Pensieri costanti sulla morte e sul suicidio

MyHelp: Forum di mutuo aiuto, di prevenzione del suicidio e di gestione delle crisi.
A volte si pensa di non aver più nulla da perdere, nè più motivi di esistere.
E' facile pensarlo se non si ha qualcuno con cui confrontarsi. La vita è piena di insidie, ed è facile perdersi. Ma spesso basta una mano per rimettersi in piedi.
Ma questo è anche un forum sulla Morte, il più grande tabù nella storia dell'essere umano, la paura più grande.
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Asmodeo
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Pensieri costanti sulla morte e sul suicidio

#1 Messaggio da Asmodeo »

Ciao, sono contento che esista un forum del genere.
Sono un ragazzo di 33 anni. Dal punto di vista patologico traumatico sono diagnosticato bipolare di tipo 1, autismo di tipo 1 e ADHD. All'età di 3 anni sono stato abusato sessualmente dalla mia maestra delle elementari, non so se è stata una o più occasioni ma le mie immagini in mente sono abbastanza chiare sui fatti. Durante tutta la mia esperienza scolastica ho subito bullismo fisico violento, bullismo psicologico e isolamento a causa della mia diversità. Ho avuto amici ma con il tempo ho capito che per la maggior parte delle volte mi usavano per ampliare il loro senso di inferiorità mascherato da ego.
Vivo ancora con i miei genitori e la cosa mi umilia molto.
Non ho mai avuto grandi successi scolastici o universitari nonostante durante un test è risultato che il mio QI si aggiri intorno al 135/140.
Non dico queste cose per far vedere quanto è stata infelice la mia vita. La mia fede cristiana e la mia esperienza nella chiesa mi ha aiutato molto e mi ha dato luce per vedere come Dio è sempre stato presente nella mia vita e mi ha dato enorme gratitudine.
Il primo delirio psicotico l'ho avuto a 19 anni e per 5 anni credevo di essere pazzo, non sapevo che cosa fosse il disturbo bipolare. Dopo altri episodi alternati a depressioni croniche sono stato ricoverato e mi è stata data una terapia farmacologica ma con il passare del tempo gli sbalzi d'umore non passavano. Siamo arrivati a una prescrizione di 8 farmaci e 2 per dormire.
Ho deciso di cambiare psichiatra a 30 anni che nel giro di tre anni li ha ridotti a 3. Viene definito un luminare ed è dottore e professore di psichiatria.
Sono seguito anche da una psicologa cognitivo comportamentale e da subito dopo la diagnosi di autismo ho preferito farmi seguire da loro.
Ho tentato il suicidio 3 volte attraverso i farmaci ma ogni volta li ho vomitati per lo stesso motivo, non volevo rovinare la vita a il mio fratello più piccolo. Un Fratello a cui voglio veramente bene, intelligente, creativo che è riuscito ad entrare in una prestigiosa università. Non lo potevo sopportare.
A gennaio/ febbraio 2025 però ho passato la depressione più brutta della mia vita, iniziata da ottobre e durata fino a marzo.
Li ho cercato online ogni tipo di soluzione possibile per togliermi la vita. Ero disposto anche a bere acqua ragia o acetone.
Poi ho scoperto un sito nel dark web che non nominerò, dove un ex militare spiegava come ogni metodo conosciuto non dava una certezza di morte. La sua soluzione era pratica, semplice e veloce e acquistare gli stumenti, due, non richiedeva niente. Li ho comprati ma non l'ho fatto. Non perché non lo volessi fare, ma per una concatenazione di eventi che me lo ha impedito e poi la spinta per farlo è sparita e io ero arrabbiato perché non c'era più.
La depressione è sparita, quella brutta, e la maggior parte del tempo posso dire di essere di "buon umore" ma il desiderio di morire e il desiderio del suicidio è costantemente presente, ogni giorno. Non mi abbandona mai.
Non riesco nemmeno a piangere, ho solo il pensiero che se riuscissi a farlo tutto questo tormento finirebbe, che ci sarebbe pace. E che il mio Dio non mi giudicherebbe.
Io non voglio dire che sono una vittima innocente. Ho fatto e detto tante cose brutte a tante persone, però sono stanco.
Non ce la faccio più.
Non voglio farlo, vorrei essere felice, felice davvero. Ma mi sembra impossibile.
Conosco già tutte le cose che si dicono in questi casi, "vedrai, le cose cambieranno, sarai felice"
Ho 33 anni e tutte le mie malattie e i miei traumi nonostante le terapie, i ricoveri, i sostegni di una famiglia che mi vuole bene, la fede, i farmaci, non hanno cambiato nulla.
Sono solo, anche se potete dirmi che non sono solo perché altri come me vivono la mia stessa situazione non cambia nulla. Io sono solo e se dovessi morire o mi trasformerei in nulla o verrei accolto da un Dio misericordioso.
So che sto scrivendo questo perché dentro di me c'è il desiderio di vivere ma la voragine che ho dentro è sempre più grande. I miei famigliari, a cui voglio tanto bene, mi sembrano sempre più distanti. è troppo difficile da spiegare.
Volevo scrivere solo questo.
Cordis
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#2 Messaggio da Cordis »

