Aiuto su come comportarmi con mio figlio

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home57
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Aiuto su come comportarmi con mio figlio

#1 Messaggio da home57 »

Ciao a tutti, vi scrivo questo messaggio perchè probabilmente sono arrivato a non averne più con mio figlio di 7 anni e mezzo, prima di spiegarvi ciò che mi ha spinto a scrivere qua parto dall'inizio, sono sposato e abbiamo due bambini (l'ultimo ha un anno) , non abbiamo avuto problemi nel cercare la gravidanza, l'ultimo è arrivato al primo tentativo....... il grande per 18mesi non ci ha fatto dormire ma alla fine dici va bè pazienza capita, da premettere che è sempre stato molto ma molto (e lo è tuttora)......... ma tanta era la gioia che alla fine tutto si sopporta, ricordo che dissi a mia moglie non facciamo alcun test come viene lo prendiamo, sappiamo dargli tutto l'amore di cui merita, ed effettivamente è stato ed è cosi......... Io prima di avere il bimbo a differenza di mia moglie non avevo un posto di lavoro a tempo Indeterminato, ma ho sempre lavorato, sono un infermiere , mia moglie idem, dopo la nascita del primo figlio ho detto devo fare qualcosa di piu, e cosi ho iniziato a studiare per prepararmi ad un corcorso pubblico, unica pecca il concorso all'epoca l'ho fatto fuori regione, ciò comportava la separazione seppur momentanea tra mia moglie ma soprattutto mio figlio, per lui ero il cardine di tutto, spiega a un bambino di quasi 3 anni (con il covid di mezzo) che papà dovrà andare via per un pò........ Comunque quando avevo i giorni liberi ero sempre a casa (parliamo di quasi 3 ore di strada) mio figlio frequentava il primo anno di materna, un giorno (maledetto quel giorno) c'era la riunione ovviamente per i tempi a distanza tra maestre e genitori, dopo aver rotto il ghiaccio la maestra ci dice " ma voi non avete notato niente in vostro figlio"? detto col sorriso pensavamo io e mia moglie a una cosa bella, poi la maestra lo ripete altre due/tre volte in modo più serioso........ e allora io e mia moglie rispondiamo che non abbiamo notato nulla, nulla di importante almeno (avendo avuto a che fare a lavoro in tempi passati anche con persone disabili).... la maestra ci dice che il bimbo ripete le stesse cose, gioca con le stesse cose e non distingue i colori, non capisce il contesto delle cose, ad esempio se gli dico come stai lui risponde e il mio papà ecc ecc......... per me da quel giorno è la mia morte........ Ai tempi comunque non ci siamo fatti prendere dal panico, abbiamo fatto vedere il bambino da una neuropsichiatra che ci dice (senza rilasciarci nulla perchè sarebbero servite altre sedute) che il bimbo per lei per quanto visto da un punto di vista puramente cognitivo non ha niente......... io allora dico ok basta cosi, da considerare che il bimbo le prime settimane della mia assenza a scuola era triste e chiedeva sempre di me... le maestre all'epoca non hanno avuto nemmeno il tatto (pur sapendo la situazione) di non far pesare la lontananza del padre, anzichè coccolarlo lo hanno "etichettato"....... comunque a fine anno il bimbo sapeva i colori e cosi via. Inizio del secondo anno stessa musica, (va detto che la scuola non godeva di buona nomina, per un caso oltretutto di maltrattamenti ai bambini che usci pure sui tg nazionali) noi andiamo avanti nel frattempo cresceva e piano piano pensavamo si sistema tutto, terzo anno grosso modo sulla falsariga dei primi due, ma con la bella notizia che finalmente mi ero riavvicinato, adesso lavoravo finalmente in regione anche se dovevo comunque fare un pò di strada, ma almeno ero a casa tutti i giorni. Nel frattempo abbiamo avuto la bella notizia che saremmo diventati di nuovi genitori, il bimbo anche lui felice perchè finalmente poteva giocare con un fratellino o sorellina......... finisce il terzo anno le maestre non pronunciano mai la parola sostegno ma la lasciano pronunciare a me........ col fatto che lo vedono a volte anche goffo nei movimenti (cosa non vera perchè il bimboha sempre praticato nuoto e sport di squadra)........ anche qua andiamo per la nostra strada sicuri che con l'inizio delle elementari ci sarà la svolta. Iniziamo questo percorso.......... facciamo i colloqui con le maestre ci dicono si è un pò movimentato ma sono anche gli altri cosi, purtroppo questi sono i risultati post covid ma state tranquilli che lo recuperiamo..... A metà anno facciamo altri colloqui, anche qua molto rassicuranti.... Inizia il secondo anno anche qui molti miglioramenti , insomma tutto bello, quest'anno ha fatto le prove per la DSA le maestre state sereni perchè non ci saranno problemi........ infatti ci chiamano per dirci che nostro figlio ha sbagliato tutto quello che si poteva sbagliare, da dire che io qualche campanello di allarme lo avevo visto perchè miglioramenti nel secondo anno io onestamente non ne ho visti, soprattutto in matematica , a fine anno le maestre ci convocano per la riunione di fine anno........ci dicono che il bimbo è migliorato tantissimo (io invece sostengo il contrario) ma che però ha troppa fantasia, tipo dice che in casa ci sono i draghi , che è scoppiato un grande incendio insomma tutte queste cose, per me sono dovute al fatto che soprattutto in mia assenza mia moglie gli ha fatto vedere troppo youtube, e anche le maestre pensano questo............ comunque alla fine ci dicono che il bimbo va bene è bravo in questo è meno bravo in quello ecc ecc. Adesso partiamo dal vero problema............questo detto finora era giusto una piccola (oddio....) prefazione, io mi sento davvero un fallimento con mio figlio, mi sento vuoto, impotente perchè purtroppo vedo in lui qualcosa che non va, tante volte soprattutto negli ultimi tempi non se lo stress dovuto al lavoro, dico tra me e me maledetto quel giorno............ io lo amo mio figlio ma ultimamente sento di aver gettato la spugna, a settembre gli faremo fare delle visite per metterci l'anima in pace , io con lui vorrei fare tante cose, tipo uscire in bici ma lui pur sapendola portare perchè gliel'ho insegnato si rifiuta, è un continuo no, no questo no quello, lui è sempre in movimento, non sta fermo, per fare dei compiti di fa esasperare, si alza di continuo, io vedo che non è proprio al 100 secondo me....... e la cosa mi rende davvero triste , mi sento di aver fallito, addirittura vorrei morire per il fallimento che ho messo al mondo e aggiungo anche che secondo me lui non sentirebbe nemmeno la mancanza.......... io vedo i ragazzini della sua età ma anche un anno piu piccoli mi sembrano molto ma molto diversi, il mio è sempre molleggiato, non ti dice mai nulla di sensato, lui parla sempre ma alla fine non dice niente di concreto, dice sempre le sue cose (le sue solite cose), giochi a parte due cose non sa fare, io non lo vedo portato in niente........... io lo vedevo prima come il mio campione , adesso lo vedo come il mio fallimento, gli voglio bene ma ultimamente non glielo dimostro, mi da a volte anche fastidio che mi tocca, non so davvero cosa fare...... gli dici mi raccomando comportati bene quando usciamo e che gli ho detto......... mi fa sempre sclerare, non ascolta mai nulla, tante volte dice pure cose brutte che avvalorano sempre di piu la tesi che c'è qualcosa che non va, io anche in virtù del lavoro che faccio , quando arrivano a lavoro casi di ragazzi autolesionisti dico sempre no voglio vedere mio figlio un giorno qua, e torno con l'obiettivo di cambiare di ascoltarlo di piu di dedicargli piu tempo, ma poi abdico miseramente, come se no avessi più voglia di perderci tempo, tanto penso e dico comunque qualsiasi cosa faccio è tempo perso.............. , penso tante volte era forse meglio averlo avuto con una disabilità accertata dalla nascità anzichè una disabilità "celata nel buio"........... io penso che abbia qualche disturbo comportamentale oltre ad una grande iperattività............. non sò davvero più cosa fare, io tante volte pur di non stare con lui preferisco stare a lavoro, una volta guai a chi mi toccava qualcosa di lui, oggi io sono il primo che se ad esempio mi regala un disegno, magari dopo ch emi ha fatto arrabbiare che lo strappo , come appunto a dire io non lo accetto........... scusate se mi sono dilungato ma sono davvero disperato.
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#2 Messaggio da Royalsapphire »

