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Galandumicchie
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Entropia,
capisco le tue perplessità.
L'unica cosa che posso dirti è che mi sono lanciato in quest'idea perché ritengo, magari sbagliando, di saper distinguere persone e situazioni e quindi di non poter danneggiare nessuno, ma tutt'al più (che è poi lo scenario più probabile e frequente) di non avere una vera, sostanziale influenza in nessun senso (ma con l'auspicio di averne una positiva, almeno una volta su tante).
Nel caso che poni, giustamente, della persona di cui non capisci subito quanto sia strutturata o fragile, vale appunto il discorso per cui tanto più ti esponi e ti sbilanci man mano che la capisci e in base a come ti si appalesa e comincia via via a delinearsi la sua fisionomia: non è qualcosa che fai di colpo dal primo istante nello stesso modo per tutti. Quindi mi permetto di dire che non vedrei il rischio. Tenendo conto che sarei sempre e comunque ispirato alla massima prudenza e discrezione.
Ovviamente ognuno agisce in base alla consapevolezza delle proprie capacità, consapevolezze e limiti.
Non posso certo chiederti di fidarti della mia autopercezione; a mia volta però io agisco e prendo iniziative in base ad essa.
D'altronde siamo tutti persone adulte e vaccinate, in grado di operare scelte liberamente: chi sono io per stabilire a priori che non posso proporre questa cosa perché paternalisticamente stabilisco che chi decidesse di rivolgersi a me non è sufficientemente consapevole di ciò che fa e si sta assumendo un rischio senza averne idea? Io propongo una chiacchierata, non voglio né popsso curare nessuno: chi vuole se la fa.
E, per inciso, mi chiedo anche se la psicoterapia sia a sua volta scevra da ogni rischio e se tutti coloro che formalmente sono attrezzati e qualificati per esercitarla siano sempre innocui e non facciano mai danni; semmai lì sì che non si scherza, perché il paziente si fida della qualifica e sospende le cautele generiche che si avrebbero con uno sconosciuto, il che dà un potere alla controparte che, se usato male (accadrà molto raramente, ma accade), può fare disastri molto seri.
Ma ciò ovviamente non significa che in generale non ci si debba fidare della psicoterapia, che ha aiutato tante persone, anche in modo decisivo e risolutivo.
E, per inciso, una persona influenzabile al punto da poter avere danni psicologici rilevanti da una chiacchierata con una persona priva di qualsiasi qualifica, che non si veste di alcuna autorevolezza, ma offre solo un confronto come con un amico, credo che abbia questo come l'ultimo problema: rischia semmai di essere influenzata molto negativamente nella vita di tutti i giorni, nel lavoro, nei rapporti famigliari o affettivi da gente in cattiva fede o manipolatrice.
E tra l'altro non vedo come le chiacchierate che si svolgono continuamente qui dentro, dove non saranno certo tutti specialisti, siano scevre da questo rischio: chiunque può dare consigli, suggerimenti e feedback a chiunque, comprese persone fragilissime e labili, magari influenzandole o indirizzandole in modo sbagliato, con conseguenze di ogni tipo. Non mi è ben chiaro in che senso una chiacchierata de visu o in videoconferenza sia diversa o più rischiosa.
Mi si può obiettare che qui, avvenendo la cosa alla luce del sole, altri possono rendersene conto, correggere, ma allora mi chiedo chi assicura che prevalgano quelli che, sia pure in buona fede, abbiano la ricetta giusta e non facciano mai danni, quando tutti sappiamo che ognuno o comunque molti di noi, quando dà un consiglio o un feedback, sta agendo a qualche livello delle sue proiezioni, scompensi, parti irrisolte. E allora si entra nell'ottica che nessuno deve dare un consiglio a nessuno se non è uno psicoterapeuta.
Io non penso minimamente ciò, ma se così fosse, quale sarebbe il senso di un forum come questo?
capisco le tue perplessità.