Non so se sono la persona adatta a risponderti, ma vorrei provare.
Non sono bipolare ne autistico, ho avuto in passato sintomi depressivi e allucinazioni, non meglio diagnosticate, si ho avuto anche pensieri suicidari, attualmente ho risolto (!!!) grazie a psicanalisi (junghiana) e farmaci (2).
Mia madre soffriva di depressione maggiore, nel corso della vita ha cambiato vari terapeuti oltre a un sacco di farmaci diversi, ha tentato il suicidio un sacco di volte, fino all' ultima, che ha avuto successo...
Penso che la tua infanzia sia stata molto dura, è comprensibile che tu ne soffra e ne porti i segni, ma è una cosa molto buona il fatto che tu "ricordi".
Penso sia una cosa (molto) positiva il fatto che tu sia riuscito a ridurre di molto il numero dei farmaci che prendi. Spero si tratti di farmaci moderni e con effetti collaterali limitati o nulli.
Non ho mai fatto terapia cognitivo comportamentale, stando a quello che dici e come lo dici, sicuramente dei risultati li hai ottenuti, ma ora ti occorre di raggiungerne degli altri, per migliorare la tua qualità di vita. Potresti iniziare un percorso di psicoanalisi (junghiana o freudiana moderna), parlane pure col tuo terapeuta attuale, se è bravo e coscienzioso saprà consigliarti da chi andare o perlomeno a chi chiedere.
Certo, la psicoanalisi non da risultati rapidi, ma deve poterti portare più in là, rispetto a dove sei arrivato ora.
Continua a fasarti col tuo psichiatra per la terapia farmacologica, vedi se ritiene consigliabile fare degli altri cambiamenti.

Intanto auguri, dicci come ti vanno le cose :)
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Asmodeo
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#3 Messaggio da Asmodeo »

Grazie Cordis per la tua risposta.
Non credo che le qualifiche rendano più adatte a dare una risposta a quello che ho scritto.
Conosco la psicoanalisi Junghiana ma non l'ho mai praticata, ho seguito quella cognitivo-comportamentale perché mi era stato detto che era la più adatta alla mia condizione. Ora che ho la diagnosi di autismo mi seguirà una specialista che è esperta di tutte e tre le mie caratteristiche, non so ancora quale tipologia metodologica utilizzerà. Ora prendo il Carbolithium, Gabapentina e Lamotrigina. Ma siccome soffro di insonnia cronica prendo anche Rivotril e Lormetazepam. Per l'ADHD prendo il Ritalin, ma questi ultimi tre non li faccio rientrare nel concetto di farmaci per la cura.
Mi dispiace molto per tua mamma, non posso immaginare cosa significa vivere questa situazione dal punto di vista di un figlio. Se posso chiederlo, se non è una domanda inopportuna, quanti anni avevate tu e lei quando è successo?