Caro amico,
Forse tu parli così perché sei stanco.
Hai un bimbo impegnativo, un lavoro pieno, e un nuovo piccolo arrivato. È tanta roba!
Quando si perde il sonno e la serenità può capitare di arrivare a fine giornata allo strenuo delle forze e pensare che la parola fallimento lampeggi in rosso da tutte le parti!
Hai bisogno di una diagnosi per accettare l’idea di avere un figlio diverso dagli altri? Che genitore saresti in tal caso?
Tuo figlio ti ama, anche se non te lo dimostra, anche se ti dice brutte parole, o fa cattive azioni. Non si rende conto di ciò che fa, e se un domani potrà rendersene conto, di sicuro non sarà un autolesionista se avrà potuto contare sul tuo amore di padre, nonostante tutte le tue fragilità. I figli lo sentono, l’amore dei propri genitori, anche se loro si fanno scappare discorsi duri o cattive azioni, per stanchezza e sfinimento.
Non sei un santo, sei un essere umano, quindi non ci trovo alcun male nel leggerti quando dici che spesso preferisci lavorare piuttosto che stare con tuo figlio, perché lì è la tua stanchezza che parla! Tu senti di dare il massimo e senti che non è abbastanza per lui, e quindi ti avvilisci!
Cerca di essere comprensivo con te stesso, ma tieni sempre presente che tuo figlio ha bisogno di te, ha bisogno che tu sia forte, perciò quando non lo sei, puoi sempre scusarti, e riprometterti di rialzarti di nuovo!!!
Abbi anche speranza per il futuro, tutto può cambiare.
Ti assicuro che se le maestre non hanno nulla da dirti, è perché davvero non hanno nulla da dire, il che è sempre meglio così, che tornare a casa con polemiche da parte della Scuola.
Ti consiglio però di cercare un nuovo psichiatra infantile, se senti che c’è qualcosa che il tuo professionista non sta notando!
Non c’è niente di male a rivolgersi a qualcun altro.
Hai mai pensato che tuo figlio possa aver sviluppato una parte più delle altre? Questo è proprio anche di bambini APC. E in ogni caso, qualsiasi cosa sia tuo figlio, merita di essere visto, accettato e difeso da te.
Ognuno di noi riceve dei doni, non per caso, ma perché Dio non dà mai croci che non si possano sopportare. Possiamo cadere e ricadere ripetutamente, importante che ci rialziamo, per noi, per i nostri figli!
Non sei solo :luce:
:tao: :rose: :mask: :luce: :home1:
Cordis
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#3 Messaggio da Cordis »