L'unica cosa che posso dirti è che mi sono lanciato in quest'idea perché ritengo, magari sbagliando, di saper distinguere persone e situazioni e quindi di non poter danneggiare nessuno, ma tutt'al più (che è poi lo scenario più probabile e frequente) di non avere una vera, sostanziale influenza in nessun senso (ma con l'auspicio di averne una positiva, almeno una volta su tante).
Nel caso che poni, giustamente, della persona di cui non capisci subito quanto sia strutturata o fragile, vale appunto il discorso per cui tanto più ti esponi e ti sbilanci man mano che la capisci e in base a come ti si appalesa e comincia via via a delinearsi la sua fisionomia: non è qualcosa che fai di colpo dal primo istante nello stesso modo per tutti. Quindi mi permetto di dire che non vedrei il rischio. Tenendo conto che sarei sempre e comunque ispirato alla massima prudenza e discrezione.
Ovviamente ognuno agisce in base alla consapevolezza delle proprie capacità, consapevolezze e limiti.
Non posso certo chiederti di fidarti della mia autopercezione; a mia volta però io agisco e prendo iniziative in base ad essa.
D'altronde siamo tutti persone adulte e vaccinate, in grado di operare scelte liberamente: chi sono io per stabilire a priori che non posso proporre questa cosa perché paternalisticamente stabilisco che chi decidesse di rivolgersi a me non è sufficientemente consapevole di ciò che fa e si sta assumendo un rischio senza averne idea? Io propongo una chiacchierata, non voglio né popsso curare nessuno: chi vuole se la fa.
E, per inciso, mi chiedo anche se la psicoterapia sia a sua volta scevra da ogni rischio e se tutti coloro che formalmente sono attrezzati e qualificati per esercitarla siano sempre innocui e non facciano mai danni; semmai lì sì che non si scherza, perché il paziente si fida della qualifica e sospende le cautele generiche che si avrebbero con uno sconosciuto, il che dà un potere alla controparte che, se usato male (accadrà molto raramente, ma accade), può fare disastri molto seri.
Ma ciò ovviamente non significa che in generale non ci si debba fidare della psicoterapia, che ha aiutato tante persone, anche in modo decisivo e risolutivo.
E, per inciso, una persona influenzabile al punto da poter avere danni psicologici rilevanti da una chiacchierata con una persona priva di qualsiasi qualifica, che non si veste di alcuna autorevolezza, ma offre solo un confronto come con un amico, credo che abbia questo come l'ultimo problema: rischia semmai di essere influenzata molto negativamente nella vita di tutti i giorni, nel lavoro, nei rapporti famigliari o affettivi da gente in cattiva fede o manipolatrice.
E tra l'altro non vedo come le chiacchierate che si svolgono continuamente qui dentro, dove non saranno certo tutti specialisti, siano scevre da questo rischio: chiunque può dare consigli, suggerimenti e feedback a chiunque, comprese persone fragilissime e labili, magari influenzandole o indirizzandole in modo sbagliato, con conseguenze di ogni tipo. Non mi è ben chiaro in che senso una chiacchierata de visu o in videoconferenza sia diversa o più rischiosa.
Mi si può obiettare che qui, avvenendo la cosa alla luce del sole, altri possono rendersene conto, correggere, ma allora mi chiedo chi assicura che prevalgano quelli che, sia pure in buona fede, abbiano la ricetta giusta e non facciano mai danni, quando tutti sappiamo che ognuno o comunque molti di noi, quando dà un consiglio o un feedback, sta agendo a qualche livello delle sue proiezioni, scompensi, parti irrisolte. E allora si entra nell'ottica che nessuno deve dare un consiglio a nessuno se non è uno psicoterapeuta.
Io non penso minimamente ciò, ma se così fosse, quale sarebbe il senso di un forum come questo?