Nella mia famiglia mia sorella minore, la penultima, ha tutte le mie stesse caratteristiche patologiche e neurologiche ma gli specialisti sono indecisi se si tratti di disturbo bipolare o disturbo borderline di personalità. Con gli altri membri della famiglia è praticamente un demone ma io e lei ci capiamo molto, non ha mai fatto atti autolesionistici, né ideazioni. Non sa di me. Solo i miei genitori lo sanno e i miei specialisti.
La mia famiglia invece è complicata.
Da parte di mio padre mio zio è schizofrenico, da parte di mia madre invece è tutto un casino: mio zio, al quale volevo molto bene si è tolto la vita 3 anni fa, mia zia è bipolare e l'altro mio zio ha un altro problema che non scriverò.
L'Autismo invece lo abbiamo in 3 in famiglia e l'ADHD in 2.
Insomma, la genetica non è molto dalla nostra parte.
Lo sto scrivendo non per fare paragoni ma per condividere.

Il medico da cui vado viene chiamato luminare e ha scritto una marea di libri sul disturbo bipolare, quindi mi fido di lui dal punto di vista farmacologico.
Il mio umore è stabile da tanto tempo, nel senso che non ho depressione. Avere quei pensieri e la tristezza non la considero depressione, perché l'ho sperimentata ed è molto diversa...

So che non mi arrenderò, lo so perché ormai tutte queste ferite hanno creato una forte resilienza in me. Ma questo dolore è assurdo.
Credo che sia iniziato quando ho trovato il metodo da quel sito.
Quel sito non dovrebbe esistere ma capisco che esista e quell' ex militare che ha spiegato nel dettaglio come fare, addirittura con un video, mi è rimasto impresso nella testa. Anche come spiegava come sia giusto farlo con una logica solida. Mi verrebbe da dire che quello che ha fatto sia una cosa estremamente malvagia ma non posso giudicarlo perché in fin dei conti sono convinto che sia semplicemente una persona triste che crede di fare del bene in maniera perversa.
Cordis
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#4 Messaggio da Cordis »

Mia madre si è impiccata quando io avevo 27 anni e lei 50, le volte precedenti aveva provato con overdose di farmaci, la prima volta che l'ho portata io in pronto soccorso avevo 15 anni.
Da bambino non sono stato bullizzato perché ero grosso e menavo come un fabbro, i maltrattamenti li subivo in casa, da questo punto di vista la mia infanzia è stata bruttarella...
Attualmente prendo Seroquel e Zoloft.
Leggo che ora dici di essere in buon compenso, io questo caso i pensieri suicidari non dovresti averli...
Circa i filmati sul suicidio: esclusi i medici che se ne occupano, ci sono 2 tipi di persone che si interessano del suicidio degli altri:
. quelli che vorrebbero suicidarsi essi stessi
. quelli che non hanno alcuna intenzione di suicidarsi.

I primi sono persone che soffrono in prima persona, a parlare è la loro stessa sofferenza, per loro si può anche provare pietà.
I secondi... se ne incontrassi uno avrei la tentazione di uccidere lui, non me stesso! È vero che non sono più giovane, ma posso sempre usare qualche attrezzo!
Diciamo che, secondo me, stanno nella stessa categoria dei pedofili e dei maniaci, L'ULTIMA cosa che ti deve interessare sono le loro motivazioni, stai lontano da loro, se non per denunciarli alla polizia di stato.
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Asmodeo
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#5 Messaggio da Asmodeo »

Un dolore enorme. Non so cosa farei se perdessi anche uno solo dei miei familiari in questo modo. Non mi sento di dirti frasi scontate che avrai sentito migliaia di volte.
Per questo ho un freno interiore.
Mi immagino di essere trovato da uno dei miei familiari, mi immagino di come potrei stravolgere la mia famiglia, le persone a cui voglio bene. A mia madre, a mio fratello più piccolo, a mia sorella.
Sì, il compenso dei farmaci mi permette di avere un umore stabile, ma i pensieri che ho non sono legati alla tristezza, sono li e basta. Sono deluso da me stesso. Non accetto che la genetica mi abbia fatto come mi ha fatto.
Non sopporto che mi venga detto "fai uno sforzo e rialzati" "Riprendi in mano la tua vita". Ma sono cose vere.
Riguardo il sito, ho cancellato la cronologia, ho cancellato le password di accesso, ho rimosso ogni riferimento che mi permetta di trovarlo, ci ho messo mesi a trovare quel sito.
Comunque sì, quell'uomo è un verme schifoso, ma d'altronde, se vai in un sito dove vendono vernice vai dalla persona che ha la vernice migliore e lui sa come fare la vernice migliore.
Quando dico quelle cose non è perché voglio giustificarli, è perché penso che alle volte la disperazione ti porta a fare cose stupide.
Lyra2.0
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#6 Messaggio da Lyra2.0 »

