per sfuggire ad una sofferenza ben maggiore. Anche se dall'esterno appare incomprensibile.
Però è una "fuga" momentanea, perché serve solo a distogliere la mente sul momento, ma non va alla radice della sofferenza originaria. Proprio come fanno altre forme di "fuga dal dolore": droghe, gioco d'azzardo, relazioni malsane od altri tipi di dipendenze.
Naturalmente non c'è mai un'unica spiegazione possibile per i problemi. Quindi non sto dicendo che l'auto-lesionismo è sempre originato da traumi. Però leggendo questo libro risulta evidente che molti problemi emotivi e personali abbiano tale origine.
Suggerisco quindi a chi si fal del male di non pensare di essere "sbagliato" o "fatto male"; bensì che è una persona "danneggiata" da eventi su cui non ha avuto controllo, e di cui non ha colpa.
Piuttosto, sarebbe utile chiedersi "Cosa potrebbe essermi successo, o mi hanno fatto, che ha generato quel dolore insopportabile che mi spinge a tagliarmi? Che messaggio mi sta mandando quel dolore? Di cosa parla?". Le cose non capitano per caso. Quel dolore deve per forza arrivare da qualche evento.