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Non metto in dubbio il fatto che tu possa essere una persona empatica, attenta ed intuitiva e comprendo che queste qualità ti siano state riconosciute. Tuttavia, se la sola propensione personale fosse sufficiente, non avrebbe senso l’esistenza di percorsi di formazione specifici e di professioni regolamentate. Ecco perché penso sia importante fare una riflessione sui limiti e sulle responsabilità che emergono quando si entra, anche informalmente, in una relazione di aiuto.Galandumicchie ha scritto: L'unica cosa che posso dirti è che mi sono lanciato in quest'idea perché ritengo, magari sbagliando, di saper distinguere persone e situazioni e quindi di non poter danneggiare nessuno, ma tutt'al più (che è poi lo scenario più probabile e frequente) di non avere una vera, sostanziale influenza in nessun senso (ma con l'auspicio di averne una positiva, almeno una volta su tante).
Ovviamente ognuno agisce in base alla consapevolezza delle proprie capacità, consapevolezze e limiti.
Non posso certo chiederti di fidarti della mia autopercezione; a mia volta però io agisco e prendo iniziative in base ad essa.
Qui ci trovo un po' di incoerenza, permettimelo. Prima imposti questa "chiacchierata" in maniera asimmetrica (tu vieni da me - io ti aiuto a vedere dinamiche/lati di te che non avevi notato) e poi non vuoi prenderti la responsabilità di stabilire dei confini.D'altronde siamo tutti persone adulte e vaccinate, in grado di operare scelte liberamente: chi sono io per stabilire a priori che non posso proporre questa cosa perché paternalisticamente stabilisco che chi decidesse di rivolgersi a me non è sufficientemente consapevole di ciò che fa e si sta assumendo un rischio senza averne idea? Io propongo una chiacchierata, non voglio né posso curare nessuno: chi vuole se la fa.
Questo passaggio, nel contesto specifico di un forum frequentato da persone che spesso vivono ambivalenza e diffidenza verso la psicoterapia, rischia - anche involontariamente - di rafforzare esitazioni già presenti. Il riferimento successivo alla sua efficacia, seppur corretto, arriva dopo una premessa che potrebbe essere percepita come strumentale, pertanto rischia di suonare un po' vuota e circostanziale.E, per inciso, mi chiedo anche se la psicoterapia sia a sua volta scevra da ogni rischio e se tutti coloro che formalmente sono attrezzati e qualificati per esercitarla siano sempre innocui e non facciano mai danni; semmai lì sì che non si scherza, perché il paziente si fida della qualifica e sospende le cautele generiche che si avrebbero con uno sconosciuto, il che dà un potere alla controparte che, se usato male (accadrà molto raramente, ma accade), può fare disastri molto seri.
Ma ciò ovviamente non significa che in generale non ci si debba fidare della psicoterapia, che ha aiutato tante persone, anche in modo decisivo e risolutivo.
Senza dubbio lo psicoterapeuta resta comunque un essere umano e cose spiacevoli possono accadere. La differenza sta nel fatto che la professione dello psicoterapeuta prevede non solo un codice deontologico, ma anche un ordine al quale si può essere segnalati in caso di violazioni. Così come esiste un consenso informato e delle normative a tutela di entrambe le parti coinvolte.
Non è poi una costa scontata il fatto che chi si rivolga ad un professionista si affidi totalmente e ciecamente, anzi... Spesso c'è una certa ritrosia per tutta una serie di motivazioni.
Dal discorso che fai certe volte sembra quasi che tu ti ponga nell'ottica del male minore.E, per inciso, una persona influenzabile al punto da poter avere danni psicologici rilevanti da una chiacchierata con una persona priva di qualsiasi qualifica, che non si veste di alcuna autorevolezza, ma offre solo un confronto come con un amico, credo che abbia questo come l'ultimo problema: rischia semmai di essere influenzata molto negativamente nella vita di tutti i giorni, nel lavoro, nei rapporti famigliari o affettivi da gente in cattiva fede o manipolatrice.