Ciao Asmodeo, siccome credo di non averti mai visto su myhelp inizio intanto con il darti il benvenuto! :hi:

Mi ha colpito abbastanza ciò che scrivi, forse perché in alcuni aspetti mi ci rivedo, come del resto mi rivedo in alcune cose raccontate da Cordis purtroppo, e questo significa che sento tanta sofferenza dietro le vostre parole.
Lo capisco bene quando qualsiasi cosa ti dicano, non c'è nulla che possa farti pensare "Ok, allora vale la pena andare avanti, forse migliorerà", quel sentire che dentro di te c'è solo un buco nero e sei semplicemente stanco di lottare ogni santissimo giorno perché quel dolore non ti segua come un'ombra ovunque vai.
Ho tentato il suicidio tante volte, e non sempre era in periodi in cui mi sentivo depressa, o almeno non nel senso dei sintomi classici. Anche se su questo vorrei dirti che spesso pensieri di farsi del male o di suicidio sono correlati più alla rabbia che alla tristezza, e vorrei dirti anche che spesso la depressione si può celare anche dietro sintomi non classici, nel senso che ci sono molteplici modi in cui si può manifestare, quindi dato che hai uno psichiatra di riferimento mi confronterei con lui, sempre che tu non l'abbia già fatto.
Ho perso il filo... dicevo: ho tentato il suicidio tante volte, mi sono fatta del male fisico tante volte, ho rischiato di non essere più in questo mondo seriamente, ci sono andata molto vicina. Ho una diagnosi di disturbo borderline di personalità da vari anni, anche se recentemente mi é stato rimandato che probabilmente sono stata diagnosticata erroneamente così ma in verità quasi sicuramente la reale diagnosi è disturbo post traumatico da stress complesso causato da traumi ripetuti e protratti nel tempo.
Ad ogni modo non è così importante per me il nome di quel che ho. Posso dirti che penso di aver sofferto parecchio, non so dire se più, meno, uguale a te, e non ha nemmeno senso paragonare le sofferenze. Ho una madre ex tossicodipendente che non ha mai risolto le sue problematiche psicologiche e che mi ha sempre maltrattata sin da piccolissima, tant'è che ho iniziato a soffrire di forte insonnia verso i 6 anni. Ho un padre bipolare, con disturbo di personalità e alcolismo. Lui ha tentato il suicidio svariate volte, una volta è finito in coma per giorni e pensavo che non si sarebbe più svegliato, ero una ragazzina allora. Sono stata bullizzata da tutti durante le scuole, anche se fortunatamente poco fisicamente.
Oggi sono migliorata tanto, ho fatto un grosso lavoro su di me, anche se spesso ancora oggi mi ritrovo a pensare: perché? Perché non sono riuscita a togliermi la vita quando ho avuto il coraggio di provarci?
Posso dirti che la cosa migliore che puoi fare è accogliere questa parte che ti dice che vuoi morire, come una parte che hai dentro che cerca di proteggerti a suo modo, che ti offre una via d'uscita dal dolore. Bada bene, accogliere non significa fonderti con quella parte e agire secondo i pensieri di quella parte, significa cercare di comprendere perché quella parte è presente ancora, nonostante tu ti senta stabile da tempo, cosa vuole comunicarti quella parte. E poi de-fonderti da essa il più possibile. Ad esempio se la dovessi immaginare quanti anni avrebbe? E cosa starebbe facendo la parte che ti dice che vuoi farla finita? Cosa gli diresti o faresti se fosse una persona a te cara? Ovvero... guarda questa parte da una prospettiva esterna, come se la osservassi da fuori.
Spero che come esercizio possa essere in qualche modo utile, ma fallo solo se te la senti e se sei in un posto che senti sicuro perché boh... a volte a me viene da piangere quando lo faccio, il che è anche positivo perché piangere fa buttare fuori un po' del dolore accumulato.
Altri consigli non ne ho, cadrei nel banale e hai già detto che qualsiasi cosa in questo momento non ti arriva, specie frasi fatte del tipo "è un momento, poi migliorerà". Che poi in casi come questi (mio, di Cordis, tuo) non è un momento, non può esserlo. Al massimo possono essere alti e bassi che vanno migliorando perché impari a gestirli meglio e a non farti affogare dal dolore. Ma penso che certa gente non possa capirlo. Sai la frase fatta "tutti hanno sofferto e/o soffrono, non fare l'esagerata/o"? Beh, penso sia una grandissima cazzata. Ci sono le sofferenze "normali" nella vita e quelle che sono anche un po' di troppo. Che non significa dire che ci sono sofferenze di serie A e B perché come detto sopra non si paragona la sofferenza propria ed altrui, ognuno vive a suo modo anche cose analoghe, però allora non ha senso dire "esageri".