Se al momento non ne puoi più, io ne parlerei con tua moglie, magari fa' in modo di restare fuori casa qualche giorno, in modo da "staccare".
Può sembrare strana come soluzione, ma secondo me tutto fa' brodo, purché funzioni!
Tu sei un essere umano e non puoi dare quello che non c'è, ma al tempo stesso i bambini vedono e sentono tutto... attenzione.
Come ti hanno consigliato, rivolgersi ad altri professionisti puo essere necessario, se poi non salta fuori niente tanto meglio, ma nel frattempo non è il caso di aspettare.
Quanto al sentirsi un fallito, non so che dirti, io leggendoti non ho pensato questo, mi sei semplicemente sembrato un genitore in difficoltà, tanto di cappello.
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RyanTheNorthman
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#4 Messaggio da RyanTheNorthman »

Ciao e benvenuto. Per cominciare, posso dirti che principalmente mi trovo d'accordo con le risposte che ti sono state date: data la situazione complicata che ha avuto su di te un grande impatto psicologico, cosa normale e comprensibile, potresti affrontare il discorso in modo approfondito insieme a tua moglie per valutare al meglio il da farsi, potresti provare a staccare un po' per qualche tempo, in modo da riprenderti e riuscire a pensare a mente fresca; in base a tutto ciò che descrivi, tuo figlio potrebbe effettivamente avere delle difficoltà/disturbi (DSA, APC, ADHD, ecc.) oppure può anche darsi che stia manifestando un disagio emotivo, perciò, a mio parere, è molto importante indagare in merito, di modo da poter comprendere meglio le sue emozioni e i suoi bisogni, e di conseguenza dargli il supporto necessario; inoltre, sarebbe molto utile una terapia familiare, dalla quale ne beneficereste tutti voi.
Quello che però mi ha colpito sono state le seguenti frasi: "lo vedo come il mio fallimento", "vorrei morire per il fallimento che ho messo al mondo", "secondo me non sentirebbe nemmeno la mia mancanza"; queste affermazioni, riferite a tuo figlio (sempre se non ho capito male), sono molto forti, e aldilà della stanchezza, spero che tu te ne renda conto; perciò, quello che mi sento di dirti è di sforzarti il più possibile a non alimentare tali pensieri, poiché potrebbero portare ad allontanarti progressivamente da lui, cosa che non merita assolutamente e che inoltre avrà delle ripercussioni. Ti parlo per esperienza personale di figlio che è stato trascurato per anni, fin dall'infanzia, dal proprio padre, e che ha pagato e sta ancora pagando le conseguenze di ciò; oltrettutto, per mia madre, nonostante mi voglia bene, non rappresento ciò che avrebbe voluto, il figlio ideale (o meglio, la figlia ideale, ma qui entriamo in un discorso lungo e complicato, e non voglio deviare dall'argomento trattato).
Perciò ti dico: prenditi cura di tuo figlio al meglio che puoi, educalo, fallo crescere con sani principi, fallo esplorare, fagli sviluppare le proprie idee, non giudicarlo troppo negativamente, non paragonarlo agli altri, ascoltalo, sostienilo, fa prevalere il tuo amore paterno, anche se non è il figlio che ti aspettavi, perché, aldilà di tutto, l'hai messo al mondo!
Lui ti ama a sua volta, anche se ora non lo dimostra, e vedrai che un giorno tutto ciò che hai fatto darà i suoi frutti, e ti ringrazierà.
Scusami se sono stato molto diretto, ma il tuo racconto mi ha toccato e mi ha fatto anche sentire un po' "coinvolto", data l'esperienza che ho vissuto, inoltre, personalmente ho sentito troppe storie di genitori assenti o che maltrattano i propri figli, perché questi ultimi magari non rispecchiano le loro aspettative.
Detto ciò, auguro a te e a tutta la tua famiglia serenità e buona fortuna nel vostro percorso.
Insert Coin
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#5 Messaggio da Insert Coin »

Non sono genitore, lungi da me dare giudizi su dinamiche a me sconosciute, sono pero' stato figlio..
"Lo vedevo come il mio campione.."
Personalmente non ricordo di essermi mai sentito "un campione" , lo stesso vale per i miei 3 fratelli. Grandi aspettative su di noi non ci sono mai state, tante altre famiglie assomigliavano alla mia, non eravamo mica l'unico caso?
Venivamo chiamati tutti coi nostri nomi di battesimo, si usava cosi', adesso invece sembrano avere tutti lo stesso nome : AMORE!!!!
Nessuno chiama più i figlii per nome, ci fate mai caso? Questo già rende l'idea di quanto impattante sia diventare genitore oggi.
Le aspettative, a differenza di prima, sono sempre molto alte e questo forse non è cosi' positivo come può apparire..
Tutti vorrebbero dei "campioni", il problema è che tanti noni riescono a diventarlo..
Un genitore per logica dovrebbe concentrare più amore sui figlii bisognosi, o no? Mi pare invece di aver letto il contrario..
Non è sicuramente questo l'argomento in cui sono più ferrato..
Il mio parere da figlio si chiude qua..
Cordis
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#6 Messaggio da Cordis »

home57 come va? Come te la stai passando?
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Lena_
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#7 Messaggio da Lena_ »

Io provo molta empatia per tuo figlio.

Sappi che i figli, quando sono amati in modo condizionale, lo sentono e se lo portano dietro negli anni.

Premesso: le mie parole non vogliono colpevolizzare te (non mi permetterei mai, non cammino nelle tue scarpe), ma farti provare a vedere il punto di vista di tuo figlio.

Credo che la tua assenza sia pesata molto per lui e abbia avuto un impatto: era pur sempre un bambino molto piccolo e quando sono così piccoli hanno il bisogno di avere le figure di riferimento vicine.
Credo che, oggi, il tuo atteggiamento ambivalente verso di lui non gli faccia granché bene. Lui non ha colpe, è probabilmente un bambino più sensibile della media, che ha sofferto e sta soffrendo ora.

Non è un disadattato, ma trattandolo come tale cosa credi che succederà? Si sentirà diverso e sbagliato.

Sicuramente il bambino ha molta fantasia (vedi quando dice che ci sono i draghi in casa), e a volte la fantasia è un rifugio. Al di là di youtube o altro, forse è il caso di iniziare a guardare a questo bambino come una piccola persona che sta crescendo ed esprime un disagio e una sofferenza, che deve essere accolta e gestita, e non come un caso umano da etichettare e discriminare.
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