E tra l'altro non vedo come le chiacchierate che si svolgono continuamente qui dentro, dove non saranno certo tutti specialisti, siano scevre da questo rischio: chiunque può dare consigli, suggerimenti e feedback a chiunque, comprese persone fragilissime e labili, magari influenzandole o indirizzandole in modo sbagliato, con conseguenze di ogni tipo. Non mi è ben chiaro in che senso una chiacchierata de visu o in videoconferenza sia diversa o più rischiosa.
Mi si può obiettare che qui, avvenendo la cosa alla luce del sole, altri possono rendersene conto, correggere, ma allora mi chiedo chi assicura che prevalgano quelli che, sia pure in buona fede, abbiano la ricetta giusta e non facciano mai danni, quando tutti sappiamo che ognuno o comunque molti di noi, quando dà un consiglio o un feedback, sta agendo a qualche livello delle sue proiezioni, scompensi, parti irrisolte. E allora si entra nell'ottica che nessuno deve dare un consiglio a nessuno se non è uno psicoterapeuta.
Io non penso minimamente ciò, ma se così fosse, quale sarebbe il senso di un forum come questo?
Anche se continui a dire di non volerti vestire di autorevolezza, di offrire il confronto informale di un amico, di fatto stai proponendo un rapporto non paritario. Per quanto non si tratti di un aiuto strutturato, ti stai mettendo in una posizione superiore rispetto a chi viene da te e questo è molto diverso da ciò che accade qui.
Al di là della trasparenza (perché appunto qui è tutto scritto), l'ottica è che siamo tutti sulla stessa barca. Nessuno si pone al di sopra degli altri.
Non sto dicendo che non si possano dare consigli senza una laurea, sto dicendo che il tipo di servizio che vuoi offrire presenta delle ambiguità e dei rischi che vanno considerati, così come uno squilibrio gerarchico che non dovrebbe esistere in una relazione tra pari. Non c'è tutela per nessuna delle due parti in causa.
E quando è sicura, si leva sulla creatura, solleva su di lei le braccia, e prende a cantare. Allora le costole e le ossa delle gambe cominciano a ricoprirsi di carne e le creature si ricoprono di pelo. La Lupa canta ancora, e quasi tutte le creature tornano in vita, con la coda ispida e forte che si rizza.
E ancora La Loba canta e il lupo comincia a respirare.
E ancora La Loba canta così profondamente che il fondo del deserto si scuote, e mentre lei canta il lupo apre gli occhi, balza in piedi e corre lontano giù per il canyon.
In un momento della corsa, per la velocità della corsa medesima, o perché finisce in un fiume, o perché un raggio di sole o di luna lo colpisce alla schiena, il lupo è d’un tratto trasformato in una donna che ride e corre libera verso l’orizzonte.
- La storia della Loba, tratta dal libro "Donne che corrono coi lupi" di Clarissa Pinkola Estés.
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ClaudiaK
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Galandumicchie ha scritto: Ciao,
un po' forse mi sono espresso male. Intendevo una persona inquieta, non risolta del tutto, ma con una base di struttura e autoconsapevolezza, non una persona fragile, influenzabile e come tale dannegiabile,
un po' tieni anche conto che che può anche essere che ci sia poco o non ci sia alcun riscontro a questa mia proposta. Cioè io ci provo, ma può anche essere che non esista il profilo di persona potenzialmente interessata a una cosa di questo tipo. E in quel caso pazienza.
Scusami, ma...tu ce la vedi una persona che, con una base di struttura e autoconsapevolezza, si rivolga ad un totale sconosciuto per avere "consulenza esistenziale" ?
Non per questo penso che la tua proposta sia destinata a cadere nel vuoto.
Penso però che possa aderire soltanto chi si senta drammaticamente solo- fragile-perso e non abbia la minima fiducia in se stesso, ma neanche alcuna consapevolezza del mondo. E cioè quel tipo di persone che (per dire) poi ritrovi vittime di maghi e santoni e sette, in conclamata "circonvenzione d'incapace" .