Scusatemi, ho scritto troppo e parlato troppo di me e poco del tema del post... spero di aver scritto almeno qualcosa di sensato, boh.
Lyra.
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#7 Messaggio da Cordis »

Asmodeo, se i pensieri suicidari sono a livello "razionale", non associati a emozioni brutte (che spingono...), questo è un problema che si affronta benissimo in psicoterapia, ma anche tranquillamente, certo non è che passa tutto in tre giorni, ma si risolve, quindi fai bene a sottoporti a psicoterapia.

Altra cosa: ragazzi, sono in condizione di darvi un REALE messaggio di speranza.
Guardate che il tempo aiuta!
Se curate le emozioni (che sono quelle che fanno ammalare), anche solo il semplice passare del tempo aiuta a ridimensionare ogni pensiero.
A 25 anni non sarei mai riuscito a parlare apertamente delle cose che ho detto sopra, ora invece lo faccio, e lo faccio senza problemi!
Certo, sono ricordi brutti, ma non mi scomodano più dentro, non sento più (quasi) niente dentro, posso parlarne adesso e poi dimenticarmene.
Curate le emozioni! Fate psicoterapia e usate farmaci se necessario, che "i pensieri" passano!
Tu asmodeo, oggi non accetti la tua condizione, ma se dentro sei "libero", domani la accetterai perché saprai affrontarla, fra dieci anni tante cose che ora ti sembrano gravi ti sembreranno quisquilie, tra venti ancora di più.
E guardate che non dico questo per sminuire il dolore di nessuno, proprio per niente, lo dico perché dovete sapere che, se resistete, se vi curate, VINCERETE VOI! Il tempo è dalla vostra parte!
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#8 Messaggio da Asmodeo »