E d'altra parte, almeno nei miei limiti immaginativi, soltanto una "promessa di riscatto" che sia legata a religioni e simili può prestarsi ad essere la illusoria panacea dei mali di chi è così profondamente disorientato da...andare a chiedere <consulenza esistenziale> a uno che non conosce per niente.
In caso contrario...qualunque consulenza si chiede a persone che si conoscono e che ci "ispirano" e che ci appagano nel dialogo.
Così come, sul lato di chi la offre, non può esistere <consulenza esistenziale> che non sia basata sulla conoscenza della persona e della storia e del carattere del consultante, e tutto questo richiede sia dedizione che tempo, nalla consapevolezza che ognuno di noi è diverso dall'altro per indole-storia-energia- e anche per età e cultura di vita!
Non ti nascondo , poi, che mi è sembrato parecchio contraddittorio il tuo voler aiutare e , in parallelo, il tuo "aver poco tempo" per farti conoscere qui... Nel senso che questo tuo dire mi ha fatto pensare a chi ritenga di avere "una via universale" da proporre.
E il cercho mi si chiude, senza alcuna presunzione e con tutta sincerità, sull'ipotesi che l'unica "risposta jolly" si trovi in proposte di tipo fideistico.
Prendiamo la nostra serissima Religione "di Stato" : la promessa della vita eterna, se interiorizzata, "sana" tanto l'ottantenne che il ventenne.
Così come il Testimone di Geova è convintissimo di portarmi la salvezza quando mi suona al citofono per lasciarmi i giornalini del caso e fare due chiacchiere sul tema...
Odio le citazioni. Dimmi quello che hai capito TU.
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kathellyna
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non ho capito se si tratta di "consulenze" a tema religioso o comunque spirituale, in caso andrebbe specificato perché non per tutti potrebbe andare bene.
comunque, al di là di tutte ste polemiche che leggo nei post sopra, ci sono molte persone sole su questo forum a cui magari potrebbe fare anche piacere parlare con qualcuno che si offre gratuitamente di aiutare.
comunque, al di là di tutte ste polemiche che leggo nei post sopra, ci sono molte persone sole su questo forum a cui magari potrebbe fare anche piacere parlare con qualcuno che si offre gratuitamente di aiutare.
- Navigator63
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- Citazione: Non possiamo scegliere cosa ci accade, ma possiamo sempre scegliere come reagire a ciò che ci accade.
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Concordo pienamente con questa visione.Galandumicchie ha scritto:Intendevo una persona inquieta, non risolta del tutto, ma con una base di struttura e autoconsapevolezza, non una persona fragile, influenzabile e come tale dannegiabile
La realtà non è mai in bianco O nero. Ugualmente, non esistono solo persone "sane" OPPURE "malate / problematiche".
In realtà c'è un continuum, dalla persona che ha del tutto perso il lume della ragione a quella "illuminata" che ha del tutto realizzato se stessa (e forse questa è un'utopia) - con tutti i "gradini" intermedi.
Per cui è del tutto plausibile che anche persone mature e ben sviluppate possano avere dubbi, incertezze, difficoltà o "aree d'ombra"... e che qualcuno con adeguate abilità e competenze possa dar loro un contributo utile.
A volte anche solo una persona che ci ascolta "a cuore aperto" ci aiuta a trovare risposte dentro noi stessi.
A questo proposito, condivido quello che già ti è stato suggerito: dare un commento o contributo a discussioni che rientrino nelle tue aree d'interesse.un po' tieni anche conto che che può anche essere che ci sia poco o non ci sia alcun riscontro a questa mia proposta.
Non è che devi farne un lavoro... anche solo dare un'occhiata al forum una volta alla settimana, e vedere se c'è qualche discussione che ti coinvolge.