Ciao Lyra, sì sono nuovo. Grazie per essere intervenuta anche tu e grazie per il benvenuto.
Credo che questo pensiero di morte che mi porto a presso sia legato al fatto che a 33 anni non ho concluso nulla nella mia vita e vivo ancora nella cameretta nella casa dei miei genitori. Dai 19 ai 33 li ho passati tra deliri, depressioni e esasperazioni. Ho anche lavorato, mi sono divertito, ho gioito, ma non ho concluso l'università, non ho mai baciato una ragazza, non sono mai stato fidanzato. Sono un bel ragazzo, sono simpatico, scherzoso, nonostante tutte le difficoltà che ho nelle relazioni sociali, e soprattutto sono assertivo nel lavoro e non mi faccio mai mettere i piedi in testa. Ma il mio lavoro non mi rende felice, per questo ho deciso di licenziarmi per rincominciare a studiare mentre cerco un altro lavoro part time.
Guarda, mentre scrivo queste cose mi viene da piangere perché fondamentalmente io mi faccio schifo. Mi vergogno a dirlo ma tanto è una chat anonima, sono cattolico e credo nella castità ma uso la pornografia per placare l'ansia che mi distrugge. Non guardo mai roba brutta o umiliante per le donne ma ho enormi sensi di colpa per questo. Non ha nulla a che fare con il fatto che io pensi sia un peccato, so che lo è ma non è questo il punto. Quelle donne non esistono, sono solo un mezzo di fuga per la mia solitudine.
Io disprezzo tutto questo, non riesco ad accettarlo. La mia rabbia viene da li, un uomo inetto a cui è stato detto che con le sue capacità avrebbe potuto fare qualsiasi cosa, eppure sono stato pugnalato dalla mia storia. Io ero solo un bambino, ero solo una persona malata, una persona con neurodivergenze. Perché tutto questo? Perché non ho ricevuto nessun tipo di pietà? La fede, la Chiesa, la famiglia, sono le uniche cose che mi hanno aiutato. Ma ripeto, oggi sono troppo lontane.
Io capisco che tu dici di guardare questo e dire che il mio desiderio di morte è un modo di dire a me stesso che la mia rabbia è legittima e che è una parte di me che sta cercando di difendermi da tutto questo dolore ma dopo che l'ho riconosciuto? Cosa devo fare?
Una teoria psicoanalitica che mi affascina tanto è quella dell'analisi transazionale. L'Io Genitore, l'Io Adulto e l'Io bambino.
Chi è che rappresenta meglio questo dolore? L'io Bambino, schiacciato dall'Io Genitore mentre l'Io Adulto razionalizza sul fatto che non ha senso nulla.
Questa sofferenza è un bambino solo nel deserto che grida mentre nessuno lo sente. Io maschero la mia sofferenza con sorrisi e battute, nessuno sa come mi sento, nessuno oggi vede quanto sto male, per questo grida in silenzio.
Se fosse una persona diversa da me starei in silenzio, lo abbraccerei e non gli direi niente. Starei con lui tutto il tempo che serve, fino a quando non sarà lui stesso a parlare. La notte lo coprirei, gli cucinerei colazione pranzo e cena e gli leggerei dei libri. Tutto il tempo che serve.
Però ti giuro, è un bell'esercizio, sicuramente ci vuole tempo per metabolizzarlo, ma io sono stanco. Sono troppo stanco.
Vorrei che ci fosse pace, vorrei silenzio, vorrei vedere solo il cielo, vedere Dio che mi guarda e mi dice che mi ama e che tutto il paradiso è per me e che me lo gusterò per l'eternità e che la meraviglia che sperimenterò nello scoprire quanto lui mi ama sarà eterna, senza che finisca mai, senza che io mi stanchi mai di scoprirla.
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#9 Messaggio da Asmodeo »

Scusate, io non voglio buttare addosso il mio dolore su nessuno.
So che se siete qui è perché anche voi avete i vostri dolori. Forse il mio sfogo è stato eccessivo. Non voglio far soffrire nessuno né turbare.
Era solo uno sfogo.
E non volevo in nessun modo sminuire quello che hai detto tu Lyra, quel metodo sono sicuro che funzioni, come la psicanalisi junghiana di Cordis.
Solo che ora vedo tutto nero. Sono le 4 del mattino e non ho sonno nonostante mi sia riempito di ritalin e lormetazepam.
Vi auguro solo il meglio, che possiate essere felici e sempre sereni e che tutti i vostri desideri più profondi possano realizzarsi.
Domani sarò ancora qui, vivo e vegeto. Anche se già ora è già domani in effetti.
Cordis
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#10 Messaggio da Cordis »

Scusate, io non voglio buttare addosso il mio dolore su nessuno.
Non devi scusarti, questo forum serve anche per sfogarsi, poi ognuno legge ciò che crede.
Questi pensieri nocivi sono evidentemente associati ad emozioni altrettanto nocive, quanto sono forti? Se , deliberatamente, decidi di scacciare questi pensieri che succede?

Dal punto di vista "razionale" vale quello che ho detto sopra, col tempo certe cose passano.
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