In questo modo non saresti più una "voce anonima", ma qualcuno che si mette in gioco, offre un punto di vista e si fa conoscere.
Il mio Blog "Psicofelicità": https://psicofelicita.blogspot.com/
Winners find a way, losers find an excuse.
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ClaudiaK
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Infatti : nessuno ha mai messo in dubbio quanto dici, almeno se parliamo di persone normodotate sul piano intellettivo/cognitivo, ma non si può negare che ci sono anche Persone che hanno gravi deficit in tal senso, e che quasi sempre sono Persone che non fanno del male a nessuno, ma che non riescono a pararsi dal male che altri possono fare a loro.Navigator63 ha scritto:
La realtà non è mai in bianco O nero. Ugualmente, non esistono solo persone "sane" OPPURE "malate / problematiche".
In realtà c'è un continuum, dalla persona che ha del tutto perso il lume della ragione a quella "illuminata" che ha del tutto realizzato se stessa (e forse questa è un'utopia) - con tutti i "gradini" intermedi.
Per cui è del tutto plausibile che anche persone mature e ben sviluppate possano avere dubbi, incertezze, difficoltà o "aree d'ombra"... e che qualcuno con adeguate abilità e competenze possa dar loro un contributo utile.
A volte anche solo una persona che ci ascolta "a cuore aperto" ci aiuta a trovare risposte dentro noi stessi.![]()
Quanto alle persone normodotate (o persino plusdotate) che possono ricevere colpi talmente feroci dalla vita da ritrovarsi KO, certamente ce ne sono : basti pensare a chi perde un figlio in giovane età o a chi se lo ritrova bel <mondo degli scomparsi> o a chi subisce tradimenti gravissimi nel mondo degli affari o del lavoro, o anche nel mondo degli affetti più sacri (penso spesso alla vicenda tragica ripercorsa nel libro <Era mio figlio. E voleva uccidermi>).
Sono tutte situazioni gravemente destabilizzanti, che determinano la necessità disperante di rivedere la propria vita e le certezze su cui la si è fondata da sempre. Tutte situazioni in cui può essere sentito il bisogno di un aiuto, di una mano tesa.
Paragono questo bisogno ad arsura che genera sete. E' umanissima questa sete, e rende vitale anche un bicchier d'acqua che le appaia di sollievo.
Fondamentale, però, è accertarsi che il bicchiere offerto sia di acqua potabile e non...magari...di limpidissima acqua ossigenata a 130 volumi.
E personalmente non posso fingere di dimenticare che un'arsura estrema possa indurre a deglutire la seconda anche nella persona destabilizzata che sia sempre stata perfettamente in grado di intendere e volere, e non voglio neanche pensare alla facilità con cui potrebbe farlo chi ha gravissimi deficit intellettivi.
Dal mio punto di vista l'ipotesi di offrire <consulenza esistenziale> DA sconosciuto A sconosciuti si presta a forti pericoli tanto per chi la offre quanto per chi la accetta.
Mi sento anche sciocca a dilungarmi sul perchè relativo a chi la accetta, atteso che ognuno di noi si è sentito dire dall'infanzia il noto e sempre opportuno "non accettare caramelle dagli sconosciuti".
Ma lo trovo potenzialmente pericoloso anche per chi la offre, posto che la curiosità di vedere in cosa consista questa <consulenza esistenziale> potrebbe teoricamente attirare l'interesse di quanti, per nulla disabili mentalmente, stessero al gioco vivendolo appunto come un gioco (piuttosto maligno e perverso) per dare un qualche "scacco matto" al "consulente", per finalità che possono essere le più varie, ivi compresa quella (sempre più frequente) di fare scoop lautamente rivendibile anche solo a qualche testata locale...
Odio le citazioni. Dimmi quello che hai capito TU.
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Etropia,
ciò che posso dirti è che la parità nei fatti è un'astrazione, perché la maggior parte delle situazioni di interazione umana hanno una qualche forma di dissimmetria.
Se valesse una simile logica, uno non potrebbe dare un consiglio a un amico con dei problemi. Invece nella mia esperienza amici non specialisti ma con la giusta sensibilità e intelligenza possono dare feedback preziosissimi. Non possono accompagnare, di massima, in un processo trasformativo, questo no. Come non mi ripropongo di farlo io: fornire degli spunti è molto diverso che "curare".
ciò che posso dirti è che la parità nei fatti è un'astrazione, perché la maggior parte delle situazioni di interazione umana hanno una qualche forma di dissimmetria.
Se valesse una simile logica, uno non potrebbe dare un consiglio a un amico con dei problemi. Invece nella mia esperienza amici non specialisti ma con la giusta sensibilità e intelligenza possono dare feedback preziosissimi. Non possono accompagnare, di massima, in un processo trasformativo, questo no. Come non mi ripropongo di farlo io: fornire degli spunti è molto diverso che "curare".
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Galandumicchie
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ClaudiaK,
può essere che sia come tu dici. Se davvero mi si rivolgesse solo la persona ultra-fragile, che ha bisogno di bel altro sostegno, la rimbalzerei con tatto e sarebbe la dimostrazione che questo tipo di proposta non ha un un potenziale bacino. È possibilissimo: se non provo a farla, come ho fatto, non lo saprò mai.
"Non ti nascondo , poi, che mi è sembrato parecchio contraddittorio il tuo voler aiutare e , in parallelo, il tuo "aver poco tempo" per farti conoscere qui... Nel senso che questo tuo dire mi ha fatto pensare a chi ritenga di avere "una via universale" da proporre. "
Scusa, non sono bravo tecnicamente a quotare.
Questo te lo chiarisco subito: il punto non è il tempo in sé (anche se poi interagire in un forum, se uno si fa prendere la mano, può diventare pervasivo, mentre un'ora come accordo a priori ha un limite intrinseco), ma l'alienazione che sento nella comunicazione scritta rispetto a quella de visu, come ho già accennato. Lì qualche inquietuine in più ce l'ho, perché si rischia di dare consigli a una persona che non vedi e che dietro ciò che scrive magari dissimula, senza volerlo, tratti molto diversi, col risultato che il consiglio è magari completamente sbagliato. Per inciso, non mi è ben chiaro per es. come i caveat, peraltro in sé sensati, di Entropia non si applichino a tale tipo di interazione.
"E il cercho mi si chiude, senza alcuna presunzione e con tutta sincerità, sull'ipotesi che l'unica "risposta jolly" si trovi in proposte di tipo fideistico.
Prendiamo la nostra serissima Religione "di Stato" : la promessa della vita eterna, se interiorizzata, "sana" tanto l'ottantenne che il ventenne.
Così come il Testimone di Geova è convintissimo di portarmi la salvezza quando mi suona al citofono per lasciarmi i giornalini del caso e fare due chiacchiere sul tema..."
Qui non ho capito granché la pertinenza: spiega meglio.
può essere che sia come tu dici. Se davvero mi si rivolgesse solo la persona ultra-fragile, che ha bisogno di bel altro sostegno, la rimbalzerei con tatto e sarebbe la dimostrazione che questo tipo di proposta non ha un un potenziale bacino. È possibilissimo: se non provo a farla, come ho fatto, non lo saprò mai.
"Non ti nascondo , poi, che mi è sembrato parecchio contraddittorio il tuo voler aiutare e , in parallelo, il tuo "aver poco tempo" per farti conoscere qui... Nel senso che questo tuo dire mi ha fatto pensare a chi ritenga di avere "una via universale" da proporre. "
Scusa, non sono bravo tecnicamente a quotare.
Questo te lo chiarisco subito: il punto non è il tempo in sé (anche se poi interagire in un forum, se uno si fa prendere la mano, può diventare pervasivo, mentre un'ora come accordo a priori ha un limite intrinseco), ma l'alienazione che sento nella comunicazione scritta rispetto a quella de visu, come ho già accennato. Lì qualche inquietuine in più ce l'ho, perché si rischia di dare consigli a una persona che non vedi e che dietro ciò che scrive magari dissimula, senza volerlo, tratti molto diversi, col risultato che il consiglio è magari completamente sbagliato. Per inciso, non mi è ben chiaro per es. come i caveat, peraltro in sé sensati, di Entropia non si applichino a tale tipo di interazione.
"E il cercho mi si chiude, senza alcuna presunzione e con tutta sincerità, sull'ipotesi che l'unica "risposta jolly" si trovi in proposte di tipo fideistico.
Prendiamo la nostra serissima Religione "di Stato" : la promessa della vita eterna, se interiorizzata, "sana" tanto l'ottantenne che il ventenne.
Così come il Testimone di Geova è convintissimo di portarmi la salvezza quando mi suona al citofono per lasciarmi i giornalini del caso e fare due chiacchiere sul tema..."
Qui non ho capito granché la pertinenza: spiega meglio.
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Navigator,
posso anche provarci. Per me l'ostacolo, come ti dicevo, resta l'assenza di tutta l'essenziale componente di sguardo, corporea, di tono della voce, ecc., che rende la cosa molto molto innaturale.
posso anche provarci. Per me l'ostacolo, come ti dicevo, resta l'assenza di tutta l'essenziale componente di sguardo, corporea, di tono della voce, ecc., che rende la cosa molto molto innaturale.
- P.S.
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Ciao benvenutoGalandumicchie ha scritto:Salve a tutti,
premetto che non sono uno psicologo, né un terapeuta: ho una formazione di tipo umanistico (dottorato in linguistica) e mi occupo di ricerca in ambito accademico.
Ma poiché mi è stata in più occasioni riconosciuta una capacità di mettere a fuoco con lucidità ed empatia i nodi esistenziali e i nuclei disfunzionali altrui, così come anche i punti di forza e le potenzialità, ho pensato che potrei mettermi in gioco in un supporto di questo tipo, a titolo totalmente gratuito, per essere d'aiuto ad altri.
Ciò che offro sono chiacchierate di persona su Milano e online in videoconferenza per chi abita altrove.
Sia chiaro che tali colloqui non sostituiscono a nessun titolo un supporto terapeutico specialistico, ma si propongono come un confronto, un feedback, un aiuto informale e non strutturato: il mio obiettivo è fornire stimoli, spunti che possano risultare fecondi per l'interlocutore.
Contattatemi pure, rispondendo al post oppure in privato.
La tua proposta è molto interessante, non credo di averne lette di questo tipo in giro per il forum. Per alcuni aspetti mi accodo a chi ti ha mosso delle perplessità nello specificare quale sia il tuo perimetro d’azione ma mi pare di capire che sia più un banco di prova per te che per chi voglia effettivamente mettersi in discussione. Anche se tu ti sei premurato di formalizzare la tua intenzione credo che di fatto (parlo partendo dalla mia esperienza) ognuno di noi in questo contesto si è messo in discussione e consapevolmente (o inconsapevolmente) abbia dato degli spunti ad altri utenti.
Diciamo che in mancanza di “attestati” da esibire, almeno il primo possibile incontro con una persona che voglia darsi questa possibilità non conoscendo nulla di te (ma a cui tu hai dato un ruolo come te lo sei dato tu) potrebbe essere colmo di imbarazzo. Se io accettassi la tua proposta sarei ben consapevole di ciò che sto facendo, non avrei problemi a parlare e sarebbe una chiacchierata informale come potremmo averla da pari, ma se avessi davanti una persona più fragile le cose sarebbero molto più complesse.
Il nucleo del mio discorso comunque è: perchè ti sei sentito di proporre questa iniziativa? Stai valutando di fare un percorso professionale in tal senso?